Paolo Rumiz

Il Ciclope

Feltrinelli 2015, 149 p.
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A ripensarci, mi rendo conto di non aver scritto io questa storia. Sono stati il vento e la marea. Io non ho fatto che registrarne la voce amplificata dal ventre cavo della torre.

Un’isola che è un po’ più grande di uno scoglio piantata nel Mediterraneo e battuta dai venti: verso questo lembo di terra dominata da un faro si dirige il giornalista e scrittore Paolo Rumiz, in cerca di isolamento dalla frenetica vita quotidiana e dall’onnipresenza della Rete. Per tre settimane occuperà qualche stanza del faro in compagnia dei due faristi.
In quel luogo remoto, di cui volutamente non fornisce il nome e le coordinate e dal quale sono passati tutti i popoli che si affacciano sul mare nostrum, l’autore scoprirà il fascino di un paesaggio aspro e plasmato dai venti, farà la conoscenza di un asino che adora i limoni e di una gallina minacciata dai gabbiani e riscoprirà la voce della natura, che l’uomo contemporaneo si rifiuta di ascoltare.
Tra raffiche di maestrale, passeggiate fra i resti archeologici e profumi di erbe aromatiche, col conforto di cibi semplici ma saporiti e di un buon malvasia, Rumiz ripercorre le vicende del mare col quale da millenni ci confrontiamo e che ha forgiato tante civiltà.
Il tutto sorvegliato dall’unico occhio del faro, Il Ciclope, che vigila su chiunque affronti quei flutti.

Ti è piaciuto questo libro?
Allora leggi
Odissea – Omero
Atlante delle isole del Mediterraneo – Simone Perotti
Appia – Paolo Rumiz

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Louise O'Neill

Te la sei cercata

Hot Spot, 2016, 273 p.
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Articolo di Valentina Carioni Vienna

Sento un brivido incresparmi la pelle, come un sassolino che centra una pozza d’acqua. (…) Ed è così bello, così bello, così bello, che non riesco a trattenere un fremito. (…) E per un attimo è quasi troppo per me, l’odore di bosco del suo dopobarba, la morbidezza vellutata della sua T-Shirt che mi sfrega contro il braccio. Mi stiro ancora, la mia spina dorsale si tende così tanto che sento che potrebbe fuoriuscirmi dalla schiena e schizzare verso il soffitto come un fuoco d’artificio.

Emma O’Donovan è una ragazza come tutte le altre eppure dentro di sé è diversa ed originale. Ha diciott’anni e il suo unico obiettivo è divertirsi con gli amici ed essere sé stessa. E’ bellissima, e il suo fascino spinge i ragazzi ad avvicinarsi a lei e a chiederle di uscire con loro. Emma non potrebbe essere più felice. E’ popolare ed ha tutto ciò che ha sempre desiderato. Eppure, una sera d’estate, durante una festa qualunque, Emma ha deciso di lasciarsi andare e di provare l’ebbrezza del bere.

Lei non lo sa ma quella notte se la porterà dietro sempre, come un tatuaggio sulla pelle. Lei è troppo inconsapevole di ciò che le è accaduto, sebbene sappia che quella sera qualcosa le ha sconvolto la vita e l’ha cambiata definitivamente. Iniziano a girare delle foto online, fotografie tutt’altro che scherzose o ridicole. C’è la sua faccia in quelle immagini e c’è anche quella di un ragazzo che le ha fatto conoscere cosa voglia dire essere violentata.

Emma non sa più come comportarsi: le sembra di essere crollata in una voragine dalla quale non sarà mai in grado di uscire. Non potrà mai dimenticare ciò che le è successo e l’incubo sembra essere appena iniziato. La ragazza speciale che era è divenuta solo una memoria sbiadita sepolta dentro di lei ed ora Emma inizia a diffidare persino della sua personalità e del suo carattere. Non sa più chi sia e non vorrebbe nemmeno scoprirlo.

Ma è stata davvero lei a volere che succedesse? Ha detto di “No” o ha accettato che quel ragazzo la violentasse? Qual è il segreto che si nasconde dietro questa storia adolescenziale dai lati thriller e adrenalinici?

Vi basta aprire il libro e cominciare la lettura. Resterete stupiti, sarete voi a decidere se negativamente o positivamente. Spetta a voi. La storia di Emma O’Donovan è anche quella di tutte le ragazze e di tutte le donne che si sono trovate a dover fronteggiare una violenza.

Ti è piaciuto questo libro? Allora guarda anche…
13 Reasons Why- Brian Yorkey

…e ascolta anche…
The Night We Met- Lord Huron

Abbiamo parlato di Te la sei cercata di Louise O’Neill anche qui!

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Silvana Condemi, FranÇois Savatier

Mio caro Neandertal. Trecentomila anni di storia dei nostri fratelli

Bollati Boringhieri 2018, 211 p.
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Gli abitanti dell’Eurasia condividono non meno del 20% del loro DNA nucleare con il Neandertal, anche se ognuno di loro ne ha meno del 3% nei suoi geni. L’ibridazione tra sapiens e neandertaliani è avvenuta davvero!

Questo saggio, scritto da una paleoantropologa e da un giornalista scientifico, ci guida nelle gelide pianure dell’Era Glaciale, a caccia di bisonti e mammut, nel viaggio affascinante di quello che gli autori definiscono il nostro fratello Neandertal.
Il mento sfuggente, la fronte bassa, la corporatura tozza sono caratteristiche che accentuano la sua bestialità, ma si trattava di adattamenti al difficile clima europeo. In realtà il Neandertal era intelligente, seppelliva i morti e si prendeva cura dei membri anziani e deboli del suo gruppo, oltre ad avere sviluppato un pensiero simbolico.
Negli spazi sconfinati dell’Eurasia, si muovevano radi clan di neandertaliani che, per di più, si riproducevano poco. Eppure, riuscirono a sopravvivere per trecentomila anni, fino a quando arrivarono i Sapiens e, in tempi relativamente brevi, colonizzarono quell’immenso territorio grazie alla loro espansione demografica e alla maggiore flessibilità culturale. Cosa sia accaduto non è ancora chiaro, ma probabilmente Neandertal non fu sterminato da Sapiens; piuttosto, in parte si mescolò ai nuovi arrivati, per poi scomparire nella preponderanza dell’altra specie. Ma ancora oggi noi portiamo tracce della sua esistenza del nostro DNA.
Il libro, di lettura non semplicissima ma intrigante, stuzzica la curiosità e il desiderio di sviluppare maggiori conoscenze sul nostro remoto passato.

Ti è piaciuto?
Allora leggi anche
Il giro del mondo in sei milioni di anni – Andrea Barbujani, Andrea Brunelli
L’ultima dei Neanderthal – Claire Cameron
Il più grande uomo scimmia del Pleistocene – Roy Lewis

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Christelle Dabos

Fidanzati dell’inverno- L’attraversaspecchi

2018, Edizioni E/O, 504 pagine
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Leggere un oggetto significa dimenticare un po’ se stessi per far posto al passato di un altro, mentre attraversare gli specchi significa affrontare se stessi. Ci vuole fegato per guardarsi negli occhi, vedersi per ciò che si è, immergersi nel proprio riflesso. Credimi, non è una cosa da tutti.

In un pianeta in cui i continenti sembrano essere esplosi in tante isole galleggianti nell’aria, Ofelia vive sull’Arca di Anima e, nonostante sia uno scricciolo, estremamente goffa e dalla salute cagionevole, ha due poteri straordinari: sa attraversare gli specchi per spostarsi da un luogo all’altro e sa “leggere” negli oggetti il loro passato.
Avendo già rifiutato due volte i mariti che le venivano proposti dalla sua famiglia, per volere delle Decane di Artemide, la fondatrice della sua Arca, è costretta ad accettare un matrimonio combinato con Thorn, un alto funzionario dell’Arca Polo, lontana, fredda ed inospitale.
Il suo promesso sposo è un giovane dal carattere scontroso col volto segnato da lunghe cicatrici e l’unica cosa che accomuna i due giovani fidanzati è l’insofferenza per le loro nozze e la reciproca antipatia.
Obbligata a seguire Thorn in tutta fretta, Ofelia si troverà catapultata in una città caotica e poco sicura, dove la nobiltà si riunisce in una corte pervasa da segreti, intrighi ed inganni. In questo ambiente ambiente in cui nulla è come sembra e tutto è illusione, Ofelia scopre ben presto di non potersi fidare di nessuno. Deve nascondersi perché i rivali di Thorn potrebbero assassinarla prima delle nozze, ma il motivo di tutta questa ostilità immotivata non le viene rivelato. Ofelia dovrà armarsi di coraggio e cercare di sopravvivere con l’astuzia per svelare l’alone di mistero che la circonda.

Fidanzati dell’inverno è il primo volume della serie L’Attraversaspecchi, che mescola con maestria fantasy e steam punk.
La narrazione ha un ritmo serrato e le pagine si leggono così velocemente che sembrano scivolare una sull’altra.

Ti è piaciuto questo libro?
Allora leggi anche:
Cornelia Funke, Reckless
S.J. Kincaid, Diabolic
Victoria Aveyard, Regina rossa
Erika Johansen, The queen of the Tearling

E guarda anche:
Alice attraverso lo specchio

E ascolta anche:
Gorillaz, Feel Good Inc

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Jennifer Donnelly

Una voce dal lago

Mondadori 2016, 326 p.
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Non volevo essere costretta a scegliere tra l’una e l’altra: o scrittrice e sola, o moglie ma senza parole. Mark Twain non fu obbligato a scegliere. Neanche Charles Dickens.

Mattie ha solo sedici anni, ma la sua vita è già dura e piena di doveri: nello stato di New York del 1906, d’altronde, non esiste il concetto di infanzia e adolescenza. E se tua madre è morta, tuo padre fatica a mantenere la famiglia e tu sei la più grande di quattro fratelli, devi occuparti della casa e dei tuoi cari e trascurare la scuola. Non importa se sei intelligente e molto dotata, prima viene il lavoro. Ma un’insegnante che ha compreso le tue capacità, forse può aiutare te e il tuo amico Weaver, altrettanto dotato e povero e per di più nero.
Così Mattie, nonostante la fatica quotidiana, trova il modo di studiare e prepararsi agli esami di ammissione all’università. Perché per lei scrivere è vitale e le parole le aprono un mondo di emozioni e di scoperte. E tra gli scherzi con Weaver, la corte del vicino agricoltore e gli incoraggiamenti della signorina Wilcox, cercherà, con coraggio e tenacia, di perseguire il suo sogno.
Jennifer Donnelly ha scritto un affresco vivido dell’America rurale del primo Novecento, ma ha anche fotografato la condizione femminile di quel tempo, ricordandoci, attraverso Mattie, quanta fatica hanno dovuto fare le donne per emanciparsi e uscire dalle pareti domestiche. Un percorso da non dimenticare.

Ti è piaciuto questo libro?
Allora leggi anche…
La strada nell’ombra – Jennifer Donnelly
Miss Charity – Marie-Aude Murail
La fabbrica delle meraviglie – Sharon Cameron
Il rinomato catalogo Walker & Dawn – Davide Morosinotto

E guarda anche
The Young Victoria – Jean-Marc Valeé

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Giuseppe Catozzella

E tu splendi

Feltrinelli, 2018
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E poi quel sole che nasceva era la cosa più bella che avessi mai visto, era la promessa di una cosa nuova da iniziare. Per la prima volta mi sentivo vivo, tutto era come una grazia. Volevo splendere, quello sì.

Pietro, dieci anni, è in vacanza con la sorella Nina ad Arigliana, piccola comunità rurale della Lucania.
Il padre li ha mandati a trascorrere l’estate dai nonni nella speranza che questo possa aiutarli a superare il dolore per la perdita della madre.
Proprio in quei giorni però ad Arigliana accade un fatto imprevisto.
La scoperta di sette stranieri – clandestini – nascosti nell’antica torre normanna sconvolge la comunità. La reazione degli abitanti – destabilizzati ed aizzati dal boss locale – è di diffidenza e rifiuto.
Identificati da quasi tutti come nemici, i nuovi arrivati divengono presto vittime della prepotenza e dell’ostilità di molti.
Solo la famiglia di Pietro e una parte dei suoi amici si discostano dalla maggioranza e cercano di guardare oltre l’apparenza, vincendo la paura.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche
Non dirmi che hai paura – Giuseppe Catozzella
Il grande futuro – Giuseppe Catozzella
Cristo si è fermato a Eboli – Carlo Levi
Lettere luterane – Pier Paolo Pasolini

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Gail Honeyman

Eleanor Oliphant sta benissimo

Garzanti 2018, 344 p.
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Alla fine quel che importa è questo: sono sopravvissuta.

Eleanor Oliphant ha circa trent’anni, vive sola a Glasgow in un piccolo appartamento assegnatole dai servizi sociali e lavora come segretaria in una agenzia di graphic design. Eleanor è una ragazza particolare: fatica a socializzare, spesso fa affermazioni che lasciano perplessi i suoi interlocutori, è considerata un po’ tocca, ma è una persona che riesce a condurre una vita autonoma. Un giorno, però, le emozioni irrompono nella sua esistenza ordinata e la corazza che l’aveva protetta comincia a sgretolarsi: un po’ alla volta, intuiamo il passato drammatico di Eleanor, la crudeltà e la solitudine che hanno accompagnato la sua infanzia, mentre la seguiamo in un’evoluzione favorita dalla scoperta dell’amicizia e di quanto sia bello che qualcuno si prenda cura di noi. Perché, a volte, un gesto gentile può innescare una serie di eventi a valanga.
Gail Honeyman ha creato un personaggio commovente e una bella storia di resilienza e coraggio.

Ti è piaciuto questo libro?
Allora leggi anche…
L’Arminuta – Donatella Di Pietrantonio
Magari domani resto – Lorenzo Marone
Onora il padre – Eliza Wass

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Kate Ling

La solitudine delle stelle lontane

Hot Spot, 2016, 298 p.
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“…se fosse sicuro? Tu credi che ci lasceranno scendere laggiù?”
“Be’, ecco… forse”, dice mestamente. “Però ho forti dubbi.”
“Ma è la nostra unica possibilità di vedere un pianeta vero, probabilmente non capiterà mai più in vita nostra. Perché dovremmo morire senza poter mai sapere com’è?”
“Be’, non è abbastanza ovvio?”, dice lui con un mezzo sorriso e si volta verso di me. “Perché in tal caso potremmo scoprire che cosa ci stiamo perdendo. E immagino che pensino che finché non lo sappiamo, ci accontenteremo di quello che abbiamo. E’ la teoria che sta dietro a un mucchio di cose, in questo posto.”

Seren vive su un’astronave, partita sulla scia di un segnale ricevuto da un pianeta lontano.
La promessa di un luogo migliore in cui vivere, che consenta di lasciare una Terra morente, ha spinto ad elaborare un piano che ha portato un gruppo di ottocento persone a partire alla ricerca della fonte di quel suono incomprensibile.

La spedizione è destinata a durare oltre trecento anni.
La generazione di Seren è un semplice passaggio a metà del viaggio, destinata a non vedere altro che spazio profondo. Un tramite tra chi è partito dalla terra e chi, finalmente giungerà alla destinazione finale.

Tutto ciò che viene chiesto a Seren è di fare il proprio dovere: seguire le regole e dare vita alla successiva generazione. Per garantire il miglior futuro possibile alla missione, le nascite sono regolate da un sistema di selezione: coppie di ragazzi vengono formate in base al proprio profilo genetico, in modo che i loro figli siano in grado di consentire, a loro volta, la continuazione della spedizione.

Ma Seren ha qualcosa di diverso dagli altri: non riesce ad accettare il proprio destino, sente che la sua esistenza è priva di senso.

Due eventi sconvolgono la sua vita: l’avvistamento di un pianeta potenzialmente abitabile, con la prospettiva di poter, per l’unica volta nel corso della sua esistenza, mettere piede su un vero suolo, vedere alberi, animali e respirare vera aria e l’incontro con Dom, di cui Seren si innamora, nonostante non sia lui la persona con cui è destinata a passare tutta la vita.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche…
Il gioco di Ender- Osron Scott Card
Matched- Ally Condie
Regina Rossa- Victoria Aveyard
Diabolic- S.J. Kincaid

…e guarda anche…
Passengers- Morten Tyldym
The Voices of a Distant Stat- Makoto Shinkai
Non lasciarmi- Mark Romanek

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Daniel Kraus

L’estate del coprifuoco

Einaudi, 2011, 216 p.
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Articolo di Valentina Carioni Vienna

“La porta della stanza di James si aprì, poi si richiuse. Reggie contò fino a cinquanta prima di introdursi nella stanza attraverso la finestra. Sfoggiò un sorriso.
-Ehi,- disse James, lasciandosi cadere sul copriletto arruffato. Alla cieca, infilò la mano sotto le lenzuola ammucchiate e tirò fuori il berretto da baseball (…) con una mano tormentava il bordo della visiera, sporca di terra, di sudore e di molte estati.
-Me lo dici?- Domandò Reggie.
-Cosa?
-Hai detto a tuo padre che mi avresti detto qualcosa.
-Ah, giusto.
-Dice che non dovremmo andare troppo in giro,- disse James.
-Soprattutto di sera, dice. Soprattutto di sera, non dovremmo andarcene troppo in giro. (…) Non so cos’abbia in testa veramente. Ma tu non preoccuparti, va bene? Non importa cosa dice. E’ estate.”

L’estate è sempre stata una delle migliori stagioni, fatta di quei giorni che ti rimangono addosso come il caldo ed il frenetico ghermire delle foglie dei boschi. Durante l’adolescenza, quando ci ritroviamo smarriti in un paesino che pare chiudere i battenti, dove le auto si mettono in viaggio senza meta, un gruppetto di ragazzi di dodici anni, James, Reggie e Willie, sembra aver già compreso tutto della vita.
Situazioni familiari complesse, il desiderio di essere all’altezza delle aspettative degli altri e di poter sognare sempre come se nessun tempo passasse realmente e come se nulla fosse fugace, sono le storie che uniscono e, allo stesso tempo, distanziano questi ragazzi vogliosi di avventura.

E’ estate quando sembra che una sorte macabra si sia accanita su di loro e su quella cittadina.
Un membro del gruppo viene investito da un furgone di passaggio, nello stesso tempo in cui un altro ragazzo del paese viene ucciso apparentemente dallo stesso veicolo.

Si diffonde un acuto timore e quell’afa estiva comincia a non essere più solo afa, ma anche paura ed apprensione.
Viene dato il coprifuoco, e l’istinto adolescenziale di Reggie, James e Willie li spinge ad aggregarsi e a dare inizio ad un’avventura fatta di grandi emozioni e di fughe notturne, che li porterà ad intensificare il loro legame, e ad imparare a vivere la vera vita, quella che li segnerà nel profondo e che, in un certo senso, li manterrà uniti fino alla fine, in un’amicizia fatta di dolore, di felicità, e impregnata della fragranza dolce e bruciante del sole caldo dopo una pioggia estiva. Sapere che ci sono altre cose ad attenderli oltre l’essere ragazzi rende la loro estate una sorta di rito di passaggio, attraverso il quale apprenderanno ad essere adulti e a scegliere il loro percorso, in un mondo dove le estati diverranno solo momenti di pausa da un lavoro stressante e da un’esistenza frenetica, e dove le scorribande nei boschi con il vento che soffia e la pioggia che scroscia violenta saranno solo la memoria e la traccia degli uomini che saranno divenuti.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche…
Il buio oltre la siepe- Harper Lee
Stand By Me (racconto contenuto in Stagioni diverse)- Stephen King
Il signore delle mosche- William Golding
L’età dello tsunami- Alberto Pellai e Barbara Tamborini

…e guarda anche:
Stand by me. Ricordo di un’estate- Rob Reiner
Charlie Bartlett- Jon Poll
Ragazzi perduti- Joel Schumacher
Breakfast Club- John Hughes

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Maylis de kerangal

Corniche Kennedy

Feltrinelli 2018, 141 p.
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Nessuno sa come quella piattaforma ingrata, nuda, il palmo di una mano, sia divenuta il loro crocevia, il punto magico dove si riuniscono ed enunciano il mondo, né come l’abbiano trovata, scelta fra tutte, e ne siano diventati i padroni;

Su una scogliera lungo la litoranea di Marsiglia, si raduna quotidianamente un gruppo di adolescenti: sono allegri, strafottenti e pieni di vita. Eddy, il capo, Mario, il più giovane e suo fedele luogotenente, Loubna e tutti gli altri provengono dai quartieri difficili della città, ma lì, sulla Corniche Kennedy, sono i padroni del territorio: arrivano con i motorini nel primo pomeriggio e fino a sera prendono il sole, gareggiano in tuffi sempre più pericolosi e sfidano gli adulti e l’autorità. A loro si unisce Suzanne, una ragazza che risiede in una delle ville vicine e che vuole scappare dall’ambiente soffocante in cui è cresciuta.
Poco lontano, un uomo li segue costantemente: è Sylvestre Opéra, il capo della polizia litoranea che, oltre ai traffici di droga, al giro della prostituzione e alla criminalità organizzata, deve anche tenere sotto controllo quelli che l’opinione pubblica considera dei teppisti.
Durante un’estate sempre più torrida, i ragazzi ingaggiano un’autentica guerra contro la polizia, Opéra si ostina a seguire le tracce di un caso che lo tormenta da anni e la storia corre veloce come lo stile dell’autrice, serrato e implacabile quanto la vitalità dei protagonisti.
Un affresco affascinante degli anni dell’adolescenza, non a caso consigliato come lettura nei licei francesi.

Ti è piaciuto?
Allora leggi anche…
Riparare i viventi – Maylis de Kerangal
La classe – François Bégaudeau

…e guarda
Corniche Kennedy – Dominique Cabrera
La ville est tranquille – La città è tranquilla – Robert Guédiguian

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