Archivio tag: alessandro baronciani

Davide Toffolo

Cinque Allegri Ragazzi Morti

Coconino Press, 2011
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Eccitante, fratello, fuoco vero, in questo mondo di plastica. Cosa c’è di più vero del fuoco?

“Cercate di non perdervi…”
“Non siamo già ragazzi persi?

Per esempio impari che ci sono modi diversi di nascere.

Sleepy il dormiente, Sumo che ha sempre fame, Gianni Boy leader e osannato dalle ragazze, Mario l’emozionale e Vasco senza paura: sono questi i Cinque Allegri Ragazzi Morti.
Antefatto: i cinque formano una cricca affiatata e ben assortita, che a volte si spinge troppo in la con gli scherzi. E con Lidia, nuova compagna di classe e simil-strega, si passa oltre la soglia: lei vuole vendicarsi.
Una parola: incidente.
E i cinque si ritrovano tramutati in zombie.
La loro nuova “vita” ha regole semplici e quindi complicate: lasciar stare i vivi e non interferire con i loro affari, nutrirsi di carne umana… e non innamorarsi. Mai.
“Cosa vuol dire innamorarsi?” chiede agli altri uno dei cinque “Trovare un odore compatibile, sentire lo stomaco aggrovigliarsi? Comunque neanche quando ero vivo sapevo distinguere il vero amore dal resto”.
Si diceva: la loro nuova vita è si un viaggio on the road, ma è soprattutto un viaggio di iniziazione. È già un’odissea sopportare la crescita della vita, figuriamoci quando si è passati oltre: un mondo a parte, dove tu sei l’alieno e fai domande alle quali non si sa chi darà risposta e quando.
Questa graphic novel è una delle punte più alte del lavoro di Davide Toffolo: da qui si è originato il gruppo rock (e non solo) dei Tre allegri ragazzi morti.
Una graphic novel senza un protagonista definito, ma con una sequenza narrativa divisa in due… a ben vedere non sono molto dissimili, l’aldiqua e l’aldilà: governati entrambi da contrasti, da solitudini, amori veri e falsi… parrebbe un unico mondo, visto da parti opposte.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche…
Graphic novel is dead – Davide Toffolo
Quando tutto diventò blu – Alessandro Baronciani
Blankets – CraigThompson 

… e ascolta anche
Nel giardino dei fantasmi – Tre Allegri Ragazzi Morti
Gorillaz – Clint Eastwood

… e guarda anche
Cinque Allegri Ragazzi Morti: il musical
The Walking Dead – Frank Darabont

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Alessandro Baronciani

Quando tutto diventò blu

Black Velvet, 2011, 115 p.
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In quel silenzio abissale. Da qualche parte nella oscurità profonda, ti sembra di sentire una voce. Una voce nera come un’eco. E un pensiero, che non ha ancora preso forma, si fa avanti… Quella voce non è lì fuori! Sta crescendo dentro di te.

Ci sono malattie difficili da riconoscere ed accettare, anche da parte di chi ne soffre. Per la protagonista di questa graphic novel, la malattia arriva inaspettata, stravolgendo una vita del tutto normale. E come si può vivere la quotidianità quando non si sa cosa sta succedendo al proprio corpo, diventato all’improvviso estraneo? Dare un nome e sapere cosa si sta affrontando può essere il primo passo di una risalita difficoltosa. Come quella che è necessario compiere quando ci si immerge nelle profondità marine.
Alessandro Baronciani riesce a raccontare al lettore il dolore e lo smarrimento della protagonista con poche frasi e lo stile semplice e coinvolgente che caratterizza i suoi disegni.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche…
Raccolta 1992/2012- Alessandro Baronciani
Respiro- Maria Beatrice Masella
Le ragazze nello studio di Munari- Alessandro Baronciani

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Altro

Sparso

La Tempesta, 2013
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è tutto il tempo che non ho, è tutto quello che ho per te

Sul finire del bellissimo libro Our Band Could Be Your Life si racconta una storia: nel Settembre del 1992, a Seattle, i Pearl Jam suonano gratis in un parco, davanti a trentamila fan. Dall’altra parte della città, i favolosi Beat Happening tengono un concerto in un magazzino per centocinquanta persone, senza palco ma con un sacco di banchetti di fumetti.
Ecco, gli Altro fanno pensare a quelle cose lì. Ai fumetti, certo: la chitarra e la voce sono di Alessandro Baronciani, e l’approccio minimale alla composizione (quasi mai, qui, si arriva ai due minuti) ricorda quello di certe fulminanti strip. Ma soprattutto hanno a che fare con lo scegliere da che parte stare, quando si parla di musica scritta e suonata per pura passione, pochi mezzi e molte buone idee.
Sparsi sono i tre Altro: Alessandro, Gianni (basso) e Matteo (batteria) vivono tutti in città europee diverse, distanti; ogni incontro, ogni prova, ogni concerto si fanno sempre più complicati con il passare del tempo e gli impegni, ma forse è proprio la difficoltà a far vivere e luccicare queste tenere fantasie punk.
Sparse sono le canzoni che si trovano nel disco: sedici pezzi arrivano dai quattro 45 giri stagionali pubblicati nel corso degli ultimi anni (Autunno, Estate, Primavera, Inverno); due sono inediti, e tra questi la bellissima Paolo, chiusa perfetta che si tinge di un’eterea malinconia, inedita e sognante.
Sparso è l’album che meglio di qualunque parola racconta cosa siano arrivati a essere oggi gli Altro, tra sfuriate (post-) punk/hardcore (Ti Ricordi?, Ottimismo, Precisamente, Stampa, Sangue) e minime pause acustiche (Spesso, Calcoli), spigoli vivi e dissonanze (Lucia, Ingrandimento, Classe, Rico, Melograno) e melodie pop stralunate (Gattini) e rotonde (Nome, cantata con Erica Terenzi dei Be Forest).
Una raccolta di canzoni capaci di costruire un piccolo mondo a sé, fatte apposta per abbracciarsi e ballare.


Ti è piaciuto questo disco? Allora ascolta anche
Holiday song – Pixies
This ain’t no picnic – Minutemen
Mi ami? – CCCP
Ti ringrazio – Wolfango
Indian summer – Beat Happening

…e leggi anche
Raccolta 1992/2012 – Alessandro Baronciani

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Alessandro Baronciani

Raccolta 1992/2012

Bao Publishing, 2013
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la mia ultima domenica mattina più bella? Forse il giorno dopo che ti ho conosciuto. Perchè sorridevo senza motivo e mi si è piazzato un grande peso sullo stomaco…sensazione che hai di fronte alle cose belle che non capisci. E tu? Dove sei questa domenica mattina?

Mattine che iniziano alle tre del pomeriggio, al suono dei My Bloody Valentine, ricordando domeniche migliori, nascoste nei filmini delle colazioni con i genitori, nelle sbronze a diciassette anni o nei negozi di dischi a Camden.
Poi si esce di casa, dimenticando canzoni punk sullo stereo acceso, addormentandosi a scuola al rientro pomeridiano, per trovare poesia e fenicotteri negli angoli grigi di una città qualunque.
Baci rubati nei modi più contorti, nastri zeppi di musica che non si potrà mai ascoltare.
Un’ultima giornata passata insieme prima dell’addio, persi tra la Malinconia e Il Bacio di Francesco Hayez.
E poi: loop psicologici cuciti su stoffa e atmosfere nerissime, coniglietti inquietanti, invasioni aliene e tramonti nucleari.
Tutto raccolto in un unico volume, a celebrare vent’anni di fumetto, vent’anni di Alessandro Baronciani e della sua arte di raccontare emozioni e disegnare storie, infilate ovunque si potesse: dalle fanzine con i compagni di classe ai programmi dei locali alternativi, dalle pagine di riviste e quotidiani alle cassette postali di chi non aspettava altro che un suo pacchetto di autoproduzioni, da scartare con sempre nuova meraviglia.
Dove il bianco e nero non ha quasi mai bisogno di colore per portare in vita e farci sentire vicini a sogni e incubi, occhi bassi e sorrisi luminosi, che potrebbero essere i nostri.
 
Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche
Quando tutto diventò blu – Alessandro Baronciani
Le ragazze nello studio di Munari – Alessandro Baronciani
 
…e ascolta anche
You made me realise – My Bloody Valentine
Questi anni – Kina
 

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Fast Animals and Slow Kids

Hybris

Woodworm, 2013
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Le speranze a vent’anni
ti chiudono gli occhi ma tu pensi ai tramonti

Un arpeggio delicato e poi l’onda travolgente delle elettriche, in un anthem cadenzato da cantare in coro con Aimone, Alessandro, Alessio e Jacopo nei loro memorabili live: è Un Pasto Al Giorno ad accoglierci in Hybris, secondo album dei perugini Fast Animals and Slow Kids.
Emozioni e canzoni come un ottovolante, le parole e i pensieri dei vent’anni che graffiano la pelle e colpiscono l’anima, mentre la musica si contorce, si quieta, esplode imprevedibile in ogni direzione, colorata in più di una traccia dagli inserti dei fiati e dei violini.
La lama affilata di un punk-rock romantico e melodico penetra a fondo tra la coralità catartica e le strutture fratturate dell’emo-core e l’epica sfacciata del rock alternativo più sincero, quello che non ammette pause tra musica e vita.
Che rallentino in midtempo comunque iper-eccitati (Combattere per l’Incertezza, A Cosa ci serve, Calce), aprano squarci con riff stoner (Farse) o si lancino in cavalcate a precipizio (Fammi Domande, Maria Antonietta, Troia, Canzone per un abete parte II, Treno) , i FASK accendono fuochi di rabbia e sorrisi per tutta la durata di un gran disco, bello e importante.
Da stringerci forte cuore e pugni.
 

Ti è piaciuto questo disco? Allora ascolta anche
Kids Don’t FollowThe Replacements
E’ finito il caffèGazebo Penguins
VixiFine Before You Came
 
…e leggi anche
Raccolta 1992/2012 – Alessandro Baronciani

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