Archivio dell'autore: Daniele Bertazzoli

Mastodon

Leviathan

USA, 2004
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This ivory leg is what propels me
Harpoons thrust in the sky
Aim directly for his crooked brow
And look him straight in the eye
White whale, holy grail
White whale, holy grail

Leviathan è il secondo album della band metal statunitense Mastodon.
La band unisce in questo lavoro discografico le sonorità quasi speed care ai fan dei Metallica a momenti prog che strizzano gli occhi (o meglio le orecchie) ai Rush. Si passa, da una battuta all’altra, da cavalcate funeste ed impetuose a momenti acustici e più di ampio respiro.
Il disco è un gran tributo al libro “Moby Dick” di Herman Melville; difatti ogni canzone riprende momenti e sensazioni che vengono trattati nel libro.

Il disco parte decisamente a mille con “Blood and Thunder“, forse la canzone più riuscita dell’album, che ricorda i primi lavori dei Metallica ma con sonorità più moderne. Si passa poi sempre scapocciando tra “I Am Ahab” e “Seabeast“. “Iron Tusk” e “Aqua Dementia” si stagliano talmente bene nell’immaginario del libro che sembra essere su una baleniera. Infine “Hearts Alive” è un pezzo di quasi quattordici minuti, e risulta essere il pezzo più elaborato e alto artisticamente di questo album.

I Mastodon sono un gruppo di musicisti che fanno felici sia i metallari classici, sia quelli moderni e questo album ne è la prova.

Se ti è piaciuto ascolta anche: Hardwired… to Self Destruct - Metallica
leggi anche: Moby Dick – Herman Melville
guarda anche: The Terror – David Kajganich

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Jannik Tai Mosholt, Esben Toft Jacobsen e Christian Potalivo

The Rain

Danimarca, 2018
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Non sai mai quando il tuo mondo sta per cambiare

Simone e Rasmus vengono prelevati velocemente dai loro genitori e fatti salire in auto.
Il padre guida veloce uscendo dalla città. Scendono dal veicolo ed entrano in un bosco. Poco dopo arrivano in un bunker costruito dal padre. Ci entrano. Simone e Rasmus non ne usciranno per sei anni. Infatti, un virus letale portato dalla pioggia annienta la società.
Ben presto si uniscono a un gruppo di giovani sopravvissuti e insieme partono per una ricerca piena di pericoli attraverso la Scandinavia abbandonata, alla ricerca di qualsiasi segno di vita.

Liberati dal loro passato e dalle regole della società, il gruppo ha la libertà di essere ciò che vuole essere. Nella loro lotta per la sopravvivenza, scoprono che anche in un mondo post-apocalittico c’è ancora amore, gelosia, età avanzata e molti dei problemi che pensavano di aver lasciato con la scomparsa del mondo che un tempo conoscevano.

Riuscitissima l’ambientazione (sembra davvero di farsi un bel viaggio di Danimarca). La trama è fin da subito intrigante, evolvendosi bene e con la giusta tensione. Gli attori sono abbastanza riusciti, principalmente i due fratelli.

Il risultato? Una buona serie che si ispira tantissimo a The Walking Dead, ma dove i veri protagonisti sono gli adolescenti.

rain

Interpreti:

Alba August: Simone Andersen
Lucas Lynggaard Tønnesen: Rasmus Andersen
Mikkel Boe Følsgaard: Martin
Angela Bundalovic: Beatrice
Sonny Lindberg: Jean
Jessica Dinnage: Lea
Lukas Løkken: Patrick

Se ti è piaciuto guarda anche: Annientamento - Alex Garland
leggi anche: L’Acchiappasogni - Stephen King
ascolta anche: Have you ever seen the rain? – Creedence Clearwater Revival

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Eddie Vedder

Music from the Motion Picture: Into the Wild

J Records, 2007
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Leave it to me as I find a way to be Consider me a satellite for ever orbiting
I knew all the rules but the rules did not know me
Guaranteed
Chi meglio di Eddie Vedder poteva scrivere la colonna sonora per questo magnifico film? (che tra l’altro, questo è anche il suo disco d’esordio come solista!)
Le corde delle chitarre acustiche vibrano sotto gli accordi, i mandolini suonano bellissime armonie, il banjo fa assaporare le venature country e la voce canta di natura e libertà.
Il poliedrico Eddie suona tutti gli strumenti: percussioni, basso  e organo, più quelli sopracitati.
La libertà di Setting Forth combacia perfettamente con la fiducia per sè stessi di Rise. Mentre i dubbi le difficoltà vengono a galla con Long Nights Society. La natura è tutt’uno con la musica mentre si ascolta Toulumne o la primitiva The wolf.
Le due perle che narrano l’essenza della pellicola sono Hard Sun Guaranteed: l’amore per una donna e l’amore per la libertà di fondono, narrando con delicatezza la difficoltà di amare sia l’una che l’altra.L’album perfetto per un viaggio in macchina, guidando col finestrino abbassato e il gomito all’infuori.

Se ti è piaciuto leggi anche: Nelle terre estreme – Jon Krakauer
guarda anche: Into the wild – Sean Penn
ascolta anche: Ukulele Songs – Eddie Vedder

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David Kajganich

The Terror

Amc, USA, 2018
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È giunto il nostro momento di combattere per la nostra gloria e il nostro destino. La nostra situazione è più disperata di quanto potete immaginare.

The Terror è una serie trasmessa sul canale AMC da Marzo 2018. È basata sul romanzo del 2007 “La scomparsa dell’Erebus” di Dan Simmons.
La storia narra narra delle due navi esplorative Erebus e Terror che, cercando un passaggio per arrivare in Cina, rimangono bloccate nei ghiacci del nord. Gli uomini a bordo sono costretti a sopravvivere alle condizioni climatiche estreme, a loro stessi e a strani avvenimenti quasi paranormali che complicheranno ulteriormente la situazione. Se inizialmente la situazione sembrerà pericolosa ma sotto controllo, puntata dopo puntata la sopravvivenza sarà messa in pericolo costantemente.

Dieci puntate per vivere l’avventura estrema di due equipaggiamenti in mezzo ai ghiacci senza alcun aiuto, sentendo le sferzate di freddo attraverso le giacche ottocentesche e il fiato di strane creature pronte a colpire in qualsiasi momento.

A causa di alcune scene splatter e di violenza la visione è vietata ai minori di 14 anni.

Ti è piaciuta questa serie? Allora leggi anche: La scomparsa dell’Erebus - Dan Simmons
Everest. Alba di sangue – Dan Simmons

Ascolta anche: Leviathan - Mastodon

the-terror

Genere: drammatico, horror, fantascienza
Produttore: Ridley Scott
Cast:
Jared Harris: Francis Crozier
Nive Nielsen: Lady Silence
Ciarán Hinds: Sir John Franklin

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Wynton Marsalis, Eric Clapton

Wynton Marsalis and Eric Clapton Play the Blues – Live from Jazz at Lincoln Center

Reprise, 2011
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What’ll you do when you get lonely
And nobody’s waiting by your side?

Eric Clapton, ovvero “Slowhand”, “The man of the blues”, “God”, è uno dei musicisti più influenti di sempre. Nella sua lunga carriera ha suonato ogni tipo di genere musicale, sempre dando una venatura blues.
Wynton Marsalis è un trombettista jazz che ha saputo sposare perfettamente il jazz con la musica classica. È stato il primo musicista jazz a vincere il premio Pulitzer, nel 1997, con in triplo cd “Blood on the Fields”.

Questi due giganti della musica, nel 2011, hanno deciso di unirsi per un concerto all’insegna del jazz. Vengono proposti brani standard blues, ma riarrangiati in chiave jazz di New Orleans.
Ray Charles, Louis Armstrong, Howlin’ Wolf ed altri vengono ribaltati e riforniti di nuova linfa con trombe, tromboni, tastiere e clarinetti. Il grande talento dei due musicisti protagonisti viene perfettamente supportata dalla Jazz at Lincoln Center Orchestra (di cui Marsalis è direttore artistico). Un susseguirsi di virtuosismi ed improvvisazioni accompagnano l’ascolto brano dopo brano.

Il piccolo gioiello di questo album è, ancora una volta, Layla. Il famoso brano di Clapton viene suonato su insistenza della band pur non essendo in programma. Il risultato è meraviglioso: la complessità dell’arrangiamento non fa pesare la canzone, ma la veste invece di un nuovo abito che sembra fatto su misura.


Se ti è piaciuto ascolta anche: Kind of Blue – Miles Davis
Wynton Marsalis - Wynton Marsalis

Guarda anche: Midnight in Paris – Woody Allen

Leggi anche: Come il jazz può cambiarti la vita – Wynton Marsalis
L’autobiografia – Eric Clapton

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Davide Van de Sfroos

E sémm partii

Tarantanius, 2001
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l’inchiostro de ogni viagg l’è nel to’ saangh

Davide Van De Sfroos è un tipo un po’ strano. È un cantautore folk a cui piace parecchio anche il punk. Scrive le proprie canzoni in dialetto comasco (il laghée, per essere precisi) ed ha un talento per creare personaggi caratteristici narrando le loro tragicomiche storie.
Nel suo secondo lavoro discografico come solista, “E sémm partíi“, troviamo tutte queste sue caratteristiche.

Partendo propria dalla prima traccia, “El Bestia“, si capisce già il talento sopracitato. Un uomo burbero, sporco, vissuto sulle montagne, che quando è nato “la sciguèta l’ha vusaa e la sua mama l’è scapàda” (La civetta ha urlato e la sua mamma è scappata), ma che, innamorandosi di una fanciulla al lavatoio si rende conto che non potrà mai conquistarla perché “lei era una rosa… e lüü un mazz de  urtiigh” (Lei era una rosa, e lui un mazzo di ortiche).
Si prosegue poi tra le storie di un rapinatore disperato con “occhiali da tafano dell’autogrill di  Fiorenzuola“, ferrovieri sognatori, facchini in hotel lussuosi che trovano un amore non corrisposto, migranti che viaggiano “verso un’orizzonte con il sole al collo, dondolando sempre, ma cadendo  mai.” e un povero contadino innamorato incapace di esprimere il proprio amore, se non con i modi di un uomo semplice; ed allora “sun pioe bon de  giügà a scupa quaand te vedi giò al cunsorzio o al caamp di bucc“ (Non sono più capace di giocare a scopa quando ti vedo al consorzio o al campo di bocce).
Nell’acustica e splendida “L’omm de la tempesta si narra la vita avventurosa di un vecchio lupo di mare, che vaga per il mare senza sosta scappando dal proprio passato, finché una zingara gli preannuncia “Nareet in giir, o furestee, per tütt el muund, ma anca el muund de una quaj paart el finirà.” (Andrai in giro, o forestiero, per tutto il mondo, ma anche il mondo da qualche parte finirà.)

Canzoni che parlano di ricordi passati e viaggi futuri. Canzoni che parlano di vento libero e di situazioni senza via d’uscita. Un ultimo ammonimento di Van de Sfroos, più chiaro di tutti gli altri, arriva diretto ascoltando “Televisiòn“: ”E i naven in sö la loena e i purtàven a cà i sàss e in giir in sö la Téra segütàven a cupàss” (E andavano sulla luna e portavano a casa i sassi, ma in giro sulla Terra continuavano ad ammazzarsi.).
Dopo qualche strofa la frase si ripete, ma con una nota amara: “Perchè i nàven sö la loena e i purtàven a cà i sàss e in giir in sö la Tera segütàven a cupàss” (Perché andavano sulla luna e portavano a casa i sassi, ma in giro sulla Terra continuano ad ammazzarsi).

Se ti è piaciuto ascolta anche: Lo Sciamano – Davide Van de Sfroos
La Strade di Mieç – Luigi Maieron
Tuttapposto - 99 Posse

Guarda anche: Maidentrip - Jillian Schlesinger
Leggi anche: Le Otto Montagne – Paolo Cognetti

E consulta anche questa mappa per conoscere altri cantautori italiani che cantano nel loro dialetto e il sito www.canzoneitaliana.it

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James Franco

The Disaster Artist

USA, 2017
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 Oh, ciao Mark.

The Disaster Artist” è un film del 2017 diretto ed interpretato da James Franco.
La pellicola racconta la storia vera della travagliata amicizia tra Greg Sestero e Tommy Wiseau: il primo è un attore che ha provato a decollare nel cinema negli anni ’90, il secondo è uno dei personaggi più incredibili che il mondo abbia mai conosciuto (andate assolutamente a leggere la sua biografia su Wikipedia). Legati da un’amicizia che nasce grazie alla recitazione, i due partono per Los Angeles cercando di diventare delle star dei film. Dopo i primi insuccessi, ai due balena l’idea di creare un loro film, partendo da zero, grazie ai soldi del ricco Tommy (che nessuno sa dove li abbia presi). Ovviamente il risultato sarà disastroso e il film, chiamato “The Room“, è considerato uno dei peggiori mai creati, tanto da essere definito “Il Quarto potere dei film brutti”.

La pellicola governata benissimo da James Franco, che interpreta Tommy, e suo fratello Dave, che interpreta Greg, è un miscuglio di ironia sprezzante e mai stagnante. L’effetto che suscita è proprio quello che deve esserci stato durante le riprese di “The Room”: scene recitate malissimo e dirette peggio, risse e scontri verbali sul set e sperpero di soldi nei modi più incredibili.
Colpo di genio dei fratelli Franco è stato includere attori e figure importanti della cinematografia nella pellicola con dei cameo davvero spassosi, Bryan Cranston e Bob Odenkirk su tutti. Nei cameo sono inclusi anche i veri Greg e Tommy, ovviamente.
Una commedia divertente, ma non scontata, che piacerà a tutti, ma soprattutto agli amanti dei film trash, che non possono proprio perderselo.

Se ti è piaciuto guarda anche: The Room – Tommy Wiseau
Ed Wood – Tim Burton
Plan 9 From Outer Space – Ed Wood

Leggi anche: Dizionario dei film italiani stracult – Giusti Marco

 

locandina

 

Regia: James Franco
Sceneggiatura: Scott NeustadterMichael H. Weber
Cast:
Dave FrancoGreg Sestero
James FrancoTommy Wiseau
Seth Rogen: Sandy Schklair
Ari Graynor: Juliette Danielle
Alison Brie: Amber
Josh Hutcherson: Philip Haldiman
Jacki Weaver: Carolyn Minnott
Zac Efron: Dan Janjigian
Sharon Stone: Iris Burton
Bob Odenkirk: insegnante di recitazione
Randall Park: attore
Kevin Smith: se stesso
J.J. Abrams: se stesso

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Guillermo del Toro

La Forma dell’Acqua – The Shape of Water

20th Century Fox - 2017
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Incapace di percepire la forma di Te, ti trovo tutto intorno a me. La tua presenza mi riempie gli occhi del tuo amore, umilia il mio cuore, perché tu sei ovunque.

Uscito a Dicembre negli Stati Uniti, mentre in Italia uscirà il 14 Febbraio, “La Forma dell’Acqua” è un film ambientato in America ai tempi della Guerra Fredda.
Elisa, un’addetta delle pulizie affetta da mutismo, e la sua collega (interpretata da Octavia Spencer) lavorano in un laboratorio governativo. Un giorno vengono a scoprire l’esistenza di una strana creatura anfibia che gli scienziati stanno studiando. Elisa, spinta dalla solitudine dettata dalla sua condizione, inizierà ad avvicinarsi al mostro sviluppando con lui un rapporto di amicizia che, per quanto possa sembrare strano, si evolverà fino a diventare una vera e propria romantica storia d’amore.

Guillermo del Toro, prendendo in prestito la trama del vecchio film “Il mostro della laguna nera“(1954), crea una storia d’amore tanto particolare quanto interessante. La narrazione è ottima: non ci sono cali di tensione, ma anzi, solo un crescendo di emozioni.
La pellicola è ottima anche tecnicamente: le musiche si sposano perfettamente con la trama, la fotografia monocolore e scura (che inizialmente doveva essere addirittura in bianco e nero) si sposa benissimo con l’atmosfera che il film vuole comunicare e gli attori fanno un lavoro davvero clamoroso. In particolare Sally Hawkins riesce a dare alla muta inserviente una voce che arriva forte e chiara anche senza pronunciare una sola parola. Davvero meravigliosa.

Forse non vincerà tutte e tredici le statuette per cui è stato candidato, ma sicuramente finirà per vincerne qualcuna. E con merito.

locandina

Regia: Guillermo del Toro
Soggetto: Guillermo del Toro
Sceneggiatura: Guillermo del Toro, Vanessa Taylor
Fotografia: Dan Laustsen
Musiche: Alexandre Desplat
Interpreti:
Sally Hawkins: Elisa Esposito
Michael Shannon: colonnello Strickland
Richard Jenkins: Giles
Octavia Spencer: Zelda
Michael Stuhlbarg: Hoffstetler
Doug Jones: la creatura
Lauren Lee Smith: Elaine
Nick Searcy: Hoyt
David Hewlett: Fleming

Se ti è piaciuto guarda anche: Il mostro della laguna nera – Jack Arnold
leggi anche: Una voce di piombo e oro – K.L. Going
ascolta anche: colonna sonora del film – Alexandre Desplat

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Judas Priest

Defenders of the Faith

Columbia Records, 1984
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Let’s all join forces
Rule with iron hand
And prove to all the world
Metal rules the land
We’re heavy duty
So come on let’s tell the world

We are defenders of the faith

Con l’incredibile “Screaming for Vengeance“, datato 1982, i Judas Priest sembrano aver toccato l’apice: fu un album travolgente per il mondo Metalche si chiese se fosse possibile replicare tale successo.

Bhe, nel 1984 i Judas Priest non solo lo replicano, ma lo superano anche abbondantemente.

Defenders of the Faith esordisce con la velocissima Freewheel Burning che getta le basi per lo Speed e il Power metal, proseguendo con Jawbreaker, che risulta più ricca di sfumature e armonie. L’inno di Rock Hard Ride Free è subito da cantare a squarciagola, mentre The Sentinel è puro Heavy Metal, niente di più e niente di meno: un classico che sarà sempre attuale.
L’album procede poi con altri brani i quali, considerando quelli appena ascoltati, risultano forse una spanna sotto, ma solo perché si confrontano con canzoni che, come voto, vanno dal 9 al 10. Dall’inquietante Love Bites Some Heads are gonna Roll, scritta da Bob Halligan Jr, fino ad arrivare a Night Comes Down, che riesce comunque a risultare parecchio orecchiabile.
Terminano Heavy Duty Defenders of the Faith, una la conseguenza logica dell’altra, che sono puri inni autocelebrativi da cantare col braccio alzato e le dita a mo’ di corna. Perché si sa, i Judas Priest non sono mai stati sobri e mai nessuno lo vorrebbe mai.

Se ti è piaciuto ascolta anche: Screaming for Vengeance – Judas Priest
guarda anche: Rock Star – Stephen Herek
leggi anche: Storia del Metal a fumetti – Enzo Rizzi

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Simon Curtis

Vi presento Christopher Robin

2017 - 20th Century Fox
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Perché a tutti piace Winnie The Pooh così tanto?

“Vi presento Christopher Robin” è un film del 2017 diretto da Simon Curtis.
Doverosa anticipazione: questo non è un film su Winnie The Pooh. Il famoso orsacchiotto compare solo qualche volta, mentre gli altri pupazzi sono a malapena nominati.
Infatti il film parla unicamente del rapporto tra A. A. Milne e suo figlio, Christopher Robin: dalla nascita di quest’ultimo al loro trasferimento in campagna per scappare dalla frenetica città, dal loro avvicinamento emotivo alle ostilità che vengono a crearsi.

Dopo una lunga (e anche un poco noiosa) prima metà del film, la seconda parte è a metà tra una favola moderna – proprio come sono le storie di Winnie The Pooh – e un film drammatico. L’evoluzione atipica e sproporzionata del fenomeno Pooh distruggerà tutto ciò che era stato magico prima.

Un bel film, adatto soprattutto a chi ama le storie che Milne scrisse per suo figlio e vuole sapere come sono nate, cosa è stato Winnie The Pooh quando è stato pubblicato e a chi vuole conoscere i retroscena quasi drammatici del rapporto tra il famoso scrittore e suo figlio. Eccezionali sono anche le musiche, composte da Carter Burwell.

Se ti è piaciuto guarda anche: Marilyn - Simon Curtis
leggi anche: Winnie Puh - A. A. Milne
ascolta anche: colonna sonora del film - Carter Burwell

christopher-robin

 

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