Archivio tag: adolescenti

Anastasio

La Fine Del Mondo

Sony, 2018
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“E non ho manco sonno ma se mi alzo torno ad affrontare il mondo / e sono tempi bui, il gioco lo conosco a fondo / sono debole e lui cambia le regole a suo piacimento”

Marco Anastasio in arte Anastasio è il giovanissimo vincitore di X Factor e “La fine del mondo”, nome anche del pezzo inedito che ha portato Anastasio alla vittoria è l’EP che rappresenta il suo esordio discografico sulla scena musicale italiana.

L’EP è composto da sei tracce: 5 inediti e la cover di “Generale” di Francesco De Gregori riletta in chiave personale dal rapper. Il disco si apre con  ”La fine del mondo”, il pezzo principale, totalmente scritto da Marco Anastasio e prodotta dal produttore discografico e rapper italiano Don Joe. Si apre con il piano in sottofondo, ha un bel ritmo nelle strofe, un fraseggio molto articolato, ed un ritornello coinvolgente ed esplosivo. È un pezzo di forte impatto, da parole e suoni forti, dalle atmosfere molto cupe che ricordano a tratti alcuni pezzi del più famoso rapper, sempre giovanissimo, Ultimo.
Nel mini-album troviamo oltre alla già citata  cover di “Generale” di De Gregori reinterpretata da Anastasio, altri quattro brani inediti: “Ho lasciato le chiavi”, “Un adolescente”, “Autunno” (scritta e cantata insieme ai Bowland, gruppo concorrente  incontrato sul palco di X-Factor) e “Costellazioni di kebab”.

Lo sconvolgimento interiore dell’artista trova sfogo in questi 6 brani dove attraverso una grande forza comunicativa, decisa e ribelle  ci narra il punto di vista di un “emarginato”. Una scrittura matura, cruda e di forte impatto se pensiamo che questo ragazzo ha 20 anni.

Ascolta i brani di Anastasio:
La fine del mondo
 Generale
Autunno (featuring Bowland)

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Tony Sandoval

Doom Boy

Tunuè, 2013
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Chi è Doomboy?
Se lo domandano tutti nella piccola città dove abita D. Nessuno lo sa. Tutti però lo ascoltano, alla radio, su una frequenza trovata per caso, tutti i venerdì verso le cinque. E’ spettacolare la musica di Doomboy.

D, è il protagonista di Doom Boy, la graphic novel di Tony Sandoval, edita in italia dalla case editrice Tunuè. In questo romanzo grafico viene narrata la storia struggente di un adolescente e del sul dolore per la morte improvvisa del suo unico grande amore: Anny che ha lasciato al biondo protagonista un buco immenso al centro del petto colmato solo dal potere della musica.
Nella malinconica vita del protagonista l’unico sollievo è dato dalla sua chitarra, anestetico per la sua sofferenza.
La musica suonata da Doom Boy colpisce al cuore di tutte le persone che sentono la sua musica per caso.
Tony Sandoval in questo piccolo gioiello illustrato narra con eleganza, poesia e delicatezza una vicenda toccante che sa fare emozionare lettori di tutte le età, facendo vibrare corde che sono presenti in ognuno di noi.
L’autore cerca di spiegare attraverso meravigliosi disegni onirici e visionari il dolore della perdita per una persona cara, che prende forma attraverso una moltitudine di mostri da affrontare e domare, che sono reali e presenti nel nostro io interiore.

Tony Sandoval da voce al dolore, alla musica e alla rabbia adolescente di Doom Boy con dei disegni dai colori delicati ed evanescenti che permettono di alleviare tutto il dolore che Doom Boy si porta dentro senza trovare pace.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche:
Un anno senza te di Luca Vanzella e Giopota
Il blu è un colore caldo di Julie Maroh

Ascolta anche:
La mia vita senza te – Tre allegri ragazzi morti

e guarda anche:
La vita di Adèle di Abdellatif Kechiche

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Stephen Chbosky

Wonder

01 Distribution, USA, 2017
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Se non ti piace quello che vedi, cambia il tuo modo di guardare.

 

Wonder (2017), tratto dall’omonimo romanzo di R. J. Palacio è il film del regista Stephen Chbosky (regista anche di Noi siamo infinito).

Narra le vicende di August (Jacob Tremblay), un ragazzino di 10 anni, nato con una rarissima sindrome che rende il suo volto completamente deforme e sfigurato. Nella sua giovanissima vita ha già dovuto subire 27 interventi chirurgici per cercare di mitigare questa sua deformità; soprattutto per riuscire a recuperare vista e udito altrimenti impossibili. Ha due genitori sensibili e attenti: Isabel (Julia Roberts) e Nate (Owen Wilson) che non si sono mai scoraggiati e hanno dato ad Auggie (come viene chiamato August) affetto, disciplina e cultura. August ha sempre studiato a casa e quando esce fuori dalle mura di casa indossa un casco da astronauta per evitare di ricevere gli sguardi dei curiosi, fino a quando i genitori decidono di mandarlo a scuola per potergli far vivere un’infanzia come gli altri bambini nonostante la sua apparente differenza. August nella nuova scuola si  trova faccia a faccia con un preside intelligente e sensibile, ma come prevedibile, una volta tolto il suo casco da astronauta si scontrerà di petto con la superficialità e immaturità di alcuni compagni di classe proprio a causa delle sue deformità, e tra episodi di bullismo vari si troverà anche a fare i conti anche con il dolore per essere stato tradito da qualcuno che si finge un amico.

Wonder non è solo un film dove i bulli prendono di mira l’elemento fragile. August è un ragazzino simpatico e intelligente che con la sua gentilezza e bontà conquisterà l’amicizia dei compagni e la stima e il rispetto di tutta la scuola, rendendo i suoi genitori molto orgogliosi.
I genitori sono due persone straordinarie, che hanno educato un  figlio ancora più straordinario, dove nessuno si lascia sopraffare da questa enorme tragedia ma uniti si cerca di non crollare sotto il peso degli eventi ma di reagire, sempre con energie positive.

Ottima prova di recitazione per Julia Roberts, Owen Wilson e Jacob Tremblay nonostante il pesante trucco sul volto.
La pellicola è ambientata in una New York con una fotografia splendida che mette in risalto i colori primaverili e autunnali ed è accompagnato da una musica di qualità.
Wonder è un manifesto contro la paura del diverso e ci spinge a cambiare modo di guardare gli altri e a non avere pregiudizi, anche se rimane una delle cose più difficili da fare guardare con gli occhi del cuore.

 

 

Ti è piaciuto questo film? Allora vedi anche
Noi siamo infinito - Jacob Tremblay

e leggi anche
Elogio alla bruttezza – Loredana Frescura
Wonder – R. J. Palacio
Il libro di Julian. A wonder story – R. J. Palacio
Il libro di Charlotte. A wonder story – R. J. Palacio

wonder

Durata: 113′
Regia: Stephen Chbosky

Cast:
Jacob Tremblay
Owen Wilson
Julia Roberts
Daveed Diggs

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Carlos Montero, Darío Madrona

Élite

Zeta Producciones, 2018
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L’ambito trofeo era destinato al migliore della classe, invece si è trasformato nello strumento di morte

Élite è la nuova serie tv spagnola di successo su Netflix;  un teen drama  composto da 8 episodi dalle tinte forti e da guardare tutti d’un fiato, che ruota attorno alle vicende di un gruppo di adolescenti, che frequentano una delle scuole più prestigiose di Spagna “Las Encinas”.
La loro vita  viene sconvolta quando nella scuola arrivano tre ragazzi di differente estrazione sociale: Samuel, Nadia (una ragazza musulmana) e Christian. I tre “fortunati” hanno vinto tre borse di studio a seguito del crollo della loro scuola statale.
Lo scontro con i compagni “ricchi” è inevitabile, e cercheranno in tutti i modi  di riscattarsi socialmente, ma a complicare il tutto, nella scuola ci sarà un omicidio (quello della compagna di scuola Marina), su cui indagare e fare chiarezza.
All’inizio si pensa che il colpevole possa essere  uno dei tre ragazzi nuovi, ma le indagini faranno emergere scheletri nell’armadio e lati oscuri di tutti gli studenti della scuola e delle loro famiglie.

La serie, anche se in apparenza vuole mostrarsi “leggera” e per un pubblico adolescenziale, affronta tematiche serissime ed esposte in maniera decisamente esplicita: bullismo, pregiudizio, omosessualità, sesso, HIV, differenze tra ricchi e poveri, tossicodipendeza, fede religiosa, intrecci amorosi,  gravidanze, tradimenti, e segreti di famiglia.

Se ti è piaciuto leggi anche:
Te la sei cercata – Louise O’Nell
Il coraggio della libellula – Deborah Ellis

Se ti è piaciuto guarda anche:
Thirteen Reasons Why
La Casa di Carta
Pretty Little Liars

Ascolta la colonna sonora della serie: elite-500x375 Genere: teen drama, thriller, drammatico Ideatore: Carlos Montero, Darío Madrona Cast: María Pedraza, Itzan Escamilla, Miguel Herrán, Jaime Lorente, Danna Paola

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Jannik Tai Mosholt, Esben Toft Jacobsen e Christian Potalivo

The Rain

Danimarca, 2018
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Non sai mai quando il tuo mondo sta per cambiare

Simone e Rasmus vengono prelevati velocemente dai loro genitori e fatti salire in auto.
Il padre guida veloce uscendo dalla città. Scendono dal veicolo ed entrano in un bosco. Poco dopo arrivano in un bunker costruito dal padre. Ci entrano. Simone e Rasmus non ne usciranno per sei anni. Infatti, un virus letale portato dalla pioggia annienta la società.
Ben presto si uniscono a un gruppo di giovani sopravvissuti e insieme partono per una ricerca piena di pericoli attraverso la Scandinavia abbandonata, alla ricerca di qualsiasi segno di vita.

Liberati dal loro passato e dalle regole della società, il gruppo ha la libertà di essere ciò che vuole essere. Nella loro lotta per la sopravvivenza, scoprono che anche in un mondo post-apocalittico c’è ancora amore, gelosia, età avanzata e molti dei problemi che pensavano di aver lasciato con la scomparsa del mondo che un tempo conoscevano.

Riuscitissima l’ambientazione (sembra davvero di farsi un bel viaggio di Danimarca). La trama è fin da subito intrigante, evolvendosi bene e con la giusta tensione. Gli attori sono abbastanza riusciti, principalmente i due fratelli.

Il risultato? Una buona serie che si ispira tantissimo a The Walking Dead, ma dove i veri protagonisti sono gli adolescenti.

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Interpreti:

Alba August: Simone Andersen
Lucas Lynggaard Tønnesen: Rasmus Andersen
Mikkel Boe Følsgaard: Martin
Angela Bundalovic: Beatrice
Sonny Lindberg: Jean
Jessica Dinnage: Lea
Lukas Løkken: Patrick

Se ti è piaciuto guarda anche: Annientamento - Alex Garland
leggi anche: L’Acchiappasogni - Stephen King
ascolta anche: Have you ever seen the rain? – Creedence Clearwater Revival

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Melvin Burgess ad AltreStorie: quando la promozione alla lettura passa dalle emozioni

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Mercoledì 9 Novembre. Mi sveglia la radio con notizie sconcertanti da Oltreoceano e subito faccio i conti con una giornata che non si prospetta all’altezza delle mie aspettative. C’è una luce però nel tunnel: oggi vado alle Scuole Medie di Pandino (CR) ad assistere all’incontro dei ragazzi di terza con l’autore Melvin Burgess. L’iniziativa è organizzata nell’ambito del Festival AltreStorie, bell’evento promosso da Comune di Crema e Cooperativa Equilibri di Modena.
Mentre mi incammino verso l’aula magna dell’Istituto Comprensivo Visconteo, la prospettiva di incontrare ragazzi e sentir parlare di libri già mi rasserena un po’. Arrivo che l’incontro è appena iniziato e subito l’atmosfera mi piace.
Nonostante Melvin parli inglese e quindi l’effetto delle sue parole rischi di essere in parte attenuato dai tempi di traduzione, in realtà lo scrittore inglese riesce a catturare fin da subito l’attenzione del pubblico.
Il clima che si crea è l’ideale per la narrazione. Melvin racconta le trame dei propri libri (Junk, Kill All Enemies, Innamorarsi di April, Billy Elliot), che prendono spunto da storie vere, in parte certamente anche dal suo vissuto. Burgess trasmette ai ragazzi (e non solo a loro, anche a noi adulti: bibliotecari, insegnanti) la passione per la scrittura ed in generale, direi, per la vita.
Tutti noi abbiamo la sensazione di trovarci di fronte ad un grande professionista e ad una persona vera. Traspare dalle parole di Melvin – addirittura dalla sua postura, dalla sua mimica – una profonda empatia con i ragazzi ed un sincero rispetto per la loro capacità di affrontare le difficoltà, nonostante gli adulti di riferimento siano spesso inadeguati.
Dopo quasi due ore, lo staff di AltreStorie annuncia che purtroppo occorre chiudere perché Melvin è atteso ad un altro appuntamento pubblico. Per tutta risposta i ragazzi lo raggiungono, chiedono autografi, continuano a fare domande: insomma, cercano di trattenerlo per ascoltare ancora un po’.

E’ stato un incontro suggestivo, a testimonianza che i giovani sanno perfettamente riconoscere (ed apprezzare) la qualità umana ed artistica quando c’è.
E a dimostrazione che la vera promozione alla lettura passa sempre da una condivisione di emozioni.

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Roberto Recchioni

Ya: La battaglia di Campocarne

Mondadori, 2015
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“Ricordati questo ragazzo, le storie, non sono mai stupide. Le storie sono tutto ciò che abbiamo, senza di loro, non siamo niente.”

Ya è molto più che un romanzo. E’ un inno, un’apologetica della narrazione, dell’essere scrittori – guerrieri ma soprattutto del valore che tutti noi abbiamo, anche se gli altri ci mettono a dura prova e cercano di farci dubitare di ogni cosa. Anche di noi.

Ya, è la storia dell’epica battaglia di Campocarne intrecciata ai continui flashback che raccontano le vicende dei protagonisti. Si narra di Stecco, un ragazzino nodoso e mingherlino che da sempre sogna di seguire il Granduomo nelle sue epiche battaglie. A fianco del leggendario guerriero troviamo la fedele Nonna Mannaia e  l’Incapucciato. Risiedono a Fortedorsoduro dove addestrano giovanissimi guerrieri, denominati “avventurieri”, all’uso delle armi e alla battaglia. Stecco decide di lasciare il paesino di Zarafa, intriso di una lenta e tradizionale quotidianità, per gettarsi all’avventura, incontrando l’amore (anche se non è come lo aveva sempre immaginato) l’amicizia ma soprattutto fiducia in se stesso.

Scritto da Roberto Recchioni, autore dietro Dylan Dog e Orfani, è un romanzo agile, godibilissimo e succulento. E’ intriso di una profondissima ironia, che sminuisce l’idealizzazione del genere Fantasy, e una brutalità reale che mostra la guerra come una faccenda sporca, orrenda e per niente eroica. E’ proprio grazie a questi caratteri “insoliti” per un Fantasy che oltrepassiamo il genere e incontriamo le grandi metafore letterarie, laddove il guerriero è lo scrittore che deve narrare della propria  battaglia contro il Re Spaccacuori, incontrare il suo amore e imparare ad accettarlo nella sua disillusione, e l’amicizia che è così stretta proprio in esseri del tutto diversi da noi.

Ya, salvo cambi di direzione autoriali, dovrebbe rappresentare il primo volume di una trilogia destinata a diventare un vero e proprio oggetto di culto. La copertina è illustrata da Gipi e lascia intravedere alcune connessioni narrative con il suo gioco di ruolo, rilasciato lo scorso anno, Bruti di cui non è solo l’autore ma anche l’illustratore delle carte.

Se ti è piaciuto questo romanzo leggi anche:

Gipi – Una storia

Roberto Recchioni – Orfani

Ascolta anche:

Iron Maiden – The book of souls

Guarda anche:

George Miller – Mad Max Fury Road

 

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