Richard Brautigan

American dust

Isbn, 2005
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Articolo di Silvia Ranzetti

Prima che il vento si porti via tutto
Polvere… d’America… polvere

La polvere, si sa, è ciò che contraddistingue le storie dimenticate e tutti quegli oggetti che in esse hanno avuto un ruolo più o meno decisivo. Come può allora la polvere dare il titolo a una confessione, al tentativo di tenere un ricordo il più vivo possibile? È questa la missione di American Dust, l’ultimo capolavoro che Richard Brautigan scrisse nel 1982, due anni prima della sua morte, e che uscì per la prima volta Italia nel 2005 per ISBN. Il protagonista di questo piccolo, grande libro è un ragazzino che affida al narratore (che altri non è se non lo stesso personaggio adulto) il suo ricordo più tormentato: era il 17 febbraio del 1948 quando, davanti alla scelta fra una scatola di proiettili e un hamburger, preferì investrire i propri pochi spiccioli nella prima determinando l’evento che gli sconvolse la vita.
La scenografia e i personaggi che la animano sono più americani che mai: un piccolo lago dell’Oregon in cui pescare e coltivare sogni di giochi incredibili, adolescenti che accolgono la fine della 2^ guerra mondiale imbracciando fucili, vuoti di bottiglie raccolti e restituiti ai negozi in cambio di qualche monetina. La tinta che avvolge ogni dettaglio è quella dell’ocra bruciata, il colore della terra polverosa, la stessa che campeggia nella California narrata da Steinbeck e Fante.
 
Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche
Il giovane Holden – J.D.Salinger
La commedia umana – William Saroyan
Vicolo Cannery – John Steinbeck
 
…e guarda anche
Chiedi alla polvere – Robert Towne
Stand by me – Ricordo di un’estate – Rob Reyner

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