Archivio dell'autore: Damiana Tentoni

Paolo Rumiz

Il Ciclope

Feltrinelli 2015, 149 p.
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A ripensarci, mi rendo conto di non aver scritto io questa storia. Sono stati il vento e la marea. Io non ho fatto che registrarne la voce amplificata dal ventre cavo della torre.

Un’isola che è un po’ più grande di uno scoglio piantata nel Mediterraneo e battuta dai venti: verso questo lembo di terra dominata da un faro si dirige il giornalista e scrittore Paolo Rumiz, in cerca di isolamento dalla frenetica vita quotidiana e dall’onnipresenza della Rete. Per tre settimane occuperà qualche stanza del faro in compagnia dei due faristi.
In quel luogo remoto, di cui volutamente non fornisce il nome e le coordinate e dal quale sono passati tutti i popoli che si affacciano sul mare nostrum, l’autore scoprirà il fascino di un paesaggio aspro e plasmato dai venti, farà la conoscenza di un asino che adora i limoni e di una gallina minacciata dai gabbiani e riscoprirà la voce della natura, che l’uomo contemporaneo si rifiuta di ascoltare.
Tra raffiche di maestrale, passeggiate fra i resti archeologici e profumi di erbe aromatiche, col conforto di cibi semplici ma saporiti e di un buon malvasia, Rumiz ripercorre le vicende del mare col quale da millenni ci confrontiamo e che ha forgiato tante civiltà.
Il tutto sorvegliato dall’unico occhio del faro, Il Ciclope, che vigila su chiunque affronti quei flutti.

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Allora leggi
Odissea – Omero
Atlante delle isole del Mediterraneo – Simone Perotti
Appia – Paolo Rumiz

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Silvana Condemi, FranÇois Savatier

Mio caro Neandertal. Trecentomila anni di storia dei nostri fratelli

Bollati Boringhieri 2018, 211 p.
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Gli abitanti dell’Eurasia condividono non meno del 20% del loro DNA nucleare con il Neandertal, anche se ognuno di loro ne ha meno del 3% nei suoi geni. L’ibridazione tra sapiens e neandertaliani è avvenuta davvero!

Questo saggio, scritto da una paleoantropologa e da un giornalista scientifico, ci guida nelle gelide pianure dell’Era Glaciale, a caccia di bisonti e mammut, nel viaggio affascinante di quello che gli autori definiscono il nostro fratello Neandertal.
Il mento sfuggente, la fronte bassa, la corporatura tozza sono caratteristiche che accentuano la sua bestialità, ma si trattava di adattamenti al difficile clima europeo. In realtà il Neandertal era intelligente, seppelliva i morti e si prendeva cura dei membri anziani e deboli del suo gruppo, oltre ad avere sviluppato un pensiero simbolico.
Negli spazi sconfinati dell’Eurasia, si muovevano radi clan di neandertaliani che, per di più, si riproducevano poco. Eppure, riuscirono a sopravvivere per trecentomila anni, fino a quando arrivarono i Sapiens e, in tempi relativamente brevi, colonizzarono quell’immenso territorio grazie alla loro espansione demografica e alla maggiore flessibilità culturale. Cosa sia accaduto non è ancora chiaro, ma probabilmente Neandertal non fu sterminato da Sapiens; piuttosto, in parte si mescolò ai nuovi arrivati, per poi scomparire nella preponderanza dell’altra specie. Ma ancora oggi noi portiamo tracce della sua esistenza del nostro DNA.
Il libro, di lettura non semplicissima ma intrigante, stuzzica la curiosità e il desiderio di sviluppare maggiori conoscenze sul nostro remoto passato.

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Allora leggi anche
Il giro del mondo in sei milioni di anni – Andrea Barbujani, Andrea Brunelli
L’ultima dei Neanderthal – Claire Cameron
Il più grande uomo scimmia del Pleistocene – Roy Lewis

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Jennifer Donnelly

Una voce dal lago

Mondadori 2016, 326 p.
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Non volevo essere costretta a scegliere tra l’una e l’altra: o scrittrice e sola, o moglie ma senza parole. Mark Twain non fu obbligato a scegliere. Neanche Charles Dickens.

Mattie ha solo sedici anni, ma la sua vita è già dura e piena di doveri: nello stato di New York del 1906, d’altronde, non esiste il concetto di infanzia e adolescenza. E se tua madre è morta, tuo padre fatica a mantenere la famiglia e tu sei la più grande di quattro fratelli, devi occuparti della casa e dei tuoi cari e trascurare la scuola. Non importa se sei intelligente e molto dotata, prima viene il lavoro. Ma un’insegnante che ha compreso le tue capacità, forse può aiutare te e il tuo amico Weaver, altrettanto dotato e povero e per di più nero.
Così Mattie, nonostante la fatica quotidiana, trova il modo di studiare e prepararsi agli esami di ammissione all’università. Perché per lei scrivere è vitale e le parole le aprono un mondo di emozioni e di scoperte. E tra gli scherzi con Weaver, la corte del vicino agricoltore e gli incoraggiamenti della signorina Wilcox, cercherà, con coraggio e tenacia, di perseguire il suo sogno.
Jennifer Donnelly ha scritto un affresco vivido dell’America rurale del primo Novecento, ma ha anche fotografato la condizione femminile di quel tempo, ricordandoci, attraverso Mattie, quanta fatica hanno dovuto fare le donne per emanciparsi e uscire dalle pareti domestiche. Un percorso da non dimenticare.

Ti è piaciuto questo libro?
Allora leggi anche…
La strada nell’ombra – Jennifer Donnelly
Miss Charity – Marie-Aude Murail
La fabbrica delle meraviglie – Sharon Cameron
Il rinomato catalogo Walker & Dawn – Davide Morosinotto

E guarda anche
The Young Victoria – Jean-Marc Valeé

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Gail Honeyman

Eleanor Oliphant sta benissimo

Garzanti 2018, 344 p.
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Alla fine quel che importa è questo: sono sopravvissuta.

Eleanor Oliphant ha circa trent’anni, vive sola a Glasgow in un piccolo appartamento assegnatole dai servizi sociali e lavora come segretaria in una agenzia di graphic design. Eleanor è una ragazza particolare: fatica a socializzare, spesso fa affermazioni che lasciano perplessi i suoi interlocutori, è considerata un po’ tocca, ma è una persona che riesce a condurre una vita autonoma. Un giorno, però, le emozioni irrompono nella sua esistenza ordinata e la corazza che l’aveva protetta comincia a sgretolarsi: un po’ alla volta, intuiamo il passato drammatico di Eleanor, la crudeltà e la solitudine che hanno accompagnato la sua infanzia, mentre la seguiamo in un’evoluzione favorita dalla scoperta dell’amicizia e di quanto sia bello che qualcuno si prenda cura di noi. Perché, a volte, un gesto gentile può innescare una serie di eventi a valanga.
Gail Honeyman ha creato un personaggio commovente e una bella storia di resilienza e coraggio.

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Allora leggi anche…
L’Arminuta – Donatella Di Pietrantonio
Magari domani resto – Lorenzo Marone
Onora il padre – Eliza Wass

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Maylis de kerangal

Corniche Kennedy

Feltrinelli 2018, 141 p.
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Nessuno sa come quella piattaforma ingrata, nuda, il palmo di una mano, sia divenuta il loro crocevia, il punto magico dove si riuniscono ed enunciano il mondo, né come l’abbiano trovata, scelta fra tutte, e ne siano diventati i padroni;

Su una scogliera lungo la litoranea di Marsiglia, si raduna quotidianamente un gruppo di adolescenti: sono allegri, strafottenti e pieni di vita. Eddy, il capo, Mario, il più giovane e suo fedele luogotenente, Loubna e tutti gli altri provengono dai quartieri difficili della città, ma lì, sulla Corniche Kennedy, sono i padroni del territorio: arrivano con i motorini nel primo pomeriggio e fino a sera prendono il sole, gareggiano in tuffi sempre più pericolosi e sfidano gli adulti e l’autorità. A loro si unisce Suzanne, una ragazza che risiede in una delle ville vicine e che vuole scappare dall’ambiente soffocante in cui è cresciuta.
Poco lontano, un uomo li segue costantemente: è Sylvestre Opéra, il capo della polizia litoranea che, oltre ai traffici di droga, al giro della prostituzione e alla criminalità organizzata, deve anche tenere sotto controllo quelli che l’opinione pubblica considera dei teppisti.
Durante un’estate sempre più torrida, i ragazzi ingaggiano un’autentica guerra contro la polizia, Opéra si ostina a seguire le tracce di un caso che lo tormenta da anni e la storia corre veloce come lo stile dell’autrice, serrato e implacabile quanto la vitalità dei protagonisti.
Un affresco affascinante degli anni dell’adolescenza, non a caso consigliato come lettura nei licei francesi.

Ti è piaciuto?
Allora leggi anche…
Riparare i viventi – Maylis de Kerangal
La classe – François Bégaudeau

…e guarda
Corniche Kennedy – Dominique Cabrera
La ville est tranquille – La città è tranquilla – Robert Guédiguian

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Gary D. Schmidt

Cercando Juno

Piemme 2017, 167 p.
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-Secondo te, Joseph si ambienterà? – mi domandò più tardi mia madre.
- Rosie lo adora – risposi.
Non avevo bisogno di aggiungere altro. Per capire a fondo una persona, basta vedere come si comportano le mucche in sua presenza.

Jack vive con i genitori in una fattoria nel Maine, dividendosi tra la scuola e la cura degli animali della stalla. La sua esistenza tranquilla cambia il giorno in cui in casa arriva Joseph, un ragazzo tolto al padre violento e alcolizzato e diventato, a soli tredici anni, padre di una bambina.
Inizialmente Joseph è refrattario a qualunque contatto con i suoi ospiti ma, un po’ alla volta, la comprensione e la pazienza dei genitori affidatari lo addolciscono, mentre Jack, nel suo modo timido, gli sta vicino, attirandosi lo scherno e la malevolenza dei compagni di scuola che non accettano il nuovo arrivato. Anche la maggior parte degli insegnanti ha un rapporto difficile col ragazzo, ma tre di loro riescono a scalfire il suo mutismo, scoprendo che è fortemente dotato per alcune materie.
Nel gelido inverno del Maine Joseph trova il calore che lo aiuta a lenire le sue ferite: un po’ alla volta, la nuova famiglia scoprirà che il suo più grande desiderio è conoscere la piccola Juno, alla quale pensa incessantemente e di cui vorrebbe prendersi cura con inaspettata maturità.
Mentre il legame tra i due ragazzi si rafforza, Jack ci racconta le tappe di una vita difficile, sulla quale si allungano le ombre di un destino drammatico.

Ti è piaciuto questo libro?
Allora leggi anche…
Una sottile linea rosa – Annalisa strada
I ragazzi della 56ͣ strada – S.E. Hinton

… e guarda anche…
Juno – Jason Reitman

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Matthew Quick

La nobile arte del mollare tutto

Piemme 2017, 238 p.
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È questo che si impara quando si cresce. Nessuno ha le risposte. Nessuno

Può un libro colpirci al punto di condizionare i nostri comportamenti? Forse sì, soprattutto se si è un’adolescente che vive un periodo di confusione e crede di trovare in quella storia le risposte alla propria.
Nanette è una studentessa del terzo anno delle superiori, ottima giocatrice di calcio, con normalissima esistenza da teenager americana. Ma quando il professore di letteratura le farà leggere La morte di gomma da masticare, un romanzo di culto rapidamente esaurito e mai più ristampato, per lei si spalancherà un mondo nuovo: conoscerà l’autore del libro, ne diventerà amica e, grazie a lui, incontrerà Alex, un altro giovane estimatore del romanzo nonché poeta tormentato. Tra i due nascerà un legame, forse un amore, ma la situazione non sarà semplice da gestire.
Mentre la vita quotidiana si rivela in tutta la sua ipocrisia e banalità, Nanette comincia a rompere con chi la circonda e a scegliere strade diverse da quelle che erano state tracciate per lei. Però, cambiare può essere molto doloroso e difficile, specialmente se sei confuso e ti senti tradito da chi ti circonda. Allora, forse, tornare alle vecchie abitudini e al tipo di vita che tutti ti propongono può sembrare una soluzione.
Un romanzo non consolatorio, incentrato sul potere dei libri e sull’importanza di decidere la propria vita indipendentemente dai legami affettivi e dalle convenzioni sociali.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche…
Lancia il dado – Charles Bukowski
Antigone – Sofocle
Il giovane Holden – J.D. Salinger
Tartarughe all’infinito – John Green

… e guarda…
Il lato positivo – David O. Russell

… e ascolta…
The Big Guns of Highsmith – Lightspeed Champions

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Andrea Marcolongo

La misura eroica. Il mito degli Argonauti e il coraggio che spinge gli uomini ad amare

Mondadori 2018, 209 p.
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Eroe, per i Greci, era chi sapeva ascoltarsi, scegliere se stesso nel mondo e accettare la prova richiesta a ogni essere umano: quella di non tradirsi mai.

Andrea Marcolongo, dopo il successo de La lingua geniale: 9 ragioni per amare il greco, parte ancora dalla cultura greca per parlare del mondo contemporaneo.
L’autrice rivisita l’impresa di Giasone e degli Argonauti, narrata da Apollonio Rodio, per spiegare come tutti noi dobbiamo superare le nostre paure ed essere capaci di abbandonare i porti sicuri per andare in alto mare: solo affrontando i rischi della vita, infatti, potremo realizzare noi stessi e non tradire la nostra essenza.
Accanto a Giasone e ai suoi compagni spicca Medea, la principessa maga della Colchide che, per amore dell’eroe, lo aiuterà a conquistare il vello d’oro, abbandonerà la famiglia e la terra natìa e seguirà il compagno nel viaggio di ritorno in Grecia.

La vicenda degli Argonauti ha un curioso controcanto nelle citazioni tratte dal manuale inglese Come abbandonare una nave, scritto nel 1942 da un marinaio scampato a un naufragio, ma dedicato a chi vuole sopravvivere ai fallimenti della vita.

A questi due spunti narrativi si aggiungono le notazioni autobiografiche dell’autrice – che svela le tappe dolorose del suo passato e come sia riuscita a superarle – oltre alle riflessioni sull’origine delle parole e il loro significato profondo.
Il libro, scritto con uno stile piano e accessibile, si può leggere come un racconto di formazione, una guida che ci aiuta a crescere attraverso il superamento degli scogli e delle tempeste che tutti, giovani e meno giovani, ci troviamo ad affrontare nelle nostre esistenze.

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Allora leggi anche…
La lingua geniale: 9 ragioni per amare il greco – Andrea Marcolongo
L’amore prima di noi – Paola Mastrocola
Argonautiche – Apollonio Rodio

e guarda …
Medea – Pier Paolo Pasolini

… e ascolta…
Something just like this – The Chainsmokers & Coldplay

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Ludovica Candiani

Nonostante

Gaffi 2015, 158 p.
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Non fu semplice comprendere che i confini non servono solo a escludere, ma anche a proteggere.

“Questa è la mia storia, non siete obbligati a leggerla, non la scrivo per voi”.
Con un inizio così urticante, viene davvero voglia di chiudere il libro e di passare ad altro. Ma la curiosità ha avuto la meglio, così ho deciso di proseguire la lettura per qualche pagina. E sono arrivata fino in fondo.
Nonostante è un breve romanzo autobiografico che ci accompagna in una vicenda molto dolorosa: quella, raccontata in prima persona, dell’autrice, cresciuta in una famiglia benestante milanese soffocata dalla violenza del padre e dalla passività della madre.
Nel corso della storia vengono descritti la rabbia, il desiderio di sopraffazione del padre verso la moglie e le figlie e l’incapacità di reagire della madre, che oltretutto asseconda le fobie di Ludovica fino a toglierle ogni autonomia. Scopriamo le ombre che si addensano in una vita apparentemente senza problemi, le richieste di aiuto non accolte anche se segnalate dai medici, le lacerazioni all’interno del nucleo familiare. Ma seguiamo anche il lento ritorno alla luce della protagonista che, con fatica e grazie all’aiuto di bravi terapeuti, riesce a fare i conti con il padre e il proprio vissuto, fino a raggiungere una sorta di pacificazione con se stessa e i suoi cari.

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Allora leggi anche…
Il mio inverno a Zerolandia – Paola Predicatori

… e guarda anche…
Cloro – Lamberto Sanfelice

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Margherita Oggero

L’ora di pietra

Mondadori 2011, 270 p.
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Poi è successa una cosa dentro di me, cioè che mi sono sentita forte e non mi sono più lasciata spingere in un angolo. Doveva essermi cambiato lo sguardo o non so cos’altro, comunque hanno abbastanza smesso di tormentarmi.

Imma guarda dalla finestra di un palazzo la vita che si svolge in strada: ha poco più di tredici anni ed è salita al Nord dal suo paese vicino a Napoli perché deve nascondersi. Imprigionata in un appartamento poco accogliente, ospite di una lontana parente che la lascia sola tutto il giorno e non è entusiasta di doverla tenere con sé, torna col pensiero alla famiglia lontana, ai profumi della sua terra e a tutto quello che ha lasciato. Ma una ragazzina intelligente e curiosa non può restare chiusa in eterno: un giorno, Imma riesce a sgattaiolare fuori dal condominio e inizia a perlustrare la città, arrivando a un mercato rionale dove conosce un giovane e simpatico venditore di libri che le consiglierà storie bellissime e le offrirà qualche piacevole conversazione.
Un po’ alla volta, a capitoli alterni, scopriamo la storia della famiglia di Imma e di un mondo ancora prigioniero della malavita e di tradizioni antiche, mentre vediamo ciò che sta accadendo oggi alla protagonista. E abbiamo anche la conferma che i libri possono darci, insieme al conforto, il coraggio di ribellarci alla violenza.

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Allora leggi anche…
Io non ho paura – Niccolò Ammaniti
Ciò che inferno non è – Alessandro d’Avenia
L’abusivo – Antonio Franchini

… e guarda anche…
La mafia uccide solo d’estate – Pif
Io non ho paura – Gabriele Salvatores

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