Archivio tag: 2008

Gillian Flynn

Sulla pelle

Piemme, 2008, 316 p.
avatar

Postato da
il

La faccia che mostri al mondo dice al mondo come trattarti.

Camille Preaker è una giornalista di scarso successo. Il suo carattere cupo e solitario sembra andare a genio solo al direttore del giornale per cui lavora, che l’ha presa sotto la sua ala protettiva.

E’ proprio lui ad affidarle il compito che mai avrebbe voluto: scrivere un articolo sugli omicidi di due bambine, avvenuti nella cittadina dove Camille è cresciuta e dove vivono ancora la sua ossessiva madre (da cui ha fatto di tutto per allontanarsi), il suo patrigno e la sua sorellastra.

Ricca proprietaria di una fabbrica ereditata dai genitori, sua madre Adora ha sempre avuto un rapporto morboso con le figlie, reso ancora più malsano dalla morte della sua secondogenita.

Camille porta letteralmente impresso sulla pelle il suo disagio: fin da quando era una ragazza, si incide sulla pelle delle parole.

La sua non sembra, però, essere la sola famiglia a nascondere dei segreti. Ostacolata dalla polizia, allontanata dai genitori delle bambine uccise, la giornalista non può che rassegnarsi ad immergersi nuovamente nell’ambiente della piccola cittadina di provincia da cui ha fatto di tutto per fuggire.

Schiacciata dalla presenza della madre da una parte e dall’impossibilità di portare a termine il compito affidatole dall’altra, Camille sembra risprofondare nella depressione da cui era così faticosamente uscita.
La scoperta di chi ha realmente ucciso le due bambine porterà alla luce numerosi altri segreti che coinvolgono non solo la sua famiglia ma l’intera comunità.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche…
Rosso il sangue- Salla Simukka
Te la sei cercata- Louise O’Neill
La verità sul caso Harry Quebert- Joel Dicker
Due o tre cose che avrei voluto dirti- Joyce Carol Oates

…e guarda anche…
Thirteen Reasons Why- Brian Yorkey
Gone girl. L’amore bugiardo- David Fincher

Leggi tutto ►

Andrè Aciman

Chiamami col tuo nome

Guanda, 2008, 271 p.
avatar

Postato da
il

Articolo di Laura Cavallanti

Se ti ricordi tutto, volevo dirgli, e se sei davvero come me, allora domani prima di partire o quando sei pronto per chiudere la portiera del taxi e hai già salutato gli altri e non c’è più nulla da dire in questa vita, allora, una volta soltanto, girati verso di me, anche per scherzo, o perché ci hai ripensato, e, come avevi già fatto allora, guardami negli occhi, trattieni il mio sguardo e chiamami col tuo nome.

Estate 1983. Elio e Oliver. Elio è un ragazzo di 17 anni, figlio di un professore universitario, amante della musica, maturo per la sua età, che trascorre le giornate estive trascrivendo musica, giocando a tennis, pedalando per le viuzze di campagna e nuotando per cercare un po’ di refrigerio dalla canicola estiva. Oliver è uno studente americano di 24 anni, circondato da un’aura di fascino e sicuro di sé, ospite nella villa dei genitori di Elio per alcune settimane per motivi di studio.
Le vite dei due ragazzi all’improvviso si intrecciano e ciò che ne scaturisce è un sentimento spontaneo, vero, dapprima timido che si affaccia in punta di piedi e teme di non essere corrisposto, poi sempre più prorompente che vuole esplorare i risvolti di un amore sconosciuto che li ha colti entrambi impreparati. E alla fine c’è la consapevolezza dell’unicità di ciò che si è vissuto, che non tornerà mai più.
Lo stile e le numerose descrizioni all’interno di questo romanzo riescono a catapultare il lettore in un’atmosfera che sembra appartenere ad un’altra epoca, fatta di estate, caldo, umidità, zanzare, adolescenza, baci rubati e genitori capaci di osservare senza giudicare, capaci di lasciare il giusto spazio senza prevaricare in nessun modo libertà e possibilità di commettere errori. Nel dialogo tra padre e figlio, verso la fine del romanzo, infatti il professore, parlando del sentimento che ha travolto il figlio, gli dice molto apertamente: “Al posto tuo, se il dolore c’è, lo farei sfogare, e se la fiamma è accesa, non la spegnerei. […]. Non provare niente per non rischiare di provare qualcosa… che spreco!

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche…
I dolori del giovane Werther- J. W. Goethe
Il giovane Holden- J. D. Salinger

…e guarda anche…
Chiamami col tuo nome di Luca Guadagnino
Io ballo da sola di Bernardo Bertolucci

…e ascolta anche…
Mystery of love di Sufjan Stevens

Leggi tutto ►

Sabrina Rondinelli

Camminare correre volare

EL 2008, 155 p.
avatar

Postato da
il

Adora la musica di Eminem: bello, controcorrente, coraggioso; ce l’ha fatta solo con le sue forze, nonostante la madre alcolizzata, nonostante la vita in una squallida roulotte.

Il bullismo visto anche dalla parte del bullo, anzi, della bulla.
Maria è la classica secchiona, vestita in modo antiquato e con qualche chilo di troppo, dovuto ai gran piatti di pasta che la madre le prepara amorevolmente: la vittima ideale per Asja e le sue tirapiedi. Le angherie, le prese in giro e le umiliazioni continuano fino a quando qualcuno si fa male veramente. Allora, per fortuna, emerge tutto quello che la vittima non aveva voluto denunciare, gli adulti intervengono e il terzetto di persecutrici si scioglie. Ma anche i bulli possono avere dei problemi. Così, la storia segue Asja e la sua vita, in una Torino anonima, delineata solo dagli squallidi quartieri di periferia e dai centri commerciali dove si va per rubare i vestiti e i trucchi che tanto si desiderano e non si possono comprare.
Famiglie problematiche, adulti fragili e immaturi, ambienti deprimenti e una profonda solitudine: se le azioni dei bulli non possono mai essere giustificate, a volte le condizioni in cui crescono non aiutano a fare di loro delle persone perbene.

Ti è piaciuto?
Allora leggi anche…
Tredici – Jay Asher
Due o tre cose che avrei dovuto dirti – Joyce Carol Oates

… e ascolta anche
Mean – Taylor Swift
Popular Song – Mika

…guarda anche
Il ragazzo invisibile – Gabriele Salvatores

Leggi tutto ►

Andy McKay

La grande scommessa

Universal Picture, 2005
avatar

Postato da
il

Ho la sensazione che tra qualche anno la gente dirà quello che dice sempre quando l’economia crolla. Daranno la colpa agli immigrati e alla povera gente

Meglio dirlo subito: non è facile seguire la storia di questo film se non si ha una base di conoscenze in ambito economico. Vi si parla spesso un linguaggio tecnico: il linguaggio delle banche, di Wall Street.
Nei dialoghi si ripetono sigle apparentemente incomprensibili, alle quali fino ad ora abbiamo dato poca importanza. Ci capitava di sentirle al telegiornale, ma ci sembravano termini di nicchia, lontani anni luce dalla nostra realtà.
E invece no, non sono così lontani. Quelle parole (CDO, AAA, SWAP), senza che ne fossimo consapevoli, hanno condizionato le nostre vite in maniera determinante.
Ormai è tristemente noto: nel 2008 una gravissima crisi finanziaria scoppiata negli Stati Uniti ha portato l’economia mondiale sull’orlo del tracollo. Questa non è teoria, questo non è lontano da noi.
A causa di quel tracollo 8 milioni di persone (solo negli Stati Uniti) hanno perso il lavoro, milioni si sono trovati da un giorno all’altro senza casa, milioni sono sprofondati sotto la soglia di povertà.
Gli effetti di quel disastro sono sotto i nostri occhi da anni, anche a casa nostra, anche nel nostro quotidiano.
“La grande scommessa” prova a spiegarci i motivi di quella crisi: ci descrive come si sia arrivati al dissesto. Ci parla di un’economia falsata dalla colpevole incapacità e dalla supponenza degli operatori di borsa e dei grandi nomi della finanza. Ci parla del criminale comportamento delle agenzie americane deputate a tenere sotto controllo la solidità degli istituti bancari ed assicurativi, ma nei fatti complici della più grande truffa economica della storia.
E così il consiglio è quello di vedere questo film, con attenzione, cercando di capire, arrabbiandosi, inevitabilmente. Vi sentirete pedine di un sistema marcio fino alle fondamenta. Non cambierà molto, in realtà, ma almeno sarete vittime un po’ più consapevoli.
Nonostante il tema complesso, il film – basato sull’omonimo libro di Michael Lewis – si sviluppa in modo assolutamente scorrevole ed avvincente, anche grazie alle formidabili interpretazioni dell’intero cast.

Ti è piaciuto questo film? Allora guarda anche
Wall Street – Oliver Stone
Margin Call- J.C. Chandor
The Wolf of Wall Street – Martin Scorsese (VM 14)
Americani – James Foley
American Hustle – David O. Russell
Too big to fail – Curtis Hanson

e leggi anche
The big short La grande scommessa – Michael Lewis
Too big to fail Il crollo – Andrew Ross Sorkin
Il lupo di Wall Street – Jordan Belfort
Il denaro – Emile Zola

grande scommessa

Regia: Adam McKay
Sceneggiatura: Adam McKay, Michael Lewis, Charles Randolph
Musica: Nicholas Britell
Fotografia : Barry Ackroyd
Durata: 130′

Interpreti e personaggi principali:
Christian Bale – Michael Burry
Brad Pitt - Ben Hockett
Ryan Gosling – Greg Lippmann
Steve Carell – Mark Baum

Leggi tutto ►

Valeria Parrella

Lo spazio bianco

2008, Einaudi, 112 p.
avatar

Postato da
il

- Mettici uno spazio bianco e ricomincia a scrivere quello che vuoi. – Ma si può fare? Non me lo chiesi, perchè era necessario. – Sì, lascia un rigo in bianco e ricomincia sotto.

Questo breve romanzo di Valeria Parrella, giovane autrice napoletana, è la storia di un’attesa. Maria un’insegnante di lettere della scuola serale del centro di formazione territoriale della città partorisce, in sei mesi, la piccola Irene, nata prematura. Una gravidanza in età avanzata, e senza il supporto di un padre. Una storia contemporanea e profonda, senza quell’esasperazione o sfrustazione di fondo, ma con un dolore reale e presente. La quotidianità fatta di piccoli e rituali gesti, che ci sembrano normali, quasi scontati, ma che in questo periodo d’attesa -di sospensione- diventano pioli di una scala tutta in salita. Molto affascinante è la prosa dell’autrice che sa raccontare i momenti di condivisione con le altre madri, i momenti in cui torna al lavoro, con i suoi studenti del serale: buona parte stranieri o lavoratori, che dopo più di trent’anni hanno bisogno della licenza media, magari per poter guidare un muletto trasportatore. In questi giorni d’attesa Valeria Parrella ci racconta anche la vita di Maria, che conserva probabilmente molti tratti in comune con l’autrice: l’età prima di tutto, il percorso scolastico, e non da ultimo la provenienza geografica.

Lo spazio bianco non è solo un libro d’attesa, a dire il vero, ma anche un libro di speranza, che senza staccare i piedi per terra ci ricorda che sì, possiamo lasciare uno spazio bianco e ricominciare.

Ti è piaciuto?

Allora leggi
Tempo di imparare di Valeria Parrella

E guarda anche
Lo spazio bianco di Francesca Comencini

 

Leggi tutto ►

Jon Favreau

Iron Man

USA, 2008
avatar

Postato da
il

È meglio essere temuti o rispettati? Io dico: è troppo chiedere entrambe le cose?

Tony Stark, fin da ll’infanzia, dimostra un incredibile talento nell’inventare e costruire macchinari dalla tecnologia avanzatissima. Il suo lavoro viene messo al servizio dell’azienda di famiglia che si occupa di produrre armi per l’esercito.

La sua vita, dedicata a feste, alcool e donne, prende una piega inaspettata quando viene rapito da un gruppo armato. La consapevolezza che alcune delle sue creazioni siano finite in mano ai suoi aguzzini e non siano state impiegate, come aveva sempre creduto, per proteggere il suo paese, manda in crisi le sue certezze e lo porta a stravolgere la sua vita.

Tony Stark si trasforma così, grazie ad un’armatura iper tecnologia da lui ideata, nel supereroe Iron Man.

Jon Favreau da vita ad uno dei personaggi più noti ed iconici dell’universo Marvel, in quello che sarà il primo appassionante episodio di una trilogia.

Da non dimenticare anche le apparizioni del supereroe nella serie di film dedicata agli Avengers.

Ti è piaciuto questo film? Allora guarda anche…
Wolverine. L’immortale- James Mangold
X-Men- Bryan Singer
Chronicle- Josh Trank

…leggi anche
Il ragazzo dei mondi infiniti- Neil Gaiman e Michael Reaves
I doni- Ursula LeGiun

…e ascolta anche
The Pretender- Foo Fighters

Iron Man- Jon Fevrau

Regia: Jon Favreau
Sceneggiatura: Mark Fergus- Hawk Ostby- Art Marcum- Matt Holloway
Musiche: Ramin Djawadi
Durata: 126′

Interpreti e personaggi
Robert Downey Jr.: Iron Man/Tony Stark
Gwyneth Paltrow: Pepper Potts
Terrence Howard: Rhodey
Jeff Bridges: Obadiah Stane

Leggi tutto ►

Neil Marshall

Doomsday – Il giorno del giudizio

2008, Gran Bretagna - USA - Sudafrica
avatar

Postato da
il

È cosi grossa la bugia… che possiamo fare qualsiasi cosa per cavarcela…

Se avete fame mangiate un pezzo del vostro amico!

Diciamolo: i film casinisti e dal ritmo elevato ci piacciono.
È il caso di Doomsday: non dice assolutamente bugie e mantiene tutto quello che promette. Azione, thriller, fantascienza e un pizzico di comic-horror creano una perfetta alchimia che intrattiene gli spettatori.
Ed è la prima cosa che dovrebbe fare una film, spesso lo si dimentica.
Inghilterra: la Scozia è divenuta terra di nessuno a causa un virus e viene isolata dal resto del paese per contenere il contagio. Trent’anni più tardi l’isolamento non è più completo e a Londra scoppiano focolai della malattia.
Eden Sinclair (nome azzeccatissimo e terribilmente british), soldato e immune al virus, viene mandata con la sua squadra oltre il Vallo di Adriano alla ricerca di una soluzione.
Ma troveranno …
Un film che è come immagini si diceva. E molto di più:
- è un richiamo ed un omaggio a tutti i film del genere che lo hanno preceduto (due su tutti: Mad Max e 1997: fuga da New York);
- è una riflessione sulla pochezza della classe politica, talvolta assolutamente non adeguata alla circostanze e fissata sulle proprie convinzioni;
- è un film che valorizza la prova attoriale generale e su tutti svetta Rhona Mitra nel ruolo della Sinclair. Fantastica, splendida, esplosiva. In una parola: perfetta.
Insomma, un incrocio di buoni sentimenti, eroismo, riflessioni intervallate da scene d’azione ben fatte e simpatici (dire gustosi suonerebbe male?) siparietti di cannibalismo.
Un film d’atmosfera e dannatamente godibile.

Ti è piaciuto questo film? Allora guarda anche:
La serie di Mad Max
1997: fuga da New York di John Carpenter
28 giorno di Danny Boyle

…e leggi anche …
Io sono leggenda – Richard Mateson
Orgoglio e pregiudizio e zombie di Jane Austen – Seth Grahame-Smith
Manuale per sopravvivere agli zombi – Max Brooks

… e ascolta anche …
Dog Eat Dog – Adam and The Ants
Two Tribes (Carnage Mix) – Frankie Goes to Hollywood
Prodigy – Firestarter
Exodus – Tyler Bates

doom

 

Regia : Neil Marshall
Sceneggiatura : Neil Marshall
Fotografia : Sam McCurdy
Musica : Tyler Bates
Durata: 105′

Interpreti e personaggi principali
Rhona Mitra : Eden Sinclair
Bob Hoskins : Bill Nelson
Adrian Lester : Norton
Alexander Siddig : John Hatcher
David O’Hara : Michael Canaris
Malcolm McDowell : Kane

Leggi tutto ►

Gabriele Salvatores

Come Dio comanda

Rai Cinema, Colorado Film, anno 2008
avatar

Postato da
il

In un paese immaginario del nord est italiano Rino, padre di Cristiano figlio adolescente, cerca tutti i giorni lavoro come manovale per poter mantenere il ragazzo ed impedire ai servizi sociali di portarglielo via. Rino è un padre autoritario e spesso violento, e anche piuttosto incline all’ideologia nazista, ma in fondo un padre costante e presente.

Il miglior amico di Rino, vuoi per vicinanza, vuoi per necessità è Quattro formaggi; un ragazzo affetto da una forte demenza dovuta ad un pericoloso incidente sul lavoro, di cui Rino si prende cura, quasi fosse suo fratello maggiore. L’incidente di Quattro formaggi è avvenuto durante un lavoro “clandestino”, non riconosciuto e non assicurato, per cui si trova a vivere con il poco che riesce a racimolare dal lavoro che insieme a Rino raccolgono giorno per giorno dai cantieri della zona.

Succede che Quattro formaggi, nutrendo un’insana passione per la pornostar Ramona, scambia una ragazzina amica di Cristiano per quest’ultima, e una sera di pioggia in motorino la insegue. Ci sarà un incidente, la ragazzina morirà battendo la testa e Quattro formaggi chiederà aiuto a Rino… convinto che gli sia mandato da Dio stesso. L’evoluzione degli eventi porteranno Cristiano a salvare il padre in coma, e a capire poi che non sarà lui il colpevole di questa faccenda, potendosi così riconciliare con la figura del padre: severa, autoritaria, spietata e violenta a volte, ma comunque sempre onesta.

Un film molto drammatico, in cui compaiono, forse amplificate ma reali, le paure e le sensazioni di un adolescente, messo alla prova dai gesti forti del padre che ama, ma di cui ancora non capisce tutte le profondità. Il film è tratto dall’omonimo romanzo di Niccolò Ammaniti, e quando è uscito nel 2008 ha ottenuto due nomination per il David di Donatello, venne girato in Italia tra le province di Udine e Pordenone.

Ti è piaciuto questo film? Guarda

Io non ho paura di Gabriele Salvatores

… e leggi anche …
Come Dio comanda di Niccolò Ammaniti (disponibile anche in versione digitale)

Acciaio di Silvia Avallone

locandina

Regia: Gabriele Salvatores
Soggetto: Niccolò Ammaniti
Fotografia: Italo Petriccione
Musica: Mokadelic
Durata: 103 minuti

Interpreti e personaggi principali:
Rino: Filippo Timi
Cristiano: Alvaro Caleca
Quattro formaggi: Elio Germano

Leggi tutto ►

The Black Keys

Attack & Release

V2 Cooperative Music, 2008
avatar

Postato da
il

Attack & Release è il quinto studio album dei Black Keys e ha l’aspetto di un’istantanea di una cosa piccola che sta per esplodere: dopo questo, arriveranno album milionari e singoli spettacolari come Tighten Up, Lonely Boy e Fever, che faranno ballare folle oceaniche per mesi e mesi.
In Attack & Release, invece, il duo dell’Ohio suona ancora rauco e loud, e la produzione affidata a Danger Mouse non è invadente come a volte sarà in seguito: le chitarre di Dan Auerbach tagliano il giusto e la sua voce effettata ghigna d’ironia e vibra di soul, mentre Patrick Carney batte sui tamburi con precisione e intensità.
Più di tutto brillano le canzoni, un viaggio per gli anni ’70 lungo quaranta minuti: ci sono i riff cafoni di due gran singoli come I Got Mine e Same Old Thing, le sparate garage-r’n'r di Strange Times e Remember When (Side B), ma c’è tempo pure di perdersi tra le paludi di Psychotic Girl e Lies e godersi l’epica progressione di Things Ain’t Like They Used To Be – che par di stare in qualche classico perduto del cinema Blaxploitation.
Di certo, dopo questo disco, le cose non saranno più quelle di prima per i Black Keys, ma questi undici brani potrebbero essere la migliore introduzione a uno dei più divertenti e imprevedibili fenomeni commerciali degli ultimi anni. Alla faccia della critica più modaiola e noiosa.

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche
Blue Orchid – White Stripes
What Is And What Should Never Be – Led Zeppelin
Black Mold – The Jon Spencer Blues Explosion

…e guarda anche
Jackie Browne – Quentin Tarantino
Django Unchained – Quentin Tarantino

Leggi tutto ►

Delphine de Vigan

Gli effetti secondari dei sogni

Mondadori 2008, 239 p.
avatar

Postato da
il

Allora ho capito che, fra le tante domande che mi pongo, quella sul senso di rotazione della lingua non è la più importante.

A tredici anni Lou Bertignac frequenta una seconda liceo perché ha un’intelligenza nettamente superiore alla media. La sua mente in perenne, febbrile attività registra ed elabora i dati del mondo esterno e si pone domande inconsuete. Ma Lou è una disadattata: isolata dai compagni che la chiamano “il genio”, consapevole della propria goffaggine nella vita quotidiana, vive con un padre e una madre che la amano ma che devono fare i conti con una tragedia che ha sconvolto la famiglia.
La ragazzina spesso si ferma alla stazione di Austerlitz per osservare la gente: qui conosce una senzatetto, No, diciottenne profondamente segnata da una vita randagia e priva di affetto. Con la scusa di intervistarla per una ricerca di scienze sociali, Lou la rivede spesso, mentre prende consapevolezza della quantità di emarginati che vivono nelle pieghe di Parigi.
Tra le due ragazze si instaura un rapporto sempre più forte, che le cambierà entrambe.
Attraverso le nuove esperienze Lou cresce e capisce che, se non possiamo governare il mondo, forse, fra le tante domande che ci poniamo, possiamo anche lasciare un po’ di spazio alla vita.

Ti è piaciuto?
Allora leggi anche
Il cappotto, in Canto della neve silenziosa – Hubert Selby Junior
E guarda
Gli amanti del Pont-Neuf – Leos Carax

Leggi tutto ►