SOAK

B a noBody

Rough Trade, 2014
avatar

Postato da
il

the teenage hope is an unguarded time
we’re trying hard to make something of what we are

Di canzoni, film, libri – perfino piccole recensioni, giusto? – che raccontano l’adolescenza, è pieno il mondo; spesso, però, lo fanno con uno sguardo grigio e adulto fatto cadere dall’alto – vuoi per gli anni, l’esperienza, la noia. Possono venir fuori anche cose bellissime, ma quasi sempre manca, semplicemente, la verità.
Poi arrivano pezzi come B a noBody e due occhi come finestre spalancate sul mondo, e non puoi fare a meno di accorgerti della differenza.
Bridie Monds-Watson ha diciott’anni e viene dall’Irlanda del Nord; da un paio di primavere, con il nome d’arte SOAK, regala canzoni piccole e preziose, corde sfiorate e voci sussurrate che in pochi minuti parlano d’amore e famiglia, crescita e amicizia – e qui sotto le abbiamo raccolte praticamente tutte: dagli splendidi primi passi di Trains e Sea Creatures fino all’EP Blud, di qualche mese fa.
La nuova B a noBody è una dedica a tutti i giovani che stiano cercando di far qualcosa della propria vita e un invito a lasciar andare almeno un po’ il peso delle aspettative – essere qualcosa in meno, per poter essere qualcosa in più; un crescendo forte e delicato per chitarra acustica, pianoforte, spazzole e voce.
Come in Boyhood, qui dentro c’è una ragazza raccontata mentre succede, e, in meno di cinque minuti, la netta sensazione che la sua età sia l’unico momento in cui si può far stare tutta la meraviglia della vita in una canzone.

Ti è piaciuta questa canzone? Allora guarda anche
Boyhood – Richard Linklater

Torna a ► ascolto