Archivio tag: Ace of Spades

Motorhead

No Remorse

Bronze Records - 1984
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Sunrise, wrong side of another day,
Sky high and six thousand miles away,
Don’t know how long I’ve been awake,
Wound up in an amazing state,
Can’t get enough,
And you know it’s righteous stuff,
Goes up like prices at Christmas,
Motörhead, you can call me Motörhead, alright

Solitamente qualsiasi artista inizia la sua carriera in un modo e, man mano che acquisisce esperienza, evolve e matura: Beethoven, Van Gogh, i Metallica, Zerocalcare… Tutti. Eccetto i Motörhead.
Dal primo album, Motörhead (1977) all’ultimo Bad Magic (2015) il gruppo non è cambiato di una virgola, se non per la migliore qualità di registrazione: basso sempre distorto e subito riconoscibile, chitarra sporca suonata con powerchords, batteria velocissima e voce sempre grattata, vero marchio di fabbrica di Lemmy.

In questo primo e definitivo Best Of dei Motorhead si trova la vera essenza del gruppo: niente canzoni di riempimento ma solo puro Rock n’ roll. Ci si imbatte nei grandi classici scolpiti nelle note come Ace of Spades, Overkill, Iron Fist e Stay Clean; altri brani sono presentati nella preziosa versione live importata da No Sleep ’til Hammersmith come Motörhead, Bomber e il medley Iron Horse / Born to Lose. Ad impreziosire ulteriormente questa compilation ci sono anche gli inediti Kill by Death, Snaggletooth, Steal Your Face e Locomotive.

Una scarica di decibel che continua inesorabilmente senza fermarsi un secondo per tutti i 90 minuti che dura.
Sempre gli stessi accordi, sempre lo stesso suono, sempre la stessa rauca voce. Ma, a volte, è la formula di base ad essere vincente. E lo è stata per 40 anni. Born to Lose, Live to Win.

Se ti è piaciuto ascolta anche: Ace of Spades: Motörhead
Leggi anche: La sottile linea bianca: Lemmy Kilmister
Guarda anche: No sleep ’til Hammersmith: Motörhead

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ACϟDC

Back in Black

1980, Atco Records
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Back in black
I hit the sack
I’ve been too long I’m glad to be back
Yes, I’m let loose
From the noose
That’s kept me hanging about
I’ve been looking at the sky
‘Cause it’s gettin’ me high
Forget the hearse ’cause I never die
I got nine lives
Cat’s eyes
Abusin’ every one of them and running wild

Il riff della title track Back in Black è uno dei mirabili capolavori di Malcolm Youngscomparso sabato 18 novembre 2017, a soli 64 anni.
Lui e la sua chitarra ritmica, Brian Johnson e la sua voce, Angus Young e la sua chitarra solista, Cliff Williams e il suo basso, Phil Rudd e la sua batteria hanno creato 10 tracce entrate nella leggenda e di conseguenza hanno creato l’album capolavoro degli ACϟDC, indiscutibilmente il miglior album della loro carriera.
Questi “terribili ragazzi” sono sempre stati dei mostri musicali nel creare canzoni dal grande ritmo e in quest’album hanno portato la creazione a livelli mai visti.
Spudoratamente meraviglioso il cantato, con quella voce cartavetrata di Brian, accattivante ed umoristica al tempo stesso, con tratti perfino in tonalità blues.
Si potrebbe concludere dicendo che gli ACϟDC siano la band migliore del mondo (sarebbe sbagliato?) oppure si potrebbe concludere che questo lavoro è un punto di riferimento definitivo nella storia dell’hard rock, un classico indiscusso ed indiscutibile (non sarebbe sbagliato)…
…non si concluderà in nessun modo: la loro musica è infinita e tale continuerà a risuonare.

Ascolta tre brani tratti dall’album:
Back to Black, Hells Bells, You Shook Me All Night Long

Ti è piaciuto quest’album? Allora ascolta anche:
Album degli ACϟDC presenti in Opac RBBC
Motorhead – Ace of Spades
Alice Cooper – Trash
Metallica – Metallica (Black Album)

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Phil Sutcliffe – ACϟDC
Jesse Fink – La dinastia Young
Murray Engleheart : Arnaud Duriex – ACϟDC

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Concerti degli ACϟDC presenti in Opac RBBC

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Motorhead

Ace of Spades

Bronze Records, 1980
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You know I’m born to lose
and gamblin’s for fools,
but that’s the way I like it, baby,
I don’t wanna live forever…
And don’t forget the joker!

Ci sono picche e picche.
Ad esempio, c’è il due di picche che, ahinoi, abbiamo tutti ricevuto almeno una volta.
E poi c’è l’asso di picche, Ace of Spades, album quintessenza dei Motorhead.
Classica la formazione: batteria sotto le sapienti bacchette di Phil “Philthy Animal” “Philthy Phil” Taylor, chitarra accarezzata da Edward “Fast” “Eddie” Clarke e dulcis in fundo basso e voce di Ian “Lemmy” Fraser Kilmister.
Voce che resterà scolpita nelle nostre orecchie per sempre.
Il titolo del disco è preso dalla traccia omonima: 2’e 49” di musica e parole diventati leggenda, incarnazione generazionale, splendidamente folle, di moltitudini di metallari e non.
Con altri due lavori della band inglese, Overkill e Bomber, Ace of Spades può essere considerato la base della NWOBHM con i suoi riff di chitarra impetuosi, melodie spiazzanti e travolgenti.
Lemmy, nel libro autobiografico La sottile linea bianca, dice: “Le canzoni di Ace Of Spades sono considerate dei classici dai fan dei Motörhead e, devo dire, sono davvero eccellenti. Ci divertimmo un sacco ad inciderle. Erano bei tempi; eravamo giovani e vincenti e ci credevamo davvero”.
Noi ci crediamo ancora.
Note come pugni che accarezzano i timpani, pugni gentili diventati dei classici.

Ascolta tre brani dell’album:
Ace Of Spades, (We Are) The Road Crew, The Chase Is Better Than the Catch

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche:
Motorhead
Tool – Lateralus
Amon Amarth – Deceiver of the Gods

… e leggi anche:
La sottile linea bianca : autobiografia – Lemmy Kilmister (con Janiss Garza)
Io sono Ozzy – Ozzy Osbourne (con Chris Ayres)
Tolkien rocks : viaggio musicale nella Terra di Mezzo – Fabrizio Giosuè

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Richard Linklater – The School of Rock
Richard Curtis – I Love Radio Rock
Suroosh Alvi & Eddy Moretti – Heavy Metal in Baghdad

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