Cesare Pavese

La casa in collina

Einaudi , 2013, 172 p., Pubblicato per la prima volta nel 1948
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Articolo di Laura Festari

Del resto gli eroi di queste valli sono tutti ragazzi, hanno lo sguardo dritto e cocciuto dei ragazzi. E se non fosse che la guerra ce la siamo covata noialtri –noi non siamo più giovani […] – anche la guerra, questa guerra sembrerebbe una cosa pulita.

Corrado ha quasi quarant’anni ed è circondato dalla guerra. La guarda, assiste, commenta e scappa. Ha provato a reagire, ad avere coraggio ma non c’è riuscito. Ora aspetta, aspetta che tutto finisca, aspetta la pace. Intanto pensa, ricorda, scrive. Tra i suoi pensieri appare Cate, la ragazza semplice e ingenua, che ha amato a suo modo, che ora è chissà dove in qualche campo di concentramento perché lei della guerra non ne poteva più. Lei che era semplice e ingenua ha alzato la testa, lei che era indifesa si è ribellata. Ora tra i suoi pensieri c’è anche Dino, quel figlio che forse è suo, che corre per i boschi, che non riesce a stare fermo e che scappa, si ribella anche lui, per andare da Fonso e dagli altri ragazzi là, sulle montagne.
Corrado è lì nella sua casa in collina, ormai inerme.

Ogni libro racconta la storia di qualcuno, di qualcosa, un fatto. È un po’ come una fotografia: cattura un attimo, lo rende immobile per sempre e lo consegna al futuro.
Così Cesare Pavese ha voluto fermare il tempo e farci vedere attraverso i suoi occhi uno squarcio della nostra Storia.

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