Archivio tag: 2005

Joe Wright

Orgoglio e pregiudizio

Gran Bretagna, USA, Francia, 2005
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Avrei potuto perdonare la sua vanità se non avesse mortificato la mia…

Quella tra Elizabeth Bennet e Mr. Darcy è una delle storie d’amore più note della letteratura mondiale.

Il romanzo, ambientato in Gran Bretagna alla fine del 1.700, ha come protagonista, appunto, Elizabeth, secondogenita di una famiglia benestante. I signori Bennet hanno cinque figlie e, a causa di unlascito vincolato, la loro fortuna e la proprietà in cui vivono sono destinate ad un lontano cugino, Mr. Collins.

Mrs. Bennet, donna vagamente volgare e inopportuna, ha come solo scopo quello di assicurare alle figlie un futuro, trovando loro dei corteggiatori adeguati. Ma Elizabeth non è disposta a sottostare alla convenzione in base alla quale una ragazza con scarse risorse economiche debba accettare chiunque si offra di sposarla. Il suo desiderio è quello di passare la vita con qualcuno che ama davvero.

Nella ristretta cerchia di conoscenze in cui vivono i Bennet entrano i nuovi abitanti di un’importante tenuta della zona: Mr. Bingley e le sue sorelle, accompagnati dall’amico Mr. Darcy. Il loro arrivo da il via ad una serie di eventi destinati a cambiare per sempre la vita delle sorelle e che spingeranno Elizabeth a comprendere che spesso le azioni e il comportamento di chi incontriamo celano molto più di quanto siamo disposti ad ammettere. Perchè non sempre le nostre prime impressioni si rivelano veritiere.

Il più celebre romanzo scritto da Jane Austen trova, nella versione di Joe Wright, la sua resa cinematografica più fedele e coinvolgente.

Ti è piaciuto questo film? Allora guarda anche…
Becoming Jane- Julian Jarrold
Anna Karenina- Joe Wright
Bright star- Jane Campion
Jane Eyre- Cary Fukunaga

…e leggi anche…
Cime tempestose- Emily Bronte
Miss Charity- Marie-Aude Murail
Una voce dal lago- Jennifer Donnelly

orgoglio-e-pregiudizio

Regia: Joe Wright
Sceneggiatura: Deborah Moggach
Musiche: Dario Marianelli
Fotografia: Roman Osin
Durata: 121′

Interpreti e personaggi
Keira Knightley- Elizabeth Bennet
Rosamund Pike- Jane Bennet
Carey Mulligan- Kitty Bennet
Jena Malone- Lydia Bennet
Talulah Riley- Mary Bennet
Donald Sutherland- Mr. Bennet
Brenda Blethyn- Mrs. Bennet
Matthew Macfayden- Mr. Darcy

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September

In Orbit

Family Tree, 2005
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I never had to say goodbye
You must have known I wouldn’t stay
While you were talking about our life
You killed the beauty of today

You’ll never gonna see me again
So now who’s gonna cry for you
You’ll never gonna see me again
No matter what you do

La proverbiale saggezza nordica parrebbe fare a pugno con la musica di September… invece sono le due facce di una stessa medaglia.
In questo caso la saggezza nordica si fa tranquillamente da parte e si rilassa ascoltando i beat certamente consistenti e mai invadenti, note che inebriano un senso di divertimento unito alla tecnica vocale di Petra Eos Marklund (il vero nome di September).
Petra gioca molto sulla parola e sul tono che le si può dare: ogni canzone ha una forte personalità che sia una ballata o un brano da dancefloor.
Diciamolo: In Orbit è un album principalmente da ballare.
Tuttavia i brani hanno un che di virtuoso e cristallino insieme, a tratti sussurrato; son canzoni che se andranno dalla mente dopo molto molto tempo, la loro ritmica circolare persiste in un impasto di note e fascinazioni che conquista in una magmatica (ma controllata: non dimentichiamo che siamo in Svezia) assonanza con il nostro star bene.

Ascolta quattro brani tratti dall’album
Cry for You, Satellites, It Doesn’t Matter, Cry for You (Extended Dance Edition)

Ti è piaciuto quest’album? Allora ascolta anche:
Royksopp – Melody A.M.
George Michael – Older
Daft Punk – Random Access Memories

… e leggi anche
Per Petterson – Fuori a rubar cavalli
Lars Berge – Ninja in ufficio
Jonas Jonasson – Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve

… e guarda anche
Film ambientati in Svezia presenti in Opac RBBC

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Holly Black

La fata delle tenebre

Mondadori, 2005, 665 pagine
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Si fermò in un parcheggio e girò verso di sé lo specchietto di un’auto in modo da potersi guardare. I capelli, bagnati di pioggia, erano un groviglio in mezzo al quale si intravedevano ramoscelli e foglie. Notò che il colore della sua pelle era dello stesso verde scuro del muschio.[...] Le orecchie erano più lunghe del normale, le spuntavano dai capelli e le arrivavano fino in cima alla testa. Le guance erano incavate e affilate, e gli occhi, scuri e a mandorla, di un nero brillante con un unico puntino bianco al centro della pupilla

Kaye è una ragazza ribelle dalla vita sregolata: non va a scuola, non si integra con i suoi coetanei che la giudicano stramba. Buona parte della sua diversità è dovuta al fatto che fin da bambina lei riusciva a vedere ciò che ai più è precluso. le creature fatate.
La protagonista è cresciuta giocando con fate e folletti, ma i suoi amici erano visibili solo a lei e quando provava a parlarne con sua madre o con qualche suo coetaneo veniva derisa, tuttavia grazie al suo carattere forte non si lascia ingannare: sa di non essere una visionaria, sa che le creature fatate vivono in mezzo a noi, si nascondono in bella vista, si mascherano e si celano ai nostri occhi, ma misteriosamente non ai suoi.
Una notte incontra un personaggio bello  e dannato, una creatura fatata costretta ad obbedire alla regina delle tenebre. Kaye con furbizia riesce a scoprire il suo nome, Robein, e da quel momento i loro destini sono legati alla lotta senza esclusione di colpi tra il Regno delle Tenebre e quello della Luce.
La fata delle tenebre è il primo libro di una serie Urban Fantasy a tratti cruda, in cui la narrazione diretta e schietta di Holly Black non si cela dietro finti buonismi.

Ti è piaciuto questo libro?
Allora leggi anche:
Holly Black, Doll bones
Holly Black, Magisterium
Cassandra Clare, Shadowhunters

E guarda anche:
Robert Styrmberg, Maleficient
Richard LaGravenese, Beautiful Cretures-La sedicesima luna

 

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L'Aura

Okumuki

Sony BMG, 2005
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If she can swim through yellow seas
i blame it all on you!
you tie your tie around her thigh
and bow to lick her shoe…
slither through the mud for the next
somebady New!

L’eterno delle tue parole sparse
Hai, hai scritto me, su un foglio senza nome
e hai raccontato una storia trasparente

Che esordio!
L’esordio di un’intensa personalità artistica, di una virtuosa voce quasi irreale, terrena e paradisiaca al tempo stesso, che penetra fino al cuore facendolo battere più forte.
Una commistione di italiano e inglese come parti di una stessa medaglia, di una vocalità ai limiti del vuoto contornato da melodie dall’ampiezza quasi sospesa ma riposata, magica eppur ancorata a terra.
L’Aura non è semplicemente una “cantante di musica leggera” e Okumuki non è semplicemente un album: non a caso okumuki è una parola giapponese che indica la parte più interna della casa e quindi più intima.
Le canzoni non sono mai banali, trasmettono emozioni senza travalicare e sopraffare gli animi: si svelano per quello che sono. Racconti, grida, felicità, passeggiate, amori, silenzi.
Possiamo ben dire che sono come i sentieri delle gocce d’acqua, creati su di un vetro appannato. Talvolta sono rettilinei e delineati, altre volte sono ondivaghi o si interrompono senza un motivo…facendo così a cosa assomigliano se non al nostro essere umani? Sono la nostra espressione.
L’album è un quadro formato da pennellate di sentimenti: il giallo delle nostre esitazioni, il nero delle nostre paure, il grigio dell’attesa, il rosso della nostra passione e voglia di vivere, il verde del futuro, il marrone della riflessione, l’azzurro dell’allegrezza.
In definitiva un album vero.

Ascolta tre brani tratti dall’album
Radio Star, Una favola, Today

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche:
Casino Royale – Sempre più vicini
Negrita – 9
Baby K – Kiss Kiss Bang Bang

… e leggi anche
Mario Calabresi – Non temete per noi, la nostra vita sarà meravigliosa
Sharon M. Draper – Melody
Jonathan Coe – La pioggia prima che cada

… e guarda anche
Spike Jonze – Lei
Richard Curtis – Questione di tempo
Jillian Schlesinger – Maidentrip

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Radu Mihaileanu

Vai e vivrai

Francia - Israele, 2005
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Vai, vivi e diventa

Non puoi arrivare senza fretta come il Messia?

La solitudine e lo smarrimento nel sentirsi catapultati in avvenimenti più grandi di sé sono i veri protagonisti di questo film.
Insieme alla dominante ed onnipresente voglia di vivere, di crescere, di essere liberi.
È la storia di una madre, quindi è la storia di suo figlio: entrambi cristiani, senza più nessun legame con la terra d’origine, si ritrovano in un campo profughi del Sudan dove vivono ebrei di etnia Falasha.
C’è un’unica cosa da fare: fingersi due di loro per potersi recare in Israele e poter sperare in un futuro migliore. Questo fa Shlomo, dietro insistenza della madre, lasciandola al suo pressoché ineluttabile e tristo destino.
Siamo davanti ad una persona in cerca di identità, che coglie un’opportunità seppur controvoglia per migliorare la sua vita e ne resterà parecchio traumatizzato.
E solo.
Disperatamente solo.
Seppur estremamente drammatica, la vicenda ha una drammaticità quasi poetica: faticando per adattarsi ad un modo di vita diversissimo dal suo (e non riuscendoci mai completamente) Shlomo costruisce una gabbia interiore dove rifugiarsi ripensando al passato, alla madre, ritrovando l’introverso bambino divenuto adulto passando per un problematico adolescente.
Sentimentalismi gridati si intersecano a momenti di intimità narrativa che si intersecano a loro volta nella grande lotta del protagonista: ritrovare se stesso.

Ti è piaciuto questo film? Allora guarda anche…
Julian Schnabel – Miral
Nadine Labaki – E ora dove andiamo?
Deniz Gamze Ergüven – Mustang

… e leggi anche
Janne Teller – Immagina di essere in guerra
Albert Camus – La peste
Orson Scott Card – Il gioco di Ender

…e ascolta anche
Vai e Vivrai – Colonna Sonora

Regia :  Radu Mihaileanu
Sceneggiatura : Alain-Michel Blanc – Radu Mihaileanu
Fotografia : Rémy Chevrin
Musica : Armand Amar
Durata: 153’

Interpreti e personaggi principali:
Moshe Agazai: Shlomo (bambino)
Moshe Abebe: Shlomo (ragazzo)
Sirak Sabahat: Shlomo (adulto)
Yael Abecassis: Yael Harrari
Roschdy Zem: Yoram Harrari

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Marsha Mehran

Caffè Babilonia

Neri Pozza, 2005
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Padre Mahoney non faceva eccezione. Mentre masticava l’ultimo boccone di lavash con carne, sentì un groppo allo stomaco. Era un seme che sarebbe germogliato dopo un mese, cambiando per sempre il corso della sua vita

Iran,1986. Tre sorelle fuggono all’indomani della rivoluzione khomeinista, alla ricerca di libertà. Scappano da un’esistenza ormai minata nella quotidianità da violenza e sopraffazione.
Durante il viaggio verso l’Europa portano con sé – conservandole gelosamente, come preziosi tesori  – numerose ricette della cucina persiana, tramandate in famiglia ed imparate da piccole.

Dopo un’iniziale permanenza a Londra, le ragazze si trasferiscono in un piccolo paese dell’Irlanda, dove realizzano il proprio sogno di aprire un caffè/ristorante di specialità persiane.
L’arrivo delle ragazze scombussola la vita della comunità, dividendola tra incuriositi e diffidenti.
C’è chi si lascia interamente conquistare dalla loro vitalità e chi invece non perde occasione per denigrarle, con cattiveria ed astio ingiustificati. La determinazione delle ragazze le aiuta a superare le difficoltà, fino a quando però i fantasmi del passato sembrano tornare a minacciarle…

“Caffè Babilonia” è un romanzo che parla di profumi e spezie, successi, sconfitte e determinazione.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche
Pane e acqua di rose – Marsha Mehran
Viaggio di nozze a Teheran – Azadeh Moaveni
Persiana – Sabrina Ghayour

e vedi anche
Persepolis – Marjane Satrapi, Vincent Paronnaud
Bagdad Cafè – Percy Adlon

 

 

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Francis Lawrence

Constantine

Usa, 2005
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Hanno sempre avuto un pessimo senso dell’umorismo lassù…
Fanno batute che ti uccidono…

I demoni stanno all’Inferno, e gli angeli in Cielo.
È la politica di distensione tra le due superpotenze.

- Credo che Dio abbia un piano per tutti noi.
- Dio ci guarda come delle formiche. Non ha piani, credimi.

Al confronto di Costantine, Dante all’Inferno ha fatto un viaggio di piacere.
“Constantine, John Constantine” sa esattamente cosa c’è laggiù e soprattutto cosa ti fanno, avendolo provato di persona: fin da bambino è dotato di un potere che gli permette di vedere angeli e demoni che si aggirano sulla terra. Questo l’ha portato al suicidio ma, caso più unico che raro, è tornato sulla terra e cerca di guadagnarsi un biglietto per il Paradiso, stando attendo a non sgarrare.
A modo suo sia chiaro: non è particolarmente credente (o meglio è cristiano perché il gioco lo impone), se ne infischia del parere di tutti e da retta solo alle sue sigarette.
Solo indagando sulla morte della sorella gemella dell’investigatrice Angela Dodson riuscirà ad uscire dalla sua monotona caccia ai cattivoni e riscattare la sua derelitta anima.
Il canovaccio che sostiene la storia è un classico, sicuramente non nuovo, ma sempre stuzzicante: i vecchi cari soci Dio e Lucifero devono spartirsi l’azienda, il mondo, e le azioni sono le anime del genere umano. Si tratta della trasposizione cinematografica di Hellblazer, fumetto tra i migliori del genere horror-religioso, punta di diamante della DC Comics.
Così si spiegano le scene del film: dal taglio delle inquadrature fortemente fumettistico ai dialoghi rapidi mai scontati passando per effetti speciali che mantengono l’atmosfera cupa quanto basta.
In sintesi: è un noir-fantasy-poliziesco-horror che vi farà esclamare “WOW!”.

Ti è piaciuta questo film? Allora guarda anche…
Constantine – Serie TV
Guillermo Del Toro – Hellboy
Michael J. Bassett – Solomon Kane
Mark Steven Johnson – Ghost Rider

… e leggi anche
Hellblazer
Priest Hyung Min-Woo
Dylan Dog
Rosa Giorgi – Angeli e Demoni

…e ascolta anche
A Perfect Circle – Passive
Alice Cooper – Trash
Diamanda Galas – The Litanies of Satan

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Regia : Francis Lawrence
Sceneggiatura : Jamie DelanoKevin BrodbinFrank A. Cappello
Fotografia : Philippe Rousselot
Musica : Klaus BadeltBrian Tyler
Durata: 121′

Interpreti e personaggi principali:
Keanu Reeves : John Constantine
Rachel Weisz: Angela Dodson / Isabel Dodson
Shia LaBeouf: Chas Kramer
Djimon Hounsou: Papa Midnite
Max Baker: Beeman
Gavin Rossdale: Balthazar
Tilda Swinton: Arcangelo Gabriele
Peter Stormare: Lucifero

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Tru Calling

Usa, 2003 - 2005
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Per una volta, per una sola volta, vorrei andare in un posto dove tutti restano vivi.

<<Aiutami>>

Diciamocelo: non tutti sono soddisfatti del proprio lavoro.
Si attende qualcosa che faccia voltare pagina, che vivacizzi tutto.
Ed è quello che spera Tru Davies: ha trovato lavoro in un obitorio e aspetta che la situazione si animi.
Oh. Succederà. Letteralmente.
<<Aiutami>> sente provenire una notte dalla parte di obitorio dove vengono portati i cadaveri in attesa di autopsia, ma non c’è nessuno…di vivo. Scoprendo il corpo da dove sembra provenire la voce, il cadavere apre gli occhi e girandosi verso di lei dice <<Aiutami>>.
A questo punto Tru rivive le ultime 24 ore dove, in tutti i modi, cerca di impedire la morte di questa persona, intervenendo in luogo del Destino: si rende conto di avere un dono enorme, scoprendo di averlo ereditato dalla madre.
Un potere ha però due facce: l’altra è Jack, anche lui agente del destino e anche lui rivive le giornate, ma si batte affinché gli eventi scorrano come stabilito e non vengano cambiati o alterati in alcun modo.
In definitiva chi è destinato a morire deve, in effetti, morire.
Sia Tru che Jack dipendono dallo stesso potere che assicura una stabilità al mondo, talvolta in modo subdolo e capriccioso: Jack asseconda gli eventi, Tru si ribella, interferisce e dovrà prima o poi risponderne…
…ma allora Tru fa parte dei buoni o è una dei cattivi inconsapevoli?

Ti è piaciuta questa serie televisiva? Allora guarda anche…
La sposa cadavere – Tim Burton, Mike Johnson
Buffy – L’ammazzavampiri
21 grammi – Alejandro González Iñárritu

…e leggi anche
The Restorer : La signora dei cimiteri – Amanda Stevens
Necronomicon

… e ascolta anche
Full Blown Rose – Somebody Help Me
Dido – White Flag
Sarah McLachlan – Angel
Fatboy Slim – Praise You

tru calling

Interpreti e personaggi:
Eliza Dushku : Tru Davies
Zach Galifianakis : Davis
Jason Priestley : Jack Harper
A.J. Cook : Lindsay Walker Thompson
Matt Bomer : Luc

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Jacques Audiard

Tutti i battiti del mio cuore

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Per questa cosa della musica hai la testa da un’altra parte?

Il nevrotico e aggressivo Tom lavora nel campo delle compravendite immobiliari. In una Parigi di cui si vedono solo il traffico e i palazzoni, agisce ai limiti della legalità, non disdegnando di malmenare chi occupa abusivamente i suoi immobili o non paga gli arretrati. Talvolta incontra il padre, che lavora nel suo ramo e al quale è legato da un rapporto tormentato. Da bambino, però, Tom è stato una promessa del pianoforte, almeno fino a quando la madre concertista non è morta. L’incontro casuale con il vecchio insegnante di musica lo spinge a riprendere lo studio dello strumento. Si preparerà per un’audizione con una graziosa pianista cinese che non parla francese e deve sopportare i suoi frequenti scoppi d’ira. La musica diventa sempre più importante per Tom, che trascura il lavoro e inasprisce i rapporti col padre. Riuscirà il protagonista a cambiare il corso della propria vita?
Remake di Rapsodia per un killer, il film ha vinto l’Orso d’argento al festival di Berlino del 2005.

Ti è piaciuto?
Allora guarda anche
Rapsodia per un killer – James Toback

E leggi
Pericle il nero -Giuseppe Ferrandino

E ascolta:
Johann Sebastian Bach, Toccata in mi minore BWV 914

Titolo originale: De battre mon cœur s’est arrêté
Paese di produzione: Francia
Anno: 2005
Durata: 107 min
Genere: drammatico
Regia: Jacques Audiard
Soggetto: James Toback
Sceneggiatura: Tonino Benacquista e Jacques Audiard
Fotografia: Stéphane Fontaine
Interpreti: Romain Duris, Niels Arestrup, Jonathan Zaccaï, Gilles Cohen, Linh Dan Pham, Aure Atika

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Tim Burton, Mike Johnson

La sposa cadavere

2005, Stai Uniti
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Ah, è bellissima la vista da qui, mi toglie sempre il fiato. Uh, be’, certo, se ce l’avessi.

Victor è il figlio di una coppia di ricchi commercianti che vogliono elevarsi socialmente, Victoria l’unica erede di due nobili squattrinati che cercano di rimpolpare l’esausto patrimonio tramite il matrimonio della figlia. I due ragazzi si conoscono la vigilia delle nozze e, nonostante le pessime premesse, si piacciono e si innamorano. Ma la goffaggine di Victor fa sì che venga cacciato dal celebrante durante le prove della cerimonia. Mentre il giovane, scappato in un bosco, tenta di ricordare a memoria la formula con cui potrà sposare Victoria, il giuramento nuziale viene accolto da… una sposa cadavere. Il povero Victor si troverà catapultato agli inferi, in una bella combriccola di trapassati. Malintesi, tentativi di fuga, lacrime, riconoscimenti: c’è un po’ tutto il repertorio del feuilleton ottocentesco in salsa gotica. Sarà possibile un lieto fine?
Tim Burton è il padre di questa favola dark realizzata in stop-motion.

Ti è piaciuto questo film?
Allora guarda anche…
Nightmare before Christmas – Tim Burton

E leggi anche…
Ligeia – Edgar Allan Poe
Vera – Auguste Villiers de l’Isle-Adam

E ascolta anche…
La sposa rubata – Angelo Branduardi

Regia Tim Burton, Mike Johnson
Soggetto John August, Pamela Pettler, Caroline Thompson
Sceneggiatura John August, Pamela Pettler, Caroline Thompson
Art director Nelson Lowry
Fotografia Pete Kozachik
Montaggio Jonathan Lucas, Chris Lebenzon
Effetti speciali Mackinnon & Saunders
Moving Picture Company (MPC)
Musiche Danny Elfman
Scenografia Alex McDowell

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