Jean-Marc Valeé

The Young Victoria

Gran Bretagna, 2009
avatar

Postato da
il

Mia cara Victoria, saranno giorni colmi di tristezza, immagino quanto il Re vi stia a cuore. Mi permettete di offrirvi il mio conforto, sebbene a distanza?

Un film imperdibile per chi ama biografie, romanticismo ed accurate ricostruzioni storiche.
“Young Victoria” racconta la prima parte della vita della giovane principessa Victoria, erede al trono d’Inghilterra, dall’infanzia all’incoronazione avvenuta nel 1837.
Educata fin da piccola alla vita di corte, isolata dal mondo ed iper-protetta in nome della ragione di stato, Victoria sviluppa nonostante tutto una forte personalità e la convinzione di essere adatta a divenire regina. Nonostante gli sfrontati e violenti tentativi di Sir John Conroy – amministratore della residenza di Kensington Palace – di spingerla a rinunciare al trono in favore della madre, Victoria saprà mantenersi salda nel proprio ruolo, anche grazie alla vicinanza del suo futuro amatissimo marito, il principe Alberto di Sassonia.
Il regno di Victoria durerà per ben 63 anni, secondo solo a quello dell’attuale regina Elisabetta II.

Ti è piaciuto questo film?
Allora vedi anche
Elizabeth – Shekhar Kapur
Elisabeth The golden age – Shekhar Kapur

e leggi anche
Miss Charity – Marie Aude Murail
La fabbrica delle meraviglie – Sharon Cameron
La duchessa di Milano – Michael Ennis
Pirate – Celia Rees

victoria

Regista: Jean-Marc Valeé
Durata: 100′
Costumi: Sandy Powell

Personaggi ed interpreti:
La giovane Victoria – Emily Blunt
Principe Albert – Rupert Friend
Duchessa del Kent – Miranda Richardson

Leggi tutto ►

Maysaloun Hamoud

Libere, disobbedienti, innamorate – In Between

Tucker Film, 2017
avatar

Postato da
il

Vuoi cambiare il mondo in un secondo ma non vivi in Europa.

Tre ragazze palestinesi condividono un appartamento a Tel Aviv, al riparo dallo sguardo della società araba patriarcale. Leila è un avvocato penalista che preferisce la singletudine al fidanzato, rivelatosi presto ottuso e conservatore, Salma è una DJ stigmatizzata dalla famiglia cristiana per la sua omosessualità, Noor è una studentessa musulmana osservante originaria di Umm al-Fahm che si rivela fin da subito una città profondamente religiosa e fondamentalista.

Il film di  Maysaloun Hamoud è stato premiato al Toronto film festival, San Sebastian film festival e Haifa festival e ci mostra una semplice costatazione: quanto sia difficile essere donne libere. Questo a prescindere dalla geografia, dal luogo d’origine, dall’amore o meno dei propri genitori. Essere donne libere significa essere sottoposte a una costante pressione da parte delle aspettative sociali, sul lavoro e sulla profonda difficoltà di non dover giustificare alcuna scelta di vita se non quella di esistere.

Il film mostra nella sua crudezza profonda il rischio perenne di abdicare a se stessi tornando alle rassicuranti convenzioni religiose, cullare e soddisfare le aspettative famigliari e ritirarsi dal mondo del lavoro che non vuole alcuna partecipazione femminile.  Accanto a donne così ferocemente amanti della vita abbiamo uomini disorientati, privati di tutte le certezze attraverso le quali sono cresciuti e le convenzioni millenarie che non trovano più ragion d’essere. Privati del loro ruolo accettano passivamente di obbedire alle aspettative famigliari cercando di trascinare in questo vortice anche le compagne che ormai non intendono più sottostare a destini già preconfezionati.

Un affresco meraviglioso di un coraggio costante, brutale e mai vacillante.

A causa delle scene di violenza , sesso e per le tematiche delicate trattate si consiglia la visione ad un pubblico superiore ai 16 anni (i più piccoli devono essere accompagnati nella visione).

Se ti è piaciuto questo film guarda anche:

Deniz Gamze Ergüven – Mustang

Ascolta anche: Tori Amos – A Tori Amos collection: Tales of a Librarian 

Leggi anche:  Angie Thomas , The hate U give – Il coraggio della verità 

ib_locandina

Regia : Maysaloun Hamoud

Titolo originale: Bar Bahar

Genere: Drammatico

Cast: Mouna Hawa, Sana Jammelieh, Shaden Kanboura, Mahmud Shalaby, Riyad Sliman

Leggi tutto ►

Sean McNamara

soul surfer

Usa, 2011
avatar

Postato da
il

Articolo scritto da Paola Vailati

La normalità è così sopravvalutata!

L’adolescenza idilliaca della talentuosa Bethany viene improvvisamente sconvolta quando, a tredici anni, perde il braccio sinistro a causa dell’attacco di uno squalo.
Bethany si trova davanti ad una grande prova; non solo il suo corpo è deturpato ma ciò che più conta per lei, il surf, sembra un sogno svanito.

L’incidente, oltre a rendere Bethany timorosa del giudizio altrui in merito alla sua menomazione, ha anche teso i rapporti tra i membri della famiglia e ha messo in crisi la loro fede religiosa; elemento decisivo quest’ultimo per lo sviluppo dell’intera sceneggiatura.
Sarà una missione umanitaria compiuta nella Thailandia devastata dallo tsunami a far riscoprire ad una Bethany ormai scoraggiata e decisa a lasciare il surf, la completa fiducia nelle proprie possibilità.

Soul Surfer è un film del 2011 diretto da Sean McNamara basato sulla storia vera della surfista Bethany Hamilton su cui è stato scritto anche il racconto biografico Soul Surfer: a true story of faith, family, and fighting to get back on the board che ha ispirato il titolo della pellicola.

E’ un film che offre importanti spunti di riflessione e regala un finale emozionante con i video della vera Bethany che surfa dopo l’incidente e racconta la propria testimonianza in interviste e apparizioni televisive speciali.

Ti è piaciuto questo film? Allora leggi anche…
Melody- Sharon M. Draper
Quando tutto diventò blu- Alessandro Baronciani
Colpa delle stelle- John Green

… ascolta anche…
Unstoppable – Sia
Try everything – Shakira

48405

Regia: Sean McNamara
Sceneggiatura: Sean McNamara, Deborah Schwartz, Douglas Schwartz, Michael Berk
Durata del film: 106 min.

Interpreti e personaggi:
AnnaSophia Robb: Bethany Hamilton
Helen Hunt: Cheri Hamilton
Dennis Quaid: Tom Hamilton
Lorraine Nicholson: Alana Blanchard

Leggi tutto ►

Alex Garland

Annientamento

Netflix, Usa, 2018
avatar

Postato da
il

E’ qualcosa che possiamo definire bagliore.

Quattro scienziate – un’antropologa, una topografa, una biologa Lena nel film e una psicologa – vengono inviate dall’agenzia governativa “Southern Reach” nella disabitata Area X. Sono la dodicesima spedizione in quel territorio: i componenti delle undici spedizioni precedenti o sono spariti durante la missione, o sono morti di cancro poco dopo essere tornati. Tra questi ultimi anche il marito della biologa, del tutto incapace – come gli altri compagni tornati a casa – di spiegare cosa si nasconda nell’Area X e come siano riusciti a far ritorno da essa.

IL romanzo di Jeff VanderMeer appartiene al sottogenere del New Weird, la cui definizione si deve proprio all’autore statunitense, che lo ha descritto come “un fantasy contaminato dalla fantascienza e dall’horror dove ci si abbandona al bizzarro”. L’idea è quella di creare un senso di stupore quasi metafisico nel lettore, che invece di cercare risposte si perde disarmato dalle meraviglie scientifiche raccontate dimenticando la loro vera natura: l’annientamento, appunto. Senza dubbio un compito davvero arduo, ma dall’alto della sua esperienza e del suo amore per la fantascienza Alex Garland già autore di Ex Machina sembra essere riuscito proprio nell’impossibile, nel trasporre cioè con fedeltà la storia della Biologa e dell’Area X. Il punto di vista è infatti completamente femminile che Garland ha reso magnificamente concentrandosi sulla diversificazione emotiva di ognuna delle protagoniste. Mentre loro si immergono in questa natura avvolta dal bagliore, noi ci immergiamo nella loro paura, nella loro voglia di scoperta, vivendo attraverso gli occhi delle scienziate la sperimentazione dell’ignoto e tutte le conseguenze che ne derivano.

A causa della violenza di alcune scene la visione è vietata ai minori di 14 anni.

Se ti è piaciuto leggi anche il libro: Annientamento – Jeff VanderMeer 

Ascolta anche: Metallica – Black Album

Guarda anche: L’attacco dei giganti – Tetsuro Araki

dwojus_xcaasvwh

Genere: Horror, fantascienza

Regia: Alex Garland

Fotografia: Rob Hardy

Cast: Oscar Isaac, Natalie Portman, Jennifer Jason Leigh, Tessa Thompson, Gina Rodriguez

Leggi tutto ►

Yann Samuell

Amami se hai coraggio

Francia, 2003
avatar

Postato da
il

Gli amici sono come gli occhiali, danno un’aria intelligente, ma si rigano con facilità e poi sono faticosi. Per fortuna a volte si trovano degli occhiali veramente forti. Io ho Sophie.

Amami se hai coraggio (Jeux d’Enfants) del regista francese Yann Samuell è una commedia romantica dalle tinte grottesche e surreali, uscita nelle sale nel 2003. La storia ruota intorno alla vita dei due giovani Julien (Guillaume Canet) e Sophie (Marion Cotillard) che si incontrano quando hanno otto anni durante un periodo drammatico: la mamma di Julien è gravemente malata (morirà prestissimo) e Sophie è chiamata dai compagni di scuola “sporca Polacca” per le sue origini. Un giorno, Julien decide di difendere Sophie contro i compagni di scuola e da quel momento, i due bambini iniziano un’amicizia intensa fatta di sfide da superare ogni volta che uno dei due pronuncerà la frase “giochi o non giochi?”. Il “premio” per ogni sfida superata è una scatola di latta a forma di giostra che continuerà a passare da Julien e Sophie e viceversa incessantemente. Le sfide crescono di intensità al crescere dei protagonisti: le prove infantili, lasciano presto il posto ad azioni imbarazzanti, crudeli e pericolose in un climax ascendente sempre più inquietante e distruttivo. L’epilogo non lo sveliamo, ma è davvero molto intenso, romantico e forse crudele.
Yann Samuell racconta una favola sull’amore non convenzionale: i due protagonisti si amano e sono destinati da sempre a stare insieme, ma giocare sembra più importante di tutto, anche dell’amore.

Il film si rivolge agli amanti del “Favoloso mondo di Amelie“, ma dai toni più cupi: le tinte acquerello e le sfumature da fiaba rimangono ma sono in contrasto con le personalità dei due protagonisti, ben lontani dal paese delle meraviglie di Amelie, nonostante la romantica canzone francese la Vie En Rose, di Edith Piaf, tema musicale presente per tutta la durata del film.

Se ti è piaciuto guarda anche:
Il favoloso mondo di Amelie

Leggi anche:
Gabriel Garcia Marquez – L’amore ai tempi del colera
C’era una volta l’amore ma ho dovuto ammazzarlo – Efraim Medina Reyes
Un giorno – David Nicholls

Ascolta anche:
Edith Piaf – La vie en rose

amami

Genere: Commedia, Drammatico, Sentimentale
Regia: Yann Samuell
Durata: 93′
Cast: Guillaume Canet, Marion Cotillard, Thibault Verhaeghe, Josephine Lebas Joly, Emmanuelle Grönvold

Leggi tutto ►

Luca Guadagnino

Chiamami col tuo nome

Italia Francia Usa Brasile, 2017
avatar

Postato da
il

Soffochiamo così tanto di noi per guarire più in fretta, così tanto che a trent’anni siamo già prosciugati e ogni volta che ricominciamo una nuova storia con qualcuno diamo sempre di meno. Ma renderti insensibile così da non provare nulla, è uno sbaglio.

Bellezza estetica ed emotiva sono il punto forte di questo film, che proprio pochi giorni fa ha ricevuto l’Oscar 2018 per la migliore sceneggiatura non originale.

Elio ed Oliver sono protagonisti di una delicatissima storia di sensualità ed innamoramento, incastonata in un’ambientazione davvero suggestiva e coinvolgente.

Ogni dialogo, ogni inquadratura, ogni richiamo della colonna sonora ci spinge a rivolgere uno sguardo attento e pieno di empatia ai protagonisti e, tramite loro, alla parte più profonda ed inviolata di noi.
Il flusso di emozioni ci conduce in punta di piedi – ma con l’impeto di una passione – in un viaggio a tratti entusiasmante, a tratti malinconico e ad un finale che non potrà lasciarci in alcun modo indifferenti.

Un film che si gode anche nei giorni successivi alla visione, quando le tante emozioni iniziano a sedimentare e a lasciare una traccia indelebile.

Consigliatissimo anche il libro da cui è stato tratto il film, la cui recensione verrà pubblicata tra pochi giorni proprio qui su ExtratimeBlog!

Ti è piaciuto questo film? Allora vedi anche
Milk- Gus Van Sant
Le fate ignoranti – Ferzan Ozpetek
Il bagno turco – Ferzan Ozpetek

leggi anche
Chiamami col tuo nome – Andrè Aciman
Smalltown Boy – Marco Campogiani

ed ascolta anche la bellissima colonna sonora del film
e Hozier – Hozier

chiamami-col-tuo-nome

Durata: 132′
Regia: Luca Guadagnino
Sceneggiatura: James Ivory
Fotografia: Sayombhu Mukdeeprom

Personaggi ed interpreti:
Oliver: Armie Hammer
Elio Perlman: Timothée Chalamet

Leggi tutto ►

James Franco

The Disaster Artist

USA, 2017
avatar

Postato da
il

 Oh, ciao Mark.

The Disaster Artist” è un film del 2017 diretto ed interpretato da James Franco.
La pellicola racconta la storia vera della travagliata amicizia tra Greg Sestero e Tommy Wiseau: il primo è un attore che ha provato a decollare nel cinema negli anni ’90, il secondo è uno dei personaggi più incredibili che il mondo abbia mai conosciuto (andate assolutamente a leggere la sua biografia su Wikipedia). Legati da un’amicizia che nasce grazie alla recitazione, i due partono per Los Angeles cercando di diventare delle star dei film. Dopo i primi insuccessi, ai due balena l’idea di creare un loro film, partendo da zero, grazie ai soldi del ricco Tommy (che nessuno sa dove li abbia presi). Ovviamente il risultato sarà disastroso e il film, chiamato “The Room“, è considerato uno dei peggiori mai creati, tanto da essere definito “Il Quarto potere dei film brutti”.

La pellicola governata benissimo da James Franco, che interpreta Tommy, e suo fratello Dave, che interpreta Greg, è un miscuglio di ironia sprezzante e mai stagnante. L’effetto che suscita è proprio quello che deve esserci stato durante le riprese di “The Room”: scene recitate malissimo e dirette peggio, risse e scontri verbali sul set e sperpero di soldi nei modi più incredibili.
Colpo di genio dei fratelli Franco è stato includere attori e figure importanti della cinematografia nella pellicola con dei cameo davvero spassosi, Bryan Cranston e Bob Odenkirk su tutti. Nei cameo sono inclusi anche i veri Greg e Tommy, ovviamente.
Una commedia divertente, ma non scontata, che piacerà a tutti, ma soprattutto agli amanti dei film trash, che non possono proprio perderselo.

Se ti è piaciuto guarda anche: The Room – Tommy Wiseau
Ed Wood – Tim Burton
Plan 9 From Outer Space – Ed Wood

Leggi anche: Dizionario dei film italiani stracult – Giusti Marco

 

locandina

 

Regia: James Franco
Sceneggiatura: Scott NeustadterMichael H. Weber
Cast:
Dave FrancoGreg Sestero
James FrancoTommy Wiseau
Seth Rogen: Sandy Schklair
Ari Graynor: Juliette Danielle
Alison Brie: Amber
Josh Hutcherson: Philip Haldiman
Jacki Weaver: Carolyn Minnott
Zac Efron: Dan Janjigian
Sharon Stone: Iris Burton
Bob Odenkirk: insegnante di recitazione
Randall Park: attore
Kevin Smith: se stesso
J.J. Abrams: se stesso

Leggi tutto ►

Michael Mohan, Ry Russo-Young

Everything Sucks!

2018, Usa
avatar

Postato da
il

Mi sembra di essere stata in silenzio per così tanti anni

Ci troviamo nel 1996, alla Boring High School (il Boring non è solo una licenza poetica). I protagonisti sono un trio di ragazzi un po’ nerd, ma neanche troppo, e un po’ sfigati. Uno di loro, di nome Luke, bravissimo cineasta in fasce che si innamora della schiva Kate, figlia del preside della scuola.  Aiutato dai due amici cerca di fare breccia nel cuore della giovane che però non è sicura del suo orientamento sessuale e inizia una fase di scoperta che seminerà nuovi teen drama ma anche tanto divertimento e nuove avventure. Kate e i ragazzi entrano a fare parte del club audiovisivo scolastico l’AV club che darà battaglia al gruppo di teatro per contendersi il prestigio scolastico che porterà a un brillante epilogo.

L’effetto nostalgia (come in  Stranger Things) è immediato. Ci troviamo immersi in oggetti che hanno costellato la nostra infanzia. Le VHS, i Blockbuster, gli Oasis, Tori Amos, i Cranberries, la musica dance. Ma anche i telefoni di casa divisi con i genitori che cercano di ascoltare le conversazioni, i primi piercing al naso, le fughe ai concerti rock, i primi accenni di internet che dava bella mostra di sé come la prima grande enciclopedia globale, i poster in camera di idoli della tv e delle prime serie televisive (Leonardo di Caprio appena sceso dal Titanic quanto tempo è passato!) ritagliati da pessimi giornali per adolescenti.  E’ la particolarità della coppia di protagonisti, tuttavia, la vera forza della storia che non lascia arenare la serie in un piatto revival. Lui, di origine afroamericana, è stato abbandonato dal padre appassionato di cinema da cui ha ereditato l’interesse per la regia; lei, aspirante camerawoman, ha perduto la mamma ed è stata cresciuta da un dolcissimo padre single che è anche il preside della scuola. Uno è innamorato dell’altra come lo si può essere a quattordici anni, ma l’altra lo vede come amico perché alle prese con la scoperta della propria omosessualità. Sta in quest’ultimo aspetto, nello specifico, la forza della serie: nel ritratto di una giovane donna diversa dalle altre che conquista lo spettatore al primo sguardo e non si lascia dimenticare.

La regia è creativa e ben costruita, forse i dialoghi e alcune sensazioni andavano approfondite ma il racconto è molto umano e divertente.  Tutto questo vale 10 episodi da 30 minuti l’uno da guardarsi tutto di un fiato.

Se ti è piaciuto guarda anche:

Lukas Moodysson Fucking Amal 

Matt e Ross Duffer Stranger Things 1 e 2

Leggi anche:

E.Galiano, Eppure cadiamo felici 

Ascolta anche l’intera discografia di Tori Amos in particolare:

Tori Amos Collections: Tales of a Librarian che contiene Silent All these Years a cui si ispira l’intera serie

everything_sucks

Genere: Commedia drammatica

Ideatore:  Ben York Jones, Michael Mohan

Regia: Michael Mohan, Ry Russo-Young

Cast: Jahi Di’Allo Winston, Peyton Kennedy, Patch Darragh, Claudine Mboligikpelani Nako, Quinn Liebling,  Elijah Stevenson, Sydney Sweeney, Abi Brittle, Nicole McCullough, Zachary Ray Sherman

Leggi tutto ►

Steven Spielberg

The Post

U.S.A. 2017
avatar

Postato da
il

Quanto hanno mentito? Quei tempi devono finire!

Con un cast ed una regia del genere era quasi impossibile non realizzare un film di qualità!
Tom Hanks e Meryl Streep, sotto la prestigiosa guida di Steven Spielberg, interpretano i ruoli di Ben Bradlee e Katharine Graham, rispettivamente direttore ed editore del quotidiano The Washington Post.
La vicenda si svolge nel 1971, anno in cui negli Stati Uniti esplode lo scandalo delle rivelazioni sulla guerra in Vietnam.
I due giganti del cinema riescono a trasmettere in modo impeccabile l’atmosfera ed i fatti di quei giorni: il tentativo della Presidenza Nixon di insabbiare le verità emerse dalle rivelazioni di Daniel Elsberg (dipendente del Pentagono) e la coraggiosa reazione della stampa, non disposta a piegarsi alle pressioni politiche e determinata a far valere ad ogni costo il diritto dei cittadini ad essere informati.

Una lezione magistrale di etica professionale che ha fatto la storia del giornalismo.

Ti è piaciuto questo film? Allora guarda anche
Tutti gli uomini del Presidente – Alan J. Pakula
Good night and good luck – George Clooney
Forest Gump – Robert Zemeckis
Platoon – Oliver Stone

Locandina film The Post

Regia: Steven Spielberg
Durata: 118′
Sceneggiatura: Josh Singer

Personaggi ed interpreti:
Ben Bradlee – Tom Hanks
Katharine Graham – Meryl Streep

Leggi tutto ►

Guillermo del Toro

La Forma dell’Acqua – The Shape of Water

20th Century Fox - 2017
avatar

Postato da
il

Incapace di percepire la forma di Te, ti trovo tutto intorno a me. La tua presenza mi riempie gli occhi del tuo amore, umilia il mio cuore, perché tu sei ovunque.

Uscito a Dicembre negli Stati Uniti, mentre in Italia uscirà il 14 Febbraio, “La Forma dell’Acqua” è un film ambientato in America ai tempi della Guerra Fredda.
Elisa, un’addetta delle pulizie affetta da mutismo, e la sua collega (interpretata da Octavia Spencer) lavorano in un laboratorio governativo. Un giorno vengono a scoprire l’esistenza di una strana creatura anfibia che gli scienziati stanno studiando. Elisa, spinta dalla solitudine dettata dalla sua condizione, inizierà ad avvicinarsi al mostro sviluppando con lui un rapporto di amicizia che, per quanto possa sembrare strano, si evolverà fino a diventare una vera e propria romantica storia d’amore.

Guillermo del Toro, prendendo in prestito la trama del vecchio film “Il mostro della laguna nera“(1954), crea una storia d’amore tanto particolare quanto interessante. La narrazione è ottima: non ci sono cali di tensione, ma anzi, solo un crescendo di emozioni.
La pellicola è ottima anche tecnicamente: le musiche si sposano perfettamente con la trama, la fotografia monocolore e scura (che inizialmente doveva essere addirittura in bianco e nero) si sposa benissimo con l’atmosfera che il film vuole comunicare e gli attori fanno un lavoro davvero clamoroso. In particolare Sally Hawkins riesce a dare alla muta inserviente una voce che arriva forte e chiara anche senza pronunciare una sola parola. Davvero meravigliosa.

Forse non vincerà tutte e tredici le statuette per cui è stato candidato, ma sicuramente finirà per vincerne qualcuna. E con merito.

locandina

Regia: Guillermo del Toro
Soggetto: Guillermo del Toro
Sceneggiatura: Guillermo del Toro, Vanessa Taylor
Fotografia: Dan Laustsen
Musiche: Alexandre Desplat
Interpreti:
Sally Hawkins: Elisa Esposito
Michael Shannon: colonnello Strickland
Richard Jenkins: Giles
Octavia Spencer: Zelda
Michael Stuhlbarg: Hoffstetler
Doug Jones: la creatura
Lauren Lee Smith: Elaine
Nick Searcy: Hoyt
David Hewlett: Fleming

Se ti è piaciuto guarda anche: Il mostro della laguna nera – Jack Arnold
leggi anche: Una voce di piombo e oro – K.L. Going
ascolta anche: colonna sonora del film – Alexandre Desplat

Leggi tutto ►