Christopher Moore

Un lavoro sporco

Elliot, 2007, 443 pg
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E accanto al letto c’era un uomo di colore molto alto, vestito di verde menta.
” E lei cosa ci fa qui? ”
” Può vedermi? ”
” Certo che la vedo. Cosa ci fa in camera di mia moglie? ”
” Questo non va bene ” disse Verde Menta.

La maestria unica di Christopher Moore nel dipanare vicende (ir)reali condite con humor nero e da lampi di commedia che ancor prima di farti lasciare andare ad una risata ti colpiscono per il modo in cui sono costruite, attraverso dialoghi dal finale non scontato, che portano ad una conclusione inaspettata.
Charlie è il cosiddetto maschio beta: vita tranquilla, normale, regolare, senza particolari ambizioni. Quando perde la sua amata Rachel, vede persone e cose che non dovrebbe vedere, legge e riceve messaggi che non dovrebbe ricevere e leggere. Ma soprattutto “qualcuno, l’ha scelto per una missione: più precisamente, qualcuna con tanto di falce e sudario nero che vuole essere sostituita o aiutata”.
Ma questo è tutto e niente: personaggi che si intrecciano in inseguimenti, in una girandola di situazioni spinose, fatti e fattacci in un crescendo incredibilmente wagneriano, comico e lugubre al tempo stesso. Paragonato a Vonnegut per come intesse le parole, Moore non lascia nulla di intentato lasciandoci solo il compito di divorare le pagine.
Nel minor tempo possibile, naturalmente.

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