Judas Priest

Defenders of the Faith

Columbia Records, 1984
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Let’s all join forces
Rule with iron hand
And prove to all the world
Metal rules the land
We’re heavy duty
So come on let’s tell the world

We are defenders of the faith

Con l’incredibile “Screaming for Vengeance“, datato 1982, i Judas Priest sembrano aver toccato l’apice: fu un album travolgente per il mondo Metalche si chiese se fosse possibile replicare tale successo.

Bhe, nel 1984 i Judas Priest non solo lo replicano, ma lo superano anche abbondantemente.

Defenders of the Faith esordisce con la velocissima Freewheel Burning che getta le basi per lo Speed e il Power metal, proseguendo con Jawbreaker, che risulta più ricca di sfumature e armonie. L’inno di Rock Hard Ride Free è subito da cantare a squarciagola, mentre The Sentinel è puro Heavy Metal, niente di più e niente di meno: un classico che sarà sempre attuale.
L’album procede poi con altri brani i quali, considerando quelli appena ascoltati, risultano forse una spanna sotto, ma solo perché si confrontano con canzoni che, come voto, vanno dal 9 al 10. Dall’inquietante Love Bites Some Heads are gonna Roll, scritta da Bob Halligan Jr, fino ad arrivare a Night Comes Down, che riesce comunque a risultare parecchio orecchiabile.
Terminano Heavy Duty Defenders of the Faith, una la conseguenza logica dell’altra, che sono puri inni autocelebrativi da cantare col braccio alzato e le dita a mo’ di corna. Perché si sa, i Judas Priest non sono mai stati sobri e mai nessuno lo vorrebbe mai.

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