Dan Simmons

Drood

Elliot, 2010, 815 pg
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Mi chiamo Wilkie Collins. Poiché è mia volontà che questo documento venga pubblicato cent’anni dopo la mia dipartita, è probabile che il mio nome non vi dirà niente. Ma c’è chi mi definisce un giocatore, e chi lo dice non sbaglia.

Indecifrabile.

9 giugno 1865: un terribile disastro ferroviario coinvolge Charles Dickens. Il treno precipita da un viadotto, ci sono morti, feriti, corpi dilaniati…. miracolosamente il grande romanziere inglese rimane in vita. Vita che rimarrà irrimediabilmente segnata per sempre da quello scenario apocalittico, ma soprattutto da un incontro dell’oltretomba: un uomo, vestito con cappello a cilindro e mantello, dita mancanti, occhi senza palpebre, emaciato, con una pronuncia sibilante.
Drood è il suo nome. L’Inafferrabile.
Dickens ne rimane ossessionato: coadiuvato dall’(ancora) amico Wilkie Collins lo cerca in modo ossessivo in quella che viene definita Sotterra, la parte più derelitta, truculenta, putrida dei bassifondi di Londra. L’underworld della città.
Questo non è un romanzo poliziesco o un giallo o un thriller o un horror o un romanzo storico: è tutti questi generi. Contraddistinto da uno stile narrativo incalzante, Dan Simmons affascina con la storia e il suo modo di evolversi: un intreccio sublime tra incubo elegante e ambizione umana.
Affascinante ed inquietante allo stesso tempo.

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