Archivio tag: 2002

Samuele Bersani

Che vita!

2002, Ricordi
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Potrei ma non voglio fidarmi di te
io non ti conosco e in fondo non c’è
in quello che dici qualcosa che pensi
sei solo la copia di mille riassunti

Nel panorama del cantautorato italiano degli anni Novanta, sicuramente un posto di rilievo spetta a Samuele Bersani.
Artista eclettico e fuori dagli schemi, la vera forza del suo successo risiede proprio nelle parole, nei testi delle canzoni oltre ovviamente alla loro musicalità. Ciò che è peculiare delle sua canzoni è la capacità di creare un microuniverso personale, ma condivisibile da chiunque in cui ogni parola si incastra come le tessere di un mosaico.
Non a caso, il suo mentore è stato nientemeno che Lucio Dalla, con cui Bersani ha scritto Canzone, che della propria particolarità aveva fatto un elemento di forza.

La raccolta Che Vita riunisce i maggiori successi di Bersani pubblicati nei primi quattro album, con l’aggiunta di tre inediti: Che vita!Milingo e Le mie parole, una cover di Pacifico.

Dopo aver ascoltato l’album,vi ritroverete a canticchiare durante la giornata i ritornelli di canzoni come Freak o Coccodrilli; altre sono poesia in musica come Giudizi universali o Spaccacuore, interpretata anche da Laura Pausini.

Sito ufficiale

Ascolta tre canzoni:
Giudizi universali
Pescatore di asterischi
Coccodrilli

Ti è piaciuto questo album?
Allora ascolta anche:
Lucio Dalla, Canzone
Samuele Bersani-Pacifico-Guccini, Le storie che non conosci

E leggi anche:
Marco Ranaldi, Chiedi un autografo all’assassino

E guarda anche:
Enzo D’Alò, La gabbianella e il gatto

 

 

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Coldplay

A Rush of Blood to the Head

2002
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Nobody said it was easy
Oh it’s such a shame for us to part
Nobody said it was easy
No one ever said it would be so hard
I’m going back to the start…

I Coldplay sono un gruppo britannico nato a Londra nel 1997, la band è composta dal cantante Chris Martin, Jonny Buckland, Guy Berryman e Will Champion. Raggiunsero la fama mondiale grazie al singolo Yellow, contenuto nel primo album.

A Rush of Blood to the Head, pubblicato nel 2002 è il secondo album pubblicato dal gruppo. Molte sono le ballad presenti e forte è l’utilizzo  del piano e della chitarra elettrica. Fra i singoli più famosi ricordiamo The Scientist, ormai entrata nella storia della musica contemporanea e Politik pensata nei giorni successivi all’attentato delle Twin Towers. Con A Rush of Blood to the Head la band è stata acclamata dalla critica, hanno vinto il Grammy 2003 come “Migliore album alternativo” per il secondo anno consecutivo, e il Grammy 2004 come “Traccia dell’anno” per la canzone Clocks. È stato anche votato come “Migliore album di tutti i tempi” dagli ascoltatori della BBC radio 2 in un sondaggio condotto nel 2013.

Attualmente i Coldplay sono impegnati in una tournée mondiale per la promozione dell’ultimo album A Head full of Dreams, che speriamo li porterà in Italia il prossimo anno.

Track list:

Politik – 5:18
In My Place – 3:48
God Put a Smile upon Your Face – 4:57
The Scientist – 5:09
Clocks – 5:07
Daylight – 5:27
Green Eyes – 3:43
Warning Sign – 5:31
A Whisper – 3:58
A Rush of Blood to the Head – 5:51
Amsterdam – 5:19

 

Ti è piacuto questo album? Allora scolta anche…

Songs of Innocence – U2

Ocean Rain – Echo and the Bunnymen

 

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Julie Taymor

Frida

Usa, 2002
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Il film racconta in modo fresco, appassionante e vorticoso la vita eccezionale e potente di una delle più grandi pittrici d’avanguardia del 1900. Frida Kahlo è una giovane studentessa messicana, appassionata di arte, la cui vita trascorre tranquillamente fino al giorno in cui l’autobus che la portava a casa da scuola va fuori strada, provocandole diverse e serie ferite. Dopo mesi di riposo, ingessata nel letto di casa sua, Frida sente il bisogno di liberarsi, di mostrare alla famiglia che la sua situazione di infermità è solo temporanea, e che anche lei può aiutare suo padre economicamente; inizia quindi a dipingere. Nonostante le previsioni mediche decretassero la paralisi a vita, Frida torna a camminare e si iscrive all’Accademia delle belle arti. Fra le mura delle università si stanno consumando le prime avvisaglie della rivoluzione socialista e grazie ai ritrovi clandestini incontra Diego Rivera, famoso pittore messicano dell’epoca, iscritto al partito comunista, noto per la sua fama di seduttore. Grazie a questa figura intreccia amori appassionati e amicizie con i più grandi esponenti delle avanguardie culturali del 900 come Tina Modotti, Trotsky, Majakovskji e molti altri. In questo tumulto ribollente Diego Rivera e Frida porta avanti la loro opera, la loro passione tragica che segnerà per sempre il secolo tragico, l’arte e la cultura di tutti i tempi.

Il film robusto e dinamico, vincitore di due premi Oscar per la colonna sonora e miglior trucco, è  diretto da una regista eccellente Julie Taymor, più famosa per Across the Universe, mostra come una donna tenace ed eccezionale si fa strada nelle avanguardie tumultuose del secolo appena trascorso. Frida Khalo rinasce dalle coltri di un film davvero emozionante e impetuoso. Ogni singola scena ritrae, come nelle opere della grande Frida, un pezzetto di vita della Mathador de Mexico anche grazie alla straordinaria interpretazione di Salma Hayek . Il ritmo incalzante e trascinatorio del film emoziona in una maniera struggente lo spettatore, che viene guidato attraverso la storia, la personalità, la sensualità, e la sessualità di una donna, che a fine della pellicola non si può non amare. Si viene rapiti dal ritmo musicale grazie a una colonna sonora il cui montaggio mescola sapientemente le famosissime canzoni popolari messicane e le sofisticate tempistiche del film stordendo e affascinando proprio come i dipinti della Khalo, le sue lettere e la sua passione per la vita estrema. Le location perfette e soprattutto quei colori sferzanti che rallegrano, rattristano, ammazzano e poi logorano ogni istante di più, ci restituiscono un dipinto eccezionale e intenso di un’epoca da bramare con profonda nostalgia e invidia per un fermento passato che non tornerà mai più perso fra santeria, superstizione e profondità politica e sociale.

Se ti è piaciuto il film leggi anche:

Le lettere appassionate di Frida Khalo
Arte al femminile di Bartolena Simona

Frida-fronte-DVD

Genere: biografico, drammatico
Regia: Julie Taymor
Soggetto: Hayden Herrera
Sceneggiatura: Clancy Sigal, Diane Lake, Gregory Nava, Anna Thomas
Fotografia: Rodrigo Prieto
Montaggio: Françoise Bonnot
Interpreti principali: Salma Hayek, Alfred Molina, Geoffrey Rush, Mía Maestro, Ashley Judd, Valeria Golino, Antonio Banderas, Edward Norton

 

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Norah Jones

Come away with me

Blue Note Records, 2002
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When I saw the break of day
I wished that I could fly away
Instead of kneeling in the sand
Catching teardrops in my hand

Norah Jones è un’artista versatile e raffinata che sa coinvolgere chi la ascolta con la sua voce morbida. Figlia d’arte, ha vissuto e respirato musica fin da piccolissima.

Come away with me è l’album con cui, nel 2002 ha esordito e che l’ha portata al successo.
Le sue canzoni affiancano allo stile jazz, accenni di soul e folk, dando vita a quelle atmosfere sognanti che sono un tratto ormai distintivo di questa artista.
Melodie e testi pur nella loro semplicità, riescono ad essere profondamente evocativi ed eleganti.

Di Norah Jones non si possono non menzionare anche le esperienze come attrice, in particolare nel film del 2007 di Wong Kar- wai My Blueberry Nights.

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche…
Foreverly- Billie Joe Armstrong e Norah Jones
Feels like home- Norah Jones

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Mary Hoffman

Stravaganza, La città delle maschere

Mondadori, 2002, 316 pagine
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Lucien si svegliò col sole sul viso. Lì per lì pensò che sua madre avesse apalancato la finestra, ma quando aprì gli occhi scoprì di trovarsi all’aperto. “Dev’essere un sogno” si disse. Non che la cosa avesse importanza. Era un bel sogno. Sapeva di trovarsi nella città sull’acqua. Era mattina presto, ma faceva già caldo. Si accorse di stringere ancora in mano il taccuino regalatogli dal padre, e se lo infilò nella tasca del pigiama.
Si alzò in piedi; era così facile, nel sogno. Si trovava fra alte colonne di marmo gelido, tra le quali si allargavano tiepide pozze di luce, confortevoli come un bagno caldo. E lui si sentiva diverso; d’impulso si portò una mano alla testa e scoprì sotto le dita i riccioli di un tempo. Sì, era certamente un sogno.

Lucien è un ragazzo stremato dalla malattia che lo costringe a rimanere segregato a letto. Un giorno suo padre gli ragala un quaderno proveniente da Venezia. Lucien si addormenta stringendolo e si sveglia in un mondo parallelo, in cui la celebre città sull’acqua si chiama Bellezza, l’Italia si chiama Talia e il periodo storico è il 1600.
Ben presto Lucien scopre che la malattia che lo affligge sparisce quando si trova in questa realtà parallela in cui non possiede la sua ombra, che invece rimane insieme al suo corpo malato e profondamente addormentato nel suo mondo originario.
Durante la sua prima visita al regno di Talia, Lucien incontra Arianna Gasparini, una ragazza con la grande ambizione di diventare la prima donna ad essere ammessa alla scuola per “mandolieri”. In realtà il destino le riserverà una posizione ben più prestigiosa nella città sull’acqua. I due ragazzi stringono una bella amicizia che li aiuterà ad affrontare una serie di decisioni difficili che cambieranno per sempre il loro futuro.

La Città delle maschere è il primo libro di questa saga ambientata in una parallela Italia rinascimentale. In Italia, oltre a questo, sono stati pubblicati solamente La città delle Stelle e La Città dei Fiori.

sito ufficiale: www.stravaganza.co.uk

 

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche…
Uri Orlev, Il nonno che aggiustava i sogni (pubblicato anche con il titolo: L’aggiustasogni)

James Matthew Barrie, Peter Pan

E guarda anche…
I sogni segreti di Walter Mitty

 

 

 

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Foo Fighters

One by One

RCA records, 2002
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All night long I dream of the day
When it comes around then it’s taken away
Leaves me with the feeling that I feel the most
Feel it come to life when I see your ghost

One by one nasce dal desiderio dei Foo Fighters di dar vita ad un album che trasmetta la stessa energia che si crea durante un concerto dal vivo. Questa è la ragione per cui, con il suo stile aggressivo e dark, si discosta dai precedenti lavori del gruppo.
La produzione dell’album si è rivelata particolarmente problematica, tanto da creare molta tensione tra i membri del gruppo che sono arrivati a chiedersi se fosse il caso di prendere strade diverse. L’accoglienza da parte del pubblico è stata, però, ottima, in particolare per il primo singolo All my life. Da vedere il video di questa canzone, nel quale, discostandosi dalle scelte teatrali tipiche dei Foo Fighters, il gruppo suona in un’arena completamente vuota.
Il titolo One by one è stato scelto per rappresentare tanto l’idea di solitudine quanto quella di continuità.

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche…
Echoes, Silence, Patience & Grace- Foo Fighters

…e leggi anche
V per Vendetta- Alan Moore e Daviv Lloyd

Scaricalo gratis e legalmente da MediaLibraryOnLine e, se non sai di cosa stiamo parlando, corri nella biblioteca più vicina a casa tua per scoprirlo!

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Richard Danto- Liam Saury

Corto Maltese- Una ballata del mare salato

Italia- Francia, 2002
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Mio cugino e io eravamo inseparabili. Naufraghi. Persi nel bel mezzo dell’Oceano Pacifico. Ed eravamo circondati da isole sconosciute e adulti incomprensibili.

Durante la Prima Guerra Mondiale, il Pacifico è terreno di scontro tra tedeschi, australiani e giapponesi. Cain e Pandora Groovesnore sono due ricchi ragazzi australiani che, con la prospettiva di ottenere un riscatto, vengono rapiti da un gruppo di pirati che sostengono l’esercito tedesco. Tra questi, c’è anche Corto Maltese, salvato dal suo eterno nemico- amico Rasputin, dopo l’ammutinamento dell’equipaggio della sua nave. Questa versione di Una ballata del mare salato è la trasposizione animata di una delle più conosciute storie della serie di graphic novel create da Hugo Pratt.

Ti è piaciuto questo film? Allora leggi anche…
Il corvo di pietra- Marco Steiner
Le altre storie di Corto Maltese scritte da Hugo Pratt

…e guarda anche
Porco Rosso- Hayao Miyazaki

Corto Maltese. Una ballata del mare salato

Regia: Richard Danto, Liam Saury
Soggetto: Hugo Pratt
Sceneggiatura: Jean Pécheux
Musiche: Franco Piersanti
Durata: 86′

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McLusky

McLusky Do Dallas

Too Pure, 2002
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Quando Steve Albini mette le mani sulla produzione di un album si sa che ne verrà fuori un mostro spaventoso e memorabile. E’ il caso di Mclusky Do Dallas, opera seconda di una grande band gallese troppo spesso dimenticata, uscito dodici anni fa, quando indie era già una parola priva di senso che serviva per raccontare dischi quasi sempre insopportabilmente carini e sorridenti.
Qui dentro, invece, niente di tutto ciò: fin dai titoli, ci trovi il ghigno della cattiveria gratuita, del politicamente scorretto, dello sputo sarcastico. Quattordici canzoni formidabili, con il tiro feroce del noise-punk e una sezione ritmica mastodontica, vicina a quella del leggendario Surfer Rosa, travolte dallo scream psicotico di Andy Falkous.
A sorprendere è la qualità melodica di brani ben oltre l’orlo del collasso nervoso, sempre fuori controllo e però capaci di riportare tutto a casa grazie a una scrittura precisa e affilata come un rasoio.
A volte i ritmi rallentano e regalano melodie appiccicose: il caracollare di Collagen Rock, Day Of The Deadringers e Gareth Brown Says, il sussurro di una Fuck This Band da Pavement in una giornata storta, l’inno Alan Is A Cowboy Killer, squarciato dalle convulsioni distorte del ritornello. Ma quasi sempre i Mclusky si abbandonano al puro piacere della distruzione, con anthem che raramente superano i tre minuti, come il terrificante uno-due iniziale Lightsabre Cocksucking Blues/No New Wave No Fun e le nevrosi martellanti di To Hell With Good Intentions (anni dopo ripresa dai Japandroids), What We’ve Learned e The World Loves Us And Is Our Bitch. Per tacere delle micidiali Dethink To Survive e Whoyouknow.
Un capolavoro da disadattati, brutti, sporchi e cattivi. Vivaddio, vien da dire.

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche
Broken Face – Pixies
Boilermaker – Jesus Lizard
Crow – Shellac

…e guarda anche
Kick-Ass – Matthew Vaughn
Django Unchained – Quentin Tarantino

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Gurinder Chadha

Sognando Beckham

USA Gran Bretagna Germania, 2002
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Se ora rinunci al calcio, domani a cosa rinuncerai?

Jess, diciottenne londinese di origine indiana, vive una grande passione per il calcio, sport che pratica fin da piccola. E’ davvero brava, tanto che un giorno viene scoperta da una locale squadra di calcio femminile. E’ la sua occasione per iniziare a giocare come professionista, il suo sogno.  Tuttavia questo suo desiderio si scontra con la volontà dei genitori, ancora profondamente legati alle tradizioni indiane: sognano per la figlia un futuro diverso, una laurea in legge ed il matrimonio con un ragazzo indiano. Nella squadra Jess incontra l’amicizia e l’amore, ed anche qui le difficoltà e le incomprensioni non mancano.
“Sognando Beckham” è una commedia piacevole, rilassante, che affronta con tono leggero e divertente i grandi conflitti tipici della crescita (generazionale, culturale, affettivo), quando adulti e ragazzi sembrano vivere mondi ed aspettative inconciliabili, cercano di comprendersi, si avvicinano e si allontanano in quel difficile gioco delle parti che è poi la vita.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche Febbre a 90′ – Nick Hornby

vedi anche East is East – Damien O’Donnell

ed ascolta anche
Darshan – B21
Inner smile – Texas

locandina sognando beckham

Regia: Gurinder Chadha
Sceneggiatura: Guljit Bindra, Gurinder Chadha, Paul Mayeda Berges
Fotografia: Jong Lin
Musiche: Craig Pruess
Durata: 112′

Interpreti e personaggi:
Parminder Nagra
: Jess Bahmra
Keira Knightley: Jules Paxton
Jonathan Rhys-Meyers: Joe
Anupam Kher: Mr. Bahmra
Archie Panjabi: Pinky Bahmra

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Curtis, Hanson

8 Mile

USA, Germania, 2002
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Allora, se tu avessi un’occasione, un’opportunità, di avere tutto cio’ che hai sempre desiderato, in un solo momento, la coglieresti o la lasceresti sfuggire?

Il film si svolge interamente nei sobborghi di Detroit e racconta le quotidiane difficolta’ di Jimmy, un giovane alle prese con una vita tutt’altro che semplice, scandita da vicende familiari complesse e continue sfide per essere accettato nella comunità hip hop nera. Protagonista della pellicola e’ il famosissimo rapper bianco Eminem, duramente contestato per la violenza verbale delle sue canzoni, ma di indubbia bravura, che si rivela niente male anche come attore. 8 Mile è una storia che racconta i quartieri poveri di Detroit, parla di vite periferiche, senza opportunità di riscatto, di un sistema abbandonato a se stesso e lacerato da divisioni.

Ti è piaciuto questo film? Allora guarda anche
L’odio – Mathieu Kassovitz

Allora ascolta anche:
Eminem – colonna sonora del film

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Regia: Curtis Hanson
Sceneggiatura: Scott Silver
Musiche: Eminem, Dr. Dre, Jay-Z, Nas, Rakim, Kid Rock, Xzibit
Durata: 110′

Interpreti e personaggi:
Eminem: Jimmy “B-Rabbit” Smith, Jr.
Kim Basinger: Stephanie Smith
Brittany Murphy: Alekandra “Alex” Latourno
Mekhi Phifer
: David “Future” Porter

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