Salone del libro di Torino- 2019

avatar

Postato da
il

La cultura non contempla frontiere o linee divisorie, la cultura i confini li salta. Supera divisioni, frantuma muri, balza dall’altra parte. Per creare. Come fa il lettore del “contro-romanzo” di Julio Cortázar, grande maestro del Novecento, libro sconfinato e invito alla ribellione, alla fuga e all’avventura, perché costruito in modo che chi legge possa scegliere dove andare attraverso le pagine, da leggere oppure scartare.

È Il gioco del mondo, una delle opere più felici e influenti degli ultimi cinquant’anni, titolo e tema scelti per questa 32° edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino. (www.salonelibro.it)

Il Salone del Libro di Torino è un evento atteso e immancabile per tutti gli appassionati di libri e lettura. L’edizione del 2019 si terrà a Lingotto Fiere dal 9 al 13 maggio.

Il programma completo è ancora da svelare ma molte informazioni sono già disponibili.
Tra queste, la nuova collocazione nel secondo Padiglione dello spazio Bookstock Vilage, destinato a ragazzi e scuole. Questo sarà il luogo dove “sperimentare con la scienza, con il digitale, vedere le illustrazioni dei più grandi autori internazionali e sprigionare la propria creatività artistica.”

Una interessante novità è che certamente data dal fatto che non ci sarà un paese ospite, come avvenuto nelle passate edizioni, ma una lingua ospite: lo spagnolo. Saranno, quindi, presenti autori provenienti da varie parti del mondo, accumunati dalla propria lingua madre.

Per saperne di più:
Sito
Facebook
Instagram
Twitter
Youtube

Leggi tutto ►

Davide Angelo Oldani

Zero – In cammino per una nuova pagina

PassengerZero, 2019
avatar

Postato da
il

Con lo sbattere della porta se ne andava l’ultimo treno per una vita normale. Cosa restava?

Se sei giovane e soffri di ansia e attacchi di panico non hai vita facile. Proprio negli anni in cui dovresti affacciarti al mondo con tutta l’energia di cui disponi, ti trovi imbrigliato in mille legacci che non riesci a sciogliere, che ti fanno sentire inadeguato, incapace di vivere, sbagliato.

Davide Oldani, l’autore di questa autobiografia, per molto tempo si è sentito così, in balia degli eventi, privo di una bussola interiore che gli indicasse la strada.
La lunga e difficile separazione tra i suoi genitori lo ha logorato, spingendolo spesso a stordirsi per non pensare.
La passione per la musica gli ha permesso di resistere alle difficoltà per molto tempo, ma non è stata sufficiente e all’età di ventinove anni Davide raggiunge il suo “momento zero”. Rassegnato, è convinto di aver toccato il fondo e non vede per sé una via d’uscita.

Invece – come la vita insegna – una via d’uscita c’è sempre e Davide la trova quando proprio non ci spera più.
Senza pianificare nulla, affidandosi al puro istinto, Davide sale sul primo treno e parte per un viaggio lungo il Cammino di Santiago. E’ convinto che si tratterà di una breve parentesi e si aspetta di tornare poi alla solita vita.
Invece con quel viaggio tutto cambia!

Quel bellissimo percorso a piedi di mille chilometri gli offre l’occasione di scrollarsi di dosso i pesi che lo tenevano ancorato ad una vita che non gli piaceva.
Per un mese Davide percorre ogni giorno decine di chilometri attraverso montagne e colline. Ogni sera un letto diverso lo aspetta. Niente alberghi, solo l’essenziale: una stanza da condividere con altri, un materasso e qualcosa da mangiare. Davide incontra tante persone diverse, accomunate dal desiderio di avvicinarsi ad una dimensione più spirituale, che prenda le distanze dai troppi bisogni materiali e presti più attenzione alle inclinazioni personali, alla natura di ciascuno.
Davide scopre poco per volta la sua parte più vera e torna dal viaggio sentendosi finalmente se stesso!
C’è molto meno spazio ora per ansia ed attacchi di panico e molto più tempo per perseguire i propri sogni e desideri.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche
Il cammino di Santiago – Paulo Coelho
Mi chiamo Chuck – Aaron Karo
Il mio inverno a Zerolandia – Paola Predicatori

… vedi anche
Il cammino per Santiago – Emilio Estevez
It’s a kind of a funny story – Anna Boden
Molto forte, incredibilmente vicino – Stephen Dalory

ed ascolta anche
Heroes – David Bowie
Fields of gold – Sting
Just breathe – Pearl Jam
Grandine – Marta sui tubi
Il mercante dei sogni – Timoria
Il suonatore Jones – Fabrizio De Andrè

Leggi tutto ►

Ray Bradbury

Cento racconti

Mondadori,2013
avatar

Postato da
il

Il signor Spallner si copri il viso con le mani.
C’era la sensazione di muoversi nello spazio, l’urlo incredibile della tortura, l’impatto e il rotolare dell’auto sul muro, attraverso il muro, oltre e di sotto come un giocattolo e lui che veniva lanciato fuori. Poi… silenzio.
La folla arrivò correndo. Là dove giaceva, lui la sentì venire.

“Quello che voglio è divertirmi con le idee, gettarle in aria come coriandoli e poi correrci sotto e farmele piovere sulla testa. Scrivere è la gioia e la pazzia più squisita della mia vita” (Ray Bradbury, 1976).

Leggere un storia di Bradbury significa esporsi senza filtri a fantasia e poesia, ma anche ad inquietudine e cambi di scena inaspettati, che stordiscono ed affascinano.

Bradbury è maestro nel creare in poche pagine un’atmosfera di totale coinvolgimento: il suo genere è la fantascienza, permeata di mistero ed irrequietezza, con rimandi horror, focalizzata più sugli aspetti psicologici che su quelli tecnologici.

Nei suoi racconti prevale lo sguardo sull’essere umano, sul suo sentire, sulle sue emozioni e reazioni.
Bradbury è maestro assoluto nel delineare scenari, personaggi ed eventi sempre in bilico tra il possibile e l’inverosimile.

In questa autoantologia pubblicata per la prima volta nel 1980, lo stesso Bradbury ha selezionato cento racconti che seguono quasi quarant’anni della sua vita, dal 1943 al 1980.
Difficile scegliere i migliori: sono tutti entusiasmanti!
Sicuramente una menzione speciale meritano “Il lago”, “La bara”, “La falce”, “La folla”, “Rumore di tuono”.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche
Fahrenheit 451 – Ray Bradbury
Cronache marziane – Ray Bradbury
La guerra dei mondi – H.G. Wells
I racconti – Edgar Allan Poe
1984 – George Orwell

e vedi anche
Fahrenheit 451 – Francois Truffaut
Black Mirror – serie televisiva

Leggi tutto ►

Samantha Cristoforetti

Diario di un’apprendista astronauta

La Nave di Teseo, 2018
avatar

Postato da
il

Residenti e custodi dell’avamposto dell’umanità nello spazio, abbiamo abitato corpi senza peso e maneggiato oggetti senza peso, abbiamo sperimentato la forza liberatoria e rinvigorente dei sogni che si realizzano, insieme alla responsabilità di meritare ogni giorno un privilegio riservato a pochi: rappresentare l’umanità nello spazio, l’ultima frontiera.

Un libro che si vorrebbe non finisse mai!
Nel suo “Diario di un’apprendista astronauta” Samatha Cristoforetti ci conduce in un meraviglioso, appassionante viaggio nei luoghi senza confini dello spazio e dell’animo umano: un’esperienza esaltante, un inno alla scienza ed all’Uomo che lascia un segno profondo in chi legge.

Attraverso il racconto di Samantha vivrete gli anni di preparazione al lancio spaziale che l’ha portata – nel Novembre 2014 – sulla Stazione Spaziale Internazionale in qualità di ingegnere di bordo, in orbita attorno alla Terra, a 400 km di distanza dal suolo, per quasi sette mesi.

Conoscerete da vicino una comunità scientifica mirabilmente viva, un mondo senza frontiere in cui ciò che conta è la condivisione del sapere, il razionale, tenace, continuo slancio verso la conoscenza ed il superamento dei limiti umani.

Sognerete ad occhi aperti immaginando le entusiasmanti – ed estenuanti – simulazioni nel Johnson Space Center di Houston e le giornate di studio nella “Città delle Stelle” nello Yuri Gagarin Cosmonaut Training Center, abitato unicamente da cosmonauti, scienziati e ricercatori. Parteciperete alle operazioni di lancio e di rientro sulla Terra a bordo del veicolo spaziale Soyuz.

Il racconto di Samantha si sviluppa in un equilibrio perfetto tra un punto di vista rigorosamente scientifico e uno slancio che solo una passione viscerale può spiegare.
Questo diario ci restituisce l’immagine di una figura umana completa, che nel clima asfittico di questi ultimi tempi, rappresenta una preziosa boccata di aria fresca!

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche
Guida galattica per gli autostoppisti – Douglas Adams
Carrying the fire: An Austronaut’s Journeys – Michael Collins (in inglese)
Volare. 166 giorni con @astro_luca – Luca Parmitano
Le cosmicomiche – Italo Calvino
Il Piccolo Principe – Pilota di Guerra / Antoine De Saint-Exupery

vedi anche
Astrosamantha. La donna dei record nello spazio – Gianluca Cerasola
Eva23 – Docufilm
Volare sulla Stazione Spaziale – Rai Scuola
Star Trek – serie televisiva
Gravity – Alfonso Cuaron
2001 Odissea nello spazio – Stanley Kubrik
The last man on the moon – Marc Craig
Guida galattica per autostoppisti – Garth Jennings
The Martian – Ridley Scott

ed ascolta anche
Space Oddity – David Bowie/Chris Hadfield
Futura – Lucio Dalla
Amelia – Joni Mitchell

Leggi tutto ►

Stoned Jesus

Seven Thunders Roar

Moon Records, Ucraina
avatar

Postato da
il

Mirror-mirror show me now what will I become and how
For now I’m just a Mountain
I’m the Mountain

Difficilmente si ascolta un gruppo ucraino. Ancora più difficilmente si ascolta un gruppo ucraino che suona Stoner Metal.
Ma ecco che, mentre cerco informazioni per scrivere questa recensione, scopro che effettivamente ascoltavo già a mia insaputa un gruppo ucraino che fa Stoner; gli Stoned Jesus. Lo Stoner Metal è un genere musicale che si pone all’opposto del Thrash Metal; tempi lentissimi, accordature degli strumenti abbassate e una particolare attenzione per l’atmosfera.

Solo 5 brani compongono Seven Thunders Roar: Bright Like the Morning e I’m the Mountain (quest’ultima un piccolo capolavoro) si caratterizzano per il sound abbastanza blueseggiante: le sonorità riportano alla mente i The Doors oppure Jimi Hendrix. Ma i pezzi sono lunghi e c’è spazio (abbondante) anche per più elettricità e pesantezza sonora. Electric Mistress invece invoca i giganti Black Sabbath; sound che sfiora il Doom, ascoltando questo pezzo ci si immerge appieno negli anni ’70. Gli ultimi due pezzi, Indian e Stormy Monday, risultano più dirette rispetto ai pezzi precedenti; più dirette relativamente perché complessivamente durano comunque 13 minuti.

Un gran bell’album che, senza aver le pretese di innovare o creare nulla, risulta ben scritto e d’ispirazione. Consigliato soprattutto a chi, nel Metal, ci vede solo grida e confusione.

Se ti è piaciuto ascolta anche: Lateralus – Tool
leggi anche: Kill all Enemies - Melvin Burgess

Leggi tutto ►

Dutch Nazari

Ce lo chiede l’Europa

Undamento, 2018
avatar

Postato da
il

L’economia ha un movimento oscillante, ogni tanto dà un contraccolpo
Come un barcone nel mare con trecento persone a bordo
Qualcuno strilla “Chiudete il porto!”
E intanto suo figlio è in un aeroporto
E ha in una mano un biglietto di solo andata per Toronto
E nell’altra un passaporto

“Ce lo chiede l’Europa”: una frase fatta, un titolo provocatorio per l’ultimo album di Dutch Nazari, cantautore padovano.
Parole con le quali per lungo tempo si è cercato di gestire il malcontento dell’opinione pubblica di fronte a scelte sgradite: una scusa per scrollarsi di dosso la responsabilità politica. E così l’Europa è stata spesso ridotta a capro espiatorio, sminuita nella sua valenza aggregante, di stimolo alla conoscenza reciproca ed allo scambio tra nazioni.

L’album di Dutch Nazari veicola proprio questo messaggio: parla di incertezza, perdita di fiducia nel futuro, contraddizioni, conflitto tra generazioni, ma anche di sogni, ricordi, speranza.
Emozioni e riflessioni presentate attraverso tredici brani: istantanee appese in una bacheca ideale, tutte diverse, alcune allegre, altre acide, altre ancora sfocate e caotiche.

Il genere musicale è hip-hop, rap.

Di grande impatto è il brano di apertura Calma le onde: parole importanti per un messaggio forte.
Bellissima poi la canzone “Girasoli”, dedicata al fratello che vive a Londra: parole di una dolcezza disarmante, molto evocative.
Il brano “Mirò” ci descrive il mondo come un quadro astratto, che pare svelarsi agli occhi del cantante come il luogo in cui tutto è possibile: uno spazio in cui sperare che i propri sogni si realizzino, astratti o concreti che siano.

Ti è piaciuto questo album? Allora leggi anche Generazione Erasmus – Davide Faraldi

e vedi anche L’appartamento spagnolo – Cedric Klapisch

Leggi tutto ►

Haifaa Al-Mansour

Mary Shelley, un amore immortale

2018, Parallel Film, Regno Unito
avatar

Postato da
il

Ognuno di noi scrive una storia, una storia di fantasmi. Guardate oltre!

Siamo davanti alla nuova prova cinematografica di Haifaa al-Mansour che dopo l’avvincente La bicicletta verde torna a parlare di donne dalla carica rivoluzionaria.

Mary Shelley era figlia di un filosofo, editore e della protofemminista, Mary Wollstonecraft, autrice del magnifico A Vindication of the Rights of a Woman (La rivendicazione dei diritti della donna). Questa morì di setticemia a pochi giorni dal parto, mentre il padre introdusse Mary al latino, al greco, e le trasferì l’amore per la lettura. La coltissima Mary inizia a scrivere sin da giovanissima ma senza risultati soddisfacenti. Decide di abbandonare le opere classiche per connettersi a quello sentiva proprio: un profondo senso del gotico, dell’orrore, la passione per la meccanica e la scienza e la profonda fame di passione. Inizia così a concepire l’immortale romanzo Frankenstein. Il racconto confinato nella gioventù ha però uno sviluppo dopo la conoscenza del poeta Percy Shelley, la liaison illegittima perché il poeta era sposato, l’incontro con Polidori, Byron e infine la tormentata stesura definitiva del suo Frankestein, o il moderno Prometeo.

Haifaa Al-Mansour prosegue con Mary Shelley la sua ricerca personale sull’esclusione. Sensibile e in prima linea per la causa femminile, il suo sguardo questa volta si rivolge al passato, travalicando l’Europa gotica e vittoriana il cui ambiente esplosivo ha permesso di ritrarre una donna dall’enorme propensione rivoluzionaria. Mary trova la sua voce intima e la mette su carta, firmando la sua arte personalmente cosa più unica che rara all’epoca, superando così i limiti dello spazio e del tempo gettando le basi per quello che sarà il genere del romanzo di fantascienza.  Mary Shelley è un film sulfureo (come i suoi poeti) che racconta di un mito orrorifico e di un figlio ‘mostruoso’ nato da una relazione vulcanica e di un gioco di società. I protagonisti sopraffatti da una morale artificiale e crudele sposano l’immaginazione come unica risorsa per un gruppo di giovani artisti “in collera” che si scopriranno indifesi ed esposti alla distruzione nonostante il lusso sfrenato e le possibilità economiche delle loro famiglie.

Il film prosegue a tratti altalenante con leggere sfumature idealizzazione romantica ma nel complesso restituisce un ritratto pieno e sgargiante della sfortunata e magnifica Mary Shelley. Magnifica Elle Fanning  perfetta nel ruolo della scrittrice inquieta.

Se ti è piaciuto leggi anche:

Lita Judge, Mary e il mostro

Guarda anche:

Jane Campion, Bright star
Julian Jarrold, Becoming Jane

mv5bnzuym2ezotetotmwmi00nzmwlweyytatzgyxyzmyzdgynguyxkeyxkfqcgdeqxvyody3nzc0otk-_v1_sy1000_cr006751000_al_

Regia: Haifaa al-Mansour
Sceneggiatura: Emma Jensen, Haifaa al-Mansour
Fotografia: David Ungaro
Montaggio: Alex Mackie
Effetti speciali: Ken Fitzke
Musiche: Amelia Warner
Cast: Elle Fanning, Douglas Booth, Tom Sturridge, Bel Powley, Stephen Dillane, Ben Hardy, Maisie Williams, Joanne Froggatt

Leggi tutto ►

Bruce Springsteen and the E Street Band

Born in U.S.A.

CBS Records, 1984
avatar

Postato da
il

We learned more from a 3-minute record, baby
Than we ever learned in school

Bruce Springsteen fece uscire nel 1982 “Nebraska”: un album molto intimo, tutto acustico e completamente folk, erede di “The River”, forse il miglior lavoro discografico del Boss dal punto di vista artistico.
Due anni dopo, nel 1984, arriva il momento di “Born in U.S.A.”, compiendo una completa torsione stilistica: il primo singolo estratto fu la radiofonica e ballabile “Dancing in the dark”, mentre tutti gli altri sei (sette singoli in tutto!) sono entrati nella Top 10 Billboard. Un successo incredibile; l’album più venduto del Boss.

Sfido chiunque a non riconoscere l’inizio della prima traccia, omonima dell’album. Le tastiere intonano uno dei riff più riconoscibili di sempre, mentre il suono indimenticabile del rullante della batteria scandisce il tempo come un treno, finché non entra Bruce con uno dei testi più politici e accusatori più famosi.
Si passa poi dal blueseggiante “Cover me” alla country “Darlington County”, ma subito la voglia di ballare torna con “Working on the highway”. Troveremo poi due pezzi lenti e intimi, come “Downbound train” e la plurifamosa “I’m on fire”. Ma non c’è spazio per ammorbidirsi troppo, infatti ascoltando tutti i successivi pezzi, come “No surrender”, “Glory Days”, “Dancing in the dark”, è difficile stare fermi a non ballare.
L’album termina con un’ultima canzone intima, quale “My hometown”, che riassume tutto il concept dell’album finora.

Un album che si è attirato l’odio dei “vecchi fan” del Boss per essere troppo commerciale. Commerciale lo è, indubbiamente, ma è a mio parere impossibile dire che Born in U.S.A. sia un brutto lavoro.
Se dovete iniziate ad ascoltare Bruce Springsteen partite da questo, che non è il suo migliore album, ma è quello che vi farà appassionare alla sua musica.

Se ti è piaciuto ascolta anche: Born to run – Bruce Springsteen
leggi anche: Born to run, l’autobiografia – Bruce Springsteen

Leggi tutto ►

Edoardo Falcone

Se Dio vuole

Italia, 2015
avatar

Postato da
il

I miracoli non esistono. Sono stato solo bravo.

Andrea, figlio di un affermato cardiochirurgo romano, frequenta la Facoltà di Medicina. Il suo futuro pare tracciato, almeno fino a quando non incontra Don Pietro, prete del tutto sui generis, che lo appassiona alla Fede tanto da convincerlo a divenire lui stesso sacerdote.
Il padre di Andrea, Tommaso, ateo convinto, sconvolto dalla notizia decide che farà di tutto per smascherare don Pietro, di cui scopre un passato non proprio edificante.
Non esiterà quindi ad elaborare piani e trabocchetti esilaranti per incastrarlo.

La trama del film si sviluppa mantenendo un tono leggero, grazie ad una regia che rifiuta soluzioni semplici e lascia spazio a riflessioni tutt’altro che superficiali.

Marco Giallini è semplicemente perfetto nella parte di Tommaso ed Alessandro Gassmann (don Pietro) conferma le sue grandi doti di attore in un ruolo molto diverso dai soliti.

“Se Dio vuole” è un film dalla grande carica umoristica, spassoso, coinvolgente, ma per nulla banale.

Ti è piaciuto questo film? Allora vedi anche
Caterina va in città – Paolo Virzì
I nostri ragazzi – Ivano De Matteo
Dio esiste e vive a Bruxelles – Jaco Van Dormael

e leggi anche
Ritrattino di Kant a uso di mio figlio – Massimo Piattelli Palmarini
Ciò che inferno non è – Alessandro D’Avenia
A volte ritorno – John Niven

Locandina film "se Dio vuole"

Locandina film “se Dio vuole”

Durata: 87′
Regia: Edoardo Falcone

Personaggi ed interpreti:
Tommaso: Marco Giallini
Don Pietro: Alessandro Gassmann
Carla: Laura Morante

Leggi tutto ►

Lorenzo Sartori

ALIENI A CREMA

Plesio, 2018, 225 p.
avatar

Postato da
il

Articolo di Paola Vailati

I blindati escono dal cortile sferragliando e immettendosi in via XX Settembre.
Destinazione stadio Voltini.
E’ lì che alle alle venti in punto è previsto l’arrivo degli alieni.

Crema verrà isolata dal resto del mondo da una cupola magnetica che renderà impossibile qualsiasi forma di comunicazione con l’esterno; una misura di sicurezza necessaria dal momento che la città è stata scelta per ospitare per dieci giorni una delegazione di 100 alieni.

Il sindaco Doldi è sbigottito. Perchè gli alieni non hanno scelto Milano, Los Angeles o Tokyo per la loro gita sulla Terra?
Cosa può esserci di interessante per loro in una placida cittadina nella Pianura Padana?
E i cremaschi? Chi li convince a stare senza internet per dieci giorni? Riusciranno a socializzare con gli extraterrestri o sarà una convivenza impossibile?
E chi li rassicura sul fatto che questi stranieri non hanno intenzioni ostili?

Tra i personaggi di questa storia surreale e intrisa di ironia spiccano Kastigo, youtuber irriverente intenzionato a dimostrare l’interesse politico celato dietro a questa accoglienza aliena e Ginevra, tranquilla liceale catapultata da un giorno con l’altro da spensierate feste in piscina alla gestione di problemi ben più grandi.
Ma la vera protagonista del romanzo è Crema. Ogni pagina è una suggestiva scoperta dei suoi scorci e dei suoi palazzi, ogni capitolo vive della sua storia e delle sue tradizioni.

Tra tute spaziali e divertenti divergenze gravitazionali, Alieni a Crema lascia anche lo spazio per una attenta riflessione toccando con efficace ironia l’attuale tema dell’integrazione; questi stranieri intergalattici sono alieni ma sono prima di tutto diversi, così diversi da non tollerare i tortelli cremaschi.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche…
Memory download. La sindrome di Proust – Lorenzo Sartori

…e guarda anche…
E.T. l’extraterrestre – Steven Spielberg
Super 8 – J.J. Abrams
Under The Dome- Serie Televisiva

…e ascolta anche…
Something human - Muse
One - Sleeping At Last

Leggi tutto ►