Archivio dell'autore: Valentina Lazzaro

Luca Vanzella, Giopota

Un anno senza te

BAO Publishing, 2017
avatar

Postato da
il

 L’emofene è come un fischio continuo. O meglio, una nota costante di fondo, ma è un sentimento. Un sentimento che è lì, sotto tutte le altre emozioni, ma che a volte, nel silenzio della noia, in una pausa di contemplazione, tra le sincopi della vita quotidiana, ecco che torna a farsi sentire. Emofene è qualcosa di distante e lontano che non puoi dimenticare. Tu sei il mio emofene.

Antonio, il protagonista della graphic novel della Bao Publishing, è uno studente universitario che vive a Bologna, dove frequenta la facoltà di Storia Medioevale: è appena stato lasciato da Tancredi, dopo una relazione durata pochi mesi, ma abbastanza per spezzargli il cuore. “Un anno senza te” ci racconta i dodici lunghi mesi dopo la rottura con Tancredi, in cui Antonio deve affrontare disperazione, rabbia, insicurezza sostenuto da amici e coinquilini che cercheranno in tutti i modi di risvegliarlo dal suo stato di abbandono e apatia spingendolo verso nuove avventure. Mesi tormentati per crescere e imparare a lasciarsi il passato alle spalle e non restare aggrappato alla nostalgia del ricordo di chi, ormai, è solo un passato pronto a diventare remoto. Lo scenario che appare tavola dopo tavola è quello di una Bologna riconoscibilissima nella sua architettura, ma arricchita di elementi surreali e magici: nevicate improbabili di teneri conigli bianchi, fari che regolano il flusso di dirigibili volanti e feste di capodanno non convenzionali.
Antonio combatte i propri demoni, ed elaborare il vuoto lasciato da Tancredi, con i suoi tempi e a piccoli passi, cercando di guardare al futuro prossimo portando a termine la tesi di laurea e cercando di capire il suo posto nel mondo.

Questa storia si rivolge a tutte le persone che sono state scottate dalla fine di una relazione (qualunque sia) e che hanno ceduto alla malinconia degli amori persi più del previsto, ma che alla fine si sono rialzati.

Luca Vanzella e Giopota con questa dolce-amara graphic novel ci coccolano quando siamo tristi e ci accompagnano nelle nostre piccole grandi storie d’amore che finiscono, o che non abbiamo dimenticato ancora.

Ti è piaciuto questo libro?
Allora leggi anche Il blu è un colore caldo di Julie Maroh

Ascolta anche La mia vita senza te – Tre allegri ragazzi morti

e guarda anche La vita di Adèle di Abdellatif Kechiche

Leggi tutto ►

Yann Samuell

Amami se hai coraggio

Francia, 2003
avatar

Postato da
il

Gli amici sono come gli occhiali, danno un’aria intelligente, ma si rigano con facilità e poi sono faticosi. Per fortuna a volte si trovano degli occhiali veramente forti. Io ho Sophie.

Amami se hai coraggio (Jeux d’Enfants) del regista francese Yann Samuell è una commedia romantica dalle tinte grottesche e surreali, uscita nelle sale nel 2003. La storia ruota intorno alla vita dei due giovani Julien (Guillaume Canet) e Sophie (Marion Cotillard) che si incontrano quando hanno otto anni durante un periodo drammatico: la mamma di Julien è gravemente malata (morirà prestissimo) e Sophie è chiamata dai compagni di scuola “sporca Polacca” per le sue origini. Un giorno, Julien decide di difendere Sophie contro i compagni di scuola e da quel momento, i due bambini iniziano un’amicizia intensa fatta di sfide da superare ogni volta che uno dei due pronuncerà la frase “giochi o non giochi?”. Il “premio” per ogni sfida superata è una scatola di latta a forma di giostra che continuerà a passare da Julien e Sophie e viceversa incessantemente. Le sfide crescono di intensità al crescere dei protagonisti: le prove infantili, lasciano presto il posto ad azioni imbarazzanti, crudeli e pericolose in un climax ascendente sempre più inquietante e distruttivo. L’epilogo non lo sveliamo, ma è davvero molto intenso, romantico e forse crudele.
Yann Samuell racconta una favola sull’amore non convenzionale: i due protagonisti si amano e sono destinati da sempre a stare insieme, ma giocare sembra più importante di tutto, anche dell’amore.

Il film si rivolge agli amanti del “Favoloso mondo di Amelie“, ma dai toni più cupi: le tinte acquerello e le sfumature da fiaba rimangono ma sono in contrasto con le personalità dei due protagonisti, ben lontani dal paese delle meraviglie di Amelie, nonostante la romantica canzone francese la Vie En Rose, di Edith Piaf, tema musicale presente per tutta la durata del film.

Se ti è piaciuto guarda anche:
Il favoloso mondo di Amelie

Leggi anche:
Gabriel Garcia Marquez – L’amore ai tempi del colera
C’era una volta l’amore ma ho dovuto ammazzarlo – Efraim Medina Reyes
Un giorno – David Nicholls

Ascolta anche:
Edith Piaf – La vie en rose

amami

Genere: Commedia, Drammatico, Sentimentale
Regia: Yann Samuell
Durata: 93′
Cast: Guillaume Canet, Marion Cotillard, Thibault Verhaeghe, Josephine Lebas Joly, Emmanuelle Grönvold

Leggi tutto ►

Lord Huron

Strange Trails

Iamsound, 2015
avatar

Postato da
il

I’m leaving this place behind
And i’m heading out on the road tonight
I’m off for the winter lands
Where i’m known to have taught you to stand
Before…

Strange Trails è il secondo album (Iamsound Records, 2015) della band americana indie-folk Lord Huron (il loro primo  l’album è Lonesome Dreams del 2012). Già a partire dalla copertina di Strange Trails, che ricorda quella di un vecchio disco, ci si immerge in una malinconica atmosfera pronti ad affrontare un viaggio attraverso terre selvagge alla ricerca di qualcosa fuori e dentro se stessi. L’album  composto da 14 tracce, narra brevi racconti di vita e d’amore che colpiscono dritto al cuore, senza inutili giri di parole, travolgendo e risvegliando i sentimenti più profondi grazie alla voce dolce e intensa, del leader della band, Ben Schneider, solitario menestrello di un libro senza tempo. Apre l’album la traccia “Love Like Ghosts” dove il cantante racconta la storia di un uomo che ha perso il suo amore ed è ossessionato dai fantasmi del suo ricordo. Ci soffermiamo poi su “Hurricane (Johnnie’s Theme)” che con la sua melodia graffiante ci riporta direttamente agli anni cinquanta. “I get a thrill outta playing with fire / ‘Cause you hold your life when you hold that flame”.
In “La Belle Fleur Sauvage“, si parla dell’amore provato per una donna bellissima e del sogno di poterla trovare al proprio fianco.
Fool for Love” si tinge di tinte più romantiche che ricordano le ballate di Bruce Springsteen con quella punta di  ottimismo che riequilibra in maniera divina il sapore malinconico del disco.
Torniamo a  farci cullare dalla malinconia con la canzone in stile vecchio West “The World Ender“.
Ci perdiamo nella selva  oscura  in ”Meet Me in the Woods, dove vengono  affrontati i demoni di un mondo sconosciuto e inquietante radicato misteriosamente dentro la nostra anima, “The truth is stranger than my own worst dreams”.

Chiude l’album la canzone “The Night We Met“, che troviamo in un episodio della famosa serie prodotta da Netflix “13 Reasons Why” perfettamente adatta al “mood” della serie tv. La canzone si apre con una chitarra lenta e una voce dolce per poi scoppiare in un ritornello disperato “I had all and then most of you, some and now none of you take me back to the night we met

Strange Trails è incantevole, ci porta in un mondo malinconico dal gusto incredibilmente “dolceamaro”, rendendolo l’album perfetto per chi ama l’avventura  fuori e dentro di sé.
Consigliato ai fan di “13” e a tutti i romantici vagabondi.

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche
Born to run – Bruce Springsteen
Mumford & Sons – Babel
Bon Iver, For Emma, Forever Ago

… Leggi anche
13 di Jay Asher

…Guarda anche
Thirteen Reasons Why

 

Leggi tutto ►