Archivio tag: 1999

The Cranberries

Bury the Hatchet

1999, Island Records
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Oh, all the promises we made
All the meaningless and empty words
I prayed, prayed, prayed

The Cranberries sono una band irlandese di celtik-rock composta da Dolores O’Riordan (voce, chitarra, tastiera), Noel Hogan ( chitarra, cori), Mike Hogan (basso) e Fergal Lawler (batteria e percussioni)

Bury the Hatchet è il quarto album del gruppo irlandese ed è stato pubblicato in una prima versione del 1999 contenente 14 tracce, seguita poi dalla ripubblicazione del 2002 con l’aggiunta di altre cinque canzoni.
la copertina dell’album è stata disegnata da Storm Thorgerson e si ispira al romanzo Grande Fratello di George Orwell.

Il disco ha incontrato un discreto successo, pur non raggiungendo i risultati di No need to argue, che rimane il disco don i maggiori riscontri di critica e di vendite della band. Alterna, in puro stile Cranberries, canzoni più ritmiche e rock, ad altre più melodiche, si passa dall’aspra invettiva alla più dolce cantilena. Il tutto partendo da robuste radici celtiche e folcloristiche.

Ascolta tre brani del disco:
Promises
Just my imagination
Animal Instinct

Ti è piaciuto questo album?
Allora scolta anche:
The Cranberries, No need to argue
Eluveitie, The call of the mountains
U2, The Joshua tree
Enya, The memories of trees

E leggi anche:
Goerge Orwell, Il grande fratello

 

 

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Dido

No angel

Arista Records, 1999
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I am what I am
I’ll do what I want
But I can’t hide
I won’t go
I won’t sleep
I can’t breathe
Until you’re resting here with me

No angel, esordio di Dido, è un insieme di canzoni dolci e malinconiche che sembrano voler smentire il titolo stesso dell’album. La voce della cantante inglese non può che essere, infatti, definita angelica.

Le canzoni contenute nell’album parlano di amori travolgenti che lasciano senza fiato (come nella bellissima Here with me), di storie che finiscono e di separazioni (Don’t think of me) ma anche del desiderio di indipendenza e della voglia di lasciarsi alle spalle relazioni sfortunate (Hunter).

Ogni brano è un piccolo ma coinvolgente racconto di una storia d’amore differente che da, a chi lo ascolta, la sensazione di trovarsi di fronte ad un buon romanzo. Ci si lascia coinvolgere dai personaggi e da quello che ci stanno dicendo e si vorrebbe sapere cosa ne è di loro, finito il testo.

Pubblicato negli Stati Uniti nel 1999, No Angel raggiunge un notevole successo grazie alla campionatura del brano Thank You nel singolo Stan di Eminem.

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche…
Come away with me- Norah Jones
Abbi cura di te- Levante

… leggi anche
Io e te all’alba- Sanne Munk Jensen e Glenn Ringtved
Raccontami di un giorno perfetto- Jennifer Niven
Tokyo blues- Norwegian Wood- Musarkami Haruki

e guarda anche…
La collina dei papaveri- Goro Miyazaki
Questione di tempo- Richard Curtis

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Red Hot Chili Peppers

Californication

1999, Warner Bros. Records
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Space may be the final frontier
But it’s made in a Hollywood basement
Cobain can you hear the spheres
Singing songs off station to station
And Alderon’s not far away
It’s Californication

Californication è il settimo album del gruppo americano Red Hot Chili Peppers oltre ad essere il loro maggior successo. Rispetto agli album precedenti, più allegri e scanzonati, Californication si presenta più spirituale e profondo, toccando temi come il suicidio, le dipendenze, la morte.
I testi sono scritti dal cantante Anthony Kiedis, mentre il sound del disco è dovuto al ritorno nel gruppo dal chitarrista John Frusciante, che aveva lasciato la band nel 1992 durante il tour dell’album, Blood Sugar Sex Magic, il cui successo lo aveva colto impreparato.

Il cambio di stile di Californication, rispetto al precedente album One Hot Minute  a cui il chitarrista Dave Navarro aveva apportato un suono più heavy metal e rock psichedelico, è evidente: con  Frusciante i RHCP costruiscono un suono più melodico e funk. In seguito all’uscita del disco i RHCP partirono per un tour mondiale che partì dagli USA.

Il video del singolo californication richiama un videogioco simile a Tomb Raider e dedicato alla California in cui i membri della band sono i protagonisti, mentre il video del singolo Scar Tissue ritrae i Red Hot Chili Peppers feriti a bordo di un’auto in mezzo al deserto, in un contesto straniante e post-apocalittico.

Ascolta tre brani dell’album:
Parallele Universe
Scar Tissue
Californication

Ti è piaciuto questo album?
Allora ascolta anche:
Red Hot Chili Peppers, By the way
Nirvana, Unplogged in New York
Train, California 37

E leggi anche:
Anthony Kiedis, Scar Tissue
Enrico Brizzi, Jack Frusciante è uscito dal gruppo

E guarda anche:
George Miller, Mad Max Fury Road
George Miller, Mad Max, il Guerriero della strada
Simon West, Lara Croft: Tomb Raider

 

 

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Macy Gray

On how life is

1999, Epic Records
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Quand’ero piccola ogni volta che parlavo c’era sempre qualcuno che mi faceva il verso. E così smisi di parlare in pubblico a meno che non fosse assolutamente necessario. Mai e poi mai avrei pensato di fare un giorno la cantante

La storia di Macy Gray inizia come una favola: c’era una volta una bambina con un voce così particolare che tutti gli altri bambini prendevano in giro. La bimba si consola nella musica, sua grande passione, ascoltando Prince, Aretha Franklin, James Brown, Stevie Wonder e Nina Simone, finché un bel giorno pubblica l’album On how life is e la sua carriera decolla: da un futuro di possibile doppiatrice di cartoni animati ad erede di Tina Turner.

Sono passati diversi anni da allora, Macy Gray nel frattempo si è confermata come artista a tutto tondo, ha pubblicato otto album in studio, (l’ultimo dei quali The Way è uscito nel 2014), ha collaborato con artisti del calibro di Carlos Santana, The Black Eyed Peas, Fatboy Slim ed ha recitato in diversi film. E’ riuscita a fare di quella voce che da bambina le dava tanto il tormento, una peculiarità unita e vincente.

Il suo stile mescola soul e jazz, senza dimenticare qualche influenza hip hop e funk.
I Try, secondo singolo estratto da quest’album d’esordio, rimane ancora oggi il più grande successo internazionale della cantante.

Sito Ufficiale

Ascolta tre brani dell’album:
Do something
I Try
Why Didn’t You Call Me

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche:
Macy Gray, The way
P!nk, Try (Contenuto nell’album The truth about love)
Steve Wonder, Talking Book
Tina Turner, The best

E guarda anche:
Sam Raimi, Spiderman
Lee Daniels,  The paperboy
Tony Scott, Domino 

E leggi anche:
Sherman Alexie, Diario assolutamente sincero di un indiano part time

 

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Antonella Ruggiero

Sospesa

Universal, 1999
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Vivo sopra gli alberi e saprò difendermi
sono nata libera
sono nata
inafferrabile

Antonella Ruggiero, storica voce del complesso pop Matia Bazar da cui si è staccata nel 1989 per lavorare come solista, interpreta un disco di rarefatta bellezza. Uscito nel 1999 in occasione della partecipazione della Ruggiero al festival di Sanremo, l’album è stato ristampato nel 2006. Ascoltandolo si entra in un mondo di suoni elettronici ai quali si mescola un’orchestra d’archi con effetti decisamente suggestivi. I testi, che descrivono stati d’animo personali e atmosfere eteree e sognanti, sono mirabilmente interpretati dalla voce cristallina della cantante, che ne è autrice insieme a Roberto Colombo e al poeta e paroliere Kaballà. Echi orientali, sonorità avvolgenti, frasi evocative si riprendono nel susseguirsi dei pezzi.
Fra gli altri, Non ti dimentico, forse dedicato al componente dei Matia Bazar Aldo Stellita scomparso nel 1998, è un brano di notevole intensità. Controvento, grande successo anche sotto forma di videoclip, racconta l’euforia dell’innamoramento, mentre Inafferrabile è una dichiarazione di libertà. A tratti malinconico, con momenti più brillanti e vivaci, Sospesa è un disco elegante che si ascolta con crescente piacere.

Ascolta due brani dall’album
Non ti dimentico
Inafferrabile

E ascolta anche
Antitarma – La Tarma

E guarda
Controvento

Ti è piaciuto?
Allora ascolta anche
Mi manchi ancora – Matia Bazar

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Daniel Myrick - Eduardo Sanchez

The Blair Witch Project

USA, 1999
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Ho paura di chiudere gli occhi… e ho paura di riaprirli

Ci viene detto che le vicende narrate sono vere e non c’è stata ancora una conclusione.
Ne prendiamo atto senza giudicare.

1994, fine anno.
Tre ragazzi appassionati e studenti di cinema si avventurano nei boschi attorno alla città di Burkittsville: sono entusiasti perché gireranno un documentario sulla leggendaria strega di Blair (Elly Kedward), che in quei boschi abita fin dal 1700 e su cui circolano molti aneddoti.
E…ed è vero: il bosco è animato da un’angosciante e terrificante presenza.
Dei ragazzi non si è più saputo nulla fino ad oggi e le indagini e le ricerche sono tuttora in corso: tutto il girato, i filmati che i ragazzi hanno prodotto sono stati ritrovati e sono stati montati seguendo l’ordine di ritrovamento.
Le scene sono buio assoluto, lo stato emotivo dei protagonisti è prima eccitato, poi confuso, poi ansiogeno ed infine terrorizzato. Si rendono conto che hanno trovato qualcosa.

O qualcosa ha trovato loro.

Sensazioni di smarrimento, di consapevolezza della “presenza” invisibile ma palpabilissima di un’imminente catarsi, accentuate da un soffocamento mentale prima e poi da uno spezzarsi di equilibri esistenziali che sfociano in terrore puro.
Molti, forse, avrebbero preferito che la storia restasse sconosciuta e confinata negli uffici dello sceriffo, arrivando perfino ad odiare il documentario.
Ma se lo si odia, lo si fa con rispetto.

Ti è piaciuto questo film? Allora guarda anche
John Carpenter – La Cosa
Chan-wook Park – Stoker

… e leggi anche …
Rob Zombie – Le streghe di Salem
Madame Jppo – Il grimorio
Nathaniel Hawthorne – La lettera scarlatta
Lisa Jane Smith – I diari delle streghe

… e ascolta anche …
The Creatures – Don’t Go to Sleep Without Me
Diamanda Galas – The Litanies of Satan
Meat Beat Manifesto – She’s Unreal

blair

Regia : Daniel MyrickEduardo Sánchez
Soggetto : Daniel Myrick
Fotografia : Neal Fredericks
Musica : Tony Cora
Durata: 87’

Interpreti e personaggi principali:
Heather Donahue : Heather Donahue
Joshua Leonard : Joshua ‘Josh’ Leonard
Michael C. Williams : Michael ‘Mike’ Williams
Bob Griffith : un pescatore
Jim King : un intervistato

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Muse

Showbiz

Taste Media- Mushroom, 1999
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You could be my unintended
Choice to live my life extended
You could be the one I’ll always love

Showbiz, album d’esordio dei Muse, è stato pubblicato nel 1999 e raccoglie brani composti nei tre anni precedenti dal gruppo inglese.
Nonostante il tempo trascorso dalla sua registrazione, il disco conserva tutto il suo fascino, grazie alle atmosfere create dalla voce di Matthew Bellamy e all’unione di stili e modi diversi.
Per chi ha amato i lavori successivi dei Muse, sarà certamente interessante riscoprire proprio quelle canzoni che li hanno fatti conoscere al pubblico di tutto il mondo.
E gli appassionati di Twilight, potranno ritrovare atmosfere e temi presenti nella saga, visto che, per la sua creazione, l’autrice Stephenie Meyer ha dichiarato di aver preso ispirazione proprio dalla loro musica (i Muse sono menzionati nei ringraziamenti di tutti i libri della serie).
Un album malinconico e duro, dodici brani da ascoltare a tutto volume.

Ti è piaciuto questo disco? Allora ascolta anche…
One by One- Foo Fighters
Absolution- Muse
Origin of simmetry- Muse

…e guarda anche
The School of Rock- Richard Linklater

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Joe Johnston

Cielo d’Ottobre

USA, 1999
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La miniera è la tua vita, non la mia!

E’ il 1957: la radio tra entusiasmo ed incredulita’ trasmette la notizia del lancio del primo satellite sovietico Sputnik. Un evento davvero straordinario, destinato a stavolgere il modo di guardare allo spazio ed alle esplorazioni. Homer, giovane studente di un piccolo centro minerario della Virginia, ne rimane profondamente affascinato. In lui nasce l’irrefrenabile desiderio di costruire un razzo spaziale, metafora del desiderio di fuga dalla vita opprimente del paese in cui vive. Sostenuto dalla giovane insegnante di fisica e da un gruppo di amici, si dedica ad esperimenti, segnati da fallimenti e successi. Persevera nel voler realizzare il proprio sogno nonostante i frequenti scontri con il padre, che cerca di portarlo “con i piedi per terra”. Quella di Homer e’ una storia vera, con un finale sorprendente!

Ti è piaciuto questo film? Allora guarda anche
Explorers – Joe Dante
Donnie Darko – Richard Kelly
Gravity – Alfonso Cuaron

… ascolta anche Space Oddity – David Bowie

e leggi anche Rocket Boys – Homer Hickam

 

cielo ottobre

Regia: Joe Johnston
Sceneggiatura: Lewis Colick
Fotografia: Fred Murphy
Montaggio: Robert Dalva
Musiche: Mark Isham
Durata: 105′

Interpreti e personaggio principali
Chris Cooper: John Hickam
Laura Dern: Miss Rilley
Jake Gillenhaal: Homer Hickam

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Fabio Geda

L’estate alla fine del secolo

Dalai, 2011, 285 pp.
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Mi cercavo in lui, nelle rughe, nei gesti, nelle unghie e nell’odore, ma quasi mai mi trovavo. Mentre lo sguardo – perdio – quello era mio: ne avrei riconosciuto l’inclinazione e il peso tra mille. Solo la direzione era diversa. Io mi perdevo nel futuro. Lui in ciò che era stato.

Simone e Zeno, nonno e nipote, sono molto diversi. Zeno non ha mai nemmeno sentito i genitori nominare il nonno. Addirittura crede sia morto. Un’improvvisa, grave malattia del papa’ di Zeno costringe tuttavia la madre a chiedere aiuto: Simone dovra’ ospitare per l’estate il nipote. Dalla convivenza forzata nasce tra i due un rapporto speciale, che alterna momenti di vicinanza ad allontanamenti. A poco a poco il passato e il presente si contaminano. Simone e Zeno iniziano finalmente a capirsi, a rispettarsi.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche
Nel mare ci sono i coccodrilli – Fabio Geda
I quarantanove racconti – Ernest Hemingway
Silver Surfer – Ed. Marvel Comics

 

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Steven Pressfield

Le porte di fuoco

Rizzoli, 1999, 446 pp.
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“Spartani, arrendetevi e deponete le armi!” “Venite a prenderle.”

Grecia, estate del 480 a.C.: le forze dell’imperatore persiano Serse marciano verso Atene per sottomettere l’intera Ellade. Gli Spartani e i loro alleati si dirigono al passo delle Termopili per tentare l’impresa disperata di rallentare l’avanzata nemica. Sono settemila Greci contro trecentomila fra Persiani e altri popoli asiatici. Per due giorni i difensori tengono testa agli invasori. Poi Leonida, re di Sparta, congeda il grosso delle truppe e rimane a difendere il passo con i suoi trecento spartiati insieme a settecento Tespiesi e quattrocento Tebani.
La lotta eroica, immane di questi uomini votati all’annientamento finirà con lo sterminio di tutti i soldati greci, ma non sarà stata inutile: il sacrificio di Leonida e dei suoi compagni permetterà ai Greci di riorganizzarsi. Nell’autunno e nella primavera successivi, infatti, i Persiani verranno sconfitti a Salamina e a Platea. Le truppe di Serse si ritireranno per non tornare mai più in Grecia.
Le porte di fuoco racconta una delle vicende più famose della storia antica attraverso le parole di Xeone, arciere e scudiero dell’esercito di Leonida, unico sopravvissuto alla battaglia. La vita di Xeone dall’infanzia all’età adulta, l’amicizia e la lealtà verso i propri commilitoni, le scene di battaglia vengono descritte con tale vividezza da farci sentire sul posto, accanto al protagonista. Steven Pressfield segue fedelmente la narrazione di Erodoto, creando un personaggio che coinvolge e commuove.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche
Storie – Erodoto
Lo scudo di Talos – Valerio Massimo Manfredi
300 – Frank Miller

…e guarda anche
300 – Zack Snyder

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