Shinkai Makoto

The voices of a distant star

Giappone, 2003
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Dove sono? Non capisco!
Ah, è vero! Ormai non faccio più parte di questo mondo.

Noboru Terao e Mikako Nagamine sono due studenti di liceo giapponesi. Ad unirli c’è un’amicizia che si sta trasformando in qualcosa di più profondo.

Mikako viene, tuttavia, arruolata per combattere i Tarsians, alieni che sono comparsi nel sistema solare, minacciando la sicurezza della Terra.

Una volta a bordo della nave spaziale Lysithea può comunicare con Noboru solo con e-mail.
I suoi messaggi, però, ad ogni spostamento attraverso lo spazio della nave che si sta allontanando dalla Terra, impiegano più tempo a raggiungere Noboru. Tanto che, mentre per Mikako trascorrono solo pochi giorni, per Noboru sono passati anni.

Fino all’ultimo salto di otto anni luce.

La Mikako quindicenne si trova, quindi, a lanciare il suo ultimo prezioso messaggio ad un Noboru ormai ventiquattrenne che non ha saputo andare avanti e dimenticare questa ragazza che gli parla dallo spazio.

The voices of a distant star è un brevissimo ma intenso film che parla di come la distanza fisica da una persona amata non possa mai tradursi del tutto in un distacco emotivo.

Ti é piaciuto questo film? Allora guarda anche…
Quando c’era Marnie- Hiromasa Yonebayashi
Another Earth- Mike Cahill
L’attacco dei giganti- Tetsurō Araki

…e leggi anche…
Il gioco di Ender- Orson Scott Card
La quinta onda- Rick Yancey
Ogni giorno- David Levithan

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Regia: Shinkai Makoto
Sceneggiatura: Shinkai Makoto
Musiche: Tenmon
Fotografia: Shinkai Makoto
Durata: 25′

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James Marsh

La teoria del tutto

Universal Pictures, 2014
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Dimostrerò con una singola equazione che il tempo ha avuto un inizio. Non sarebbe grandioso, professore?
Un’unica semplice, elegante equazione per spiegare tutto!

Una storia delicata di scienza e passione, di amore e sofferenza, di malattia e tenacia: una vicenda di profonda umanità.
“La teoria del tutto” racconta la vita di Stephen Hawking, cosmologo inglese, certamente tra i più noti scienziati contemporanei.
La sua è un’esistenza unica, un grande esempio. Il suo slancio appassionato verso la conoscenza e la ricerca delle leggi fisiche che regolano l’universo si affianca alla quotidiana, faticosa resistenza di fronte agli inarrestabili sviluppi di una malattia degenerativa (l’atrofia muscolare progressiva) che lo condurrà ancora giovane su una sedia a rotelle, togliendogli con il tempo persino la possibilità di parlare.
E’ anche una storia d’amore: vero, discreto.

Il film riesce a trasmettere tutto questo anche grazie all’incantevole interpretazione di Eddie Redmayne. La sua straordinaria capacità espressiva infatti restituisce allo spettatore gli aspetti più tipici del carattere di Hawking: gentilezza, leggerezza, ironia.

Ti è piaciuto questo film? Allora vedi anche
The imitation game – Morten Tyldum
A beautiful mind – Ron Howard
Man on the wire – James Marsh

e leggi anche
Dal big bang ai buchi neri. Breve storia del tempo – Stephen Hawking
La teoria del tutto. Origine e destino dell’universo – Stephen Hawking
Breve storia della mia vita – Stephen Hawking
La chiave segreta dell’universo – Stephen e Lucy Hawking

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Durata: 123′
Regia: James Marsh
Sceneggiatura: Antony McCarten
Montaggio: Jinx Godfrey
Cast: Eddie Redmayne, Felicity Jones, David Thewlis

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Abraham Joffe

Racconti di luce

Usa, 2016
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Da circa un mese è disponibile sul catalogo di Netflix Italia la seconda stagione di Racconti di Luce – Tales by Light, una miniserie in sei puntate prodotta da Canon e National Geographic.

La fotografia è raccontare con la luce così diceva Salgado: in ogni episodio, un fotografo professionista si confronta con le sfide della sua ispirazione. Cogliere in uno scatto perfetto i paesaggi alieni dell’Antartide, i gorilla nella loro foresta, i funamboli sospesi tra le pareti di un canyon, la nuotata delle balene, i rituali ancestrali delle ultime tribù selvagge e farci vedere il nostro mondo sotto una luce narrante. Tra avventura, viaggio di ricerca abbiamo la possibilità di seguire l’immagine prendere forma nella mente del fotografo, che ci racconta il suo progetto, le sue tecniche, le difficoltà, i suoi sogni. Ogni modo di raccontare è quindi un modo di svelare noi stessi attraverso gli altri.La serie è soprattutto ancorata a una grande domanda: perchè sto raccontando questo? E attraverso le parole dei fotografi impariamo che dietro a ogni scatto c’è un’idea, un sentimento ma soprattutto un’urgenza a cui noi siamo chiamati a rispondere quando parliamo di arte: ascoltare.

La serie è girata interamente in 4k UHD e offre riprese di qualità eccezionale, probabilmente tra le più belle mai viste in una serie di documentari. Grazie all’abbonamento Netflix potete godervela su smartphone, tablet, pc e smart tv. Perfetta per una domenica pomeriggio.

Se ti è piaciuto guarda anche:

Il sale della terra di Wenders e Salgado

Leggi anche:

Il mondo di Steve McCurry a cura di Gianni Riotta

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Genere: Documentario
Direzione artistica: Abraham Joffe
Direttore della fotografia: Jason Mclean

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PHILIPPE DE CHAUVERON

Non sposate le mie figlie!

Les films du 24, Francia, 2014
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Articolo di Laura Festari

Amico di famiglia: “Chi è quella gente? Sono i giardinieri?”
Marie: “In realtà sono i nostri generi…”

Francia, XXI secolo.

I Verneuil sono una normalissima famiglia borghese con quattro splendide figlie.
Le tre più grandi si sono finalmente sistemate con tre uomini francesi conosciuti a Parigi e la quarta, Laure, sta per convolare a nozze con Charles.
Che cosa, allora, rende così preoccupati e perplessi papà Claude e mamma Marie?

Da guardare obbligatoriamente in compagnia, Non sposate le mie figlie! è uno di quei film comici, esilaranti, uno di quelli che ti fanno a ridere fino alle lacrime, ma che poi, alla fine, ti fanno anche un po’ a riflettere.

Ti è piaciuto questo film? Allora guarda anche…
La famiglia Bélier- Éric Lartigau

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Regia: Philippe de Chauveron

Sceneggiatura: Philippe de Chauveron- Guy Laurent
Musiche: Marc Chouarain
Fotografia: Vincent Mathias

Interpreti e personaggi
Christian Clavier- Claude Verneuil
Chantal Lauby- Marie Verneuil
Ary Abittan- David Benichou
Medi Sadoun- Rachid Benassem
Frédéric Chau- Chao Ling
Noom Diawara- Charles Koffi
Frédérique Bel- Isabelle Verneuil
Julia Piaton- Odile Verneuil
Émilie Caen- Ségolène Verneuil
Élodie Fontan- Laure Verneuil

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Seth Gordon

Atypical

Sony Pictures Television - Netlix
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Hanno fatto uno studio a Toronto qualche anno fa, i ricercatori hanno scoperto che solo il 9% degli adulti con autismo si è sposato. Non perché non ne sentono il bisogno, solo che non sanno proprio come fare. Suo figlio ha lo stesso desiderio di essere amato che abbiamo tutti, perché non dovrebbe provarci?

Atypical è una serie distribuita da Netflix l’11 Agosto 2017 e racconta le vicissitudini di Sam, un ragazzo diciottenne affetto da autismo che, spronato dalla sua terapista, decide di trovare una ragazza.
Da questa decisione si svilupperà poi una trama che parla di indipendenza da una parte, e la difficoltà di lasciar andare il proprio figlio dall’altra.

Nonostante sia una commedia leggera e non impegnativa, Atypical riesce a destreggiarsi bene tra il disturbo del ragazzo adolescente e i problemi (e le rispettive soluzioni) suoi e delle persone a lui vicino.
Ciò che appare sullo schermo sono le difficoltà quotidiane di una famiglia normale in una particolare condizione.
Ma le difficoltà sono appunto “normali”, affrontabili e superabili: una grande prova per un telefilm che riesce a trattare un argomento difficile e spinoso come può esserlo l’autismo nell’adolescenza nella maniera più idonea e corretta, senza ovvietà o patetismi.

L’intera produzione è stata seguita dalla Dott.ssa Michelle Dean, della University of California. Il Centro per la Ricerca e il Trattamento dell’Autismo di Los Angeles ha poi approvato l’intento divulgativo della serie.
Un plauso quindi a Netflix che, dopo Tredici e To the Bone, continua a produrre ottime serie tv che trattano di argomenti delicati e qualche volta conosciuti, ma spesso sottovalutati o ai più.

Se ti è piaciuta guarda anche: Tredici - Brian Yorkey
To the Bone - Marti Noxon

Leggi anche: Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte – Mark Haddon

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Paolo Genovese

Sei mai stata sulla luna?

2015, Pepito Produzioni
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Guarda che magari pensiamo di conoscere una persona da sempre, di sapere tutto, invece poi magari ignoriamo la parte più importante, quella nascosta, quella che ti ha fatto sognare, che ti ha fatto stare bene.

Guia è una giovane donna in carriera nel mondo della moda, vive a Milano ed ha un fidanzato per cui ogni espediente è buono per realizzare escamotage fiscali. Improvvisamente scopre di essere l’unica erede di una masseria in Puglia, dove vivono suo cugino Pino, che per la legge non è in grado di intendere e di volere e Renzo, un fattore vedovo con il figlio.
La prima idea di Guia e del suo fidanzato Marco è di vendere tutto il prima possibile, ma gli abitanti del piccolo paese, affezionati a Pino e a Renzo, non le rendono facili le cose.
Guia sarà costretta a passare del tempo in campagna per risolvere tutti i problemi che si vengono a creare giorno per giorno, senza quasi accorgersi che la sua vita sta prendendo una piega inaspettata.
Questo film è una commedia spassosa ricca di personaggi peculiari e stravaganti, che si completano nel contesto tradizionale di una piccola realtà di campagna.

Ti è piaciuto questo film?
Allora guarda anche:
Paolo Genovese, Perfetti sconosciuti
Ben Stiller, I sogni segreti di Walter Mitty

E ascolta anche:
Fabrizio de Gregori, Sei mai stata sulla luna?  
KT Tunstall, Horse and Cherry tree
Bahamas feat The Wheather Station, Don’t you want me 
Joan Jett, I love rock And roll 

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Lingua originale: italiano
Paese di produzione: Italia
Anno: 2015
Durata: 111 min
Genere: commedia
Regia: Paolo Genovese
Soggetto: Enrico Vanzina, Paolo Genovese, Carlo Vanzina, Riccardo Milani, Alessio Maria Federici
Sceneggiatura: Paolo Genovese, Pietro Calderoni, Gualtiero Rosella
Casa di produzione: Pepito Produzioni, Rai Cinema
Distribuzione (Italia): 01 Distribution
Fotografia: Fabrizio Lucci
Musiche: Francesco De Gregori

Interpreti e personaggi
Liz Solari: Guia
Raoul Bova: Renzo
Simone Dell’Anna: Tony
Giulia Michelini: Carola
Pietro Sermonti: Marco
Dino Abbrescia: Dino
Nino Frassica: Oderzo
Sabrina Impacciatore: Mara
Neri Marcorè: Pino
Rolando Ravello: Paolo
Sergio Rubini: Delfo
Emilio Solfrizzi: Felice
Paolo Sassanelli: Rosario

 

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Matt Ross

Capitan Fantastic

2016, Usa, Good Film
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“Ho fatto un errore bellissimo ma un errore. E io lo sapevo…”

Ben e la moglie hanno scelto di crescere i loro sei figli lontano dalla città e dalla società, nel cuore di una foresta del Nord America. Sotto la guida costante del padre, i ragazzi, tra i cinque e i diciassette anni, passano le giornate allenandosi fisicamente e intellettualmente: cacciano per procurarsi il cibo, studiano le scienze e le lingue straniere, si confrontano sulle conquiste scientifiche e le ultime teorie in campo matematico,  sui capolavori della letteratura e sulle conquiste della Storia. Suonano, cantano, festeggiano il compleanno di Noam Chomsky e rifiutano il Natale e la società dei consumi. Ma sarà la morte della madre a gettare la famiglia in pasto al mondo reale mettendo in discussione un modello utopico così estremo e spingendo tutti  verso radicali cambiamenti.

Questa commedia agrodolce si regge sulla magistrale interpretazione di Viggo Mortensen  e George MacKay che interpreta il primogenito Bodevan, ormai pronto per il college. Queste due anime incarnano perfettamente il conflitto che l’educazione del domani sarà costretta a sostenere per mantenere i giovani liberi e autonomi rispetto alla società dei consumi, senza però farli rinunciare alla vita reale che non è, appunto, solo competizione o scontro ma anche incontro con l’altro e le sue realtà. E il padre Ben incarna perfettamente la contraddizione che si genera nella figura paterna che ha assunto su di sé il ruolo di educatore e anche di padre finendo poi per diventare un dittatore con il quale è impossibile dialogare senza scivolare in slogan o criptiche parlate in esperanto per non farsi scoprire. Capitan fantastic è appunto l’incarnazione del super eroe (il padre) che non riesce a sostenere il peso della realtà e della verità stessa che la vita sia un enorme compromesso con la nostra libertà e quella degli altri per mantenere una società più giusta e solidale.

Tra scene esilaranti e momenti drammatici affiorano anche le ottime interpretazioni recitative dell’intero cast.

Se ti è piaciuto guarda anche:
Into the Wild – Sean Penn

Ascolta anche:

Eddie Vedder – Water On The Road (full concert)

Leggi anche:
I padroni dell’umanità – Noam Chomsky

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Genere: drammatico, commedia

Regia: Matt Ross

Sceneggiatura: Matt Ross

Distribuzione: Good Films

Fotografia: Stéphane Fontaine

Montaggio: Joseph Krings

Musiche: Alex Somers

Cast: Viggo Mortensen, George MacKay,  Samantha Isler,  Annalise Basso, Steve Zahn, Kathryn Hahn, Frank Langella,  Ann Dowd, Missi Pyle, Erin Moriarty

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Paolo Genovese

Perfetti sconosciuti

Medusa 2016
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Questi cos’erano? Ci stanno rovinando l’esistenza, ci stanno portando via il privato!

Sareste disposti a lasciar vedere ad altri i messaggi e le telefonate che arrivano sul vostro cellulare?
Un gruppo di amici si ritrova per una cena in casa di due di loro. Si frequentano fin da ragazzi: ci sono le due coppie di vecchia data con figli e suoceri ingombranti, c’è il single rimasto senza lavoro, c’è il donnaiolo che si è sposato e forse ha messo la testa a posto. Mentre si mangia e si chiacchiera in una casa accogliente e arredata con gusto, qualcuno propone un gioco: mettere sul tavolo i propri cellulari e lasciare che tutti sentano le telefonate e leggano i messaggi in arrivo. Dopo l’iniziale esitazione, i presenti accettano, anche se con vari gradi di perplessità. Gli esiti sono drammatici; da quei dispositivi che ormai sono un’estensione delle nostre vite, emergono aspetti del tutto sconosciuti della personalità di ognuno: tradimenti, ipocrisie, incomprensioni e rancori nascosti sotto il tran tran quotidiano. La situazione sembra precipitare, ma…
Spietata analisi della società contemporanea, il film mette in evidenza le nostre fragilità, l’infantilizzazione degli adulti e l’inconsistenza dei rapporti umani. Morale: forse guardare dentro le vite degli altri non conviene.

Ti è piaciuto questo film?
Allora guarda anche…
Il capitale umano – Paolo Virzì
Immaturi – Paolo Genovese

… e ascolta anche…
I will survive – Gloria Gaynor

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Genere: Commedia
Anno: 2016
Regia: Paolo Genovese
Attori: Kasia Smutniak, Marco Giallini, Valerio Mastandrea, Anna Foglietta, Giuseppe Battiston, Edoardo Leo, Alba Rohrwacher
Sceneggiatura: Filippo Bologna, Paolo Costella, Paolo Genovese, Paola Mammini, Rolando Ravello
Fotografia: Consuelo Catucci, Fabrizio Lucci
Musiche: Maurizio Filardo

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Jon Watts

Spider-man: Homecoming

Marvel Studios, 2017
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Peter Parker: “Quindi, per entrare negli Avengers devo fare qualche prova o un colloquio?”
Tony Stark:”Solo, non fare nulla che io farei. E non fare nulla che io non farei”

In questa pellicola fresca fresca dei Marvel Studios, il protagonista è finalmente solo Spider-Man (o quasi).
L’Uomo Ragno/Peter Parker -interpretato da un ottimo Tom Holland- dopo aver combattuto insieme agli Avengers, è stanco di essere solo “l’amichevole Spider-Man di quartiere” e vuole dimostrare il suo vero potenziale, anche se sconsigliato da Iron-man.
L’occasione per fare cose più serie si presenta quando il nemico L’Avvoltoio -Michael Keaton- e i suoi scagnozzi decidono di vendere armi derivate da tecnologie aliene sul mercato nero.
Spider-Man decide quindi di mentire ad Iron-Man e cercare di sventare da solo questa minaccia.

L’ultima pellicola sull’Uomo Ragno è un ottimo film. Equilibrato, non esagerato come tipico della saga degli Avengers, ma comunque pieno di azione. Non mancano i momenti divertenti, com’è giusto che sia in un film di Spider-Man.
Riuscirà l’eroe spara-ragnatele a mettere da parte l’imprudenza adolescenziale e dimostrarsi un eroe maturo e responsabile?

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Se ti è piaciuto guarda anche: Avengers: Civil War – Anthony e Joe Russo
Leggi anche: Collana “Spider-man: la grande avventura” – Corriere della Sera
Ascolta anche: Colonna sonora del film – Michael Giacchino

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Woody Allen

Cafè Society

2016, Usa, Warner Bros
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La vita è una commedia scritta da un sadico che fa il commediografo

Siamo a Hollywood nei ruggenti anni ’30 americani. L’Europa è dilaniata dalla guerra mentre l’America sta fondando i suoi nuovi miti attraverso l’elegantissimo cinema e il suo immaginario patinato attorno alle star che lo popolavano. Troviamo Bobby, giovane newyorkese, desideroso di diventare uno sceneggiatore e si fa assumere come fattorino dallo zio impresario del mondo cinematografico.  Qui conosce Vonnie, Veronica, una giovane segretaria tanto bella quanto misteriosa. I due inizieranno ad uscire insieme ma Bobby non sa che il loro amore conoscerà molti ostacoli e un futuro a New York lo attende nuovo di zecca.

Cafè Society è un film elegantissimo. Ritroviamo l’ambizioso Woody Allen che ormai stanco del feroce cinismo che lo contraddistingue sembra, invece, cavalcare l’onda di nostalgia che sembra aver investito questi anni di passaggio. Cafè Society è un film sul piacere negato, sull’amore mancato per un soffio, sulla nostalgia di un mondo ancora possibile, sulle scelte sbagliate e che ci segnano a vita. Cafè Society ribadisce un concetto che nella nostra società non contempliamo più ovvero: le scelte che compiamo ci segnano in maniera indelebile. Non sempre si può ricominciare da capo, non sempre si possono aggiustare le cose, non sempre si è così giovani per poter ripartire. Allora bisogna pagare pegno, andare avanti e con profonda onestà scendere a compromessi con se stessi e con gli altri.

Cafè Society è anche la nostra nostalgia per il passato come il celebre La La Land ha ricordato con più forza e incisività. E’ una commedia in cui riconosciamo i nostri sentimenti lasciati ostaggio dello smarrimento e ci congedano in un clima di rinuncia e di struggimento. Ma l’impossibilità di compiere il desiderio, di trovarsi o pensarsi in due sembra un prezzo eroico da pagare quando si ha la certezza che il medesimo istante e il medesimo sentimento è condiviso nonostante il tempo e la distanza, un piccolo momento di felicità che si svincola fra battute esilaranti, scene grottesche e personaggi indimenticabili come solo Allen riesce a regalarci  (ok, non sempre, ma in questo caso possiamo dirlo di esserci riuscito), il tutto condito da una meravigliosa colonna sonora jazz che come da tradizione ha inghiottito gli anni ruggenti per lasciare spazio alla malinconia.

Se ti è piaciuto guarda anche:

La La Land di Damien Chazelle

Leggi anche:

Elizabeth Jane Howard -La saga dei Cazalet. Gli anni della leggerezza 

Ascolta anche:

Bill Evans – Piano poet 

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Regia: Woody Allen
Sceneggiatura: Woody Allen
Fotografia: Vittorio Storaro
Montaggio: Alisa Lepselter
Cast: Jesse Eisenberg, Kristen Stewart, Steve Carell,  Blake Lively, Parker Posey, Jeannie Berlin, Stephen Kunken

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