Massimo Piattelli Palmarini

Ritrattino di Kant a uso di mio figlio

Mondadori 1994, 95 p.
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Kant trova mostruosa l’idea del paradiso e dell’inferno, trova ignobile il concetto di ricompensa per i buoni e di punizione per i cattivi.
La persona morale deve trovare nella sua propria moralità l’unica e la più ambita ricompensa.

Il solo incorrere nella parola “filosofia” spesso spaventa: quasi si trattasse di una materia per pochi iniziati, uno studio puramente astratto, privo di una qualunque utilità pratica.
In realtà forse nulla più della filosofia dovrebbe appassionare la mente di un ragazzo: perché è solo nelle riflessioni sui grandi temi che si possono cercare – e a volte trovare – le risposte alle domande che proprio da giovani ci si pone per la prima volta.

Eppure poche scuole superiori prevedono lo studio della filosofia e, laddove anche sia previsto, raramente capita di incappare in un insegnante che sappia trasmetterne il significato profondo, che riesca cioè a renderlo appassionante.

Tra i pensatori che hanno profondamente influenzato il mondo moderno, un posto di riguardo spetta sicuramente ad Immanuel Kant, grandissimo filosofo tedesco.
“Ritrattino di Kant a uso di mio figlio” non pretende di essere un trattato esaustivo del pensiero kantiano.
In esso Massimo Piattelli Palmarini – rivolgendosi idealmente a proprio figlio – propone un approccio amichevole, arricchendo il testo di esempi pratici ed aneddoti della vita del filosofo.
Un modo piacevole per avvicinarsi a concetti che paiono lontani, ma che permeano la nostra esistenza, la cui comprensione (ed eventuale condivisione) può davvero renderci uomini e donne più consapevoli.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche Kant: Le tre critiche – Antonio Gargano
e vedi anche Kant – Mariarosaria Pranzitelli

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