Archivio tag: acustica

Dean Lewis

Same Kind Of Different

2017, Island records
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Through the wind
Down to the place we used to lay when we were kids
Memories of a stolen place
Caught in the silence
An echo lost in space

Dean Lewis è un giovane cantautore australiano originario di Sidney che si è affermato sulla scena musicale internazionale fin dal suo primo singolo, Waves, pubblicato il 7 aprile del 2017 e seguito dall’album Same Kind Of Different che, dall’uscita il 12 maggio 2017, ha già collezionato cinque nominations Aria Award.

Da questo Ep di sei canzoni sono stati tratti tre singoli: Waves, inserita come colonna sonora in alcune serie televisive come per esempio Suits, Riverdale e Shadowhunters; Need you now e Lose my mind.

Le canzoni sono contraddistinte dall’attenzione ai testi, che si presentano quasi come versi poetici, perfettamente incastonati in una melodia malinconica ma al tempo stesso ritmata.
Anche la versione acustica dell’album, pubblicata lo scorso novembre, ha riscosso un successo degno di nota.

Ascolta tre brani dell’album:
Waves
Lose my mind 
Chemicals (acustica)

Ti è piaciuto questo album?
Allora ascolta anche:
Aurora, All my demons greeting me as a friend
Train, Drops of Jupiter
The Wind and The Wave, Chasing Cars

E guarda anche:
Shadowhunters

 

 

 

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Violent Femmes

Violent Femmes

Slash Records, 1983
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I take
1 1 1 cause you left me and
2 2 2 for my family and
3 3 3 for my heartache and
4 4 4 for my headaches and
5 5 5 for my lonely and
6 6 6 for my sorrow and
7 7 for no tomorrow and
8 8 I forget what 8 was for and
9 9 9 for a lost god and
10 10 10 10 for everything everything everything everything

Se c’è un disco in grado di spiegare che il punk non è solo rivolta sociale, ma anche e soprattutto il suono perfetto per sputare fuori fame, noia e insoddisfazione, quello è Violent Femmes, disco d’esordio omonimo di tre ragazzi di Milwaukee abituati a suonare per strada, album simbolo per schiere di misfits eternamente fuori posto.
Gordon Gano, nel 1983, ha diciannove anni e le sue dieci canzoni hanno il fuoco di un’età in cui tutto è meraviglia oppure un peso insopportabile, il cielo e gli occhi sono incollati all’asfalto e di ragazze nemmeno l’ombra.
La sua chitarra acustica maltrattata e la sua voce capricciosa si incastrano alla perfezione con le linee acrobatiche e sgrammaticate del basso di Brian Ritchie; Victor DeLorenzo, ghignando, picchia su qualunque cosa possa ricordare uno strumento a percussione.
Ne nascono classici epocali, inni alternativi che uniscono punk, folk, country, gospel e surf in una miscela instabile e incandescente: dall’apertura irresistibile di Blister In The Sun alla folle conta di Kiss Off; dalla pigra battuta in levare di Please Do Not Go alle esplosioni di Confessions e To The Kill; dai micidiali ritornelli di Add It Up e Prove My Love allo xilofono che fa da scheletro a Gone Daddy Gone.
A chiudere, una delle più belle ballate mai scritte: quella Good Feeling che è puro struggimento per un attimo appena trascorso, qualcosa di così dolce e perfetto che pensi, e forse sai, che non potrai afferrarlo mai più.
 

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche
Roadrunner – The Modern Lovers
The Boy With The Perpetual Nervousness – The Feelies
History Lesson, Pt.II – Minutemen
Vent’anni – Zen Circus & Brian Ritchie
L’equilibristaMarta Sui Tubi

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