Michael Radford

Il mercante di Venezia

Italia, Stati Uniti d'America, Regno Unito, Lussemburgo, 2004
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Il potere terreno si avvicina a quello di Dio quando la clemenza tempera la giustizia.

Il film mette in scena la notissima opera di Shakespeare: nella Venezia del 1596, il giovane e squattrinato Bassanio, per corteggiare l’ereditiera Porzia, chiede un prestito di tremila ducati al facoltoso mercante Antonio, l’amico di una vita. Ma Antonio ha tutte le sue navi in mare e non dispone di denaro liquido, quindi chiede un prestito all’usuraio ebreo Shylock, che lo odia perché il mercante in passato lo ha umiliato più volte. Shylock è disposto a prestare la somma, ma a un solo patto: se Antonio entro tre mesi non potrà restituire il denaro, il debito sarà pagato con una libbra della sua carne. Il mercante accetta, per amore di Bassanio e perché è convinto di incassare entro breve favolosi guadagni. Bassanio riesce a sposare Porzia, ma arriva la drammatica notizia che tutte le navi di Antonio hanno fatto naufragio e che egli è rovinato. Shylock pregusta la gioia della vendetta, ancora più desiderata da quando sua figlia è scappata di casa per sposare un cristiano. Nemmeno il Doge può intervenire per modificare l’accordo perché la legge lo impedisce: ci si può solo appellare alla clemenza di Shylock…
Suggestivo nella rappresentazione di una Venezia nebbiosa dove le gondole scivolano elegantemente sui canali e attraccano alle porte di dimore sfarzose, il film riporta fedelmente molti dialoghi dell’opera shakespeariana, compreso il celeberrimo monologo di Shylock. Risultano poco comprensibili alcune forzature, come la malcelata omosessualità di Antonio, assente nel testo originale. Pacino si conferma un grandissimo attore, mentre gli altri interpreti sono un po’ meno coinvolgenti.

locandina

Ti è piaciuto?
Allora leggi…
Il mercante di venezia – William Shakespeare
Il ragazzo nuovo – Tracy Chevalier

…e guarda anche…
Riccardo III. Un uomo, un re – Al Pacino
Shakespeare in Love – John Madden
Molto rumore per nulla – Kenneth Branagh

Genere drammatico
Regia Michael Radford
Soggetto da William Shakespeare
Sceneggiatura Michael Radford
Produttore Cary Brokaw, Barry Navidi, Jason Piette, Edwige Fenech, Michael Lionello Cowan
Fotografia Benoît Delhomme
Musiche Jocelyn Pook
Scenografia Bruno Rubeo
Interpreti e personaggi
Al Pacino: Shylock
Jeremy Irons: Antonio
Joseph Fiennes: Bassanio
Lynn Collins: Porzia
Zuleikha Robinson: Jessica
Kris Marshall: Graziano
Charlie Cox: Lorenzo
Heather Goldenhersh: Nerissa
Mackenzie Crook: Lancillotto Gobbo

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Jean Jacques Annaud

L’ultimo lupo

2015, China Film
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Hai catturato un dio per farne un tuo schiavo

Chen Zen è uno studente di Pechino che viene mandato per un anno nella campagna della Mongolia Interna con lo scopo di istruire le popolazioni locali. A contatto con queste persone il giovane capisce che, oltre ad insegnare loro, può imparare molto sul loro atavico rapporto con la natura e con il variare delle stagioni, ma soprattutto con il loro vicino più temuto, il lupo.
Tra uomo e lupo la convivenza è possibile solo grazie ad un delicato equilibrio stabilitosi nel corso dei secoli, ma l’espansione della civiltà e la mancanza di rispetto per la natura incrina il rapporto. A queste condizioni la convivenza tra uomini e lupi non è più possibile.
Chen Zen è così affascinato dai lupi da volerli studiare da vicino e, quando il governo cinese ordina di uccidere tutti i lupi, nonostante sia molto pericoloso, decide di sfidare le autorità e di crescere un cucciolo di lupo. Quello che il giovane studente non ha considerato però è la natura orgogliosa ed indomita di un animale selvaggio, che rifiuta di piegarsi alle aspettative umane.

Ti è piaciuto questo film?
Allora guarda anche:
Jean Jacques Annaud, Sette anni in Tibet
Kevin Costner, Balla coi lupi

E leggi anche:
Melvil Burgess, Il grido del lupo
Giuseppe Festa,L a luna è dei lupi

E ascolta anche:
Aurora, Running with The Wolf, contenuto in All my demons greeting me as a friend

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Titolo originale: Wolf Totem
Paese di produzione: Cina, Francia
Anno: 2015
Durata:  121 min
Genere: Avventura
Regia: Jean-Jacques Annaud
Soggetto: Jiang Rong
Sceneggiatura: Alain Godard, Jean-Jacques Annaud, Lu Wei, John Collee
Fotografia: Jean-Marie Dreujou
Musiche: James Horner
Scenografia: Quan Rongzhe

Personaggi e interpreti e personaggi
Shaofeng Feng: Chen Zhen
Shawn Dou: Yang Ke
Ankhnyam Ragchaa: Gasma
Yin Zhusheng: Bao Shungh
Basen Zhabu: Bilig
Baoyingexige: Batu

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Andrés Muschietti

It

Warnes Bros Pictures, 2017
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Derry è diversa dalle città in cui sono stato prima d’ora. La gente muore o sparisce sei volte più della media nazionale e parlo degli adulti. Per i bambini è peggio. Molto, molto peggio.

In un piovoso giorno del 1988 Georgie, un bambino della cittadina di Derry, scompare misteriosamente senza lasciare alcuna traccia. Nessuno può immaginare che dietro a questo primo misterioso delitto, a cui ne seguiranno poi tanti altri, c’è un clown di nome Pennywise.
Otto mesi dopo, nel Giugno 1989, la scuola è ormai finita e le vacanze estive sono alle porte. Il gruppo dei Perdenti, formato da il fratello maggiore di Georgie, Bill; l’amico dalla battuta sempre pronta Ritchie; il ragazzino ebreo Stanley e l’ipocondriaco Eddie hanno già deciso di passare una spensierata estate, ma si imbattono nel gruppo di bulli campeggiato da Henry. Per cercare di fronteggiarli, il gruppo dei Perdenti accoglierà anche Beverly, una ragazza succube del padre; Ben, il nuovo arrivato e Mike, il ragazzino con un doloroso passato.
Ma l’ombra di Pennywise è dietro l’angolo, inizierà a terrorizzare uno ad uno il gruppo dei Perdenti colpendoli con le loro più grandi paure. Il gruppo di amici non si arrenderà così facilmente e indagherà sulla figura del malefico clown per cercare di sconfiggerlo, scoprendo però cose che sconfinano nell’ultraterreno.

Film davvero ben fatto, che svecchia benissimo il libro di Stephen King senza però cambiarne i connotati essenziali. Interpretato magistralmente da tutti gli attori, da cui spicca Bill Skarsgård che rende veramente inquietante Pennywise riuscendo ad essere spaventoso e realistico allo stesso tempo.
Nonostante sia un canonico film di paura (forse abusando un po’ troppo di jumpscare), riesce a dare qualcosa di più rispetto a molti altri film horror contemporanei: la tensione che si viene a creare è veramente forte e non diminuisce per un secondo; It è ovunque, sempre, e può colpirti in qualsiasi modo.
A differenza del romanzo originale, questo film tratta solamente la parte dei protagonisti da ragazzini, lasciando la parte della storia ambientata nell’età adulta in cui i protagonisti a combattere IT in un secondo capitolo, in uscita nel 2019.


IT è consigliato per un pubblico esclusivamente superiore ai 14 anni.

 

locandina

 

Se ti è piaciuto guarda anche: It – Tommy Lee Wallace, 1990
Under the Dome – Brian K. Vaughan
Stranger Things – Matt e Ross Duffer

Leggi anche: It – Stephen King
Cose Preziose – Stephen King

Ascolta anche: Hardwired…to Self-Destruct – Metallica

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Robert Zemeckis

The walk

USA, 2015
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Tutto era silenzio. Non vedevo che il filo, una linea retta fluttuare verso l’infinito. E se avessi spostato il mio peso, sarei diventato un funambolo.

Ci siamo già chiesti, recensendo l’omonimo libro, cosa possa aver spinto nel lontano 1974 il funambolo francese Philippe Petit ad osare tanto: tendere un filo tra le Torri Gemelle dell’ormai scomparso World Trade Center di New York e percorrerlo a 400 metri di altezza. Un coup tanto pericoloso da sembrare impossibile.

Durante la visione di questo bel film, che alterna suspence e tempi lenti, si oscilla (letteralmente) tra una sensazione di estraneità ad un così folle progetto e un’intensa partecipazione.
E’ una storia di sfida personale, di determinazione, di insicurezza che spinge ad osare l’impossibile. Si percepisce a volte l’assurdità dell’impresa, ma mai se ne avverte l’inutilità.

Segno che nella vicenda di Philippe Petit c’è qualcosa di più di un gioco, di un record da conquistare : c’è la vita e l’atavico, poetico desiderio dell’uomo di superarne i limiti.

Ti è piaciuto questo film? Allora vedi anche
Man on the wire – James Marsh

e leggi anche
Toccare le nuvole – Philippe Petit
Trattato di funambolismo – Philippe Petit

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Regia: Robert Zemeckis
Sceneggiatura: Robert Zemeckis, Christopher Browne, Philippe Petit
Fotografia: Dariusz Wolski

Personaggi ed interpreti:
Philippe Petit – Joseph Gordon Levitt
Papà Rudy – Ben Kigsley

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Damon Lindelof, Tom Perrotta

The Leftovers

2014, HBO
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Questo documento contiene le conclusioni della commissione mondiale scientifica riguardo la sparizione istantanea del 2% della popolazione mondiale, circa 140 milioni di anime. La sua conclusione su cosa è successo a queste persone, e perché proprio a loro e dove sono finite, è la seguente: “non lo sappiamo”.

The Leftovers è una serie TV americana del 2014, andata in onda in Italia nello stesso anno, creata da Damon Lindelof e Tom Perrotta. Nel 2011, ancor prima dell’uscita del romanzo di Tom Perrotta Svaniti nel Nulla, il network americano HBO comprò i diritti del libro per crearne un adattamento televisivo. Coinvolse nel progetto il grande Damon Lindelof, sceneggiatore principale della serie Lost e diede vita ad un intenso lavoro per creare una delle serie tv più originali e complesse del 2014.

The Leftovers narra le vicende dei cittadini di Mapleton tre anni dopo “la dipartita”, concentrandosi su alcuni personaggi principali che provano a vivere la loro quotidianità cercando di digerire la traumatica e inspiegabile scomparsa di amici e cari. La dipartita segna lo snodo narrativo principale, ovvero inspiegabilmente il 14 ottobre il 2% della popolazione mondiale (circa 140 milioni di persone) scompare improvvisamente nel nulla.

La genialità di questo prodotto è la modalità narrativa. Si seguono due strade differenti per cercare di indagare il fenomeno: quella laica e quella religiosa. Da una parte assistiamo alle persone che faticosamente cercano di ricostruire la realtà come se nulla fosse accaduto, o per lo meno restando in attesa di una spiegazione scientifica e razionale. Vanno al lavoro, mantengono l’ordine, chi va scuola, chi cerca di studiare i fenomeni da un punto di vista tecnico. Dall’altra abbiamo il proliferare di sette pericolose, falsi profeti, nuovi “santoni” ma soprattutto il dilagarsi di un gruppo di persone che si fanno chiamare i Sopravvissuti. Vestiti di bianco, fumano tutto il giorno e hanno fatto voto di silenzio. La loro presenza serve da totem vivente al ricordo di quanto accaduto quel 14 ottobre.

The Leftovers è un viaggio indimenticabile lungo tre stagioni magistralmente dirette e costruite. Gli snodi narrativi toccano vette altissime: la fede, l’esistenza o meno di Dio e quindi del caso, del destino, della speranza di poter ricostruire una qualche normalità nonostante gli avvenimenti paradossali ed inspiegabili. La serie ruota attorno alla domanda freudiana: se esiste qualcosa di assurdo come possiamo tollerare la nostra quotidianità? Tom Perrotta risponde con l’amore; i personaggi dovranno imparare a mettere via il loro terrore per un mondo oscuro e incerto per fare spazio alla speranza dei loro figli in qualcosa di più solido e positivo.

Colonna sonora e attori indimenticabili.

Se ti è piaciuto guarda anche: Lost

Ascolta la colonna sonora della serie:

Leggi anche il romanzo da cui è tratta la serie: Tom Perrotta, The leftover

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Regista: Damon Lindelof, Tom Perrotta
Sceneggiatore: Tom Perrotta
Casa di distribuzione: HBO
Cast: Curtiss Cook, Justin Theroux, Amy Brenneman, Carrie Coon, Christopher Eccleston

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Denis Villeneuve

Blade Runner 2049

2017, Warner Bros
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Te la cavi benissimo anche senz’anima, agente K.

L’agente K è un blade runner della polizia di Los Angeles, nell’anno 2049. Sono passati trent’anni da quando Deckart era il cacciatore blade runner più esperto.  Il compito dei blade runner è cacciare i replicanti ovvero robot perfettamente umanoidi che desiderano diventare esseri completamente autonomi rispetto ai loro creatori. I replicanti della Tyrell sono stati messi fuori legge e dei vecchi modelli non si sa quasi più nulla. L’azienda è ora guidata Niander Wallace il quale ha garantito di creare “angeli al servizio degli uomini” ma qualcosa nella missione dell’agente K alla ricerca degli ultimi replicanti superstiti va storto e sembra portare alla luce un passato oscuro pronto a spezzare il delicato equilibrio uomo macchina.

Blade Runner tratto dal meraviglioso libro di Philip Dick “Ma gli androidi sognano pecore elettriche?” è un film di fantascienza del 1982, diretto da Ridley Scott e interpretato da Harrison Ford e Daryl Hannah. E’ stato un film che ha segnato la storia del cinema e l’immaginario di intere generazioni. Il sequel è girato da Denis Villeneuve e non solo risulta fedele all’originario mondo cinematografico di Scott ma riesce visivamente a superarlo aggiungendo elementi nuovi al linguaggio fantascientifico a cui siamo notoriamente abituati. Villeneuve crea un edipo futuristico alla ricerca del padre perduto attraverso un’odissea visiva con una grammatica nuova. Prendendo spunto dalle opere di Nicolas Winding Refn (in particolare Drive, Solo dio perdona, Valhalla Rising) e l’ultimo MacBeth di Justin Kurzel  la natura di Blade Runner ci parla esattamente come il protagonista. L’arancio dei cieli radioattivi, il legno morto in terre gelate, la neve che discende su una natura inesistente, gli ologrammi che dai palazzi parlano direttamente ai protagonisti colorandoli di rosso e svelandoci i desideri più reconditi e celati. Sorretto dalla possente e mimetica colonna sonora di H.Zimmer il tempo scorre lentamente esattamente come il precedente capitolo.  L’agente K rincorre il sogno di poter comprendere la sua venuta al mondo e quale sia il suo destino sorretto da una grande forza d’animo proprio di chi ormai non ha più nulla da perdere se non se stesso.  I temi fondanti sono gli stessi: le macchine potranno sostituirci? Una volta autonome saranno dotate di anima, ovvero libero arbitrio, e cosa le legherà ancora a noi? Ci combatteranno? Temi sempre più attuali e sempre meno futuristici, l’intelligenza artificiale è realtà ormai e ci apre all’universo d’angoscia che ha caratterizzato la fantasia visionaria di Philip Dick. Magistrale è la scelta di non stravolgere la tecnologia del precedente capitolo in modo da creare una illusione di continuità con il 1982 e le sue ambizioni futuristiche. Non dobbiamo stupirci di vedere schermi a tubo catodico e ologrammi proiettati da computer in grado di pensare in modo del tutto autonomo, oppure nano tecnologie in grado di partorire uomini e cucine a bombola con stufati di cipolle e aglio in ambiente sovietico. Questo era ed è l’universo di Blade Runner in bilico fra realtà e possibilità future.

Se ti è piaciuto leggi anche le opere di Philip Dick

Guarda anche Blade Runner 

Ascolta la colonna sonora del film:

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Genere: Fantascienza
Regista: Denis Villeneuve
Sceneggiatore: Denis Villenueve, Michael Green
Produttore esecutivo: Riddle Scott
Cast:  Ryan Gosling, Harrison Ford, Ana de Armas, Sylvia Hoeks, Robin Wright, Dave Bautista

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Joel e Ethan Coen

Il Grande Lebowski

Usa/Uk - 1998
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E Drugo voleva solo il suo tappeto. Nessuna avidità. È che dava… un tono all’ambiente

Jeffrey Lebowski, conosciuto da tutti come Drugo, è un signore che vivacchia la sua vita senza troppe pretese, tra una partita a bowling giocata in vestaglia, un White Russian e le canzoni dei Creedence Clearwater Revival.
La sua vita disimpegnata viene sconvolta dall’arrivo di due scagnozzi che devono riscattare dei soldi per debiti non pagati. Solo poco dopo si accorgono di aver sbagliato Jeffrey Lebowski, confondendo Drugo con un importante miliardario, omonimi. I due scagnozzi non mancano di urinare sul tappeto del povero Drugo prima di andarsene.

Parte da qui la trama di una delle commedie più folli che il cinema abbia mai partorito: un uomo qualunque coinvolto in rapimenti, riscatti, continui equivoci, situazioni grottesche, scene apparentemente non-sense e citazioni che un buon cinofilo adorerà trovare.
Spicca su tutto la grande caratterizzazione dei personaggi che grazie alla bravura degli interpreti, da Jeff Bridges a Steve Buscemi passando per Philip Seymour Hoffman, John Goodman e John Turturro, riescono a creare personaggi veramente unici e indimenticabili.
Questo film è un vero cult grazie anche ai mille dettagli inseriti dal regista che lo hanno fatto entrare perfettamente nella cultura pop: il look sempre poco curato e assai particolare del protagonista (vestaglia, boxer e ciabattine trasparenti, tanto per dirne una), la grandissima colonna sonora che passa fluida da Bob Dylan ai Gipsy Kings, il furetto gettato nella vasca da bagno per intimorire Drugo, il bassista dei Red Hot Chili Peppers, Il White Russian e i continui MacGuffin che riempiono la storia di tanto inutili quanto deliranti espedienti narrativi.

Un grande film che, se amate il cinema, non potete non vedere.

Date le parecchie scene volgari e i temi trattati che risulterebbero altrimenti di difficile comprensione consiglio la visione solo ai maggiori di 16 anni.

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Genere: Commedia
Regia: Joel Coen
Soggetto: Joel Coen, Ethan Coen
Sceneggiatura: Joel Coen, Ethan Coen

Interpreti
Jeff Bridges: Jeffrey “Drugo” Lebowski
John Goodman: Walter Sobchak
Julianne Moore: Maude Lebowski
Steve Buscemi: Theodore Donald “Donny” Karabotzes
David Huddleston: Jeffrey Lebowski, il magnate
John Turturro: Jesus Quintana
Tara Reid: Bunny Lebowski
Ben Gazzara: Jackie Treehorn
Philip Seymour Hoffman: Brandt
Sam Elliott: Lo Straniero

Se ti è piaciuto vedi anche: Fargo - Fratelli Coen
leggi anche: Il Grande Sonno – Raymond Chandler
ascolta anche: Cosmo’s Factory – Creedence Clearwater Revival

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James Mangold

Logan. The Wolverine

USA, 2017
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Quando ti ho trovato tu stavi intraprendendo una carriera di lottatore in una gabbia, là eri al culmine di una vita da assassino strafatto di barbiturici… Eri un animale! Ma noi ti abbiamo accolto. E io ti ho dato una famiglia.

I mutanti convivono da sempre con la minaccia della loro imminente estinzione. Nell’epoca raccontata in Logan- The Wolverine, l’ipotesi della scomparsa di chiunque possieda super poteri è diventata realtà.

Logan, invecchiato a causa di un avvelenamento da adamantio che riduce il suo potere rigenerante, si trascina in una vita miserevole con il solo obbiettivo di riuscire a comprare uno yacht sul quale mettere in salvo Charles Xavier. Questi è stato colpito da una malattia degenerativa a causa della quale ha involontariamente causato la morte di numerosi mutanti.

Logan viene avvicinato da Gabriela, infermiera della Essex Corp, che gli rivela come la compagnia stia cercando di creare soldati partendo dal bagaglio genetico di alcuni mutanti.

Gabriela ed altre infermiere della compagnia sono riuscite a far fuggire i bambini nati da questi esperimenti, che dovranno nascondersi in un posto sicuro da loro chiamato Eden. Tra loro, una sola bambina è riuscita a scappare con la donna. Si tratta di Laura, nata partendo proprio da un campione di DNA di Logan.

La esperienze vissute da questa figlia/non figlia evocano tanto profondamente il drammatico passato di Wolverine da convincerlo ad aiutarla.
Laura è uno specchio di quanto Logan ha cercato di lasciarsi alle spalle: la violenza e la rabbia che hanno segnato tutta la sua vita.

Logan- The Wolverine è l’ultimo film della serie dedicata al super eroe dagli artigli di adamantio, impersonato da Hugh Jackman. Questo affascinante personaggio, creato negli anni ’70 da Len Wein e Herb Trimpe, è indissolubilmente legato all’aura animalesca che lo caratterizza, rendendolo una figura anomala nel panorama dei super eroi.

Ti è piaciuto questo film? Allora leggi anche…
I doni- Ursula LeGuin
Half Bad- Sally Green

…e guarda anche..
Spider- Man. Homecoming- Jon Watts
X-Men- Brian Singer
Wolverine. L’immortale- James Mangold

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Regia: James Mangold
Sceneggiatura: Scott Frank, Michael Green, James Mangold
Musiche: Marco Beltrami
Fotografia: John Mathieson
Durata: 137′

Interpreti e personaggi
Hugh Jackman- Logan
Patrick Stewart- Charles
Dafne Keen- Laura
Stephen Merchant- Calibano
Richard E. Grant- Dr. Rice
Boyd Holbrook- Donald Pierce

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Shinkai Makoto

The voices of a distant star

Giappone, 2003
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Dove sono? Non capisco!
Ah, è vero! Ormai non faccio più parte di questo mondo.

Noboru Terao e Mikako Nagamine sono due studenti di liceo giapponesi. Ad unirli c’è un’amicizia che si sta trasformando in qualcosa di più profondo.

Mikako viene, tuttavia, arruolata per combattere i Tarsians, alieni che sono comparsi nel sistema solare, minacciando la sicurezza della Terra.

Una volta a bordo della nave spaziale Lysithea può comunicare con Noboru solo con e-mail.
I suoi messaggi, però, ad ogni spostamento attraverso lo spazio della nave che si sta allontanando dalla Terra, impiegano più tempo a raggiungere Noboru. Tanto che, mentre per Mikako trascorrono solo pochi giorni, per Noboru sono passati anni.

Fino all’ultimo salto di otto anni luce.

La Mikako quindicenne si trova, quindi, a lanciare il suo ultimo prezioso messaggio ad un Noboru ormai ventiquattrenne che non ha saputo andare avanti e dimenticare questa ragazza che gli parla dallo spazio.

The voices of a distant star è un brevissimo ma intenso film che parla di come la distanza fisica da una persona amata non possa mai tradursi del tutto in un distacco emotivo.

Ti é piaciuto questo film? Allora guarda anche…
Quando c’era Marnie- Hiromasa Yonebayashi
Another Earth- Mike Cahill
L’attacco dei giganti- Tetsurō Araki

…e leggi anche…
Il gioco di Ender- Orson Scott Card
La quinta onda- Rick Yancey
Ogni giorno- David Levithan

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Regia: Shinkai Makoto
Sceneggiatura: Shinkai Makoto
Musiche: Tenmon
Fotografia: Shinkai Makoto
Durata: 25′

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James Marsh

La teoria del tutto

Universal Pictures, 2014
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Dimostrerò con una singola equazione che il tempo ha avuto un inizio. Non sarebbe grandioso, professore?
Un’unica semplice, elegante equazione per spiegare tutto!

Una storia delicata di scienza e passione, di amore e sofferenza, di malattia e tenacia: una vicenda di profonda umanità.
“La teoria del tutto” racconta la vita di Stephen Hawking, cosmologo inglese, certamente tra i più noti scienziati contemporanei.
La sua è un’esistenza unica, un grande esempio. Il suo slancio appassionato verso la conoscenza e la ricerca delle leggi fisiche che regolano l’universo si affianca alla quotidiana, faticosa resistenza di fronte agli inarrestabili sviluppi di una malattia degenerativa (l’atrofia muscolare progressiva) che lo condurrà ancora giovane su una sedia a rotelle, togliendogli con il tempo persino la possibilità di parlare.
E’ anche una storia d’amore: vero, discreto.

Il film riesce a trasmettere tutto questo anche grazie all’incantevole interpretazione di Eddie Redmayne. La sua straordinaria capacità espressiva infatti restituisce allo spettatore gli aspetti più tipici del carattere di Hawking: gentilezza, leggerezza, ironia.

Ti è piaciuto questo film? Allora vedi anche
The imitation game – Morten Tyldum
A beautiful mind – Ron Howard
Man on the wire – James Marsh

e leggi anche
Dal big bang ai buchi neri. Breve storia del tempo – Stephen Hawking
La teoria del tutto. Origine e destino dell’universo – Stephen Hawking
Breve storia della mia vita – Stephen Hawking
La chiave segreta dell’universo – Stephen e Lucy Hawking

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Durata: 123′
Regia: James Marsh
Sceneggiatura: Antony McCarten
Montaggio: Jinx Godfrey
Cast: Eddie Redmayne, Felicity Jones, David Thewlis

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