Offlaga Disco Pax

Socialismo Tascabile

Santeria, 2005
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Hai lasciato: piazze piene, urne vuote, tremori gentili, tracce sottili, tracce profonde sugli zerbini dei miei pianerottoli.
Mancano: le tue parole sul niente, il calore bagnato e sporco che avevo, il dispiacermi di non bastare.
Siamo rimasti a guardare un desiderio qualche volta noioso e non sarai mai un’emozione da poco.

Un battito elettronico da due soldi, pigro come una mattina di primavera e un giro di chitarra che in sé racchiude tutta la bellezza e la malinconia di un ricordo; poi la voce di Max Collini, a raccontare un anno scolastico agrodolce, passato nel terrore di un insegnante all’apparenza spietato, tanto da essere soprannominato Kappler.
Le immagini che incontriamo in Socialismo Tascabile creano uno spaccato commosso e tagliente sulla realtà della provincia emiliana socialista degli anni Settanta-Ottanta, che si parli di formazione sentimentale (il valzer robotico di Khmer Rossa) o di rigidi alternativi (Tono Metallico Standard, post-rock rumorista), di amori finiti (l’incalzare ritmico di Enver) e finiti male (DeFonseca) o di chewing-gum fuori produzione (l’ipnotica Cinnamon) e wafer di nicchia rilevati da una multinazionale a simboleggiare la fine di un’epoca (Tatranky, otto minuti drammatici di moog e chitarre sfarinate).
Gli oggetti e i simboli dell’ideologia diventano per gli Offlaga Disco Pax l’unico mezzo per narrare un passato seppellito dal crollare dei muri; canzoni politiche che diventano questioni private e viceversa, e che letteralmente esplodono nell’elenco di citazioni dell’inno electro-punk Robespierre.
 
Ascolta quattro brani tratti dall’album
Kappler, Robespierre, Tono Metallico Standard, Tatranky
 
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