Amani El Nasif- Cristina Obber

Siria mon amour

Piemme, 2013, 166 p.
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Mi piace l’Italia, mi piace da morire. Mi piaceva già prima di ciò che mi è accaduto, adesso adoro ogni sua sfumatura, ogni suo vicolo, ogni suo terrazzino fiorito, ogni sua testimonianza di libertà. Perché finché non te la tolgono, la libertà, non ti rendi nemmeno conto di averla. … Non ti rendi conto di quanto la libertà ti sia vitale fino a che non la perdi.

Amani ha sedici anni, un fidanzato e un lavoro che ama. Quando sua madre le propone di trascorrere alcuni giorni in Siria, dove è nata, Amani è entusiasta. Non vede l’ora di poter finalmente visitare quei posti e conoscere quelle persone di cui ha sentito tanto parlare. Ma i suoi parenti l’hanno ingannata: lo scopo del suo viaggio è quello di farle sposare un cugino.
Amani, però, non si rassegna al destino che altri hanno scelto per lei. Lotta per più di un anno con i parenti e l’ambiente ostile in cui è stata trascinata, aggrappandosi ad ogni minimo ricordo della sua vita in Italia. Nonostante la rabbia e il dolore per l’indifferenza dei suoi genitori e per la perdita della libertà a cui era abituata, Amani riuscirà a tirare avanti fino a quando, inaspettatamente, sarà proprio la nostalgia di sua madre per l’Italia, a riportarla a casa.

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