Archivio dell'autore: Eleonora Bello

Tullio Kezich

Il campeggio di Duttogliano

Sellerio, 2001
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Non mi troveranno, questo è certo. Quando si accorgeranno della mia fuga sarò lontano: cinquanta, cento chilometri, non mi stancherò tanto presto. Forse potrei sparire per sempre, attraversare a piedi tutta l’Europa ed infilarmi di notte, passeggero clandestino, in un transatlantico diretto a New York.

Anni ’40 del Novecento. Paolo Rancovich, undici anni, triestino di origine slava, dopo lunghe insistenze convince il padre ad iscriverlo al campeggio estivo organizzato dalla Gioventù Italiana del Littorio.
Paolo è entusiasta di partecipare a questa avventura, sicuro di divertirsi e vivere esperienze esaltanti.
In realtà l’ambiente del campeggio appare fin da subito molto diverso dalle aspettative: violenza, bullismo e meschinità dei capigruppo sui giovani balilla sono all’ordine del giorno.
Paolo decide così di scappare: una scelta consapevole, che verrà però mal interpretata come atto di immaturità.
Lo stile della scrittura è concreto, asciutto, privo di espliciti giudizi, ma fortemente evocativo e coinvolgente.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche ‘45 – Maurizio Quarello (graphic novel)

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Tony Gilroy

Michael Clayton

Usa, 2007
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Io non faccio miracoli, faccio le pulizie.
Il calcolo qui è semplice: meno casino c’è,
più facile è per me pulire.

Un legal thriller ben congegnato, la cui buona riuscita è garantita da una eccellente regia e da ottimi interpreti, tra cui George Clooney e Tilda Swinton.

Non sempre una laurea in legge conduce ad una carriera limpida e votata alla giustizia. Michael Clayton, ex procuratore distrettuale, questo lo sa benissimo.

Dopo una vita spesa a coprire le malefatte di ricchi clienti, Michael si trova infatti faccia a faccia con un incarico che gli pone una serie di interrogativi morali e lo stimola ad un riscatto personale.

Le sue certezze traballano e lo costringono a scelte difficili.

Ti è piaciuto questo film? Allora vedi anche
Erin Brockovich – Steven Soderbergh
Il socio – Sidney Pollack
Il rapporto Pelican – Alan J. Pakula

e leggi anche Mystic River – David Lehane

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Regia: Tony Gilroy
Durata: 125′

Personaggi ed interpreti:
Michael Clayton: George Clooney
Marty Bach: Sidney Pollack
Karen Crouder: Tilda Swinton

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Morcheeba

Blaze Away

Fly Agaric Records, 2018
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Your needs are covered by me
Know that I see you weep
Our blood runs deep
Your mind could change the game
I won’t let you go insane
With severed veins

a cura di Claudio D’Errico

E’ appena uscito – dopo 5 anni di silenzio – l’album “Blaze away” della band londinese Morcheeba. Alla pubblicazione del cd, farà seguito una ricca stagione di festival, che li vedrà suonare dal vivo nel Regno Unito, in Francia ed in Germania, ma anche in Portogallo, Russia, Brasile, Cile e Argentina.

Con “Blaze Away”, i Morcheeba tornano allo stile dei primi tempi. Senza modelli predefiniti. “Essere sempre in tour in giro per il mondo, capendo cosa funziona meglio su un palco, ci ha dato la determinazione per sperimentare», dichiara Ross Godfrey, anima del gruppo. “Nella realizzazione dell’album abbiamo attinto molto alle influenze dei primi album dei Morcheeba, dal blues anni Cinquanta all’hip hop anni Novanta, passando attraverso rock psichedelico, dub reggae ed elettronica. Molte delle parti vocali sono stati registrate dal vivo, in estemporanea con ospiti quasi improvvisati”.

Nel cd si trovano tanti ingredienti diversi: da “Love Dub” al brano più funky che intitola l’album Blaze Away, alla soft Sweet L.A., alla sensuale “Paris sur Mer” che pare richiamare le vecchie canzoni di chansonniers francesi.

Ti è piaciuto questo album?
Allora ascolta anche In Wonderland – Hooverphonics

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Valerio Attanasio

Il tuttofare

Italia, 2018
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Se in passato l’avvocato era considerato parte di un’elite economica e sociale, oggi è un lavoro come un altro, sottopagato e decisamente inflazionato!

Antonio Bonocore si è da poco laureato in giurisprudenza e per avviarsi alla carriera forense accetta di svolgere praticantato presso lo studio dell’avvocato Salvatore Toti Bellastella, principe del foro romano e stimatissimo insegnante di Diritto Penale.

Antonio si è meritato questa opportunità, senza raccomandazioni, solo grazie alle proprie capacità.
Affiancare l’avvocato potrebbe costituire per lui un importante trampolino di lancio, un’esperienza formativa con radiosi sbocchi professionali.

In realtà il tirocinio – magramente retribuito – si rivela quanto di più degradante possa immaginarsi per un giovane brillante laureato. Antonio si trova nei fatti a fungere da cameriere, svolgendo per il Bellastella compiti che con la professione legale hanno ben poco a che fare: gli viene chiesto infatti di pensare alla spesa, di cucinare, di fare da autista, fino alla richiesta più pazzesca, che cambierà la sua vita.

Grazie alla straordinaria interpretazione di Sergio Castellitto nel ruolo dell’avvocato Bellastella (che riesce a renderci un personaggio esilarante ed insopportabile al tempo stesso), il film diverte in molte occasioni, ma offre al contempo uno sconfortante spaccato di realtà.

Ti è piaciuto questo film? Allora guarda anche
Tutta la vita davanti – Paolo Virzì
Startup – Alessandro D’Alatri

locandina-tuttofare

Regia: Valerio Attanasio
Durata: 96′

Personaggi ed interpreti:
Avvocato Salvatore Toti Bellastella – Sergio Castellitto
Antonio Bonocore – Guglielmo Poggi
Titti Mandorlini – Elena Sofia Ricci

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Jean-Marc Valeé

The Young Victoria

Gran Bretagna, 2009
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Mia cara Victoria, saranno giorni colmi di tristezza, immagino quanto il Re vi stia a cuore. Mi permettete di offrirvi il mio conforto, sebbene a distanza?

Un film imperdibile per chi ama biografie, romanticismo ed accurate ricostruzioni storiche.
“Young Victoria” racconta la prima parte della vita della giovane principessa Victoria, erede al trono d’Inghilterra, dall’infanzia all’incoronazione avvenuta nel 1837.
Educata fin da piccola alla vita di corte, isolata dal mondo ed iper-protetta in nome della ragione di stato, Victoria sviluppa nonostante tutto una forte personalità e la convinzione di essere adatta a divenire regina. Nonostante gli sfrontati e violenti tentativi di Sir John Conroy – amministratore della residenza di Kensington Palace – di spingerla a rinunciare al trono in favore della madre, Victoria saprà mantenersi salda nel proprio ruolo, anche grazie alla vicinanza del suo futuro amatissimo marito, il principe Alberto di Sassonia.
Il regno di Victoria durerà per ben 63 anni, secondo solo a quello dell’attuale regina Elisabetta II.

Ti è piaciuto questo film?
Allora vedi anche
Elizabeth – Shekhar Kapur
Elisabeth The golden age – Shekhar Kapur

e leggi anche
Miss Charity – Marie Aude Murail
La fabbrica delle meraviglie – Sharon Cameron
La duchessa di Milano – Michael Ennis
Pirate – Celia Rees

victoria

Regista: Jean-Marc Valeé
Durata: 100′
Costumi: Sandy Powell

Personaggi ed interpreti:
La giovane Victoria – Emily Blunt
Principe Albert – Rupert Friend
Duchessa del Kent – Miranda Richardson

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Angie Thomas

The hate U give – Il coraggio della verità

Giunti, 2017
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A volte si fa tutto nel modo giusto e va male lo stesso. L’importante è non smettere mai di fare la cosa giusta.

Città statunitense, sobborghi neri poveri.
Khalil vive con la madre, tossicodipendente, legata al capo di una gang locale. Starr invece frequenta una scuola bianca, in un quartiere tranquillo: i suoi genitori hanno scelto di darle un’opportunità in più.

Starr e Khalil sono amici dall’infanzia. Una sera mentre tornano da una festa, un’auto della polizia li ferma per un controllo. L’agente (bianco) chiede loro i documenti.
Starr sa come comportarsi. Quando aveva dodici anni i suoi genitori gliel’hanno insegnato: “Se ti ferma la polizia, Starr, devi fare tutto quello che ti dicono. Tieni le mani bene in vista. Non fare movimenti bruschi. Parla solo se interpellata”.
Anche Khalil dovrebbe saperlo, ma commette un errore: mentre l’agente controlla i documenti, si gira verso Starr per tranquillizzarla.
In un attimo la tragedia: l’agente estrae la pistola, spara e lo uccide, davanti agli occhi terrorizzati ed increduli di Starr.

Fin da subito è evidente la colpevolezza del poliziotto: Khalil in quel momento non rappresentava un pericolo, la reazione non era giustificata.
Eppure l’opinione pubblica, i giornali, le televisioni – fomentate dal pregiudizio contro i neri – si schierano dalla parte del poliziotto e quello che avrebbe dovuto essere un processo per omicidio si trasforma in una condanna per la vittima.
Si insinuano dubbi sul fatto che Khalil fosse uno spacciatore: si denigra la sua reputazione, si deresponsabilizza l’agente.
Starr ora deve decidere se testimoniare: ha la famiglia accanto, ma è una scelta che deve condurre da sola, un percorso che la porterà a riscoprire la propria identità.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche
Il canto del silenzio – Maya Angelou
Autobiografia di Malcolm X

ascolta anche Thug Life – Volume 1 (Tupac)

e guarda anche
Malcolm X – Spike Lee

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Luca Guadagnino

Chiamami col tuo nome

Italia Francia Usa Brasile, 2017
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Soffochiamo così tanto di noi per guarire più in fretta, così tanto che a trent’anni siamo già prosciugati e ogni volta che ricominciamo una nuova storia con qualcuno diamo sempre di meno. Ma renderti insensibile così da non provare nulla, è uno sbaglio.

Bellezza estetica ed emotiva sono il punto forte di questo film, che proprio pochi giorni fa ha ricevuto l’Oscar 2018 per la migliore sceneggiatura non originale.

Elio ed Oliver sono protagonisti di una delicatissima storia di sensualità ed innamoramento, incastonata in un’ambientazione davvero suggestiva e coinvolgente.

Ogni dialogo, ogni inquadratura, ogni richiamo della colonna sonora ci spinge a rivolgere uno sguardo attento e pieno di empatia ai protagonisti e, tramite loro, alla parte più profonda ed inviolata di noi.
Il flusso di emozioni ci conduce in punta di piedi – ma con l’impeto di una passione – in un viaggio a tratti entusiasmante, a tratti malinconico e ad un finale che non potrà lasciarci in alcun modo indifferenti.

Un film che si gode anche nei giorni successivi alla visione, quando le tante emozioni iniziano a sedimentare e a lasciare una traccia indelebile.

Consigliatissimo anche il libro da cui è stato tratto il film, la cui recensione verrà pubblicata tra pochi giorni proprio qui su ExtratimeBlog!

Ti è piaciuto questo film? Allora vedi anche
Milk- Gus Van Sant
Le fate ignoranti – Ferzan Ozpetek
Il bagno turco – Ferzan Ozpetek

leggi anche
Chiamami col tuo nome – Andrè Aciman
Smalltown Boy – Marco Campogiani

ed ascolta anche la bellissima colonna sonora del film
e Hozier – Hozier

chiamami-col-tuo-nome

Durata: 132′
Regia: Luca Guadagnino
Sceneggiatura: James Ivory
Fotografia: Sayombhu Mukdeeprom

Personaggi ed interpreti:
Oliver: Armie Hammer
Elio Perlman: Timothée Chalamet

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Chiara Panzuti

Absence – Il gioco dei quattro

Fazi Editore, 2017
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Si arriva al punto in cui sei sul ciglio del tuo limite e lo devi superare.

Una storia in bilico tra realtà e mistero: tra ciò che può essere e ciò che invece non potrebbe, ma è.

Faith, Jared, Scott e Christabel vivono vite diverse, senza alcun punto di congiunzione: non sono amici, nemmeno si conoscono. Eppure all’improvviso le loro esistenze vengono sconvolte da un evento inspiegabile, che li catapulta nel peggiore degli incubi: diventano completamente invisibili al resto del mondo, famiglie comprese.
Alcuni indizi lasciano intendere che non si tratti di autosuggestione, nè di un terribile scherzo del destino. La loro scomparsa è frutto di un disegno ben architettato, ma da chi e perchè? Ed è possibile sottrarvisi in qualche modo?
I quattro ragazzi si rendono conto che solo insieme possono sperare di uscire da questa situazione angosciante.

Il romanzo di Chiara Panzuti – ben scritto – ha un grande pregio: riesce a proporre in una appassionante storia di fantascienza temi profondi ed intensi.
Nel susseguirsi degli eventi infatti l’autrice lascia spazio alle riflessioni dei protagonisti: ragazzi in cerca di una propria identità, spesso sopraffatti dal timore dell’abbandono, desiderosi di vivere in un mondo che non si fermi alle apparenze, che sappia cogliere le diversità ed i bisogni di ciascuno.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche
Resta anche domani – Gayle Forman
Ogni giorno – David Levithan
Schegge di me – Tahereh Mafi

e guarda anche
Cloud Atlas – Lana Wachowski
Dark – Baran Bo Odar

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Steven Spielberg

The Post

U.S.A. 2017
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Quanto hanno mentito? Quei tempi devono finire!

Con un cast ed una regia del genere era quasi impossibile non realizzare un film di qualità!
Tom Hanks e Meryl Streep, sotto la prestigiosa guida di Steven Spielberg, interpretano i ruoli di Ben Bradlee e Katharine Graham, rispettivamente direttore ed editore del quotidiano The Washington Post.
La vicenda si svolge nel 1971, anno in cui negli Stati Uniti esplode lo scandalo delle rivelazioni sulla guerra in Vietnam.
I due giganti del cinema riescono a trasmettere in modo impeccabile l’atmosfera ed i fatti di quei giorni: il tentativo della Presidenza Nixon di insabbiare le verità emerse dalle rivelazioni di Daniel Elsberg (dipendente del Pentagono) e la coraggiosa reazione della stampa, non disposta a piegarsi alle pressioni politiche e determinata a far valere ad ogni costo il diritto dei cittadini ad essere informati.

Una lezione magistrale di etica professionale che ha fatto la storia del giornalismo.

Ti è piaciuto questo film? Allora guarda anche
Tutti gli uomini del Presidente – Alan J. Pakula
Good night and good luck – George Clooney
Forest Gump – Robert Zemeckis
Platoon – Oliver Stone

Locandina film The Post

Regia: Steven Spielberg
Durata: 118′
Sceneggiatura: Josh Singer

Personaggi ed interpreti:
Ben Bradlee – Tom Hanks
Katharine Graham – Meryl Streep

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Vinicio Capossela

Marinai profeti e balene

Warner Music Italy, 2011
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Nessuno è mai protetto
Dalla sua debolezza
Che se ne sta nascosta
Come una serpe dentro un rovo
Vilmente sconosciuta

Vinicio Capossela è un cantautore assolutamente unico nel panorama italiano. La sua è musica raffinata ma popolare, poetica, ricercata ma mai presuntuosa. Capossela confeziona ormai da anni gioiellini musicali, in cui alla delicatezza del tocco si affianca una grande acutezza di pensiero ed una profonda conoscenza dell’animo umano.
Non è facile scegliere un disco da recensire di fronte ad una produzione artistica tanto vasta e di qualità. Così ci si è lasciati trasportare dallo stato d’animo e la scelta è caduta su questo bellissimo cd dedicato al mare, alla navigazione interiore, all’avventura, che ci offre uno sguardo intimo divertito, a volte quasi angosciante, mai banale.
Come ogni album di Capossela, anche in questo troviamo emozioni tradotte in musica e versi: sonorità preziose, approcci spirituali.
In “Marinai, profeti e balene”, Capossela ci conduce in un viaggio visionario, il cui protagonista è il Mediterraneo, misto ad oceano, con il suo carico di storia e mito.
Una scenografia perfetta per canzoni che dialogano e ricalcano con grande capacità scenica lo stile letterario di Melville e di alcuni testi biblici (Il Grande Leviatano, Lord Jim, La bianchezza della balena) e ricostruiscono le ambientazioni dei grandi poemi epici, primo fra tutti l’Odissea (Le Pleiadi, Calipso, Dimmi Tiresia).

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche Ovunque proteggi – Vinicio Capossela

… leggi anche
Moby Dick – Hermann Melville
Lord Jim – Joseph Conrad
Odissea – Omero
Non si muore tutte le mattine – Vinicio Capossela

e vedi anche Moby Dick, la balena bianca – John Houston

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