Loredana Frescura

Elogio alla bruttezza

Fanucci, 2006, 166 pag.
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Perché sono brutta? Avanti, rispondete. Rispondete, maledizione. Dice Marcella che ha a che fare con la musica. La musica è l’unico linguaggio comprensibile da tutti gli uomini. Anch’io sono musica. Io lo so, la sento. Sento tutte le note e i diesis e i bemolle, sento le pause e i respiri. Anche con l’apparecchio ai denti riesco a essere musica. Quando mi muovo e quando ascolto. Le mie orecchie strofinano l’aria e compongono la musica.

 
Marcella è irrimediabilmente brutta. Ed è tanto presa dalla propria bruttezza da non pensare ad altro, da non capire quanto sia importante l’amicizia di Giorgia (detta “Enterprise” per via dell’apparecchio ai denti) e da non rendersi conto che uno degli amici del suo bellissimo fratello si sta interessando a lei. Il vero significato dell’essere brutti si svela lentamente a Marcella e Giorgia mentre compongono un ambizioso “Elogio alla bruttezza” per la scuola, come relazione di fine anno. Il libro di Loredana Frescura è un divertente racconto di cosa significa essere in quell’età in cui è difficile vedere e capire se stessi in modo obbiettivo, in cui è lo sguardo degli altri a definire chi siamo.
 

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