Benedetta Bonfiglioli

Pink Lady

San Paolo, 2012, 149 p.
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Nei film si dice: E’ ora di voltare pagina. Ma fa così male schiacciare un ricordo tra due pagine pesanti, farlo seccare come i petali di un fiore che col tempo perdono il colore e si sbriciolano appena li sfiori. Ascolto i miei genitori e vedo la fatica che fanno a raccontarsi solo il bello di ogni giornata, tralasciando i momenti bui e lunghi e strazianti in cui la mancanza scava nel cuore profondità di dolore sconosciute.

Tutto ciò che Anna riesce a provare dopo la morte di sua sorella è rabbia. E’ arrabbiata con i suoi genitori che sembrano non rendersi conto del fatto che lei è ancora con loro e sta soffrendo. E’ arrabbiata con se stessa perché non riesce a fare a meno di desiderare di essere di nuovo felice. In un ultimo tentativo di ricomporre quel che resta della loro famiglia, i suoi genitori decidono di lasciare Milano per trasferirsi nella campagna emiliana. Sarà nello sperduto paesino di Belmonte che Anna riuscirà a trovare il coraggio di andare avanti con la sua vita, grazie all’incontro con Marco e Silvia e a un diario, ritrovato nella soffitta della nuova casa e appartenuto ad una ragazza vissuta negli anni ’50.

Guarda il booktrailer (vincitore dell’edizione 2012 del concorso Ciak, si legge!).

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