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Altro

Sparso

La Tempesta, 2013
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è tutto il tempo che non ho, è tutto quello che ho per te

Sul finire del bellissimo libro Our Band Could Be Your Life si racconta una storia: nel Settembre del 1992, a Seattle, i Pearl Jam suonano gratis in un parco, davanti a trentamila fan. Dall’altra parte della città, i favolosi Beat Happening tengono un concerto in un magazzino per centocinquanta persone, senza palco ma con un sacco di banchetti di fumetti.
Ecco, gli Altro fanno pensare a quelle cose lì. Ai fumetti, certo: la chitarra e la voce sono di Alessandro Baronciani, e l’approccio minimale alla composizione (quasi mai, qui, si arriva ai due minuti) ricorda quello di certe fulminanti strip. Ma soprattutto hanno a che fare con lo scegliere da che parte stare, quando si parla di musica scritta e suonata per pura passione, pochi mezzi e molte buone idee.
Sparsi sono i tre Altro: Alessandro, Gianni (basso) e Matteo (batteria) vivono tutti in città europee diverse, distanti; ogni incontro, ogni prova, ogni concerto si fanno sempre più complicati con il passare del tempo e gli impegni, ma forse è proprio la difficoltà a far vivere e luccicare queste tenere fantasie punk.
Sparse sono le canzoni che si trovano nel disco: sedici pezzi arrivano dai quattro 45 giri stagionali pubblicati nel corso degli ultimi anni (Autunno, Estate, Primavera, Inverno); due sono inediti, e tra questi la bellissima Paolo, chiusa perfetta che si tinge di un’eterea malinconia, inedita e sognante.
Sparso è l’album che meglio di qualunque parola racconta cosa siano arrivati a essere oggi gli Altro, tra sfuriate (post-) punk/hardcore (Ti Ricordi?, Ottimismo, Precisamente, Stampa, Sangue) e minime pause acustiche (Spesso, Calcoli), spigoli vivi e dissonanze (Lucia, Ingrandimento, Classe, Rico, Melograno) e melodie pop stralunate (Gattini) e rotonde (Nome, cantata con Erica Terenzi dei Be Forest).
Una raccolta di canzoni capaci di costruire un piccolo mondo a sé, fatte apposta per abbracciarsi e ballare.


Ti è piaciuto questo disco? Allora ascolta anche
Holiday song – Pixies
This ain’t no picnic – Minutemen
Mi ami? – CCCP
Ti ringrazio – Wolfango
Indian summer – Beat Happening

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Raccolta 1992/2012 – Alessandro Baronciani

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Alessandro Baronciani

Raccolta 1992/2012

Bao Publishing, 2013
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la mia ultima domenica mattina più bella? Forse il giorno dopo che ti ho conosciuto. Perchè sorridevo senza motivo e mi si è piazzato un grande peso sullo stomaco…sensazione che hai di fronte alle cose belle che non capisci. E tu? Dove sei questa domenica mattina?

Mattine che iniziano alle tre del pomeriggio, al suono dei My Bloody Valentine, ricordando domeniche migliori, nascoste nei filmini delle colazioni con i genitori, nelle sbronze a diciassette anni o nei negozi di dischi a Camden.
Poi si esce di casa, dimenticando canzoni punk sullo stereo acceso, addormentandosi a scuola al rientro pomeridiano, per trovare poesia e fenicotteri negli angoli grigi di una città qualunque.
Baci rubati nei modi più contorti, nastri zeppi di musica che non si potrà mai ascoltare.
Un’ultima giornata passata insieme prima dell’addio, persi tra la Malinconia e Il Bacio di Francesco Hayez.
E poi: loop psicologici cuciti su stoffa e atmosfere nerissime, coniglietti inquietanti, invasioni aliene e tramonti nucleari.
Tutto raccolto in un unico volume, a celebrare vent’anni di fumetto, vent’anni di Alessandro Baronciani e della sua arte di raccontare emozioni e disegnare storie, infilate ovunque si potesse: dalle fanzine con i compagni di classe ai programmi dei locali alternativi, dalle pagine di riviste e quotidiani alle cassette postali di chi non aspettava altro che un suo pacchetto di autoproduzioni, da scartare con sempre nuova meraviglia.
Dove il bianco e nero non ha quasi mai bisogno di colore per portare in vita e farci sentire vicini a sogni e incubi, occhi bassi e sorrisi luminosi, che potrebbero essere i nostri.
 
Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche
Quando tutto diventò blu – Alessandro Baronciani
Le ragazze nello studio di Munari – Alessandro Baronciani
 
…e ascolta anche
You made me realise – My Bloody Valentine
Questi anni – Kina
 

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