Manchester Orchestra

A Black Mile To The Surface

2017, Sony Music, Usa
avatar

Postato da
il

This is the wave that you could never conquer
Losing the smallest piece of truth we used to know
I wasn’t prepared to embark with the wolf of the mountain
It wasn’t a place that we could call our own

Dopo il grande successo del 2014, Hope, i Manchester Orchestra tornano con un disco carico di sonorità autentiche e cupe senza eccedere nel rock più crudo, scivolando in ballate dal sapore folk autentiche e innovative. La magia sprigionata da questo disco trova la sua forza in un percorso evocativo e intenso attraverso suggestioni che toccano molti generi musicali per restituirli nuovi e vitali in tutti i pezzi di questo meraviglioso album. La tensione è costante e ipnotica mantenuta attraverso percorsi sperimentali e testuali nuovi. La band, infatti, nonostante sia originaria di Atlanta, sceglie di omaggiare la città inglese di Manchester in riferimento alle loro influenze artistiche più innovative del rock (The SmithsThe Stone RosesThe Fall, e molti altri).

In molte canzoni troviamo un elemento predominante: in The Maze e The Gold abbiamo le voci che riescono a sostenere il ritmo frenetico della canzone scivolando poi nel gospel finale, canzoni molto intimiste e scarne come The Parts, pezzi ritmici come Lead, SD. Drammatiche ed emozionali come The Wolf, The Silence che scelgono di raccontare storie suggestive di figli abbandonati, viaggi e rapporti umani che si susseguono mentre la capacità della band di catturare completamente l’attenzione di chi ascolta non viene mai meno.

Un disco che è un grande gioiello.

Se ti è piaciuto ascolta anche:

Radiohead – Ok computer
The National – Trouble will find me

Guarda anche: Joel ed Ethan Coen –  A proposito di Davis

Torna a ► ascolto