Timur Vermes

Lui è tornato

Bompiani, 2013, p. 387
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Può sembrare difficile, tuttavia non dobbiamo guardare al passato lamentandoci, bensì dobbiamo farlo per imparare. Ciò che è stato, è stato. Non si fanno degli errori per poi rammaricarsene, ma per non commetterne più.

Hitler si risveglia da un profondo e costante sonno durato più di sessantanni, a Berlino, nelle vicinanze del bunker che secondo la storia (quella vera) fu sua ultima dimora. Incredulo ma ancora molto vigoroso il Führer osserva lo sviluppo della società intorno a sè, gli edifici, la struttura del territorio e le abitudini degli uomini nell’anno 2011. Ancora riconoscibile la sua figura, viene scambiato per un comico, un personaggio della satira del piccolo schermo; ed effettivamente la Flashlight, azienda televisiva reale solo nel romanzo, lo ingaggia e arriva ad elaborare un suo esclusivo show. Un bel romanzo con più di trecento pagine che vuole raccontare come si comporterebbe al giorno d’oggi l’Hitler che abbiamo conosciuto nei libri di storia, come si destreggerebbe con i nuovi media; perchè in effetti si tratta di una critica ed interpretazione dei nuovi mezzi di comunicazione: smartphone, PC, televisione, Youtube, et alii. Ma la vera intelligenza di questo libro sta nella lucidità con cui si guarda al passato con distacco, e al presente con medesima distanza; il che permette di essere critici verso gli errori, ma anche di comprenderli a pieno. Molto esilarante e allo stesso tempo molto profonda, una vera satira; intelligente quanto l’ultima frase di chiusura: Non era tutto sbagliato.

Consigliato alla lettura di menti aperte, se vi è piaciuto questo libro leggete anche:
La svastica sul sole – Philip K. Dick
La parte dell’altro – Eric-Emanuel Schmitt

e vedi anche…La caduta – Oliver Hirschbiegel

 

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