Alejandro Gonzalez Inarritu

Birdman (o l’imprevedibile virtù dell’ignoranza)

Usa, 2014
avatar

Postato da
il

“La popolarità è la piccola cuginetta del prestigio!”

Riggan Thompson è una celebrità che cerca disperatamente di mostrare al mondo di avere talento (non serve avere talento per essere famosi diceva qualcuno…). E’ attore che disperatamente tenta di allontanarsi dalla figura che tanto lo ha reso celebre, il supereroe Birdman mezzo uomo e mezzo uccello, tentando di mettere in scena a  Broadway, uno spettacolo teatrale tratto dall’opera Di che cosa parliamo quando parliamo d’amore di Raymond Carver.  Le anteprime si rivelano disastrose a causa della tensione creatasi tra i componenti del cast sfociando in episodi imbarazzanti e liti furiose, oltre che dover fare i conti anche con la figlia Sam, ex tossicodipendente, con la quale ha un rapporto molto instabile. Il problema più grande però, riguarda il tentativo di mettere a tacere il suo ego, rappresentato in questo caso dal suo personaggio Birdman, la cui voce, che Riggan sente nella sua testa, tenta di dissuaderlo dal continuare con il teatro e lo spinge a ritornare a fare blockbuster.

Birdman è un film estremamente puro e quindi velenoso. Ci aiuta a dissacrare i nostri miti contemporanei e i nostri pregiudizi sulla cultura. La cultura è importante a tutti i livelli sia quella più commerciale (i super eroi, i blockbuster, gli scrittori facili e scontati) sia quella più alta e raffinata come Carver e i suoi straordinari ritratti romanzati. Il vero talento è riuscire ad interpretare entrambi i ruoli e riconoscere i limiti di entrambe le direzioni: i supereroi azzerano il livello celebrale ma Carver era pur sempre un uomo violento e complessato e la sua realtà era spesso legata a questo dolore perenne, pericoloso e tossico, per chi non riesce ad individuarlo. Il nostro Riggan subisce il colpo e scopre quanto possa essere gretta e banale l’umanità, ma anche quanto delicata e maestosa essa sia. Decide di dedicarsi alla poesia dell’essere umano e viene gettato in pasto ad una realtà che non riconosce più sua: non sa usare i social network, non comprende la necessità di usare i mezzi di comunicazione, o di scendere a patto con la stampa che vizia da sempre la critica dello spettacolo da un pulpito fatato senza mai sporcarsi le mani. Riggan scopre i nuovi barbari, desiderosi di una poesia che non sono in grado di capire ma solo di intuire. Allora smette di interpretare quell’amore descritto da Carver e lo vive fino in fondo. Smette di giudicare la figlia appena uscita da una comunità di recupero, la ex moglie, tutti i suoi collaboratori allucinanti e allucinanti capendo quando sia complessa la vita, il suo desiderio perenne di poesia e amore. La regia di Alejandro González Iñárritu  ci aiuta a restare ancorati in questa realtà soffocante e senza respiro grazie ad interminabili piani sequenza e attori meravigliosamente bravi. Proverbiale è anche l’ignoranza, ma Riggan la rifiuta e il prezzo è altissimo ma questo si sa  fin dall’alba dei tempi.

Eppure si ride. Tanto, tantissimo.

Vincitore di quattro premi Oscar nell’edizione 2015 e qui abbiamo la consegna (divertentissima) dell’Oscar come miglior film.

Se ti è piaciuto questo film leggi anche:

Raymond Carver, Tutti i racconti 

Joyce Carol Oates, Figli randagi 

Guarda anche:

Alejandro González Iñárritu, 21 grammi 

Ascolta anche:

La colonna sonora del film Gnarls Barkley, Crazy

Birdman-Locandina

Regia:  Alejandro González Iñárritu
Sceneggiatura: Alejandro González Iñárritu, Nicolás Giacobone, Alexander Dinelaris, Armando Bo
Cast: Michael Keaton, Zach Galifianakis, Edward Norton, Andrea Riseborough, Amy Ryan,  Emma StoneNaomi Watts
Genere: Commedia drammatica
Distribuzione:  20th Century Fox
Fotografia: Emmanuel Lubezki
Montaggio: Douglas Crise, Stephen Mirrione
Musiche: Antonio Sánchez
Scenografia: Kevin Thompson
Costumi: Albert Wolsky

 

Torna a ► guardo