Archivio tag: 2006

Jonathan Dayton e Valerie Faris

Little Miss Sunshine

2006, Usa, 20th Century Fox
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C’era una volta una famiglia allargata e sgangherata. Sherly madre e moglie a tempo pieno, un po’ per vocazione un po’ per rassegnazione, non riesce più a reggere le fila di questo difficile collage famigliare. Richard padre alla ricerca di un (improbabile) successo editoriale rischia il tracollo nervoso inseguendo le promesse degli agenti letterari.  Poi ci sono i figli un adolescente ribelle, cinico e nichilista affascinato dal decadentismo, e Olive una bambina che desidera a tutti i costi vincere il concorso di bellezza provinciale. Abbiamo anche un nonno cocainomane cacciato dalla casa di riposo e uno zio gay sopravvissuto al suicidio ma ancora preda di una forte depressione. Obiettivo? Portare Olive al concorso della sua vita e, inutile dirvelo, risulterà un’impresa titanica.

La pellicola diretta da Jonathan Dayton e Valerie Faris è un mix travolgente che ci regala un’opera tenera e rara in cui si mescolano emozioni a piccole tragedie. Non esistono stereotipi ma viene rappresentata la vita con le sue infinite sfumature in cui a vincere sarà il senso di profonda umanità che lega i personaggi; saldati da una reciproca appartenenza che va ben oltre il legame di sangue. Questo viaggio on the road celebra con ironia e dolcezza l’imprevedibilità dell’esistenza (a tratti tragicomica) il tutto condito con intelligente black humor ma senza scivolare mai nel grottesco. Questa Odissea moderna riesce a distruggere quel sistema che divide il mondo fra “perdenti” e “vincitori” mostrando la crudeltà e l’intrinseca follia del giudizio umano che ci porta ad escludere persone e a precluderci delle esperienze vitali.

Se ti è piaciuto guarda anche:

Noi siamo infinito - Stephen Chbosky
Juno – Jason Reitman 

Leggi anche:

Dana Reinhardt – Il giorno in cui imparerai a volare
Aidan Chambers – Breaktime

Ascolta anche:

The Smiths- The queen is dead
The Smiths – Hatful of Hollow

lms-locandina

Regia : Jonathan Dayton e Valerie Faris
Sceneggiatura: Michael Arndt
Distribuzione: 20th Century Fox
Fotografia: Tim Suhrstedt
Montaggio: Pamela Martin
Musiche: Mychael Danna
Cast: Greg Kinnear, Toni Collette, Steve Carell, Paul Dano, Alan ArkinAbigail Breslin

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Antonella Ruggiero

Sospesa

Universal, 1999
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Vivo sopra gli alberi e saprò difendermi
sono nata libera
sono nata
inafferrabile

Antonella Ruggiero, storica voce del complesso pop Matia Bazar da cui si è staccata nel 1989 per lavorare come solista, interpreta un disco di rarefatta bellezza. Uscito nel 1999 in occasione della partecipazione della Ruggiero al festival di Sanremo, l’album è stato ristampato nel 2006. Ascoltandolo si entra in un mondo di suoni elettronici ai quali si mescola un’orchestra d’archi con effetti decisamente suggestivi. I testi, che descrivono stati d’animo personali e atmosfere eteree e sognanti, sono mirabilmente interpretati dalla voce cristallina della cantante, che ne è autrice insieme a Roberto Colombo e al poeta e paroliere Kaballà. Echi orientali, sonorità avvolgenti, frasi evocative si riprendono nel susseguirsi dei pezzi.
Fra gli altri, Non ti dimentico, forse dedicato al componente dei Matia Bazar Aldo Stellita scomparso nel 1998, è un brano di notevole intensità. Controvento, grande successo anche sotto forma di videoclip, racconta l’euforia dell’innamoramento, mentre Inafferrabile è una dichiarazione di libertà. A tratti malinconico, con momenti più brillanti e vivaci, Sospesa è un disco elegante che si ascolta con crescente piacere.

Ascolta due brani dall’album
Non ti dimentico
Inafferrabile

E ascolta anche
Antitarma – La Tarma

E guarda
Controvento

Ti è piaciuto?
Allora ascolta anche
Mi manchi ancora – Matia Bazar

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Lingalad

Il canto degli alberi

2006, Pongo Edizioni
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La musica dei Lingalad assomiglia alla musica che potrebbe creare una foresta, o il sole crescente o una tempesta in avvicinamento.
(John Howe)

Per i fan de Il signore degli anelli, i Lingalad non hanno bisogno di alcuna presentazione.
Il primo album del cantante Giuseppe Festa, pubblicato come solista nel 2000 e intitolato Voci dalla Terra di Mezzo, è essenziale per chiunque abbia amato le opere di J.R.R. Tolkien.
Il canto degli alberi parla di suoni della natura, della magia di alberi, vento e acqua. Le voci del bosco si fondono alle melodie create da flauto e chitarra.
Le canzoni sono state ispirate da luoghi e paesaggi dell’Appennino, in particolare del Parco Nazionale d’Abruzzo.

Ascolta alcuni brani dell’album sul sito ufficiale dei Lingalad.

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche…
Voci dalla Terra di Mezzo- Giuseppe Festa

…e leggi anche
Nausicaa della Valle del Vento- Hayao Miyazaki
Lì dove cantano gli alberi- Laura Gallego Garcia

…e guarda anche
Il mio vicino Totoro- Hayao Miyazaki

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Nightwish

End of an Era

Helsinki, 2006
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Sla-Mori the one known only by Him
To august realms, the sorcery within
If you hear the call of arcane lore,
Your world shall rest on Earth no more

End Of An Era è un sigillo, un disco che ha segnato lo scioglimento della formazione leggendaria del gruppo finlandese, che con la pubblicazione di Once,  ha portato in vetta alle classifiche il Symphonic metal. Un successo che li ha travolti portandoli alla separazione con la singer Tarja Turunen che è stato il vero e proprio valore aggiunto della band.

End Of An Era è un doppio cd dal vivo che propone una scaletta carica di tutti i grandi successi con un apporto orchestrale che risalta le atmosfere gotiche degli ultimi cd. Entrando nello specifico ci troviamo al cospetto di un grande spettacolo suonato, cantato e prodotto in maniera veramente ineccepibile. In modo particolare Tarja dimostra la sua classe vocale con una prova quasi fotocopia rispetto a quella degli album e l’acuto finale di Phantom Of The Opera è semplicemente da brividi. Precisa la sezione ritmica e le parti di chitarra, senza dimenticarci della mente dei Nightwish e scrittore dei testi Tuomas Holopainen davvero superbo con le keyboards. I temi sono il filo logico della scaletta: guerrieri, cercatori di fortuna in terre lontane, donne vendicative e sublimi regine, giovani che riscattano  la propria generazione esaltando una personalità complessa e tormentata.

Il cd si apre con Dark Chest Of Wander seguita a ruota da Planet Hell. Le più stagionate Kinslayer, Wishmaster, Ever Dream e Over the Hills And far Away si alternano con i brani più recenti che hanno lo stesso effetto sul pubblico in costante delirio. Alla fine del live si ha la profonda nostalgia per una band che aveva toccato una profonda capacità tecnica ed emotiva.

Se ti è piaciuto questo disco leggi anche:

Licia Troisi, Cronache del mondo emerso disponibile sul nostro Opac

 

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Giovanni Allevi

Joy

Ricordi/ Sony, 2006
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Ripenso a quanto è bello il cielo, il traffico, la quotidianità o l’essere semplicemente vivi. Quanti sorrisi non ho regalato, quante emozioni non ho ancora vissuto, quante volte ho offuscato i miei sogni dietro i fantasmi della paura…
(www.giovanniallevi.com)

Il pianista Giovanni Allevi, nel suo album Joy, raccoglie dodici pezzi che sono un inno alla felicità e alla voglia di vivere.
L’album nasce proprio dal desiderio di Allevi, maturato durante un viaggio in ambulanza in seguito ad un attacco di panico, di esprimere la propria gioia (da qui il titolo). Come lui stesso racconta, in quel momento non sapeva cosa gli stesse succedendo e si è ripromesso, nel caso si fosse salvato, di dare voce al suo amore per la vita.
I brani raccolti in Joy parlano, ognuno a suo modo, di emozioni profonde e delle sorprese che la vita ci sa regalare ogni giorno.

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche…
Evolution- Giovanni Allevi
Divenire- Ludovico Einaudi

…e leggi anche
Tu metteresti l’universo intero- Charles Baudelaire

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Sergei Dvortsevoy

Tulpan – La ragazza che non c’era

Germania - Kazakhistan - Polonia - Russia - Svizzera, 2006
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Anche Carlo d’Inghilterra ha le mie stesse orecchie!

Dall’immensa steppa kazaka arriva una storia sui desideri e sulle aspirazioni della vita.
Terminato il servizio militare nella marina, Ashkat torna dalla sua famiglia dedita alla pastorizia, lavoro che vuole portare avanti con la stessa dedizione dei suoi genitori e dei suoi nonni. Per prima cosa però, vuole pensare al futuro e cercare moglie: Tulpan è la ragazza ideale… tuttavia lei non ne vuole sapere. Lei ha in mente solo la città dove aspira ad andare per dedicarsi allo studio e la famiglia di lei non è da meno: Ashkat non piace perché ha le orecchie a sventola (!) e viene considerato un idealista e sognatore. Toccato dal rifiuto si rifugia ad accudire il suo amato gregge e riflette su come davvero vuole costruire il suo destino.
Lungometraggio che affronta e studia l’animo umano con maestria e realismo (non a caso ha vinto la sezione Un Certain Regard del Festival del Cinema di Cannes) affrontandolo come se fosse comprimario della steppa, protagonista anch’essa come eterna compagna senza confini in contrasto con i confini dell’esistenza dei personaggi.
Da guardare gustando la vita a piccoli sorsi.

Ti è piaciuto questo film? Allora guarda anche
Sul lago Tahoe di Fernando Eimbcke
Vita di Pi di Ang Lee

…e leggi anche …
Tutto per una ragazza di Nick Hornby

… e ascolta anche …
Amici Mai di Antonello Venditti
Hide and Seek di Imogen Heap

Locandina Tulpan 

Regia: Sergei Dvortsevoy
Sceneggiatura: Sergey Dvortsevoy – Gennady Ostrovsky
Fotografia: Jolanta Dylewska
Durata: 100’

Interpreti e personaggi principali:
Ondas Besikbasov : Ondas
Samal Esljamova : Samal
Askhat Kuchencherekov : Ashkat
Tolepbergen Baisakalov : Boni
Bereke Turganbayev : Beke
Nurzhigit Zhapabayev : Nuka

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Ludovico Einaudi

Divenire

Decca, 2006
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… riesce a modificare il ritmo cardiaco…a velare gli occhi di commozione…a farti perdere almeno per un istante…quindi la missione è compiuta. E’ semplicemente bello.
[ commento del pubblico ]

Sontuosa eppur come timorosa nel vibrare delle note, quasi a disconoscere l’inizio e la fine dell’ascolto, quasi a sfumarli e miscelarli all’intensità emozionale che crea.
Si può benissimo definire così la musica (chiamarla così è riduttivo) che sprigiona Divenire: sonorità cristalline, semplici in apparenza, ma frutto di un’ esperienza e bravura compositive rare, di una sensibilità quasi eterea. Si perché Ludovico Einaudi accarezza il bianco e nero del pianoforte quale estensione del proprio corpo, diventando tutt’uno con lo strumento e lasciandovi fluire lo sparito, divenendo spartito.
Divenire è il brano portante dell’album: inizia in sordina, in una devastante attesa intramezzata da vocianti silenzi, preludio ad un’esplosione sinfonica che ti stacca dalla realtà, facendo ritrovare l’Io perduto sotto frane di stress.
Un disco da ascoltare senza preconcetti, senza confronti: la musica è naturalmente in noi, senza chiedere nulla in cambio, inerme. Per questo senza difficoltà riusciamo a fonderci in essa.
Ed in questo caso il cuore sorride all’infinito completandosi con la bellezza delle stelle.

Ascolta tre brani tratti dall’album:
Divenire, Primavera, Svanire

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche:
Ludovico Einudi – Le Onde
René Aubry – Allegro
Wim Martens Ensemble – Struggle for pleasure

… e leggi anche
Richard Bach – Il gabbiano Jonathan Livingston

… e guarda anche
Into The Wild (Nelle Terre Selvagge) – Sean Penn

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Mamoru Hosoda

La ragazza che saltava nel tempo

Giappone, 2006
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Sicuramente, se fosse un giorno normale, non succederebbe niente. Ma forse ho dimenticato che questo è un giorno in cui tutto mi va storto. Sembra incredibile è vero? Ma questo è il giorno in cui morirò.

 
Nel momento in cui rischia un mortale incidente, Makoto scopre di poter tornare indietro nel tempo. In questo modo, cerca di venire a capo dell’intricato rapporto con i suoi due amici Chiaki e Kosuke, entrambi innamorati di lei. Ma può compiere solo un certo numero di viaggi e il rischio di sprecare le occasioni che le sono concesse per cose futili (come recuperare il budino che sua sorella le ha rubato) è molto alto. Per sua fortuna, Makoto può contare sui consigli della zia restauratrice. Quali conseguenze potrà, però, avere il suo continuo pasticciare con gli eventi e i sentimenti di chi le sta attorno? E da dove viene il misterioso dispositivo sul quale è caduta e che le ha donato la capacità di muoversi nel passato?
 
Ti è piaciuto questo film? Allora guarda anche…
Donnie Darko- Richard Kelly
 
…e leggi anche
I diari della mezzanotte- Scott Westerfeld
Red- Kerstin Gier
 
La ragazza che saltava nel tempo- Mamoru Hosoda
 
Regia: Mamoru Hosoda
Sceneggiatura: Satoko Okudera
Musiche: Kiyoshi Yoshida
Durata: 98′

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Shane Meadows

This Is England

UK, 2006
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Un’ombra accompagna il piccolo Shaun, dodici anni e uno sguardo spaurito nell’estate inglese del 1983: l’ombra di un padre amato e troppo presto perduto, nella sanguinosa guerra delle Falkland.
A scuola è spesso bersaglio degli scherzi più crudeli, ma è proprio in uno di quei giorni grigi che incontra un gruppo di pacifici skinheads che daranno nuovo colore alla sua vita.
Woody, Lol, Gadget, Smell, Milky. Semplici nomi, ma per Shaun significheranno scoperta, appartenenza, amicizia, amore, condivisione…fino all’arrivo di Combo, uscito dal carcere dopo tre anni di reclusione, che trascinerà lui e altri membri del gruppo in una spirale di rabbia e frustrazione cieca, violenta e razzista, nascosta dietro il comodo paravento del nazionalismo.
Ma Shaun saprà dimostrare ben più dei propri dodici anni, quando sarà il momento di cambiare e prendersi, per la prima volta, la vita che gli spetta.
 
Ti è piaciuto questo film? Allora scopri anche le serie televisive
This Is England ’86 e This Is England ’88
 
…e ascolta anche
Please Please Please (Let Me Get What I Want) – The Smiths
Roots Radicals Rockers And Reggae – Stiff Little Fingers
White Man In Hammersmith Palais – The Clash
Dark End Of The Street – Percy Sledge
 
Locandina di This Is England, film di Shane Meadows
Regia: Shane Meadows
Sceneggiatura: Shane Meadows
Fotografia: Danny Cohen
Musiche: Ludovico Einaudi
Durata: 101′
 
Interpreti e personaggi principali
Thomas Turgoose: Shaun
Stephen Graham: Combo
Andrew Shim: Milky
Vicky McClure: Lol
Joseph Gilgun: Woody
Rosamund Hanson: Smell
Andrew Ellis: Gadget

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Christopher Nolan

The Prestige

USA - Regno Unito 2006 (130')
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“Perché per far sparire qualcosa, non è abbastanza farla sparire: bisogna riportarla. Ecco perché ogni trucco di magia ha un terzo atto, la parte più difficile, la parte che noi chiamiamo ‘The Prestige’.

“Non è la magia che conta, ma il trucco che c’è dietro di questa”.

Londra, fine ’800. Robert Angier, la sua amata moglie Julia McCullough  ed Alfred Borden sono amici e collaboratori di un mago. Quando Julia muore accidentalmente durante una performance di magia, Robert incolpa Alfred: ne nasce una profonda inimicizia. “Il grande Danton” e “Il professore”, come amano farsi chiamare rispettivamente Angier e Borden, diventano maghi famosi e rivali, che non perdono occasione per sabotarsi vicendevolmente le prestazioni sul palco, fino ad oltrepassare ogni limite…

Ti è piaciuto questo film? Allora leggi anche
Il Maestro e Margherita – Bulgakov Michail (prima edizione 1966)

…e guarda anche…
Il Cavaliere Oscuro – Christopher Nolan

…e ascolta anche
The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars – David Bowie

 

locandina prestige

Regia:  Christopher Nolan
Sceneggiatura: Christopher e Jonathan Nolan
Musiche: W. Davies

Interpreti e personaggi
Christian Bale – Alfred Borden
Michael Caine – Cutter
Hugh Jackman – Robert Angier
Scarlett Johansson – Olivia Wenscombe

 

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