Frank Spotniz

The Man in the High Castle

2016, Amazon Studio
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Non ho paura di morire, solo di una morte senza onore.

The Man in the High Castle è la serie di Frank Spotniz prodotta dagli Amazon Studios che immagina cosa sarebbe accaduto se le potenze dell’Asse avessero vinto la II Guerra Mondiale. La Germania e l’Impero Giapponese si sono spartiti gli Stati Uniti d’America e una terra senza legge (la Zona Grigia) fa da cuscinetto tra le due potenze. Le mire espansionistiche del Reich, forte di tecnologie avanzate e di un potente arsenale nucleare, sono tenute a freno solo dalla volontà del Führer di mantenere la pace con Tokyo, ma le ambizioni personali dei gerarchi tedeschi e le pulsioni nazionaliste tra quelli giapponesi minano questo delicato equilibrio. In questo contesto, un gruppo di rivoluzionari si oppone ai vincitori e cerca di recuperare dei pericolosi e misteriosi film, fulcro dell’intera serie e desiderati da ognuna delle fazioni. L’enigmatica figura dell’Uomo nell’Alto Castello sembra intimamente legata ai film, che potrebbero mettere completamente in discussione lo status quo.

The Man In The High Castle è basata sul romanzo ucronico (cioè fanta-storico) di Philip K. Dick La Svastica sul Sole. La serie risulta, tuttavia, essere molto più complessa del libro e si regge sulla profondità e la caratterizzazione dei personaggi. Per la resistenza abbiamo Giuliana figura enigmatica e risoluta, camaleontica sempre in bilico fra il dovere e il sentimento e dall’altra il manipolatore Obergruppenführer John Smith, che riesce più di ogni altro a farci entrare nell’intimità della mente del suo personaggio. Gli altri tre protagonisti sembrano invece cristallizzati nelle loro espressioni di sorpresa e dolore, completamente smarriti mentre si muovono a tentoni sulla scacchiera cieca.

The Man in The High Castle è anche una metafora sulla potenza della creatività, sulla grande suggestione che hanno le immagini nella nostra vita e su come l’arte agisca nella realtà attraverso la percezione che abbiamo di essa.

Magistrale.

Per la violenza delle tematiche proposte è un prodotto destinato alla visione di maggiori di 14 anni.

Se ti è piaciuto guarda anche:

Robert Zemechicks – Allied. Un’ombra nascosta

Leggi anche: P.K.Dick – La svastica sul sole 

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Regista: Frank Spotniz
Genere: Distopico ucronico
Cast: Alexa Davalos, Rufus Sewell, Luke Kleintank, Cary-Hiroyuki Tagawa, Joel de la Fuente

 

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