Queen

Innuendo

1991, Parlophone
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 “…to the end of time”.

Il 1991 è un anno di svolta. La caduta del muro di Berlino, il crollo degli imperi socialisti, la vittoria (solo temporanea) degli Stati Uniti quali unica grande potenza mondiale.  I Queen avevano assorbito come spugne i cambiamenti in atto. Da gruppo di punta del glam- rock, con gli ’80 si erano via via spostati su piani di maggior successo. La band di culto ne era uscita trasformata, tant’è che moltissimi fan si sentirono come traditi dal cambio radicale di musica molto più indirizzata alla sperimentazione pop. Inoltre Freddie Mercury divenne una vera e propria icona gay con capello corto, canotta e baffo virile.  Nel 1989 Freddie scopre di essere affetto da HIV. Mercury si toglie la maschera. L’autenticità delle cose che scrive raggiunge vette mai sfiorate in precedenza. Gli anni ’90 cominciano anche nel mondo dei Queen, portando in esso la loro rivoluzione. Musicalmente i pezzi mantengono l’intensità dei dischi precedenti, ma con durezza e grazia inedite. Innuendo fu l’ultimo vero album dei Queen, una sorta di “testamento” ideale del gruppo.  L’album inizia non a caso con un pezzo dal sapore epico, che si propone come l’ ideale successore di Bohemian Rhapsody. In sei abbondanti minuti, Innuendo rispolvera le potenzialità della band con il celebre break spagnoleggiante in mezzo, e un testo ermetico ed enfatico al punto giusto. Meno memorabili, ma più godibili, sono invece i più prevedibili anthems Headlong e Hitman.

L’aspetto più evocativo dell’album emerge invece nei momenti in cui lo spettro della malattia di Mercury mostra la sua ombra più cupa. These Are The Days Of Our Lives. Bijou è l’omaggio di May all’amico Freddie, ed è una summa del suo stile chitarristico. E, infine, The Show Must Go On, forse il brano quintessenziale del gruppo inglese: retorico e kitsch come da copione, con l’impianto glam che si evolve in parti strumentali e vocali complesse.

Ascolta anche:

Queen – Bohemian Rhapsody

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