Archivio dell'autore: Damiana Tentoni

Maylis de kerangal

Corniche Kennedy

Feltrinelli 2018, 141 p.
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Nessuno sa come quella piattaforma ingrata, nuda, il palmo di una mano, sia divenuta il loro crocevia, il punto magico dove si riuniscono ed enunciano il mondo, né come l’abbiano trovata, scelta fra tutte, e ne siano diventati i padroni;

Su una scogliera lungo la litoranea di Marsiglia, si raduna quotidianamente un gruppo di adolescenti: sono allegri, strafottenti e pieni di vita. Eddy, il capo, Mario, il più giovane e suo fedele luogotenente, Loubna e tutti gli altri provengono dai quartieri difficili della città, ma lì, sulla Corniche Kennedy, sono i padroni del territorio: arrivano con i motorini nel primo pomeriggio e fino a sera prendono il sole, gareggiano in tuffi sempre più pericolosi e sfidano gli adulti e l’autorità. A loro si unisce Suzanne, una ragazza che risiede in una delle ville vicine e che vuole scappare dall’ambiente soffocante in cui è cresciuta.
Poco lontano, un uomo li segue costantemente: è Sylvestre Opéra, il capo della polizia litoranea che, oltre ai traffici di droga, al giro della prostituzione e alla criminalità organizzata, deve anche tenere sotto controllo quelli che l’opinione pubblica considera dei teppisti.
Durante un’estate sempre più torrida, i ragazzi ingaggiano un’autentica guerra contro la polizia, Opéra si ostina a seguire le tracce di un caso che lo tormenta da anni e la storia corre veloce come lo stile dell’autrice, serrato e implacabile quanto la vitalità dei protagonisti.
Un affresco affascinante degli anni dell’adolescenza, non a caso consigliato come lettura nei licei francesi.

Ti è piaciuto?
Allora leggi anche…
Riparare i viventi – Maylis de Kerangal
La classe – François Bégaudeau

…e guarda
Corniche Kennedy – Dominique Cabrera
La ville est tranquille – La città è tranquilla – Robert Guédiguian

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Gary D. Schmidt

Cercando Juno

Piemme 2017, 167 p.
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-Secondo te, Joseph si ambienterà? – mi domandò più tardi mia madre.
- Rosie lo adora – risposi.
Non avevo bisogno di aggiungere altro. Per capire a fondo una persona, basta vedere come si comportano le mucche in sua presenza.

Jack vive con i genitori in una fattoria nel Maine, dividendosi tra la scuola e la cura degli animali della stalla. La sua esistenza tranquilla cambia il giorno in cui in casa arriva Joseph, un ragazzo tolto al padre violento e alcolizzato e diventato, a soli tredici anni, padre di una bambina.
Inizialmente Joseph è refrattario a qualunque contatto con i suoi ospiti ma, un po’ alla volta, la comprensione e la pazienza dei genitori affidatari lo addolciscono, mentre Jack, nel suo modo timido, gli sta vicino, attirandosi lo scherno e la malevolenza dei compagni di scuola che non accettano il nuovo arrivato. Anche la maggior parte degli insegnanti ha un rapporto difficile col ragazzo, ma tre di loro riescono a scalfire il suo mutismo, scoprendo che è fortemente dotato per alcune materie.
Nel gelido inverno del Maine Joseph trova il calore che lo aiuta a lenire le sue ferite: un po’ alla volta, la nuova famiglia scoprirà che il suo più grande desiderio è conoscere la piccola Juno, alla quale pensa incessantemente e di cui vorrebbe prendersi cura con inaspettata maturità.
Mentre il legame tra i due ragazzi si rafforza, Jack ci racconta le tappe di una vita difficile, sulla quale si allungano le ombre di un destino drammatico.

Ti è piaciuto questo libro?
Allora leggi anche…
Una sottile linea rosa – Annalisa strada
I ragazzi della 56ͣ strada – S.E. Hinton

… e guarda anche…
Juno – Jason Reitman

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Matthew Quick

La nobile arte del mollare tutto

Piemme 2017, 238 p.
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È questo che si impara quando si cresce. Nessuno ha le risposte. Nessuno

Può un libro colpirci al punto di condizionare i nostri comportamenti? Forse sì, soprattutto se si è un’adolescente che vive un periodo di confusione e crede di trovare in quella storia le risposte alla propria.
Nanette è una studentessa del terzo anno delle superiori, ottima giocatrice di calcio, con normalissima esistenza da teenager americana. Ma quando il professore di letteratura le farà leggere La morte di gomma da masticare, un romanzo di culto rapidamente esaurito e mai più ristampato, per lei si spalancherà un mondo nuovo: conoscerà l’autore del libro, ne diventerà amica e, grazie a lui, incontrerà Alex, un altro giovane estimatore del romanzo nonché poeta tormentato. Tra i due nascerà un legame, forse un amore, ma la situazione non sarà semplice da gestire.
Mentre la vita quotidiana si rivela in tutta la sua ipocrisia e banalità, Nanette comincia a rompere con chi la circonda e a scegliere strade diverse da quelle che erano state tracciate per lei. Però, cambiare può essere molto doloroso e difficile, specialmente se sei confuso e ti senti tradito da chi ti circonda. Allora, forse, tornare alle vecchie abitudini e al tipo di vita che tutti ti propongono può sembrare una soluzione.
Un romanzo non consolatorio, incentrato sul potere dei libri e sull’importanza di decidere la propria vita indipendentemente dai legami affettivi e dalle convenzioni sociali.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche…
Lancia il dado – Charles Bukowski
Antigone – Sofocle
Il giovane Holden – J.D. Salinger
Tartarughe all’infinito – John Green

… e guarda…
Il lato positivo – David O. Russell

… e ascolta…
The Big Guns of Highsmith – Lightspeed Champions

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Andrea Marcolongo

La misura eroica. Il mito degli Argonauti e il coraggio che spinge gli uomini ad amare

Mondadori 2018, 209 p.
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Eroe, per i Greci, era chi sapeva ascoltarsi, scegliere se stesso nel mondo e accettare la prova richiesta a ogni essere umano: quella di non tradirsi mai.

Andrea Marcolongo, dopo il successo de La lingua geniale: 9 ragioni per amare il greco, parte ancora dalla cultura greca per parlare del mondo contemporaneo.
L’autrice rivisita l’impresa di Giasone e degli Argonauti, narrata da Apollonio Rodio, per spiegare come tutti noi dobbiamo superare le nostre paure ed essere capaci di abbandonare i porti sicuri per andare in alto mare: solo affrontando i rischi della vita, infatti, potremo realizzare noi stessi e non tradire la nostra essenza.
Accanto a Giasone e ai suoi compagni spicca Medea, la principessa maga della Colchide che, per amore dell’eroe, lo aiuterà a conquistare il vello d’oro, abbandonerà la famiglia e la terra natìa e seguirà il compagno nel viaggio di ritorno in Grecia.

La vicenda degli Argonauti ha un curioso controcanto nelle citazioni tratte dal manuale inglese Come abbandonare una nave, scritto nel 1942 da un marinaio scampato a un naufragio, ma dedicato a chi vuole sopravvivere ai fallimenti della vita.

A questi due spunti narrativi si aggiungono le notazioni autobiografiche dell’autrice – che svela le tappe dolorose del suo passato e come sia riuscita a superarle – oltre alle riflessioni sull’origine delle parole e il loro significato profondo.
Il libro, scritto con uno stile piano e accessibile, si può leggere come un racconto di formazione, una guida che ci aiuta a crescere attraverso il superamento degli scogli e delle tempeste che tutti, giovani e meno giovani, ci troviamo ad affrontare nelle nostre esistenze.

Ti è piaciuto?
Allora leggi anche…
La lingua geniale: 9 ragioni per amare il greco – Andrea Marcolongo
L’amore prima di noi – Paola Mastrocola
Argonautiche – Apollonio Rodio

e guarda …
Medea – Pier Paolo Pasolini

… e ascolta…
Something just like this – The Chainsmokers & Coldplay

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Ludovica Candiani

Nonostante

Gaffi 2015, 158 p.
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Non fu semplice comprendere che i confini non servono solo a escludere, ma anche a proteggere.

“Questa è la mia storia, non siete obbligati a leggerla, non la scrivo per voi”.
Con un inizio così urticante, viene davvero voglia di chiudere il libro e di passare ad altro. Ma la curiosità ha avuto la meglio, così ho deciso di proseguire la lettura per qualche pagina. E sono arrivata fino in fondo.
Nonostante è un breve romanzo autobiografico che ci accompagna in una vicenda molto dolorosa: quella, raccontata in prima persona, dell’autrice, cresciuta in una famiglia benestante milanese soffocata dalla violenza del padre e dalla passività della madre.
Nel corso della storia vengono descritti la rabbia, il desiderio di sopraffazione del padre verso la moglie e le figlie e l’incapacità di reagire della madre, che oltretutto asseconda le fobie di Ludovica fino a toglierle ogni autonomia. Scopriamo le ombre che si addensano in una vita apparentemente senza problemi, le richieste di aiuto non accolte anche se segnalate dai medici, le lacerazioni all’interno del nucleo familiare. Ma seguiamo anche il lento ritorno alla luce della protagonista che, con fatica e grazie all’aiuto di bravi terapeuti, riesce a fare i conti con il padre e il proprio vissuto, fino a raggiungere una sorta di pacificazione con se stessa e i suoi cari.

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Allora leggi anche…
Il mio inverno a Zerolandia – Paola Predicatori

… e guarda anche…
Cloro – Lamberto Sanfelice

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Margherita Oggero

L’ora di pietra

Mondadori 2011, 270 p.
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Poi è successa una cosa dentro di me, cioè che mi sono sentita forte e non mi sono più lasciata spingere in un angolo. Doveva essermi cambiato lo sguardo o non so cos’altro, comunque hanno abbastanza smesso di tormentarmi.

Imma guarda dalla finestra di un palazzo la vita che si svolge in strada: ha poco più di tredici anni ed è salita al Nord dal suo paese vicino a Napoli perché deve nascondersi. Imprigionata in un appartamento poco accogliente, ospite di una lontana parente che la lascia sola tutto il giorno e non è entusiasta di doverla tenere con sé, torna col pensiero alla famiglia lontana, ai profumi della sua terra e a tutto quello che ha lasciato. Ma una ragazzina intelligente e curiosa non può restare chiusa in eterno: un giorno, Imma riesce a sgattaiolare fuori dal condominio e inizia a perlustrare la città, arrivando a un mercato rionale dove conosce un giovane e simpatico venditore di libri che le consiglierà storie bellissime e le offrirà qualche piacevole conversazione.
Un po’ alla volta, a capitoli alterni, scopriamo la storia della famiglia di Imma e di un mondo ancora prigioniero della malavita e di tradizioni antiche, mentre vediamo ciò che sta accadendo oggi alla protagonista. E abbiamo anche la conferma che i libri possono darci, insieme al conforto, il coraggio di ribellarci alla violenza.

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Allora leggi anche…
Io non ho paura – Niccolò Ammaniti
Ciò che inferno non è – Alessandro d’Avenia
L’abusivo – Antonio Franchini

… e guarda anche…
La mafia uccide solo d’estate – Pif
Io non ho paura – Gabriele Salvatores

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Cara Delevingne, Rowan Coleman

Mirror mirror

De Agostini 2017, 379 p.
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e all’improvviso capisco… il segreto per affrontare tutto questo schifo è prenderlo a bastonate con le bacchette della mia batteria.

Red, Leo, Rose e Naomi: quattro adolescenti, ognuno a suo modo solitario e fragile, costretti a suonare insieme per un compito scolastico. Ma succede un miracolo: da quell’incarico accettato senza troppa convinzione, nasce un gruppo talentuoso, i Mirror, Mirror, che ottiene un crescente successo fra i teenager londinesi, mentre il legame tra i quattro diventa sempre più forte. Quando Naomi scompare all’improvviso, gli altri componenti della band iniziano una ricerca disperata dell’amica. Settimane dopo la ragazza viene ritrovata nel Tamigi quasi morta e in stato di incoscienza. Mentre si stringono con i familiari al capezzale di Naomi, Red, Leo e Rose rilevano strani particolari trascurati dalla polizia che li spingono a indagare su ciò che può esserle accaduto. Aiutati da Ashira, la sorella hacker di Naomi, i ragazzi si addentreranno in una ricerca sempre più inquietante, dove la Rete si staglia non solo come presenza ormai ineludibile del nostro quotidiano, ma anche nel suo lato più profondo e oscuro.
E le certezze acquisite, come in un gioco di specchi deformanti, si riveleranno sempre più labili.

Ti è piaciuto?
Allora leggi anche…
Lolita – Vladimir Nabokov
Nuvole di fango – Inge Schieper Oord
Due o tre cose che avrei dovuto dirti – Joyce Carol Oates
La farfalla tatuata -Bill Pullman

… e guarda…
The School of Rock – Richard Linklater

… e ascolta…
Chosen – Maneskin

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Michele Placido

7 minuti

Koch Media, 2016
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Questi sanno che accetteremo tutto pur di lavorare.

Un’azienda tessile a conduzione familiare ha ceduto la maggioranza della proprietà a una multinazionale francese: trecento operaie sono in attesa di sapere se la fabbrica chiuderà e loro saranno lasciate a casa. Le undici rappresentanti delle lavoratrici aspettano l’esito della riunione tra la vecchia proprietà e la nuova, cui ha preso parte anche una di loro. Quando Bianca, la loro collega, torna con una lettera in cui si dice che nessuno sarà licenziato, ma che la pausa pranzo dovrà essere ridotta da quindici a otto minuti, tutte esultano perché il posto di lavoro è salvo. Solo Bianca, che ha trent’anni di anzianità e i segni di una vita di fatica sul corpo, propone di prendersi del tempo per pensare. Perché quei sette minuti ceduti da ogni operaia ai padroni per un totale di novecento ore mensili, sono un altro passo verso l’alienazione e la perdita di dignità dei lavoratori. Tra le altre dieci si scatena una bagarre fra chi capisce ma cede per necessità e chi vuole lottare per difendere i propri diritti.
Asciutto e lucido, il film mette in evidenza l’odierna condizione dei lavoratori, costretti dalla globalizzazione ad accettare accordi sempre più duri. Brave le attrici a rendere le angosce di donne che faticano ogni giorno per arrivare alla fine del mese. Un utile spunto di riflessione, soprattutto per i giovani.

Ti è piaciuto questo film?
Allora guarda anche…
La legge del mercato – Stéphane Brizé
Full Monty – Peter Cattaneo

… e leggi…
7 minuti: consiglio di fabbrica – Stefano Massini
Crack! Un anno in crisi – Marie-Aude Murail

… e ascolta…
Combattente – Fiorella Mannoia

7 minuti
Data di uscita: 3 novembre 2016 (Italia)
Regista: Michele Placido
Musica composta da: Paolo Buonvino
Sceneggiatura: Michele Placido, Stefano Massini, Toni Trupia
Candidature: David di Donatello: Premio David Giovani, David di Donatello per il migliore montatore
Interpreti e personaggi
Cristiana Capotondi: Isabella
Ambra Angiolini: Greta
Michele Placido: Michele Varazzi
Donato Placido: Donato Varazzi
Gerardo Amato: Gerardo Varazzi
Fiorella Mannoia: Ornella
Violante Placido: Marianna
Ottavia Piccolo: Bianca
Clémence Poésy: Hira
Maria Nazionale: Angela
Balkissa Maiga: Kidal
Luisa Cattaneo: Sandra
Erika D’Ambrosio: Alice
Sabine Timoteo: Micaela
Anne Consigny: M.Me Rochette

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Kim Slater

Smart

il Castoro 2015, 231 p.
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Qualche volta, se fai finta di non vedere le cose, riesci a dimenticartene. È come se non le avessi neppure viste. Ma non potevo farlo, perché quei lividi erano troppo grossi.

Kieran è un ragazzino autistico che abita in un quartiere degradato di Nottingham; da quando la madre convive con un uomo violento che maltratta entrambi e li ha allontanati dall’amata nonna, la sua esistenza non è più serena. Anche se ha difficoltà a rapportarsi con gli altri, Kieran è un ottimo osservatore e disegna molto bene: tali doti gli saranno utili il giorno in cui verrà ritrovato il cadavere di un barbone, amico  di Jean, una senzatetto cui Kieran è legato. Nonostante la morte stia per essere archiviata come accidentale, Kieran e Jean si ostinano a cercare il colpevole di quello che ritengono un omicidio.
Partendo da questa vicenda, si entra nel mondo del protagonista: la scuola con l’insegnante di sostegno che è un importante punto di riferimento, la mamma resa sempre più fragile dalle violenze subìte, i bulletti del quartiere che infastidiscono Kieran e un sottobosco di piccoli criminali e poveracci che vivono alla giornata. Ma per fortuna non tutto va male.
Apparentemente indirizzato a un pubblico di preadolescenti, il libro in realtà descrive situazioni molto dure, specie riguardo ai maltrattamenti in famiglia, che spingono a consigliarlo anche a lettori più adulti.

Ti è piaciuto questo libro?
Allora leggi anche…
Il mistero del London Eye – Siobhan Dowd
Le case degli altri – Jodi Picoult

E guarda anche…
Atypical – Seth Gordon

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Silvia Avallone

Da dove la vita è perfetta

Rizzoli 2017, 376 p.
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“No, non ce ne andremo mai” rispose. “Però, possiamo raccontarlo”.

Adele sta per partorire, ma non sa se terrà la bambina, perché ha diciassette anni, il suo ragazzo l’ha lasciata e sua madre già fatica a mantenere lei e la sorella. Dora di anni ne ha trenta e per avere il figlio che vuole disperatamente si sottopone da anni a quei trattamenti dolorosi e umilianti che stanno distruggendo lei e il marito Fabio.
Zeno è l’unico abitante dei Lombriconi a frequentare un liceo e quando non è a scuola sta in casa ad accudire la madre malata e a spiare Adele e Jessica dalla finestra del suo appartamento.
Manuel sembra un attore del cinema e vuol fare la bella vita, accettando anche scorciatoie pericolose pur di raggiungere i suoi obiettivi. E poi ci sono Rosaria, Claudia, Serena, Adriano e molte altre figure che si muovono e a volte si sfiorano in una Bologna rigorosamente divisa tra il centro bello ed elegante e quella distesa di casermoni alienanti che proprio Fabio, architetto, vorrebbe trasformare in un luogo vivibile.
Silvia Avallone torna nei quartieri di periferia che aveva già descritto in Acciaio, regalandoci una storia che assorbe il lettore fin dalla prima pagina con dei personaggi pieni di vita ai quali non si può non voler bene.

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Allora leggi anche…
Acciaio – Silvia Avallone
I bambini del secolo – Christiane Rochefort
Ragazzi di vita – Pier Paolo Pasolini

…e guarda
Juno – Jason Reitman

… e ascolta
Io in terra – Rkomi

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