Melvin Burgess

Kill all enemies

Mondadori, 2013
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Ho trovato la mia vecchia panchina, mi sono infilata dove non poteva vedermi nessuno e ho aspettato. Volevo solo che mi lasciassero in pace e che il tempo passasse, così poi avrei potuto fare quello che dovevo. Dopodichè potevano pure portarmi via e guardare la mia vita svanire giù nello scarico, come era destino da sempre.

Nella memoria di ciascuno di noi c’è il ricordo di qualche compagno di scuola eternamente in punizione perché svogliato, irrispettoso, menefreghista o, peggio, violento. Sono quei ricordi che poi da adulto tornano, soprattutto quando magari si scopre che quel compagno si è messo in un brutto giro.
E ci si chiede se era proprio così inevitabile questo epilogo: forse le cose sarebbero potute andare diversamente se solo qualcuno si fosse davvero preoccupato di capire il perché di tanta svogliatezza, di tanta rabbia. Forse quel compagno di scuola viveva una vita che non lasciava spazio alla speranza ed ai sogni, forse aveva semplicemente bisogno di essere ascoltato e capito.
Un libro, “Kill all enemies”, che parla proprio di questi ragazzi, quelli “difficili”, che spesso vengono portati come cattivo esempio da genitori ed insegnanti. Perchè la loro vita è preziosa come quella di chi, tranquillo ed assennato, rispetta le regole e vive un’esistenza più serena.
 
Ti è piaciuto questo libro? Allora ascolta anche
Seek and Distroy – Metallica
 
…e guarda anche
La parte degli angeli – Ken Loach

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