Archivio tag: 1979

Walter Hill

I Guerrieri della notte

Usa, 1979
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Guarda che posto schifoso! E abbiamo combattuto tutta la notte per ritornarci. 

Durante un raduno di tutte le gang di New York, qualcuno uccide uno dei capi. La colpa viene ingiustamente addossata ai Guerrieri: contro di loro si scateneranno i centomila membri delle bande cittadine. Il rientro a Coney Island, dove il gruppo vive, diventerà una discesa agli inferi attraverso la giungla urbana, fra agguati alle fermate della metropolitana, parchi pieni di pericoli e quartieri ostili da attraversare. Mentre la voce della dj alla radio aggiorna costantemente gli eserciti coalizzati contro i Guerrieri sui loro spostamenti, la lotta contro il tempo si fa sempre più incalzante. E una colonna sonora dura e ritmata accompagna il lungo viaggio verso casa.
Il gruppo come elemento di definizione della propria identità, gli squallidi scenari urbani dove si consumano vite dal futuro incerto, ma anche la lealtà verso i compagni e la vitalità giovanile sono tratti salienti della storia, mentre la New York notturna e violenta del film è uno sfondo difficile da dimenticare.
I Guerrieri, costretti a lottare strenuamente per sopravvivere, diventano un manipolo di eroi metropolitani.

Ti è piaciuto questo film?
Allora guarda anche Sin City – Frank Miller
Colors.Colori di guerra – Dennis Hopper

E leggi
I ragazzi della 56° strada – S.E. Hinton

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Joy Division

Unknown Pleasures

Factory Records, 1979
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And she turned to me and took me by the hand and said,
I’ve lost control again.
And how I’ll never know just why or understand,
She said: I’ve lost control again.
And she screamed out kicking on her side and said,
I’ve lost control again.
And seized up on the floor, I thought she’d die.
She said I’ve lost control.

Il grafico della pulsazione radio di CP1919, la scoperta di uno stato della materia fino ad allora solo ipotizzato: a Peter Saville bastò virarlo al nero su bianco per renderlo icona epocale, perfetta rappresentazione dell’angoscia che si annida nelle dieci tracce dell’esordio dei Joy Division.
La pulsar nasce dopo il collasso di una stella in supernova: questo è Unknown Pleasures, l’ultimo spasmo prima del riposo eterno.
La sezione ritmica lugubre e ossessiva di Peter Hook e Stephen Morris relega sullo sfondo la chitarra di Bernard Sumner, che schiocca frustate e riff ombrosi immersi nell’acido; il perfetto scenario per le declamazioni del ventiduenne Ian Curtis, lucide cronache da una terra oltre l’orlo dell’abisso.
Puoi quasi vederli, gli occhi sbarrati del cantante, mentre Disorder cresce veloce e divorante fino all’esplosione finale, o lungo la processione di Day Of The Lords, i pugni chiusi a un cielo che non ascolta; puoi sentirne il corpo scuotersi mentre il suo timbro gelido narra di una crisi epilettica (She’s Lost Control) o sfinirsi nell’incomunicabilità di un matrimonio infelice in Candidate e nella sonnambula I Remember Nothing; puoi sentire la fredda lama dell’alba che svanisce nello spettro di New Dawn Fades, che trova sé stessa lungo il cammino, o quella di una ricerca infinita di Shadowplay.
Manifesto sonoro ed esistenziale, Unknown Pleasures è ancora oggi un capolavoro post-punk che incendia il cuore, immergendolo nel nero di un’oscurità senza ritorno.
 

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche
She Will – The Savages
Hour Of Need – The Sound
A Forest – The Cure
Mushroom – Can
Obstacle 1 – Interpol
 
…e guarda anche
Control – Anton Corbijn

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Ben Affleck

Argo

USA, 2012
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Quindi tu vuoi venire a Hollywood e far finta che stai lavorando a un grande progetto senza realizzarlo, giusto? Allora hai scelto il posto giusto!

Nella trama pare non possa esserci spazio per imprevisti o colpi di scena, eppure dal primo minuto ci si trova catapultati in una realtà in cui l’angoscia, il ritmo frenetico, la suspence lasciano lo spettatore quasi senza respiro.
Il film racconta la nota vicenda dell’assalto all’ambasciata americana a Teheran, all’indomani della cacciata dello Scià e dell’avvento del governo dell’ayatollah Khomeini. Siamo nel Novembre 1979 e gli Stati Uniti diventano bersaglio del nuovo governo e dell’odio popolare avendo offerto asilo allo Scià in fuga.
Solo un gruppo di sei impiegati dell’ambasciata riesce a scappare all’assalto, evitando così la cattura da parte della folla inferocita e si salva grazie alla disponibilità dell’ambasciatore canadese, che offre loro rifugio.
La CIA deve elaborare un piano per far uscire dal paese i sei impiegati e si rivolge a Tony Mendez, specializzato in azioni di infiltrazione e liberazione di ostaggi, il quale elaborerà un piano assolutamente incredibile ed audace.
La vicenda narrata è realmente accaduta: il film si permette qualche “adattamento”, ma resta sostanzialmente fedele ai fatti.
E soprattutto ha il grande merito di riuscire a mantenere ritmi sempre tesi.
Una prova di regia (e di recitazione) senza dubbio di alto livello per Ben Affleck, da non perdere.
 
Ti è piaciuto questo film? Allora leggi anche Viaggio di nozze a Teheran – Azadeh Moaveni
 
e guarda anche Persepolis – Satrapi, Parronnaud

 

Locandina del film Argo

 

Regia: Ben Affleck
Sceneggiatura: Chris Terrio
Musiche: Alexandre Desplat
Durata: 120′
 
Interpreti e personaggi principali:
Ben Affleck: Tony Mendez
John Goodman: John Chambers
Alan Arkin: Lester Siegel
Bryan Cranston: Jack O’Donnell

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