Archivio dell'autore: Eleonora Bello

I Cani

Aurora

2016
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Quello che non mi fa addormentare
non è il triste destino che attende questo mondo cane,
è la polvere che sta aspettando il mio ritorno

Il terzo album della band romana I Cani è un prodotto maturo e completo, molto diverso dalla precedente produzione. In un’atmosfera elettronica e pop vengono affrontati temi difficili, introspettivi e cupi, ricorrendo a melodie buone e di facile ascolto.

Il viaggio musicale ha il sapore di una esplorazione in uno spazio freddo e lontano. Vi si parla di galassie, pianeti, forme geometriche, teoria delle stringhe e dei satelliti. Distanze siderali nelle quali l’uomo è una particella infinitesima, sospeso in un piccolo mondo che per autolesionismo vuole distruggere.
Una visione pessimista espressa chiaramente nelle tracce finali dell’album: Finirà e Sparire.

La traccia più significativa dell’album – Questo nostro grande amore – propone una cinica parodia dei rapporti sentimentali ostentati su social e media: “dovremmo monetizzare questo nostro grande amore”, trasformandolo in denaro ed opportunità di guadagno.

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche Grande raccordo animale – Appino
e vedi anche Blade Runner 2049 – Denis Villeneuve

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Robert Zemeckis

The walk

USA, 2015
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Tutto era silenzio. Non vedevo che il filo, una linea retta fluttuare verso l’infinito. E se avessi spostato il mio peso, sarei diventato un funambolo.

Ci siamo già chiesti, recensendo l’omonimo libro, cosa possa aver spinto nel lontano 1974 il funambolo francese Philippe Petit ad osare tanto: tendere un filo tra le Torri Gemelle dell’ormai scomparso World Trade Center di New York e percorrerlo a 400 metri di altezza. Un coup tanto pericoloso da sembrare impossibile.

Durante la visione di questo bel film, che alterna suspence e tempi lenti, si oscilla (letteralmente) tra una sensazione di estraneità ad un così folle progetto e un’intensa partecipazione.
E’ una storia di sfida personale, di determinazione, di insicurezza che spinge ad osare l’impossibile. Si percepisce a volte l’assurdità dell’impresa, ma mai se ne avverte l’inutilità.

Segno che nella vicenda di Philippe Petit c’è qualcosa di più di un gioco, di un record da conquistare : c’è la vita e l’atavico, poetico desiderio dell’uomo di superarne i limiti.

Ti è piaciuto questo film? Allora vedi anche
Man on the wire – James Marsh

e leggi anche
Toccare le nuvole – Philippe Petit
Trattato di funambolismo – Philippe Petit

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Regia: Robert Zemeckis
Sceneggiatura: Robert Zemeckis, Christopher Browne, Philippe Petit
Fotografia: Dariusz Wolski

Personaggi ed interpreti:
Philippe Petit – Joseph Gordon Levitt
Papà Rudy – Ben Kigsley

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Rkomi

Io in terra

Universal, 2017
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E ora che non ti fai più
In giro non ci sei più
Mia madre piange se le sente
Quando stacca dall’ufficio nel suo mp3
Due lettere si incontrano per sempre
Se ci senti fammi un fischio, dai
Non scordarti la pillola
Ci mangiamo le viscere
A vicenda per l’affitto fai
Che non ero in me, sì certo

a cura di Claudio D’Errico

Rkomi, pseudonimo di Mirko Martorana, è un rapper milanese del 1994, nato e cresciuto nel quartiere Calvairate. La popolarità per lui arriva nel 2016 quando pubblica l’EP Dasein Sollen, il cui titolo si richiama a concetti filosofici sull’esistenza, formulati da grandi pensatori (Kant e Heidegger) che in quel periodo il cantante sentiva vicini al proprio vissuto.
Il suo primo album Io in Terra, pubblicato da poche settimane, sta ottenendo un buon successo anche di critica, consentendo al giovane cantautore di inserirsi nel panorama della nuova scena trap italiana.
Ottiene la prima posizione della Classifica FIMI Album e buone recensioni dai critici che lo giudicano un disco colorato e vario e una tra le migliori uscite del 2017, nel genere rap italiano.
Già all’ascolto del primo brano – che dà il titolo all’album – ci si trova spiazzati: è uno stile che pare centrifugare il testo, un sound ardito che fonde trap e jazz, giocando con le parole ed incollandole quasi a caso in un puzzle sonoro.
Allo stesso modo scorrono e lasciano il segno gli altri brani, contraddistinti da una scrittura che sa fondere emozioni e immagini. Rkomi rimane profondamente legato al suo quartiere, al cemento ed ai suoi amici compagni di vita e di viaggio e tutto ciò traspare dai suoi lavori musicali.

Ti è piaciuto questo album? Allora vedi anche L’odio – Mathieu Kassovitz

e leggi anche Acciaio – Silvia Avallone

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James Marsh

La teoria del tutto

Universal Pictures, 2014
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Dimostrerò con una singola equazione che il tempo ha avuto un inizio. Non sarebbe grandioso, professore?
Un’unica semplice, elegante equazione per spiegare tutto!

Una storia delicata di scienza e passione, di amore e sofferenza, di malattia e tenacia: una vicenda di profonda umanità.
“La teoria del tutto” racconta la vita di Stephen Hawking, cosmologo inglese, certamente tra i più noti scienziati contemporanei.
La sua è un’esistenza unica, un grande esempio. Il suo slancio appassionato verso la conoscenza e la ricerca delle leggi fisiche che regolano l’universo si affianca alla quotidiana, faticosa resistenza di fronte agli inarrestabili sviluppi di una malattia degenerativa (l’atrofia muscolare progressiva) che lo condurrà ancora giovane su una sedia a rotelle, togliendogli con il tempo persino la possibilità di parlare.
E’ anche una storia d’amore: vero, discreto.

Il film riesce a trasmettere tutto questo anche grazie all’incantevole interpretazione di Eddie Redmayne. La sua straordinaria capacità espressiva infatti restituisce allo spettatore gli aspetti più tipici del carattere di Hawking: gentilezza, leggerezza, ironia.

Ti è piaciuto questo film? Allora vedi anche
The imitation game – Morten Tyldum
A beautiful mind – Ron Howard
Man on the wire – James Marsh

e leggi anche
Dal big bang ai buchi neri. Breve storia del tempo – Stephen Hawking
La teoria del tutto. Origine e destino dell’universo – Stephen Hawking
Breve storia della mia vita – Stephen Hawking
La chiave segreta dell’universo – Stephen e Lucy Hawking

teoria-del-tutto-1

Durata: 123′
Regia: James Marsh
Sceneggiatura: Antony McCarten
Montaggio: Jinx Godfrey
Cast: Eddie Redmayne, Felicity Jones, David Thewlis

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Luca Madonia

Il tempo e’ dalla mia parte

ViceVersa/Believe, 2017
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Prova a respirare la vita come viene
Prova a rafforzare la gioia nel dolore
Non vedere solo l’apparenza delle cose
Cerca di capire perché poi ci sono le rose

a cura di Claudio D’Errico

Luca Madonia, sessant’anni, ex cantante dei Denovo, dopo 35 anni di carriera, pubblica ad Aprile scorso questo album e sembra librarsi verso nuove destinazioni. Trascinato nello spazio da un vento magico, ci conduce in un viaggio fantastico costellato da dieci belle canzoni.
Grazie ad uno stile pop fresco e cantautoriale, il musicista catanese con un ombrello da Mary Poppins pare alzarsi in un volo, superando ogni confine.
Il disco è una sorta di concept album sullo scorrere del tempo, che ricorda il movimento di un orologio. Ci racconta che il tempo dedicato a se stessi è prezioso e che troppo spesso viene sprecato: perso magari in compagnia del proprio smartphone, senza guardare il volto di chi ci sta accanto.
Giocando con le note, ci parla del tempo anagrafico, che passa per tutti, ma anche del tempo per ballare, del ritmo che ci fa muovere e dimenticare.
Tra i brani dell’album è certamente da segnalare, Il nostro tempo, un’esortazione a partire insieme. “La vita come viene” e la sua apertura con gli archi ci spinge avanti, più in alto. Il ritmo cambia in “Senza rete”, brano più veloce, ma sempre leggero.

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche Così fan tutti – Denovo
e vedi anche In the mood for love – Wong Kar-wai

 

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Giorgio Salati e Christian Corna

Brina e la Banda del Sole Felino

Tunuè, 2017
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Le stelle sono tornate a brillare negli occhi di Brina. Ora si sente una vera gatta. Ha capito a cosa servono le vibrisse. E l’olfatto sviluppato. A cosa servono gli occhi che vedono nel buio. E a cosa servono istinto, sensi e riflessi da tigre.
Servono a ritrovare chi ci ama.

Di fronte alle pagine fitte di un romanzo, l’occhio istintivamente si posiziona sulla riga successiva, bramoso quanto il lettore di vedere cosa accade di lì a poco: e le parole si susseguono quasi senza pause.
Una graphic novel invece – quando ben realizzata – si presta meravigliosamente a veicolare pensieri e riflessioni profonde: poche parole, ricercate, e disegni che ne arricchiscono l’impatto. Una bella formula, che consente di rallentare i tempi di lettura, lasciando sedimentare considerazioni ed emozioni.

Proprio questo accade leggendo “Brina e la Banda del Sole Felino”. Vi si racconta di una gattina domestica, che scappa di casa durante una vacanza con i padroni in montagna. Durante la fuga incontra una banda di gatti randagi, capeggiata da Vespucci, severo leader del gruppo. Brina riscopre così la sua vera natura felina, assapora l’ebbrezza della libertà, la brama di indipendenza. Intanto la giovane coppia di padroni si dispera per la sua scomparsa: in gioco ci sono sentimenti molto forti, che li spingono a non smettere di cercarla.

Giorgio Salati e Christian Cornia confezionano un piccolo gioiellino, ricorrendo ad un linguaggio e ad illustrazioni davvero incantevoli per parlare di istinto, amore, emancipazione, scoperta di sé.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche
Silverwood Lake – Simona Binni
La casa – Paco Roca

e vedi anche Gli Aristogatti – Wolfgang Reitherman

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Francesco Motta

La fine dei ventanni

Woodworm, 2016
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La fine dei vent’anni è un po’ come essere in ritardo,
non devi sbagliare strada,
non farti del male, e trovare parcheggio.
Amico mio sono anni che ti dico andiamo via,
ma abbiamo sempre qualcuno da salvare.


a cura di Claudio D’Errico

Francesco Motta, giovane cantautore toscano trapiantato a Roma, esordisce come solista nel 2016 con questo album che diventa un riferimento nel panorama delle musica indie-alternativa italiana.
Un’opera di rara forza e chiarezza nella quale Motta trasmette con energia e intensità il suo sguardo diretto e introverso senza filtri e falsi stereotipi.
L’album subito impressiona per lo stile e la profondità dei testi, che sembrano rappresentare un manifesto generazionale, misto di sentimenti e contraddizioni.
Una generazione che guarda con indulgenza ai propri parenti, come nella ballata Mio Padre Era Comunista.
Questo album rappresenta un mosaico di colori e sentimenti, dalla canzone d’amore Sei bella davvero (dedicata a un transessuale), all’omaggio particolare alla città adottiva (Roma Stasera), per la quale mostra una dipendenza quasi selvaggia.
C’è lo sfogo della rabbiosa Se Continuiamo A Correre, con una marea di influenze del miglior rock alternativo italiano (“Mi suonano alla porta, non trovo la mia faccia”, “Quello che ho sbagliato non è servito a niente, ho perso il tempo ed il denaro, le due cose più importanti”)
Sono riconoscibili nello stile musicale di Motta le tracce e il sound dei Tiromancino e della chitarra di Riccardo Sinigallia, che impreziosiscono ulteriormente i testi.
La Fine Dei Vent’Anni è il brano centrale dell’album che insieme al pezzo ‘Del Tempo Che Passa La Felicità’ ci trasmette l’energia e lo spirito dell’album: senza illusioni Motta ci dice che “Sarebbe bello finire così / lasciare tutto e godersi l’inganno / ogni volta, la magia della noia / del tempo che passa la felicità”. Un album da tenere nella propria playlist anche per disintossicarsi dai tormentoni estivi che stanno per arrivare.

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche Canzoni contro la natura – The Zen Circus

e vedi anche Workers Pronti a tutto – Lorenzo Vignolo

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Giorgio Scianna

La regola dei pesci

Einaudi, 2017
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I pesci riescono a muoversi tutti insieme senza scontrarsi e senza perdere nessuno. Basta fidarsi del movimento degli altri.

Settembre, primo giorno di scuola, classe V del Liceo Tommaseo. Quattro banchi vuoti: quelli di Roberto, Ivan, Anto e Lorenzo.
Lorenzo ora è a casa. Lui è l’unico ad essere rientrato dalla vacanza in Grecia del Luglio precedente, dopo mesi di sparizione. Si rifiuta di parlare e rivelare cosa sia successo.
Gli altri tre compagni invece sono scomparsi, mai più tornati.
Famiglie angosciate, annichilite, investigatori impotenti, insegnanti spiazzati, una classe sconvolta : tutti inevitabilmente incapaci di comprendere, capire, reagire.

“La regola dei pesci” è una lettura che pone molti interrogativi, agli adulti e ai ragazzi. Un romanzo che non offre volutamente risposte. Che spinge alla riflessione, senza preconfezionare spiegazioni.
Ci racconta la “banalità del male”. E ci spaventa, mostrando che i prodromi di scelte scellerate possono risiedere nella più normale delle quotidianità: possono nascere “banalmente” dalla noia, dall’assuefazione alla violenza, come desiderio di una scossa e tentativo di emulazione.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche
Qualcosa c’inventeremo – Giorgio Scianna
Dio di illusioni – Donna Tartt
Ho ucciso Bambi – Carla Cucchiarelli

e vedi anche I nostri ragazzi – Ivano De Matteo

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Quintorigo

Grigio

Universal Music Italia, 2000
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E dal profondo emergono
tossiscono e prendono fiato
linfa e veleno convivono
digerendoli sarei
Quasi sereno
Malatosano kroniko
quasi sereno

Grigio è il secondo album della band romagnola Quintorigo.
Nel 1999 i Quintorigo si presentano al Festival di Sanremo con la canzone che ha dato il titolo al loro album d’esordio, Rospo. Fin dal primo ascolto il brano mette in mostra l’assoluta originalità della performance: la spettacolare estensione vocale del cantante (John De Leo) si fonde perfettamente con l’accompagnamento musicale affidato unicamente a strumenti ad arco e sassofono.
Nell’album Grigio si conferma l’originalità del gruppo. Difficile inquadrare i brani dell’album in un unico genere: c’è rock, pop, swing e jazz.
Il risultato è graffiante, un ritmo avvolgente, impreziosito da testi ricercati, a tratti arrabbiati, a tratti esilaranti (La nonna di Fredrick lo portava al mare, Malatosano, Precipitango, Bentivoglio Angelina).

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche
Quintale – Bachi da Pietra
Siamo morti a vent’anni – Il Cile

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Alessandro D'Alatri

The Startup

01 Distribution, 2017
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Egomnia sarà il motore di ricerca che vi porterà dove meritate di arrivare

“StartUp” racconta la storia di Matteo Achilli, giovane romano fondatore nel 2012 di Egomnia, social network specializzato in selezione e valutazione del personale, startup di grande successo.
All’indomani della maturità, Matteo si trova di fronte ad una importante scelta, in grado di condizionare il suo futuro. La sua domanda di ammissione alla prestigiosa Università Bocconi, infatti, è stata accolta.
Tutti – la sua famiglia in primis – danno per scontato che partirà per Milano. Lui preferirebbe continuare a vivere a Roma, proseguendo nell’attività di nuoto agonistico, che gli dà soddisfazioni.
Il suo sogno di successo sportivo naufraga però ben presto: l’allenatore lo esclude dalla squadra, preferendogli un atleta meno abile, ma raccomandato, il figlio di uno degli sponsor.
L’ennesima prova per Matteo che nella vita non è il merito ad essere premiato e che le opportunità vengono offerte ai privilegiati, non ai capaci.
Proprio mentre sta metabolizzando il significato di questa sconfitta, Matteo elabora l’idea per la creazione del social network “Egomnia”. Fortemente sostenuto dal padre e dalla fidanzata, decide con caparbietà di realizzare questo suo progetto.
In una parabola dal ritmo incalzante, si troverà a frequentare ambienti nuovi, lontani dalle proprie radici, stimolanti, ma anche potenzialmente autodistruttivi. Matteo farà i conti con la smania di successo, rischiando di perdere di vista l’obiettivo.
Non è importante quanto il film sia fedele alla realtà (da più parti ne è stata messa in dubbio la rispondenza ai fatti). Ciò che importa è il messaggio che il regista vuole veicolare e che traspare in modo diretto durante la visione: con una buona idea, sufficiente determinazione e fiducia in se stessi si possono realizzare anche i sogni più ambiziosi.

Ti è piaciuto questo film?
Allora vedi anche Social network – David Fincher
Steve Jobs – Danny Boyle
e leggi anche
The StartUp – Matteo Achilli

startup

Durata: 97′
Regia: Alessandro D’Alatri
Sceneggiatura: Alessandro D’Alatri

Personaggi ed interpreti:
Matteo Achilli – Andrea Arcangeli
Emma – Paola Calliari
Armando – Massimiliano Gallo

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