Claire Cameron

L’ultima dei Neanderthal

2017, Società Editrice Milanese, 286 pagine
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Quando Ragazza era dentro la capanna, aveva l’abitudine di sussurrare una parola: “Calore”. Amava la sensazione di essere in contatto con tanti cuori che battevano, con orecchie che ascoltavano, e con tutti quegli occhi che controllavano che nessuno avesse qualcosa che gli strisciava lungo la schiena. Era così che il suo sangue trasmetteva il calore ai corpi che lei amava. Era così che restava viva.

L’uomo di Neanderthal spesso è stato per lungo tempo considerato come un semplice passaggio evolutivo fra l’uomo e la scimmia, soppiantato e costretto all’estinzione dal più intelligente Homo Sapiens; ma gli studi più recenti ci hanno svelato che un quarto degli umani che vivono attualmente sul pianeta ha nel proprio Dna tracce dell’Uomo di Neanderthal e questo è spiegabile sono in un modo: non sono stati spazzati via dalla selezione naturale, alcuni di loro hanno combattuto contro l’Homo Sapiens, altri invece lo hanno amato.

Claire Cameron decide di raccontarci questa storia attraverso le voci narranti di due protagoniste: una è Ragazza, l’ultima femmina fertile della sua famiglia ed infine unica superstite dei Neanderthal del suo territorio, e Rose, l’archeologa che scoprirà in una caverna i resti di Ragazza insieme a quelli di un Homo Sapiens, forse proprio di Cucciolo, il ragazzino che la famiglia di Ragazza ha adottato ma che crescendo sembra sempre più diverso fisicamente da lei. Ci viene raccontata la vita di Ragazza, di come è nato il suo incontro con la famiglia dei Sapiens,la sua lotta per la sopravvivenza affrontando la solitudine, il tutto messo in parallelo con la vita d Rose, che si ritrova a difendere la più grande scoperta della sua carriera proprio quando sta per andare in congedo di maternità.

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