Matthew Dicks

L’amico immaginario

Giunti, 2012
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Articolo di Debora Vailati Canta

Ecco quello che so: Mi chiamo Budo. Esisto da cinque anni. Cinque anni è una vita lunghissima, per uno come me. È stato Max a darmi questo nome. Max è l’unico essere umano che riesce a vedermi. I genitori di Max mi chiamano l’amico immaginario. Voglio molto bene alla signora Gosk, la maestra di Max, invece l’altra maestra, la signora Patterson, non mi piace per niente. Non sono immaginario.

Un libro apparentemente semplice, scorrevole, ma che tratta al suo interno molte tematiche importanti: la vita, la morte, l’amicizia, le difficoltà di un bambino “speciale” e quelle del suo migliore amico, Budo. Un amico immaginario che, tra tanti dilemmi, riflessioni e peripezie, si rivelerà l’unico in grado di aiutare il suo amico umano, Max, a scappare dal suo rapitore.
Sì, perchè Max è stato rapito da una maestra di sostegno durante un normalissimo giorno di scuola, e nessuno sospetta di lei. Il suo obiettivo è quello di portare Max fuori città con sé e diventarne la mamma.
Una storia appassionante e avvincente, che fa riflettere senza troppe pretese sul complicato mondo intellettivo dei bambini, specialmente quelli autistici.

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