Frah Quintale

Lungolinea

Undamento, 2018
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E sarò un disperato
E non c’hai mai sperato
Ma sono ancora qui
Se vado a fondo, grazie
Imparo a usar le branchie
Non provate a salvarmi

a cura di Claudio D’Errico

Frah Quintale (al secolo Francesco Servidei, classe 1989) non ama le etichette. E la sua musica di conseguenza non si presta ad essere incasellata in un genere preciso.
Certo siamo nell’orbita del rap, ma più nel dettaglio non si riesce ad andare.
Lui stesso si definisce un artista di “street pop vecchio”.
Che l’approccio alla musica sia sui generis e che da questo artista tanta originalità possa sprigionarsi lo si deduce già dalla modalità con cui è arrivato a comporre “Lungolinea”, l’album di cui qui consigliamo l’ascolto.
“Lungolinea” nasce infatti da una playlist Spotify “work in progress” (come l’ha definita Rockol), avviata nel 2017, all’interno della quale Frah Quintale ha pubblicato canzoni, provini strumentali e messaggi vocali scambiati con gli amici, sottoponendoli al giudizio dei fan, in un continuo confronto.
Forse un nuovo modo di fare musica che prevede un legame più stretto tra ascoltatore ed artista grazie anche alle nuove possibilità tecnologiche.

Tra i brani dell’album segnaliamo Avanti/indietro, in cui i ritmi del pendolare (ben noti a Frah) si ripetono in modo continuo ed ossessivo, fino a far perdere la direzione.

Nei pezzi “Visualizzato.01, 02, 03 e 04″, un mix di musica e messaggi vocali ci permette di spiare nella vita caotica del cantante bresciano, che pare mettersi a nudo in questo album: si tratta di brani divertenti, in cui Frah non nasconde i propri difetti, che all’ascolto paiono quasi divenire pregi.

Le canzoni in “Lungolinea” sono ben 24, ad oggi. Ascoltatele tutte d’un fiato: Frah Quintale vi apparirà come l’amico di vecchia data con cui farsi una birra spensierata sotto casa la sera.

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