Archivio dell'autore: Guest

Denis Villeneuve

Arrival

USA, 2016
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Articolo di Paola Vailati

La lingua è il fondamento della civiltà,
è il collante che tiene insieme un popolo,
è la prima arma che si sfodera in un conflitto.

Dodici navicelle aliene giungono improvvisamente sulla Terra arrestandosi qualche metro prima del contatto con il suolo. Il pianeta precipita nel panico mentre capi di Stato e comandanti militari si interrogano su quale sarà la prossima mossa degli invasori.
L’esercito americano ingaggia l’esperta linguistica Louise Banks affinché, con l’aiuto del fisico teorico Ian, provi a comunicare con gli extraterrestri per capire le loro intenzioni.
Nel tentativo di trovare un alfabeto comune per costruire un dialogo con l’altro, Louise si rende conto che pensare, scrivere e parlare usando un certo linguaggio, condiziona profondamente il modo di riflettere, di vedere e interpretare il mondo.
I graduali miglioramenti comunicativi che Louis e Ian riescono faticosamente ad ottenere giorno dopo giorno con la razza aliena sono rovinosamente compromessi quando viene diffusa nel mondo la notizia che gli alieni sono venuti sulla Terra per offrire all’uomo un’arma.

Di che arma si tratta?
In che senso la vogliono offrire?
E se volessero utilizzarla contro di noi?
Siamo esposti a un imminente attacco?

Fin dai primi minuti si ha la percezione di essere di fronte a qualcosa di diverso rispetto agli apocalittici e intramontabili film di invasione aliena.
Arrival è infatti un film di alieni che di alieni parla poco; i veri protagonisti siamo noi, il genere umano, così vulnerabile nelle sue fragilità ma allo stesso tempo custode di una speranza capace di spingerlo oltre i suoi limiti.
Villeneuve ha diretto un dramma fantascientifico dai risvolti tutt’altro che scontati che invita a riflettere, molto più di quanto abitualmente facciamo di fronte ad un film di fantascienza.

Ti è piaciuto questo film? Allora guarda anche…
La guerra dei mondi- Steven Spielberg
Signs- M. Night Shyamalan

… leggi anche…
Storie della tua vita- Ted Chiang

…e ascolta anche…
Sleeping at Last – Saturn

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Regia: Denis Villeneuve
Sceneggiatura: Eric Heisserer
Soggetto: Ted Chiang
Musiche: Jóhann Jóhannsson
Montaggio: Joe Walker
Fotografia: Bradford Young

Interpreti e personaggi
Amy Adams: Louise Banks
Jeremy Renner: Ian Donnelly
Forest Whitaker: Colonnello Weber

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Louise O'Neill

Te la sei cercata

Hot Spot, 2016, 273 p.
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Articolo di Valentina Carioni Vienna

Sento un brivido incresparmi la pelle, come un sassolino che centra una pozza d’acqua. (…) Ed è così bello, così bello, così bello, che non riesco a trattenere un fremito. (…) E per un attimo è quasi troppo per me, l’odore di bosco del suo dopobarba, la morbidezza vellutata della sua T-Shirt che mi sfrega contro il braccio. Mi stiro ancora, la mia spina dorsale si tende così tanto che sento che potrebbe fuoriuscirmi dalla schiena e schizzare verso il soffitto come un fuoco d’artificio.

Emma O’Donovan è una ragazza come tutte le altre eppure dentro di sé è diversa ed originale. Ha diciott’anni e il suo unico obiettivo è divertirsi con gli amici ed essere sé stessa. E’ bellissima, e il suo fascino spinge i ragazzi ad avvicinarsi a lei e a chiederle di uscire con loro. Emma non potrebbe essere più felice. E’ popolare ed ha tutto ciò che ha sempre desiderato. Eppure, una sera d’estate, durante una festa qualunque, Emma ha deciso di lasciarsi andare e di provare l’ebbrezza del bere.

Lei non lo sa ma quella notte se la porterà dietro sempre, come un tatuaggio sulla pelle. Lei è troppo inconsapevole di ciò che le è accaduto, sebbene sappia che quella sera qualcosa le ha sconvolto la vita e l’ha cambiata definitivamente. Iniziano a girare delle foto online, fotografie tutt’altro che scherzose o ridicole. C’è la sua faccia in quelle immagini e c’è anche quella di un ragazzo che le ha fatto conoscere cosa voglia dire essere violentata.

Emma non sa più come comportarsi: le sembra di essere crollata in una voragine dalla quale non sarà mai in grado di uscire. Non potrà mai dimenticare ciò che le è successo e l’incubo sembra essere appena iniziato. La ragazza speciale che era è divenuta solo una memoria sbiadita sepolta dentro di lei ed ora Emma inizia a diffidare persino della sua personalità e del suo carattere. Non sa più chi sia e non vorrebbe nemmeno scoprirlo.

Ma è stata davvero lei a volere che succedesse? Ha detto di “No” o ha accettato che quel ragazzo la violentasse? Qual è il segreto che si nasconde dietro questa storia adolescenziale dai lati thriller e adrenalinici?

Vi basta aprire il libro e cominciare la lettura. Resterete stupiti, sarete voi a decidere se negativamente o positivamente. Spetta a voi. La storia di Emma O’Donovan è anche quella di tutte le ragazze e di tutte le donne che si sono trovate a dover fronteggiare una violenza.

Ti è piaciuto questo libro? Allora guarda anche…
13 Reasons Why- Brian Yorkey

…e ascolta anche…
The Night We Met- Lord Huron

Abbiamo parlato di Te la sei cercata di Louise O’Neill anche qui!

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Frah Quintale

Lungolinea

Undamento, 2018
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E sarò un disperato
E non c’hai mai sperato
Ma sono ancora qui
Se vado a fondo, grazie
Imparo a usar le branchie
Non provate a salvarmi

a cura di Claudio D’Errico

Frah Quintale (al secolo Francesco Servidei, classe 1989) non ama le etichette. E la sua musica di conseguenza non si presta ad essere incasellata in un genere preciso.
Certo siamo nell’orbita del rap, ma più nel dettaglio non si riesce ad andare.
Lui stesso si definisce un artista di “street pop vecchio”.
Che l’approccio alla musica sia sui generis e che da questo artista tanta originalità possa sprigionarsi lo si deduce già dalla modalità con cui è arrivato a comporre “Lungolinea”, l’album di cui qui consigliamo l’ascolto.
“Lungolinea” nasce infatti da una playlist Spotify “work in progress” (come l’ha definita Rockol), avviata nel 2017, all’interno della quale Frah Quintale ha pubblicato canzoni, provini strumentali e messaggi vocali scambiati con gli amici, sottoponendoli al giudizio dei fan, in un continuo confronto.
Forse un nuovo modo di fare musica che prevede un legame più stretto tra ascoltatore ed artista grazie anche alle nuove possibilità tecnologiche.

Tra i brani dell’album segnaliamo Avanti/indietro, in cui i ritmi del pendolare (ben noti a Frah) si ripetono in modo continuo ed ossessivo, fino a far perdere la direzione.

Nei pezzi “Visualizzato.01, 02, 03 e 04″, un mix di musica e messaggi vocali ci permette di spiare nella vita caotica del cantante bresciano, che pare mettersi a nudo in questo album: si tratta di brani divertenti, in cui Frah non nasconde i propri difetti, che all’ascolto paiono quasi divenire pregi.

Le canzoni in “Lungolinea” sono ben 24, ad oggi. Ascoltatele tutte d’un fiato: Frah Quintale vi apparirà come l’amico di vecchia data con cui farsi una birra spensierata sotto casa la sera.

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche Polaroid 2.0 – Carl Brave x Franco 126

e vedi anche Scialla! Stai sereno – Francesco Bruni

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Gary Ross

Ocean’s 8

USA, 2018
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Articolo di Laura Festari

John Frazier: E’ genetico? In famiglia siete tutti così?
Debbie Ocean: Decisamente.

Prendere una collana da centocinquanta milioni di dollari, una ladra molto molto arrabbiata, una motociclista che rivende vodka, una stilista in crisi, un’hacker amante del biliardo, una borseggiatrice, una ragazza che crea gioielli e una mamma.

Mettere tutto in un pentolone, aggiungere un po’ di scaltrezza, audacia, agilità e una spruzzata di ironia.

Aggiungere un pizzico di vendetta e eleganza quanto basta.

Da gustare in compagnia di amici e parenti.

Con un cast stellare, riprese mozzafiato e camei a regola d’arte il successo per l’ultimo film della serie Ocean’s è assicurato!

Ti è pianciuto? Allora guarda anche…
Now you see me. I maghi del crimine- Louis Leterrier
La serie degli Ocean’s- Steven Soderbergh
American Hustle- David O. Russell
Snatch. Lo strappo- Guy Ritchie

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Regia: Gary Ross
Sceneggiatura: Gary Ross, Olivia Milch
Fotografia: Eigil Bryld
Musiche: Daniel Pemberton
Durata: 110′

Interpreti e personaggi:
Sandra Bullock – Debbie Ocean
Cate Blanchett – Lou
Helena Bonham Carter – Rose
Anne Hathaway – Daphne Kluger
Rihanna – Nine Ball
Mindy Kaling – Amita
Sarah Paulson – Tammy
Awkwafina – Constance
Richard Armitage- Claude Becker
James Corden - John Frazier

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Daniel Kraus

L’estate del coprifuoco

Einaudi, 2011, 216 p.
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Articolo di Valentina Carioni Vienna

“La porta della stanza di James si aprì, poi si richiuse. Reggie contò fino a cinquanta prima di introdursi nella stanza attraverso la finestra. Sfoggiò un sorriso.
-Ehi,- disse James, lasciandosi cadere sul copriletto arruffato. Alla cieca, infilò la mano sotto le lenzuola ammucchiate e tirò fuori il berretto da baseball (…) con una mano tormentava il bordo della visiera, sporca di terra, di sudore e di molte estati.
-Me lo dici?- Domandò Reggie.
-Cosa?
-Hai detto a tuo padre che mi avresti detto qualcosa.
-Ah, giusto.
-Dice che non dovremmo andare troppo in giro,- disse James.
-Soprattutto di sera, dice. Soprattutto di sera, non dovremmo andarcene troppo in giro. (…) Non so cos’abbia in testa veramente. Ma tu non preoccuparti, va bene? Non importa cosa dice. E’ estate.”

L’estate è sempre stata una delle migliori stagioni, fatta di quei giorni che ti rimangono addosso come il caldo ed il frenetico ghermire delle foglie dei boschi. Durante l’adolescenza, quando ci ritroviamo smarriti in un paesino che pare chiudere i battenti, dove le auto si mettono in viaggio senza meta, un gruppetto di ragazzi di dodici anni, James, Reggie e Willie, sembra aver già compreso tutto della vita.
Situazioni familiari complesse, il desiderio di essere all’altezza delle aspettative degli altri e di poter sognare sempre come se nessun tempo passasse realmente e come se nulla fosse fugace, sono le storie che uniscono e, allo stesso tempo, distanziano questi ragazzi vogliosi di avventura.

E’ estate quando sembra che una sorte macabra si sia accanita su di loro e su quella cittadina.
Un membro del gruppo viene investito da un furgone di passaggio, nello stesso tempo in cui un altro ragazzo del paese viene ucciso apparentemente dallo stesso veicolo.

Si diffonde un acuto timore e quell’afa estiva comincia a non essere più solo afa, ma anche paura ed apprensione.
Viene dato il coprifuoco, e l’istinto adolescenziale di Reggie, James e Willie li spinge ad aggregarsi e a dare inizio ad un’avventura fatta di grandi emozioni e di fughe notturne, che li porterà ad intensificare il loro legame, e ad imparare a vivere la vera vita, quella che li segnerà nel profondo e che, in un certo senso, li manterrà uniti fino alla fine, in un’amicizia fatta di dolore, di felicità, e impregnata della fragranza dolce e bruciante del sole caldo dopo una pioggia estiva. Sapere che ci sono altre cose ad attenderli oltre l’essere ragazzi rende la loro estate una sorta di rito di passaggio, attraverso il quale apprenderanno ad essere adulti e a scegliere il loro percorso, in un mondo dove le estati diverranno solo momenti di pausa da un lavoro stressante e da un’esistenza frenetica, e dove le scorribande nei boschi con il vento che soffia e la pioggia che scroscia violenta saranno solo la memoria e la traccia degli uomini che saranno divenuti.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche…
Il buio oltre la siepe- Harper Lee
Stand By Me (racconto contenuto in Stagioni diverse)- Stephen King
Il signore delle mosche- William Golding
L’età dello tsunami- Alberto Pellai e Barbara Tamborini

…e guarda anche:
Stand by me. Ricordo di un’estate- Rob Reiner
Charlie Bartlett- Jon Poll
Ragazzi perduti- Joel Schumacher
Breakfast Club- John Hughes

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Martin Scorsese

Quei bravi ragazzi

USA, 1990
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Articolo di Luca Brassini

“Figliolo quand’è che ti trovi una brava ragazza pure te?”
“Mamma, io ne trovo di bravissime tutte le sere!”

Il film prende ispirazione dal romanzo Il delitto paga bene di Nicholas Pileggi che, a sua volta, è basato sui fatti reali di vita del malavitoso Henry Hill.

Il film inizia in medias res con Henry, interpretato da Ray Liotta, ormai già adulto e mafioso già affermato che guida un’automobile con un uomo nel bagagliaio.

In seguito a questa prima scena, c’è una presentazione del personaggio che ripercorre la sua vita a partire da quando, da ragazzino, aveva iniziato a fare da parcheggiatore per i mafiosi della zona.

Da qui, durante tutto il film si vede la sua “scalata al potere” nella gerarchia mafiosa.

Due presenze costanti nel film sono i suoi compagni Jimmy Conway e Tommy De Vito (interpretati rispettivamente da Robert De Niro e Joe Pesci) con i quali compie la maggior parte dei crimini raccontati nel film.

Consiglio questo film perché è molto coinvolgente e da una visione della vita in America durante il periodo dei gangster, il tutto condito dalla fenomenale interpretazione del suo personaggio da parte di Robert De Niro.

Ti è piaciuto questo film? Allora guarda anche…
Il Padrino- Francis Ford Coppola
American Gangster- Ridley Scott
C’era una volta in America- Sergio Leone
Gangs of New York- Martin Scorsese
The Untouchables. Gli Intoccabili- Brian De Palma

…leggi anche…
Il delitto paga bene- Nicholas Pileggi
Ragazze cattive-Joyce Carol Oates

…e ascolta anche…
Layla- Derek and the Dominos
Chopin- Funeral March
Fabrizio De André- Don Raffaé
Flogging Molly- Drunken Lullabies

Quei bravi ragazzi- Martin Scorsese

Regia: Martin Scorsese
Sceneggiatura: Nicholas Pileggi e Martin Scorsese
Fotografia: Michael Ballhaus
Durata: 146′

Interpreti e personaggi:
Robert De Niro: James Conway
Ray Liotta: Henry Hill
Joe Pesci: Tommy DeVito
Lorraine Bracco: Karen Hill

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Alina Bronsky

Outcast

Corbaccio, 2014, 272 p.
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Articolo di Paola Vailati

<< Ma quello che sogna Ivan è un mondo da fiaba >> obietto.

<< Lo so, ma lui ci crede >>

La società in cui vive Juli è rigidamente strutturata: da una parte i Normali; metodici, sistematici e perfettamente ordinari in ogni aspetto della vita. Dall’altra i Freak; anticonvenzionali nell’aspetto e nell’atteggiamento e per questo temuti e marginalizzati.
La normalità dell’esistenza di Juli viene bruscamente interrotta con l’improvvisa scomparsa della madre a cui né il padre né la polizia sembrano voler trovare una spiegazione.
Inaspettatamente, gli unici a sostenere Juli nella sua avventurosa ricerca di risposte, saranno la nuova compagna di scuola Ksu e suo fratello Ivan, due Freak a dir poco originali per nulla inclini a rispettare le assurde regole imposte dai Normali.

In un mondo così spaccato Juli è di fronte a un bivio: meglio continuare a rifugiarsi dove tutto deve essere comune, regolare e convenzionale o forse vale la pena di rompere gli schemi di un’omologazione che appare giorno dopo giorno sempre più svilente e irragionevole?

Non è forse questa la domanda che dovremmo porci anche noi?

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche…
Rebel. Il deserto in fiamme – Alwyn Hamilton
Regina rossa – Victoria Aveyard

…e guarda anche…
Divergent – Neil Burger
Hunger Games – Gary Ross

…e ascolta anche…
Wings – Birdy
Only teardrops – Emmelie de Forest
Fist fighting a sandstorm – Sia

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Duncan Jones

Warcraft. L’inizio

USA, 2016
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Articolo scritto da Paola Vailati

Dalla luce vengono le tenebre, dalle tenebre viene la luce.

Su Azeroth la pace è a repentaglio: tramite un portale magico, un esercito di orchi guidati da Gul’dan sta invadendo il regno degli umani deciso ad impadronirsene.

A ispirare il malvagio stregone è il Vil, una magia oscura che ha bisogno di sacrifici di vita per generarsi e mantenere aperto il portale che collega i due mondi.

Durotan, orco capoclan dei Lupi Bianchi, si oppone alla crudele logica del Vil e insieme a Garona, mezz’orchessa schiavizzata da Gul’dan per le sue origini impure, lotta per trovare insieme agli umani guidati da Re Llein e da Lothar, comandante militare del regno, un modo per fermare lo spietato orco stregone.

Da fronti opposti, due eroi affronteranno un conflitto che deciderà il destino delle loro famiglie e dei loro popoli.

Warcraft è un film fantasy tratto dall’omonima serie di videogiochi.
Il più grande successo della pellicola è tecnologico; risultato di un progetto sviluppato in computer grafica in tutto debitore al Signore degli Anelli di Peter Jackson.

Ti è piaciuto questo film? Allora guarda anche…
Il Signore degli Anelli – Peter Jackson
Scontro tra Titani – Louis Leterrier

… leggi anche…
Il Signore degli Anelli – J.R.R. Tolkien
Lo Hobbit – J.R.R. Tolkien

… e ascolta anche…
Zombie – The Cramberries
In the Shadows – The Rasmus

Warcraft Duncan Jones

Regia: Duncan Jones
Sceneggiatura: Duncan Jones, Charles Leavitt
Durata film: 123′

Interpreti e personaggi:
Travis Fimmel: Anduin Lothar
Paula Patton: Garona
Ben Foster: Medivh
Toby Kebbel: Durotan
Dominic Cooper: Re Llane
Daniel Wo: Gul’dan
Anna Galvin: Draka

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Anthony e Joe Russo

Avengers. Infinity War

USA, 2018
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Articolo di Paola Vailati

Niente più resurrezioni questa volta.

Siamo giunti alla tappa fondamentale di un viaggio cinematografico senza precedenti, lungo dieci anni.
Avengers. Infinity War porta sullo schermo il più definitivo, letale scontro di tutti i tempi.

Questa volta il super cattivo contro cui devono misurarsi gli Avengers, cresciuti in organico anche se la squadra stenta a ritrovare la coesione di un tempo e fiancheggiati dai Guardiani della Galassia, è Thanos: il più titanico, il più temuto, il più malvagio essere mai esistito. Il suo obiettivo è quello di sterminare metà dell’universo affinché l’altra metà sopravviva e prosperi in equilibrio; ai suoi occhi un’efficace quanto mite soluzione al problema della sovrappopolazione. Per ottenere l’onnipotenza e decidere, con uno schiocco di dita, il destino del cosmo intero, Thanos deve trovare le sei gemme dell’infinito e incastonarle nel poderoso guanto che indossa alla mano sinistra.

Il punto di vista in Avengers. Infinity War risulta spostato rispetto a tutti i film precedenti; sembra che in gioco ci sia davvero tutto ciò per cui gli eroi si sono battuti sinora e il prezzo da pagare, questa volta, potrebbe essere più alto.

Ti è piaciuto questo film? Allora guarda anche…
Doctor Strange – Scott Derrickson
Thor: Ragnarok – Taika Waititi
Spiderman Homecoming – Jon Watts

…leggi anche…
Il Guanto dell’Infinito- Jim Starlin, Ron Lim e George Péerez

…e ascolta anche…
In the end – Linkin Park
Resistance – Muse
Titanium – Sia

Avengers. Infinity War- Anthony e Joe Russo

Regia: Anthony e Joe Russo
Sceneggiatura: Christopher Markus e Stephen McFeely
Durata film: 149′

Interpreti e personaggi:
Robert Downey Jr.: Tony Stark / Iron Man
Chris Hemsworth: Thor
Mark Ruffalo: Bruce Banner / Hulk
Chris Evans: Steve Rogers / Captain America
Scarlett Johansson: Natasha Romanoff / Vedova Nera
Benedict Cumberbatch: Dr. Stephen Strange
Tom Holland: Peter Parker / Spider-Man
Chadwick Boseman: T’Challa / Pantera Nera
Paul Bettany: Visione
Elizabeth Olsen: Wanda Maximoff / Scarlet
Anthony Mackie: Sam Wilson / Falcon
Sebastian Stan: Bucky Barnes / Soldato d’Inverno
Tom Hiddleston: Loki
Idris Elba: Heimdall
Pom Klementieff: Mantis
Karen Gillan: Nebula
Dave Bautista: Drax il Distruttore
Zoe Saldana: Gamora
Josh Brolin: Thanos
Chris Pratt: Peter Quill / Star-Lord
Gwyneth Paltrow: Pepper Potts
Danai Gurira: Okoye
Letitia Wright: Shuri
Benicio del Toro: Tivan il Collezionista
Don Cheadle: James Rhodes / War Machine

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MUSEO EGIZIO – TORINO

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Articolo di Paola Vailati

La strada per Menfi e Tebe passa da Torino
(Jean-Francois Champollion)

Bellezza. Fascino. Mistero.

Un viaggio nel tempo di oltre 4000 anni di storia, arte e archeologia.
Una raccolta di statue, papiri, sarcofagi e oggetti di vita quotidiana che avvicinano il visitatore alla conoscenza di una delle civiltà più affascinanti del passato.

Tutto questo a Torino, nel Museo Egizio più antico del mondo, secondo per importanza ed estensione solo a quello de Il Cairo.

Anche coloro che hanno già visitato la collezione in passato saranno meravigliati; dal 2015 infatti, il Museo Egizio ha più che raddoppiato la sua superficie espositiva che oggi si sviluppa su quattro piani secondo un percorso di visita cronologico.

A conclusione della visita, la Galleria dei Re, progettata dallo scenografo italiano tre volte premio Oscar Dante Ferretti, lascerà senza fiato.

Per saperne di più:
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