Antonio Ferrara

Mia

Settenove 2015, 114 p.
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Avevo lei, e invece d’esser felice tremavo per la paura di restare solo. Mi guardavo sempre intorno, in ogni momento, e li vedevo che la guardavano, gli altri, li vedevo, ma mi dicevo che loro potevano solo guardare, perché lei era mia.

A quindici anni Cesare ha sgozzato Stella, la sua ragazza. Il protagonista ci racconta l’evoluzione di questo amore adolescenziale, descrivendone i momenti esaltanti e le emozioni, man mano oscurati dalla gelosia, dal morboso senso del possesso e dalla voglia di tenere continuamente sotto controllo Stella, vista non come una persona indipendente ma come una proprietà di Cesare. La storia si dipana secondo un copione che leggiamo ogni giorno sui giornali: la ribellione della ragazza, i tentativi di proteggerla da parte di amici e familiari, le fughe e i ritorni della vittima al suo futuro carnefice. Stella si intenerisce per gli apparenti ravvedimenti di Cesare, pensa di poterlo cambiare, ma la fine è tristemente nota. Con parole asciutte e senza fronzoli, la vicenda ci spinge a riflettere su quanto sia diffusa la “diseducazione sentimentale”: ancora oggi, persino fra i giovanissimi, non si è metabolizzato il concetto di rispetto dell’altro e il principio che non può esistere una relazione sana se non si lascia libera la persona che ha scelto di stare con noi, perché l’amore non si ottiene con la violenza e la paura.
Il libro nasce da un’esperienza di lavoro con studenti di istituti di vario ordine e grado di alcune città italiane. Antonio Ferrara, scrittore, illustratore e formatore, attraverso questi laboratori cerca di aiutare i ragazzi a riconoscere e a gestire le proprie emozioni.

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