Jonathan Coe

La pioggia prima che cada

Feltrinelli, 2007, pag. 222
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Dicono che una frazione di secondo e un’eternita’ diventano intercambiabili quando provi emozioni intense.

Difficile immaginare che questo romanzo sia stato scritto da un uomo, permeato com’e’ di una sensibilita’ squisitamente femminile. Qui pero’ si ha a che fare con Jonathan Coe, l’ottimo autore inglese che negli ultimi vent’anni ci ha abituato ad una scrittura raffinata e profonda, ed entusiasmato grazie alla straordinaria capacita’ di immedesimarsi nei protagonisti dei propri libri. Alle doti di Coe si aggiunga la buona qualita’ della traduzione in italiano ed ecco un romanzo delicato, coinvolgente, a tratti struggente.

Rosamunde, donna anziana e solitaria, ripercorre la propria vita attraverso la descrizione – registrata su cassetta e rivolta ad una sconosciuta interlocutrice – di immagini che hanno rappresentato per lei momenti significativi: fotografie per lo piu’, ma anche quadri.
Attraverso il racconto Rosamunde rivive drammaticamente gli episodi piu’ salienti della propria giovinezza e maturita’, svelando a poco a poco le verita’ anche scomode di un’esistenza tutt’altro che scontata.

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