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Bill Evans

Piano Poet

Verve, 2015
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Mi infastidisce quando la gente cerca di analizzare il jazz come un teorema intellettuale. Non lo è, non lo è.

Il jazz non lo puoi spiegare a qualcuno senza perderne l’esperienza perché è sentimento, non parole.

Bill Evans è stato definito il maggiore esponente del jazz dopo la Seconda Guerra Mondiale. Nella sua lunga e ricca carriera, tra il 1958 e il 1980, ha inciso più di cinquanta album.

Piano Poet è una raccolta in tre dischi di brani da lui interpretati. Il titolo scelto non potrebbe essere più adeguato a questo incredibile artista, in grado di far cantare il pianoforte.
Il suo stile è unico, nato dalla fusione dello studio approfondito della musica classica con l’ebbrezza da lui provata nel fare aggiunte, cambiare e improvvisare i brani eseguiti.
La musica da lui composta e interpretata è evidentemente una questione intima e personale, tanto che afferma: “Nonostante il fatto che io sia un esecutore professionista, è vero che ho sempre preferito suonare senza un pubblico“.

Piano Poet, strutturato come una vera e propria carrellata dell’opera di Bill Evans, dai suoi esordi alla sua scomparsa, è un album perfetto per scoprire un artista essenziale per la storia della musica del ’900. I brani che lo compongono, imprescindibili per chi vuole conoscere il jazz, risultano ancora oggi all’ascolto estremamente moderni. Sono, quindi, perfetti anche per chi non è appassionato o non conosce a fondo il genere.

Una menzione particolare merita il brano Blue in Green, ricordo della lunga collaborazione con Miles Davis, che ha segnato profondamente la carriera di Bill Evans, portando alla creazione dell’album Kind of blue (considerato un pilastro della musica jazz).

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Alessandro Rak

L’arte della felicità

Rai Cinema, Napoli 2013
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Viviamo mille vote e mille volte siamo da buttare

L’arte della felicità ha una trama essenziale, un tour vertiginoso in una Napoli pre (o post) apocalittica fra spazzatura ingestibile,vie congestionate da un traffico opprimente e da una pioggia senza fine il tutto condito da una carovana di personaggi memorabili. Ci troviamo sopra il taxi di Sergio che decide di passare la sua vita sopra l’auto lavorando senza sosta non riuscendo ad affrontare la scomparsa del fratello Alfredo. Alfredo è fuggito da anni in Tibet per farsi monaco Buddista tacendo però alla famiglia la sua malattia che lo avrebbe condotto in pochi anni alla morte. Ai genitori e Sergio non resterà che fare i conti con una realtà che appare molto più grigia e scura senza la luminosa e saggia figura dii Alfredo, ma soprattutto senza la sua musica. I due fratelli erano, infatti, musicisti jazz molto famosi e apprezzati in tutta la città (o il mondo, non è dato saperlo).

L’arte della felicità è un film indipendente e unico in tutto il panorama d’animazione europeo. Realizzato senza alcun fondo statale ma grazie alla collaborazione di tantissimi artisti napoletani e al fumettista (e regista) Alessandro Rak, è un film che traduce in un mondo parallelo la splendida e tormentata città campana al centro ormai della scena culturale europea. Il pregio principale di quest’opera è la sincerità, oltre allo straordinario sogno grafico musicale di Rak. La pellicola traduce  il nostro disorientamento ma con ironia, magia e una profonda nota di speranza- proprio come le note del jazz e del blues suonato dai due fratelli. La separazione, come la morte, la malinconia, la gioia e la rabbia sembrano mescolarsi in un mix irresistibile in questo grande labirinto di strade che rappresenta la vita stessa costellata da milioni di altre esistenze alla ricerca della propria felicità e dei propri sogni. Si sosta con gli altri o si è solo di passaggio, questo non è dato saperlo, quello che è certo è lo scambio e l’arte della meraviglia che possiamo donarci in questi brevi attimi in cui ci conosciamo e ci abbandoniamo alla vita.

In una regia fluida e musicale attraversiamo un film d’animazione che si inserisce a pieno titolo nei migliori prodotti europei degli ultimi anni. Nota di merito alla colonna sonora che segue i personaggi in un mix di sonorità mediterranee travolgenti.

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L’arte della felicità (il fumetto) – Alessandro Rak

Ascolta:
Foja, Dimane torna o sole

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Piccola Patria

 

locandina

 

Genere: Animazione
Regia: Alessandro Rak
Sceneggiatura: Alessandro Rak, PaolaTortora, Nicola Barile
Casa di produzione: Rai Cinema – Big Sur edizoni
Musiche: Antonio Fresa

 

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