Marco Ghizzoni

Il cappello del maresciallo

Guanda, 2014, p. 215
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Il suo piano era quello di fargli credere di essere invaghita di lui così da tenerlo buono e tranquillo. Nel caso non avesse funzionato, aveva sempre il suo cappello come arma di ricatto.

Il cappello del maresciallo è certamente una commedia all’italiana, scritta dal giovane autore Marco Ghizzoni nato e cresciuto nella campagna cremonese, dove effettivamente è ambientata la nostra storia. E il cappello della citazione è proprio quello del Maresciallo.

Boscobasso, un nome di fantasia ma non molto lontano dalla realtà, è una piccola cittadina della Provincia di Cremona che ospita duemila anime di cui tre carabinieri, un sindaco, un parroco con la sua perpetua, l’oste e tutta una serie di personaggi tipici; delle vere e proprie macchiette che scheggiano nella storia come se entrassero ed uscissero da un palcoscenico. Il fatto è che il famoso liutaio Arcari, viene trovato senza vita nella piccola stazione del paese, con i pantaloni calati, particolare piuttosto piccante, che farà prendere alle indagini una certa piega. Non sarà tuttavia l’unico accadimento insolito, per un piccolo paese della provincia lombarda, dove la nebbia avvolge tutto come un cappotto ben cucito, e dove tutti sanno cosa pensa il proprio vicino di casa.

La trama non è innovativa, ma è lo stile della narrazione che ci tiene incollati al romanzo. Non succede effettivamente nulla che possa considerarsi un colpo di scena, ma la prosa è scorrevole e divertente. Inoltre ci ritroviamo nel romanzo come probabili abitanti di Boscobasso, proprio per la vicinanza con le nostre origini, ci rivediamo a camminare tra quelle vie, quasi con il rischio d’incontrare i personaggi per strada.

Se volete potete leggere questo libro QUI, e se vi è piaciuto leggere anche I peccati della bocciofila, sempre edito da Guanda e suo seguito ideale.

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