Giorgio Scianna

La regola dei pesci

Einaudi, 2017
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I pesci riescono a muoversi tutti insieme senza scontrarsi e senza perdere nessuno. Basta fidarsi del movimento degli altri.

Settembre, primo giorno di scuola, classe V del Liceo Tommaseo. Quattro banchi vuoti: quelli di Roberto, Ivan, Anto e Lorenzo.
Lorenzo ora è a casa. Lui è l’unico ad essere rientrato dalla vacanza in Grecia del Luglio precedente, dopo mesi di sparizione. Si rifiuta di parlare e rivelare cosa sia successo.
Gli altri tre compagni invece sono scomparsi, mai più tornati.
Famiglie angosciate, annichilite, investigatori impotenti, insegnanti spiazzati, una classe sconvolta : tutti inevitabilmente incapaci di comprendere, capire, reagire.

“La regola dei pesci” è una lettura che pone molti interrogativi, agli adulti e ai ragazzi. Un romanzo che non offre volutamente risposte. Che spinge alla riflessione, senza preconfezionare spiegazioni.
Ci racconta la “banalità del male”. E ci spaventa, mostrando che i prodromi di scelte scellerate possono risiedere nella più normale delle quotidianità: possono nascere “banalmente” dalla noia, dall’assuefazione alla violenza, come desiderio di una scossa e tentativo di emulazione.

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