Yann Arthus-Bertrand

Human

2015, Francia
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Credo… che il senso della vita sia di mandare un messaggio che avevi con te da bambino all’uomo che sarai in futuro e fare sì che questo messaggio non si perda

Il fotografo e regista francese Yann Arthus-Bertrand ha girato per circa tre anni un documentario grandioso generando uno straordinario ritratto dell’umanità, uno strumento che si interroga sul senso della vita e dell’essere uomini. Attraverso la voce di gente comune di tutto il mondo, 2020 interviste, 2 anni e mezzo di riprese realizzate in 60 Paesi diversi nel mondo e in 63 lingue diverse ci regala parole, immagini che mostrano la bellezza del mondo, struggente e agghiacciante . Le musiche, che ci toccano e ci immergono totalmente in un viaggio difficile e duro in cui dobbiamo sopportare il peso di vite, dolori e ingiustizie così madornali e gigantesche da diventare invisibili ai nostri occhi.

Yann Arthus-Bertrand rivela alla prima del documentario, che si è svolta proprio a Milano nel 2015, la genesi del progetto Human: “Mentre realizzavo “La terre vue du ciel” (“La terra vista dal cielo”), un progetto fotografico e un libro che ha venduto più di 3 milioni di copie, sono stato in Mali con i contadini che praticano l’agricoltura di sussistenza, che in tutto il mondo sono un miliardo. Mi hanno parlato delle loro paure: la paura della morte, della malattia, la paura di non sentirsi parte del mondo. E quello che mi hanno detto, guardandomi dritto negli occhi, è stato molto più potente di quello che avrebbero potuto dirmi dei giornalisti o degli scienziati. Ho iniziato nel 2003 a realizzare il progetto: “7 milliards d’Autres”, sulla gente del mondo. 6000 interviste filmate in 84 Paesi da circa 20 reporter per cercare l’”Altro”. Human è ispirato a questo”.

Human è proprio questo. Un documentario politico che  cerca di dare una risposta a tutte quelle domande essenziali che ci poniamo sul senso della vita : perché c’è la guerra, la povertà, la crisi dei rifugiati, l’omofobia.  Ci fa riflettere sul significato della nostra esistenza attraverso il confronto con l’altro. Ed è un saggio di un regista che vuole parlare d’amore. Nel film le persone parlano anche di felicità, di valori come la famiglia, di amore, di solidarietà, di fratellanza, oltre che di dolore, morte e guerra.

Viviamo in un’epoca profondamente incerta, anche se alcune domane essenziali sembrano non toccarci direttamente,  attraversano invece l’intero pianeta. Riscaldamento globale, crisi economica, carestie e sovrabbondanza di cibo industriale, malnutrizione e sovrabbondanza di cibo, malattie legate all’abuso di farmaci o alla loro totale assenza. Emerge, tuttavia, una profondissima empatia sepolta ormai da un clima sociale che spinge al separatismo dei popoli.

Un film necessario, urgente.

Se ti è piaciuto ascolta anche la colonna sonora fatta di musiche tradizionali di ogni parte del mondo suonate dalla magnifica The City of Prague Philarhmonic Orchestra.

Leggi anche:

S. Salgado, La mano dell’uomo

Guarda anche:

Wim Wenders, J.R. Salgado Il sale della terra 

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Genere : Documentario

Regia: Yann Arthus-Bertrand

Casa di produzione: Humankind Production

Musiche: Armand Amar

 

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Simon Curtis

Vi presento Christopher Robin

2017 - 20th Century Fox
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Perché a tutti piace Winnie The Pooh così tanto?

“Vi presento Christopher Robin” è un film del 2017 diretto da Simon Curtis.
Doverosa anticipazione: questo non è un film su Winnie The Pooh. Il famoso orsacchiotto compare solo qualche volta, mentre gli altri pupazzi sono a malapena nominati.
Infatti il film parla unicamente del rapporto tra A. A. Milne e suo figlio, Christopher Robin: dalla nascita di quest’ultimo al loro trasferimento in campagna per scappare dalla frenetica città, dal loro avvicinamento emotivo alle ostilità che vengono a crearsi.

Dopo una lunga (e anche un poco noiosa) prima metà del film, la seconda parte è a metà tra una favola moderna – proprio come sono le storie di Winnie The Pooh – e un film drammatico. L’evoluzione atipica e sproporzionata del fenomeno Pooh distruggerà tutto ciò che era stato magico prima.

Un bel film, adatto soprattutto a chi ama le storie che Milne scrisse per suo figlio e vuole sapere come sono nate, cosa è stato Winnie The Pooh quando è stato pubblicato e a chi vuole conoscere i retroscena quasi drammatici del rapporto tra il famoso scrittore e suo figlio. Eccezionali sono anche le musiche, composte da Carter Burwell.

Se ti è piaciuto guarda anche: Marilyn - Simon Curtis
leggi anche: Winnie Puh - A. A. Milne
ascolta anche: colonna sonora del film - Carter Burwell

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Hideaki Anno

Neon Genesis Evangelion

Giappone, 1995-1996
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Le persone non sono in grado di comprendere appieno il proprio prossimo. Ciascuno di noi è in parte oscuro persino a se stesso. Riuscire a comprendersi al cento per cento è sempre impossibile. È per questo che le persone si sforzano costantemente nel tentativo di conoscere se stessi e gli altri. Ed è proprio questo a rendere la vita tanto interessante.

Shinji è uno dei ragazzi prescelti per guidare i giganteschi mecha denominati Eva, l’unico strumento di difesa dell’umanità contro gli Angeli, entità comparse in seguito ad un evento catastrofico che ha quasi causato la distruzione del mondo.

A guidare il progetto Eva c’è proprio il padre di Shinji che, però, non dimostra alcun affetto o alcuna stima per il figlio, nemmeno quando questi affronta pericoli potenzialmente mortali a bordo del suo Eva. La sua nuova famiglia diventano, quindi, la sua tutrice il Capitano Misato Katsuragi e, soprattutto, gli altri due piloti con cui condivide l’onere di guidare gli Eva: Rei Ayanami e Asuka Sōryū Langley.

I tre protagonisti sono giovani eroi del tutto reali nel loro desiderio di autoconservazione e nella loro paura di fallire.

Al di là dell’intreccio della trama, la serie è ricca di riferimenti filosofici e religiosi e riflessioni sull’io, sul ruolo che l’individuo ha nella società e sulle tendenze autodistruttive che sembrano indissolubilmente legate alla natura umana.

Su Neon Genesis Evangelion è stato detto tutto e il contrario di tutto. Non si può negare che la serie sia tanto articolata e complessa da dare vita a numerose interpretazioni. Certamente un ruolo chiave viene giocato dalla sofferta ricerca del proprio io che i diversi personaggi affrontano, ciascuno a suo modo, nel corso degli episodi.

Ti è piaciuta questa serie? Allora guarda anche…
The Voices of a Distant Star- Shinkai Makoto
L’attacco dei giganti- Tetsuro Araki
Rogue One. A Star Wars Story- Gareth Edwards

…leggi anche…
Il gioco di Ender- Orson Scott Card
I doni- Ursula LeGuin
Il domani che verrà- John Marsden

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Regia: Hideaki Anno- Kazuya Tsurumaki
Fotografia: Yoichi Kuroda- Yoichi Kurato
Direzione artistica della serie: Hiroshi Kato
Musiche: Shiro Sagisu
Durata: 26 edpisodi

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Dan Harmon

Community

Usa - 2009
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Cos’è il Community Collage? Bhe, ne avrete sentite di tutti i colori! Avrete sentito che è un collage da perdenti per ragazzi problematici, da ultra-ventenni che avevano mollato gli studi, da persone divorziate di mezza età, o da anzianotti che tentano di tenere sveglio il cervello mentre galoppano verso la tomba. Questo è quello che avete sentito.
Comunque io vi dico…buona fortuna!

Community è una serie trasmessa dal 2009 al 2015 sulla NBC, e racconta le avventure di un gruppo di studenti di un college fittizio in Colorado frequentato unicamente da studenti poveri, criminali e disadattati. Protagonista è Jeff Winger, interpretato da Joel McHale, avvocato a cui hanno revocato la licenza poiché sprovvisto di laurea che è costretto quindi a guadagnarne una per tornare ad esercitare la professione. Fin dal primo giorno adocchia la studentessa Britta Perry, interpretata da Gillian Jacobs, che cercherà di conquistare creando un finto gruppo di studio di spagnolo, a cui però si aggiungeranno gli altri co-protagonisti della serie, facendo sfumare il piano iniziale di Jeff.
Nonostante la grande varietà di età, personalità e carattere, il gruppo cresce e tutti sviluppano una stretta amicizia, minata però da costanti competizioni che scaturiranno per tutta la durata del telefilm.

Ciò che contraddistingue questa serie rispetto ad altre che potrebbero assomigliarle, come Modern Family o The Office, è la sua atipicità. Guardando Community si va incontro ad un umorismo cerebrale e metatestuale, che mette in scena e allo stesso ridicolizza i cliché delle serie stesse e dei generi televisivi, creando puntate indimenticabili come “Greendale in guerra”, diretta da Justin Lin che fa una divertentissima parodia dei film action, o “Cuscini e coperte” fatto stile documentario di guerra, dove le due fazioni lottano a suon di cuscini e coperte.
La serie è costellata da battute sferzanti che non risparmiano nessuna ideologia, buona o cattiva che sia, sapendo scherzare davvero su tutto, come ad esempio la mascotte della scuola: un essere umano creato senza connotati umani in modo da non offendere alcuna etnia, con il risultato di essere davvero inquietante.

Forse è per questo che Community non è stata capita dal grande pubblico: l’atmosfera che si crea guardando gli episodi è bellissima solo se uno si presta a farsi accogliere dai personaggi controversi e sarcastici, dalle situazioni che si vengono a creare e dall’umorismo tagliente e quasi sempre provocatorio ma comunque di altissimo livello.
Chi mastica già le serie tv non potrà non innamorarsene.

Ti è piaciuta questa serie tv? Guarda anche…
Master of None – Aziz Ansari
Love - Judd Apatow, Paul Rust e Lesley Arfin
Malcolm in the middle – Linwood Boomer
Scrubs - Bill Lawrence

Leggi anche: Il mio primo dizionario delle serie TV cult – Claudio Gotti e Matteo Marino

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Interpreti e personaggi:

Joel McHale: Jeff Winger
Gillian Jacobs: Britta Perry
Danny Pudi: Abed Nadir
Yvette Nicole Brown: Shirley Bennett
Alison Brie: Annie Edison
Donald Glover: Troy Barnes
Jim Rash: Craig Pelton
Ken Jeong: Ben Chang
Chevy Chase: Pierce Hawthorne

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Morten Tyldym

Passengers

USA, 2016
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Siamo prigionieri su una nave che affonda.

Una nave spaziale in viaggio verso un nuovo mondo da colonizzare con il suo carico di passeggeri ed equipaggio, tutti ibernati, in attesa di avvicinarsi alla nuova vita che li aspetta.

Ma qualcosa non va come dovrebbe e la nave inizia ad avere delle avarie, la prima delle quali è proprio alle capsule di ibernazione.

E’ così che Jim e Aurora si trovano svegli con quasi novanta anni di anticipo sulla loro destinazione. Sono due persone molto diverse che non si sarebbero forse mai conosciute e avvicinate ma il fatto di essere gli unici esseri viventi sulla nave crea tra di loro uno strettissimo legame.

Quando ogni tentativo di trovare una soluzione alla loro situazione fallisce, non possono che scegliere tra il rassegnarsi o il cercare di andare avanti con la vita che si ritrovano, custodi involontari della nave e delle persone che trasporta.

Ti è piaciuto questo film? Allora guarda anche…
The Voices of a Distant Star- Makoto Shinkai
Gravity- Alfonso Cuaron

…e leggi anche…
Il gioco di Ender- Orson Scott Card

Passengers- Morten Tyldum

Regia: Morten Tyldum
Sceneggiatura: Jon Spaihts
Musiche: Thomas Newman
Fotografia: Rodrigo Prieto
Durata: 116′

Interpreti e personaggi
Jennifer Lawrence: Aurora Lane
Chris Pratt: Jim Preston
Michael Sheen: Arthur
Laurence Fishburne: Gus Mancuso

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Zack Snyder

Justice League

2017, Warner Bros.
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- Dobbiamo essere pronti! Tu, io, gli altri! C’è un attacco in arrivo da molto lontano!
- Non è in arrivo Bruce… è già qui!

La storia riprende dove l’avevamo lasciata con Batman vs Superman Dawn of Justice: dopo la morte di quest’ultimo, Batman decide di raggruppare alcuni supereroi per difendere la Terra da un nemico antico ed ancestrale, intenzionato a recuperare le tre scatole madri.
Per chi è abituato a combattere da solo non è sempre facile unirsi ad altri in battaglia, ma Batman, Wonder Woman, Flash Aquaman e Cyborg, seppur con qualche difficoltà iniziale a trovare un accordo, decidono comunque di unire le loro forze e fondano così la Lega della Giustizia, ma nonostante la loro collaborazione il nemico è troppo forte, per batterlo servirebbe la forza del supereroe più potente del mondo.

La trama del film è abbastanza semplice, ma scorrevole, i protagonisti sono ben caratterizzati, anche se per la maggior parte sono tra i personaggi più carismatici  e noti della DC.
Degna di nota la colonna sonora.

Ti è piaciuto questo film?
Allora guarda anche:
Batman vs Superman: Dawn of Justice 
Wonder Woman

E leggi anche:
Leigh Bardugo, Wonder Woman Warbringer

E ascolta anche:
Sigrid, Everybody knows
Gary Clarke Jr. and Junkie XL, Come Together

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Scheda film:
Lingua originale:inglese
Paese di produzione:Stati Uniti d’America
Anno: 2017
Durata: 120 min
Genere:azione, fantascienza, fantastico, avventura
Regia: Zack Snyder
Soggetto:Gardner Fox (fumetto)
Zack Snyder e Chris Terrio (soggetto)
Sceneggiatura: Chris Terrio, Joss Whedon[2]
Produttore: Deborah Snyder, Geoff Johns, Jon Berg, Charles Roven
Distribuzione (Italia) Warner Bros. Pictures
Fotografia: Fabian Wagner
Effetti speciali Mark Holt, John ‘D.J.’ Des Jardin, Keith Miller, Thomas Proctor
Musiche: Danny Elfman
Scenografia: Patrick Tatopoulos
Costumi: Michael Wilkinson
Trucco: Karen Cohen, Lee Green

Interpreti e personaggi:
Ben Affleck: Bruce Wayne / Batman
Henry Cavill: Clark Kent / Superman / Kal-El
Gal Gadot: Diana Prince / Wonder Woman
Ezra Miller: Barry Allen / Flash
Jason Momoa: Arthur Curry / Aquaman
Ray Fisher: Victor Stone / Cyborg
Ciarán Hinds: Steppenwolf
Amy Adams: Lois Lane
Jeremy Irons: Alfred Pennyworth
Diane Lane: Martha Kent
J. K. Simmons: Comm. James Gordon
Connie Nielsen: Regina Hippolyta
Robin Wright: Generale Antiope

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Baran bo Odar

Dark

2017, Netflix
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La domanda non è dove ma quando?

Nella cittadina tedesca di Winden un bambino scompare nella notte. La ricerca metterà in moto alcune relazioni tra le diverse famiglie e gli abitanti della comunità, sita nei pressi di una centrale nucleare prossima alla chiusura. Tra tradimenti, misteri, disperazione e alcuni loschi figuri che si aggirano nella notte, la soluzione dell’enigma della scomparsa sembra risiedere in una grotta, al cui interno si manifesta una strana attività spazio-temporale che permette di spostarsi avanti e indietro nel tempo.  Ogni 33 anni l’universo si resetta, motivo per cui la cittadina di Windem ha già visto, nel passato, importanti episodi di rapimenti di bambini (nel 1953, nel 1986 e nel prossimo 2019): quasi tre generazioni, dunque, che hanno vissuto lo stesso dramma e mistero. La scoperta di questo elemento chiave da parte di due tra i tanti protagonisti, Urlich e Jhonas, renderà l’intreccio vivo, e sposterà l’interesse sui paradossi e cicli temporali.

Questo piccolo gioiello non ha nulla da invidiare a un romanzo di Dostoevskij o, addirittura, alle speculazioni metafisiche di Nietzsche, Hegel, Bergson, Spinoza e Heidegger. Di fatto è la filosofia e la fisica a dominare la trama (difficoltosa ebbene si – era ora) in particolare è la teoria dei Whormole detto anche Ponte di Einstein – Rosen  a dare forma a un intreccio spettacolare in un crescendo estetico. Il filosofo Heidegger affermava che l’ambiente e la natura in cui l’uomo è inserito a determinare il carattere e il rapporto con la propria interiorità (se non il proprio destino), infatti, boschi e sentieri aprono a un labirinto di intrecci e rimandi simbolici per tutta la durata della serie. Il filo di Arianna e il labirinto classico sono di fatto le figure archetipiche che ci conducono in una narrazione in cui classicismo, filosofia e fisica si fondono dando forma a un disegno caotico e magistrale in cui ogni personaggio trova collocazione.

Stupenda la fotografia, la regia è ottima anche nei tempi narrativi e gli attori sono estremamente convincenti.

A causa della crudezza delle scene proposte, dell’ambientazione volutamente cupa e ossessiva, la serie è vietata ai minori di 16 anni.

Se ti è piaciuto leggi anche:

La grande storia del tempo – Stephen Hawking

Ascolta anche:

Sleep whit the beast – The national

Guarda anche:

Damon Lindelof, Tom Perrotta - The Leftovers 

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Regia: Baran bo Odar
Genere: Thriller, Horror
Sceneggiatura: Baran bo Odar
Produzione: Netflix
Cast: Louis Hofmann, Oliver Masucci,  Jördis Triebel, Maja Schöne, Sebastian Rudolph, Anatole Taubman, Mark Waschke

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Ari Sandel

A.S.S.O. nella manica

USA, 2015
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Alla fine non è una questione di popolarità o di avere il ragazzo. E’ capire che non importa quale etichetta ti affibbiano, solo tu puoi decidere chi sei.

Credetemi: anche se il titolo è assolutamente improponibile, il film è molto carino.
A.S.S.O. è acronimo di “Amica Sfigata Strategicamente Oscena”.
Si sa, le ragazze più popolari tendono a scegliersi sempre un’amica poco attraente (una A.S.S.O., appunto), che contribuisca a farle rifulgere ancora di più. E i maschi si servono di questa “ruota di scorta” per avvicinare le femmes fatales.

Casey e Jess sono le ragazze più desiderate della scuola, Bianca è la loro A.S.S.O. senza saperlo. Fino a quando del tutto casualmente lo scopre e tutto pare crollarle addosso.
Non crede più nell’amicizia e si lascia travolgere dalle emozioni: rabbia, tristezza, delusione.
Grinta però ne ha da vendere e – aiutata da un amico prezioso – trova il modo di reagire, arrivando a capire che in fondo piacersi è il segreto di tutto. Il giudizio che ci affibbiano gli altri conta davvero poco.

Ti è piaciuto questo film? Allora leggi anche Quanto ti ho odiato di Kody Keplinger
E vedi anche We are the best di Lukas Moodysson

asso

Regia: Ari Sandel
Durata: 100′

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Janus Metz Pedersen

Borg McEnroe

Svezia, Danimarca, Finlandia 2017
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Cosa ne sapete voi di cosa significhi giocare a tennis? Quando sono in campo do tutto me stesso, tutto, tutto quello che ho dentro di me resta su quel maledetto campo!

A volta basterebbe spingere lo sguardo oltre le apparenze per scoprire che dietro le luci patinate della ribalta sportiva si nascondono spesso esistenze difficili, permeate di rabbia e frustrazioni.
Sono i casi in cui lo sport diviene occasione di riscatto, tramutando in folle determinazione il timore di non essere all’altezza delle aspettative, fino quasi all’annullamento di sé.
“Borg McEnroe” è un film molto bello. Racconta la storia di due grandi atleti (Bjorn Borg e John McEnroe), che hanno animato ed entusiasmato la scena tennistica (e non solo) degli anni ’70 ed ’80.
Stessa disciplina sportiva, caratteri opposti: introverso ai limiti del patologico Borg, collerico e detestabile McEnroe.
Eppure accomunati da una vita vissuta in una strenua lotta contro le proprie fragilità. Entrambi del tutto immolati al raggiungimento della vetta sportiva, come strumento per l’affermazione di se stessi.
Per trovare – nonostante tutto – un posto nel mondo.
Il film ruota attorno alla sfida della finale del prestigioso Torneo di Wimbledon, avvenuta il 5 Luglio 1980, rimasta nella storia del tennis come una delle partite più belle ed entusiasmanti di sempre.
Inevitabile il parallelo con la storia di Andrè Agassi, per molti aspetti simile, raccontata nel libro “Open”, già recensito su ExtraTimeBlog.

Ti è piaciuto questo film? Allora leggi anche
Non puoi dire sul serio – John McEnroe
Open – Andrè Agassi
Bjorn Borg e John McEnroe. Le due stelle rivali – Roberto D’Igiullo (ebook)

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Regia: Janus Metz Pedersen
Durata: 100′

Personaggi ed interpreti:
Bjorn Borg – Sverrir Gunadson
John McEnroe – Shia Labeouf

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Matt e Ross Duffer

Stranger Things 2

2017, Usa, Netflix
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Ti ho chiamato tutte le notti, ogni singolo giorno
Si per 353 giorni, lo so, ti ho ascoltato.

Ci sono serie che mantengono lo stesso livello, altre che si evolvono in modo esponenziale mettendoci davanti a prodotti sempre migliori e sempre più complessi. E’ il caso di Strenger Things 2. Se non hai ancora letto e visto Stranger Things, ti consiglio prima di leggere il nostro articolo al riguardo e poi goderti le due serie in rapida successione.

Ci troviamo sempre ad Hawkins un anno dopo i fatti che hanno introdotto i nostri piccoli protagonisti Dustin, Lucas, Mike, Will, Eleven nel Sottosopra. A loro si aggiungono altri due nuovi protagonisti Maxime detta Mad Max e suo fratello che sarà fondamentale per l’evoluzione del personaggio di Steve. A vegliare sulla città sempre il buon Hopper . Ambientato  a ridosso di Halloween, Will (un bravissimo Noah Schnapp) continua ad essere perseguitato dalle visioni del Sottosopra e ben presto capisce che il pericolo non è affatto alle spalle, ma anzi è più vicino che mai. Se Dustin e Lucas sono troppo presi dalla presenza di una nuova compagna di classe e da una strana e misteriosa creatura, Mike rimane fedele al fianco dell’amico in difficoltà e nel frattempo continua a pensare ad Eleven, di cui ha perso ogni traccia. Ritroviamo il mondo di Nancy, Jonathan e Steve ed in più quello degli adulti, in particolare la madre di Will (la Joyce di Winona Ryder) e il capo della polizia Jim Hopper (un sorprendente David Harbour). Sebbene con dinamiche leggermente diverse, tutti questi protagonisti si ritrovano anche in questa seconda stagione, confermandosi come serie corale anche grazie a due aggiunte eccellenti come quelle di altri due adulti quali Sean Astin e Paul Reiser.

La magia di Stranger Things (in entrambe le serie ma in questa serie diviene evidente non dovendo più narrare l’universo che stiamo vivendo)  è la capacità di coniugare un male ancestrale che avvolge la città (l’ombra oscura alla Lovecraft per intenderci) e la dolcezza spensierata dei giovani protagonisti che sono alle prese con l’amicizia (sempre più forte di ogni cosa) i primi amori e le dinamiche famigliari. In prodotti come Stand by me, Et, i Goonies i ragazzi sono obbligati a crescere in modo violento, forzato sofferto. In questo caso i ragazzi vivono la loro crescita nonostante il male ed è un elemento nuovo per il genere, e in questa serie è ancora più visibile. Solo Eleven (una magnifica Millie Bobby Brown che si conferma una delle più grandi promesse come lo fu Natalie Portman non molti anni fa)  sarà costretta a crescere, mettersi alla prova con il suo passato, cercare la verità su se stessa e sul mondo che la circonda e che sta imparando a conoscere. DI fatto Eleven è l’unica adolescente che diviene davvero una donna e porta con sé tutta l’amarezza della crescita svelandola in una epica scena con il capitano Hopper (“non sarei mai dovuta andare via”). Solo attraverso questa consapevolezza abbiamo un personaggio nuovo che ha un ruolo e un posto nella storia e che ci accompagnerà sicuramente per altre due stagioni.

Se ti è piaciuto guarda anche:

Stranger Things 1

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Leggi anche:

La stanza profonda di Vanni Santoni 

Scopri le playlist su Spotify dedicate ai personaggi principali della serie. In base ai tuoi ascolti verrai associato a un personaggio e alla sua playlist dedicata ma potrai ascoltare anche le altre e scoprire brani meravigliosi anni ’80 di ogni genere.

Vai sul sito: QUI

Io sono l’emo Mike della seconda stagione e vi lascio la playlist qui sotto:

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Regia: Matt e Ross Duffer

Genere: fantascienza, soprannaturale, horror, thriller

Stagioni: 2

Episodi: 9

Cast:  Winona Ryder, David Harbour, Finn Wolfhar, Millie Bobby Brown, Gaten Matarazzo, Caleb McLaughlin, Natalia Dyer, Charlie Heaton, Cara Buono, Matthew Modine, Sean Astin e Paul Reiser.

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