Francisco Coloane

I balenieri di Quintay

Guanda, 1998, 166 pp.
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Quel pomeriggio il sole sembrava l’occhio di un dio primitivo. Di solito il sole spunta dalle nubi in quel modo dopo una tempesta, come per guardare cosa sia successo tra il mare e la terra. Di quella appena cessata, restava solo un mare incerto le cui onde arrivavano rotolando da lontano, simili a dorsi di giganteschi tori che stessero arando il vasto orizzonte dell’oceano Pacifico.

Se siete abituati a porre il vostro microcosmo al centro di tutto, nella convinzione che ogni cosa esista in funzione vostra e che il panorama offerto ai vostri occhi sia l’unico possibile o comunque il migliore, be’, allora provate a leggere anche uno solo dei bellissimi racconti di Coloane, uno qualsiasi di questa raccolta. Subito ogni vostra convinzione vacillera’. Gli occhi, la mente, il cuore si apriranno in orizzonti sconfinati, in una natura totalizzante, perfetta nella propria assoluta verita’, meravigliosamente indifferente alle piccolezze umane.
Paesaggi antartici indimenticabili. Marinai, cacciatori di foche, cercatori d’oro: personaggi solitari e grandiosi.

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Racconti fantastici argentini – AA.VV.
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