Archivio tag: 2007

Andrea H. Japp

Finché il male non vi separi

Piemme, 2007, 282 p.
avatar

Postato da
il


Articolo di Valentina Carioni Vienna

“Allunga le braccia, angelo mio. Preferisci A Whiter Shade of Pale? Batti gli occhi se ti piace.” Lei batté gli occhi, sorridendo sotto il nastro adesivo grigio che le sigillava le labbra. “Vieni, alzati, balla contro di me.” Si alzò barcollando, impedita dal nastro adesivo che le immobilizzava le caviglie e appoggiò il bacino a quello del marito. Un lento, un magnifico lento infinito. Si sentiva sciogliere e non poteva toccarlo. Come sempre, quella lentezza la portava all’esasperazione, al limite estremo del desiderio.
Devi morire, Cordell.
Ti supplico, muori.

Finché il male non vi separi è uno di quei libri alquanto peculiari ed originali, dove il desiderio si fonde con il male, e l’odiare viene scambiato per amare.

Helen Baron è una donna con la testa sulle spalle, che dopo essersi sposata con quello che credeva essere l’uomo giusto, si ritrova a dover essere protetta dall’FBI per evitare di essere in pericolo. Infatti, Cornell, l’uomo che l’ha sposata dicendole di amarla infinitamente, si è ritrovato a volerla uccidere e a fare di quell’amore un odio viscerale. Dopo aver ucciso tutta la sua famiglia, il marito pare essere fuggito, alla disperata ricerca di un modo per tornare da lei ed ucciderla definitivamente.

Quel marito serial killer uccide una vittima dopo l’altra, senza lasciare alcuna traccia. Eppure, su una delle svariate scene del crimine, la polizia ritrova un frammento di DNA di uno strano insetto notturno che sembra capace di fecondare un solo tipo di orchidea.
La polizia non lo sa ancora, ma è esattamente questa la traccia che dovrebbe seguire.

Un romanzo ricco di colpi di scena che catturano il lettore e lo portano in una realtà malevola e alquanto arguta, in cui nulla è come sembra.
Un bel romanzo di investigazione che permette anche di comprendere la sfera psicologica dei personaggi, avvolti da un velo di mistero e di inquietudine.

Il libro perfetto per chiunque desideri confrontarsi con la difficile realtà dell’amore violento e del crimine, dell’odio che si tramuta in omicidio, e della sicurezza che si trasforma in vulnerabilità.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche…
Il seduttore – Andrea H. Japp
La ragazza del treno- Paula Hawkins

…e guarda anche…
L’amore bugiardo. Gone girl- David Fincher

Leggi tutto ►

Tony Gilroy

Michael Clayton

Usa, 2007
avatar

Postato da
il

Io non faccio miracoli, faccio le pulizie.
Il calcolo qui è semplice: meno casino c’è,
più facile è per me pulire.

Un legal thriller ben congegnato, la cui buona riuscita è garantita da una eccellente regia e da ottimi interpreti, tra cui George Clooney e Tilda Swinton.

Non sempre una laurea in legge conduce ad una carriera limpida e votata alla giustizia. Michael Clayton, ex procuratore distrettuale, questo lo sa benissimo.

Dopo una vita spesa a coprire le malefatte di ricchi clienti, Michael si trova infatti faccia a faccia con un incarico che gli pone una serie di interrogativi morali e lo stimola ad un riscatto personale.

Le sue certezze traballano e lo costringono a scelte difficili.

Ti è piaciuto questo film? Allora vedi anche
Erin Brockovich – Steven Soderbergh
Il socio – Sidney Pollack
Il rapporto Pelican – Alan J. Pakula

e leggi anche Mystic River – David Lehane

michael-clayton

Regia: Tony Gilroy
Durata: 125′

Personaggi ed interpreti:
Michael Clayton: George Clooney
Marty Bach: Sidney Pollack
Karen Crouder: Tilda Swinton

Leggi tutto ►

Shlomo Venezia

Sonderkommando Auschwitz

Rizzoli, 2007, 235 p.
avatar

Postato da
il

Articolo di Paola Vailati

Noi, nel Sonderkommando, abbiamo probabilmente avuto delle condizioni di sopravvivenza quotidiana migliori, abbiamo avuto meno freddo, più da mangiare, meno violenza, ma abbiamo visto il peggio. Ci eravamo dentro tutto il giorno… eravamo nel cuore dell’inferno.

Nel marzo del 1940, Shlomo Venezia fu deportato nel campo di sterminio di Auschwitz- Birkenau e assegnato all’unità speciale del Sonderkommando assistendo così ogni giorno alla morte di migliaia di persone.

Diversamente dalla maggior parte delle testimonianze di sopravvissuti allo sterminio nazista, che raccontano la straziante sfida quotidiana fatta di violenze e privazioni all’interno dei lager, i racconti di Shlomo fanno luce su un altro aspetto della crudele realtà dei campi di sterminio: le ultime ore di vita di anziani, donne e bambini che furono selezionati per essere mandati a morire.

L’unicità del testo è rappresentata dal fatto che l’autore fu uno dei pochissimi sopravvissuti del Sonderkommando a raccontare quanto visto nelle camere a gas e nei forni crematori.

Le pagine di questo libro sono una testimonianza incisiva e coinvolgente, da leggere perché “se comprendere è impossibile, conoscere è necessario” (Primo Levi).

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche…
Ho vissuto mille anni – Livia Bitton Jackson
Il coraggio di vivere – Nedo Fiano

… ascolta anche…
Angel by the wings – Sia

…guarda anche…
Schindler’s List – Steven Spielberg

Leggi tutto ►

Roman Dirge

Lenore, Piccole Ossa

2007, Elliot, 196 p.
avatar

Postato da
il

 Ognuno di noi ha un lato oscuro: sono molto felice che il mio si sia materializzato nelle vesti di un’adorabile ragazzina morta! (Roman Dirge)

Lenore è la deliziosa bambina zombie creata nel 1997 dalla fantasia eclettica dell’illusionista Roman Dirge. Il fumetto riesce ad essere gotico ed insieme divertente, macabro senza mai essere diabolico: con Lenore si fa sempre una brutta fine, ma lei sembra esserne del tutto inconsapevole.

Oltre alla piccola Lenore, il cui nome è ispirato ad Edgar Allan Poe,il fumetto di Dirge è costellato da personaggi esilaranti. Gli amici che accompagnano le sue avventure sono un misto di gotico e assurdo: Ragamuffin un feroce vampiro che per punizione è stato trasformato in un pupazzo di pezza così che le sue zanne morbide non possano più mordere nessuno; il vicino di casa Taxidermy  che ha la testa di un cervo impagliato ed è sempre accompagnato da uno strano animaletto chiamato Malakai, Mr. Gosh che ha per Lenore un amore romantico, ossessivo e non corrisposto, Pooty Applewater un piccolo demone mandato dall’Oltretomba per riportare Lenore tra i morti, e tanti altri.

Sito ufficiale

Ti è piaciuto questo libro?
Allora leggi anche:
Roman Dirge, Lenore-Piccole ossa crescono
Roman Dirge, Lenore-Ossa e frattaglie
Roman Dirge, Lenore Ossa frullate
Edgar Allan Poe, Il corvo

E guarda anche:
Tim Burton, La sposa cadavere

E Ascolta anche:
Tre allegri ragazzi morti, Nel giardino dei fantasmi
The Cranberries, Zombie

Leggi tutto ►

Alan Bennett

La sovrana lettrice

Adelphi, 2007, 95 pg
avatar

Postato da
il

«Jean Genet,» ripeté premurosa la regina «vous le connaissez?».
«Bien sûr» disse il presidente.
«Il nous intéresse» ribadì Sua Maestà.
«Vraiment?». Il presidente posò il cucchiaio.
Lo attendeva una lunga serata.

«La regina ha un leggero raffreddore» fu la notizia ufficiale comunicata alla nazione.
Non lo sapeva nemmeno Sua Maestà, ma quello fu il primo di una serie di compromessi, non sempre di poco conto, che la lettura avrebbe comportato.

… libri … quegl’ambigui e strani oggetti …
… leggere … quella cosa lì, insomma, che annoia soltanto a sentirne parlare …
Anche Elisabetta II del Regno Unito la pensava così.
D’altra parte, quando si è rappresentanti di una delle monarchie più longeve al mondo, non si deve e non si ha il tempo di occuparsi di frivolezze come la lettura.
Tuttavia, un fortunoso e banale accadimento dalle infinite conseguenze, fa incontrare la regina e un libro, poi un altro e un altro e … Il caso ha deciso e, come dice la sovrana divenuta lettrice, “siamo tutti soggetti al destino“.
Come comportarsi? Insomma, leggere fa sentire Sua Maestà come mai si era sentita, come se trasgredisse tutto quello che le era stato insegnato -”aver passato la vita ad essere irreprensibile non ci sembra un gran vanto“- ma non per questo si sente ribelle: semplicemente la lettura la fa sentire più libera.
Questa perla di neanche cento pagine surclassa qualsiasi saggio “sui modi, tempi e significati del leggere”: Alan Bennett diverte, gioca con l’ironia delle parole, fra battute e aforismi geniali (un sense of humour che più britannico di così non ce n’é) crea una vicenda che mai potrebbe rivelarsi vera, ovvero che potrebbe essere benissimo già avvenuta o presentarsi in un futuro non troppo lontano.
Oh! Non dimentichiamo il finale.
Un grande, bellissimo, inusitato e spiazzante finale.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche…
Una visita guidata – Alan Bennett
Elisabetta, l’ultima regina – Vittorio Sabadin
Grandi regine – Roberto Piumini

… e ascolta anche
Sex Pistols – God Save The Queen
Queen – God Save The Queen
La sovrana lettrice – Alan Bennett (letto da Paola Cortellesi)

… e guarda anche
The Queen – Stephen Frears
La Regina Elisabetta II dipinta da Andy Warhol e Lucian Freud

Leggi tutto ►

Zack Snyder

300

Stati Uniti, 2007
avatar

Postato da
il

Il mondo saprà che degli uomini liberi si sono opposti a un tiranno, che pochi si sono opposti a molti e, prima che questa battaglia sia finita, che persino un dio-re può sanguinare.

Ispirato all’omonima graphic novel di Frank Miller, il film, pur con qualche libertà rispetto alla vicenda narrata da Erodoto, riesce a trasmettere l’eroismo e l’amore per la libertà che la storia di Leonida e dei Trecento ha sempre rappresentato: un manipolo di guerrieri spartani tiene testa all’enorme esercito persiano che ha invaso l’Ellade, immolandosi per consentire al resto della Grecia di organizzare la difesa. Le orde persiane sono descritte con accenti grotteschi: il brutto e il deforme simboleggiano il dispotismo orientale che riduce chiunque in schiavitù, mentre i corpi atletici e la bellezza austera delle donne e degli uomini di Sparta incarnano la dignità dell’uomo libero espressa dalla Grecia. Spettacolari le scene di combattimento: animali esotici e torme infinite di soldati si infrangono contro la barriera dei difensori, che ridono della morte ma proteggono i compagni fino al sacrificio di sé. Al di fuori del campo di battaglia, la personalità di Leonida manifesta un’inaspettata dolcezza: costretto fin dall’infanzia a reprimere i propri sentimenti, nutre un amore tenero, anche se di poche parole, per la moglie Gorgo, donna degna di stare al fianco di un simile eroe.
Fra le tante frasi celebri del film, sintetizzano lo spirito spartano le battute che si scambiano un soldato e Leonida morenti: “Mio re, è un onore morire al tuo fianco”, “E’ un onore aver vissuto al tuo”.
Grazie all’impiego di tecniche sofisticate, il film riadatta il fumetto fotogramma per fotogramma, utilizzando prevalentemente tinte livide e terrose che danno una resa estetica molto particolare.

Ti è piaciuto?
Allora guarda
Sin City – Robert Rodriguez, Frank Miller, Quentin Tarantino
I guerrieri della Notte – Walter Hill

E leggi:
300 – Frank Miller
Le porte di fuoco – Steven Pressfield

download

Titolo originale 300
Paese di produzione Stati Uniti d’America
Anno 2007
Durata 117 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere azione, guerra, epico
Regia Zack Snyder
Soggetto tratto dalla graphic novel di Frank Miller
Sceneggiatura Zack Snyder, Kurt Johnstad, Michael Gordon
Gerard Butler: Re Leonida
David Wenham: Delios
Lena Headey: Regina Gorgo
Dominic West: Terone
Rodrigo Santoro: Re Serse

Leggi tutto ►

Jonathan Coe

La pioggia prima che cada

Feltrinelli, 2007, pag. 222
avatar

Postato da
il

Dicono che una frazione di secondo e un’eternita’ diventano intercambiabili quando provi emozioni intense.

Difficile immaginare che questo romanzo sia stato scritto da un uomo, permeato com’e’ di una sensibilita’ squisitamente femminile. Qui pero’ si ha a che fare con Jonathan Coe, l’ottimo autore inglese che negli ultimi vent’anni ci ha abituato ad una scrittura raffinata e profonda, ed entusiasmato grazie alla straordinaria capacita’ di immedesimarsi nei protagonisti dei propri libri. Alle doti di Coe si aggiunga la buona qualita’ della traduzione in italiano ed ecco un romanzo delicato, coinvolgente, a tratti struggente.

Rosamunde, donna anziana e solitaria, ripercorre la propria vita attraverso la descrizione – registrata su cassetta e rivolta ad una sconosciuta interlocutrice – di immagini che hanno rappresentato per lei momenti significativi: fotografie per lo piu’, ma anche quadri.
Attraverso il racconto Rosamunde rivive drammaticamente gli episodi piu’ salienti della propria giovinezza e maturita’, svelando a poco a poco le verita’ anche scomode di un’esistenza tutt’altro che scontata.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche
La banda dei brocchi – Jonathan Coe
La famiglia Winshaw – Jonathan Coe 

e ascolta anche Chants d’Auvergne Bailero – Joseph Canteloube

 

 

Leggi tutto ►

Takashi Miike

Sukiyaki Western Django

Giappone, 2007
avatar

Postato da
il

Alla fine il potente crollerà

Chi poteva dirigere un film unendo l’epica compostezza crepuscolare dei samurai alla disarmonia fangosa e perfettamente calcolata degli spaghetti western? Solo Takashi Miike. E il risultato è qualcosa d’elegantemente surreale e strambo, IL Sukiyaki Western per eccellenza (d’altra parte, il sukiyaki è il perfetto contraltare degli italici spaghetti). Miike dimostra ancora una volta sapienza registica: campiture azzeccate, colori fluidi e movimenti della cinepresa compongono un’estetica che da sola vale la visione. E la storia? I Genji e gli Heike – i bianchi e i rossi – si fanno la guerra per un gran bel mucchio d’oro, in una cittadina spossata dal tempo e dalle pallottole chiamata Nevada (proprio come lo stato americano… che caso vero?).Tutto è raccontato da Piringo, pistolero-narratore interpretato da Quentin Tarantino in uno strabiliante cameo recitativo. Non occorre dirlo, ma tutti i personaggi sono cullati dall’inizio alla fine dall’abbraccio di proiettili che accarezzano la pelle e da katane che trapassano corazze neanche fossero missili. E una domanda si insinua: chissà se Tarantino ha deciso di creare il suo Django Unchained dopo aver recitato in questo film.
Non si sa, ma se 2 colt + 2 colt fanno una squisita sparatoria… non lo si può escludere.

Ti è piaciuto questo film? Allora guarda anche
Django Unchained – Quentin Tarantino
Per un pugno di dollari – Sergio Leone
Yattaman – Takashi Miike

… e leggi anche …
Django Unchained – Opac RBC

… e ascolta anche …
Sukiyaki OST (Django Sasurii) – Koji Endo
Per Un Pugno Di Dollari (Theme) – Ennio Morricone
Wild Wild West – Will Smith

western django

Regia : Takashi Miike
Sceneggiatura : Takashi Miike – Masa Nakamura
Fotografia : Toyomichi Kurita
Musica : Kôji Endô
Durata: 121’

Interpreti e personaggi principali:
Hideaki Ito : Gunman
Kaori Momoi : Ruriko
Yusuke Iseya : Minamoto no Yoshitsune
Yoshino Kimura : Shizuka
Teruyuki Kagawa : Lo sheriffo
Quentin Tarantino : Piringo

Leggi tutto ►

The National

Boxer

Beggars Banquet, 2007
avatar

Postato da
il

You know I dreamed about you for twenty-nine years before I saw you

Quarto studio album per i National, Boxer segna forse il punto più alto di una produzione che col tempo si sta facendo notevolissima. Privo delle esplosioni rabbiose del passato (basti pensare ad Abel e Mr.November sul disco precedente), l’album è il punto d’incontro ideale tra lo sfarzo degli arrangiamenti e la malinconica introspezione della voce da brivido di Matt Berninger, persa a cercarsi la notte tra le pieghe di Brooklyn e il fondo di un bicchiere
Si parte con Fake Empire, una delle canzoni pop più belle degli ultimi dieci anni, ed è un lieve danzare sull’orlo dell’abisso, un tentativo di dimenticare un mondo in rovina; solo un pianoforte, prima, cui si aggiungono chitarre, fiati e un gran battere di tamburi. Da lì è tutto un succedersi di piccole meraviglie melodiche, dal pulsare ritmico inquieto ed epico di Mistaken For Strangers (la più vicina a certa wave figlia dei Joy Division), Guest Room e Squalor Victoria a quello più ombroso di Brainy e Apartment Story.
Il resto è fatto di soffuse malinconie acustiche, cantate a mezza voce e puntellate qua e là dalle splendide orchestrazioni curate da Padma Newsome, cose di fronte cui non si può fare altro che commuoversi: succede con Green Gloves, Start A War, Racing Like A Pro; succede con la straordinaria Gospel, posta giustamente in chiusura.
Ma il tono dell’opera è sublimato da Slow Show, meditazione per chitarra acustica e melodia folk-pop che racconta di quando hai passato una giornata terribile e tutto quel che ti resta è tornare a casa da lei, l’unica persona che possa salvarti. Quella persona che hai sognato per anni, ancora prima d’incontrarla.

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche
Obstacle 1 – Interpol
Intervention – Arcade Fire
On The Corner – The Twilight Singers
Johnny Mathis’ Feet – American Music Club

…e guarda anche
La 25a Ora – Spike Lee

Leggi tutto ►

Wes Anderson

Il treno per il Darjeeling

Usa, 2007
avatar

Postato da
il

Articolo di Camilla Guendalina Gandini

Chissà se noi tre avremmo potuto essere amici nella vita. Non come fratelli, ma come persone

Dopo la morte del padre, i tre fratelli Whitman si perdono di vista e, dopo un anno trascorso senza parlarsi, il maggiore dei tre, Francis, ripresosi dal trauma dovuto a un incidente stradale, decide di riunirsi con gli altri due e di partire per un viaggio in apparenza ben pianificato a bordo del Darjeeling Limited, treno speciale che ospiterà i tre protagonisti.
Tuttavia i due fratelli di Francis non sembrano ben disposti a intraprendere l’avventura a bordo del treno, assillati come sono da tormenti e disillusioni: Peter, sposato e con un figlio in arrivo, è fuggito da casa, abbandonando la moglie; Jack, aspirante scrittore, vive in maniera poco controllata la fine della relazione con l’ex fidanzata.
I Whitman sono l’ennesimo esempio che attesta l’interesse di Wes Anderson per il tema della famiglia, sempre insolita e fuori dagli schemi; questa volta l’attenzione è concentrata sul rapporto tra fratelli che, iniziando un viaggio, innescano l’avvio di un percorso esistenziale di formazione (come in tutti i road-movie che si rispettino!). I tre protagonisti si troveranno ‘costretti’ ad affrontare la separazione da entrambi i genitori, anche se in prospettive differenti: la morte del padre, che rappresenta per ognuno di loro un fardello simboleggiato dal set di bagagli appartenuto al genitore che si portano dietro per la durata dell’intero viaggio, e il distacco della madre, la quale si è volontariamente ritirata in una sorta di convento/santuario indiano, rinunciando a ogni contatto con i figli.
Nel film non mancano le puntate divertenti e ironiche tipiche del regista, ma contemporaneamente è evidente una vena malinconica che aleggia sui sentimenti dei personaggi, evidenziando una visione forse più matura e realistica.
E come non manca la nostalgica ironia, sempre presenti sono la simmetria stucchevole delle inquadrature, l’immancabile presenza (seppur brevissima) del mitico Bill Murray e l’azzeccata colonna sonora, dai Kinks iniziali alla meravigliosa Where do you go to my lovely? (già sentita nel cortometraggio presentato come prologo del film: Hotel Chevalier).

Ti è piaciuto questo film? Allora guarda anche
I Tenenbaum – Wes Anderson

…e ascolta anche
This Time Tomorrow – The Kinks
Where Do You Go My Lovely – Peter Sarstedt

Wes Anderson - il treno per il darjeeling

Regia: Wes Anderson
Soggetto: Wes Anderson
Sceneggiatura: Wes Anderson, Roman Coppola, Jason Schwartzman
Fotografia: Robert Yeoman
Durata: 91′

Interpreti e personaggi
Owen Wilson: Francis Whitman
Adrien Brody: Peter Whitman
Jason Schwartzman: Jack Whitman
Amara Karan: Rita
Natalie Portman: ex ragazza di Jack
Wallace Wolodarsky: Brendan
Waris Ahluwalia: steward capo
Anjelica Huston: Patricia Whitman
Bill Murray: uomo d’affari

Leggi tutto ►