Archivio tag: Americana

The War On Drugs

Lost In The Dream

Secretly Canadian, 2014
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Wide awake
I rearrange the way I listen in the dark
dreaming of starting up again

Terzo album per i War On Drugs di Adam Granduciel, dopo il meraviglioso (e sottovalutato) esordio Wagonwheel Blues – che vantava anche la chitarra di Kurt Vile – e un seguito un poco sotto le aspettative, Lost In The Dream è il ritorno in grande stile di uno dei più dotati autori degli ultimi tempi.
Come un lungo viaggio – la durata media dei brani si aggira intorno ai sei minuti – con i pensieri a rannuvolare strade polverose e deserte, le dieci gemme di Lost In The Dream sono un sogno a occhi aperti, via del tutto contemporanea al modo d’intendere il songwriting e la canzone americana.
L’eco di grandi classici come Bruce Springsteen o Tom Petty è marcatissima, particolarmente nel dolce timbro vocale di Granduciel e nei raffinati intrecci elettroacustici; eppure gli arrangiamenti e la registrazione contribuiscono a donare atmosfere liquide e una qualità eterea a un genere solitamente molto terreno, sostenute da un incessante battito sintetico.
Che si voli alto, quasi in velocità, come nel singolo Red Eyes, in An Ocean Between The Waves o nella strepitosa Burning, o ci si quieti come davanti a un tramonto – e succede nelle scintillanti malinconie di Suffering e dell’accoppiata conclusiva Lost In The Dream/In Reverse – le melodie sono sempre memorabili e sfuggenti, ampie ed emozionanti.
Disco fascinosissimo e misterioso, senza un momento sottotono, tra i più belli ascoltati quest’anno.

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche
King’s Highway – Tom Petty & The Heartbreakers
I’m On Fire – Bruce Springsteen
Wakin’ On a Pretty Day – Kurt Vile

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Green Like July

Build a Fire

La Tempesta, 2013
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I need no nightmares in my mind
I need no spiders I need no time
I’m moving to the city
I say farewell to all the friends of mine

Alla fine, la cosa che emerge con più forza da Build A Fire, terzo album dei Green Like July, sono i colori. I colori sgargianti del falò di carta immaginato dall’illustratrice Olimpia Zagnoli per la bellissima copertina, così come quelli del videoclip di Moving To The City e di altre otto canzoni che, in poco più di mezz’ora, regalano gioiose malinconie folk-pop, fresche come i tramonti di una primavera che si fa estate.
Moving To The City, subito: la voce impeccabile ed elegante di Andrea Poggio, songwriter con l’America nel cuore, il fragrante impasto di accordi elettroacustici e l’arrangiamento solare curato con Enrico Gabrielli (che ci mette anche clarinetto basso, wurlitzer, piano e timpani) offrono in apertura una melodia pop di quelle che non si dimenticano, da ballare felici dicendo addio agli amici per un nuovo inizio.
E poi: Borrowed Time, zucchero filato pop-rock pigro come il giorno di cui racconta, e A Well Welcomed Change, con il gusto lieve della celesta e del mellotron a tessere una dolce trapunta di stelle per un altro pezzo bellissimo; le dolcezze gemelle di An Ordinary Friend, Johnny Thunders e Tonight’s The Night e il tenero danzare di Agatha Of Sicily. Infine, il soffuso accomiatarsi di Robert Marvin Calthorpe, che davvero sembra arrivare troppo presto a spezzare l’incantesimo.
Registrato a Omaha nel corso di un mese, Build A Fire porta in Italia l’incanto di una musica senza tempo, con una classe che non teme di saltare steccati e confini per costruire una bella emozione.

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche
Chinese Translation – M. Ward
Here Comes a City – The Go-Betweens
Time To Move On – Tom Petty
Piazza, New York Catcher – Belle & Sebastian

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Billie Joe Armstrong - Norah Jones

Foreverly

Reprise Records, 2013
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All these many years I’ve loved you
No one has ever known
No one has ever known but you alone
I’ve kept it locked inside my heart
And smiled through all my tears
My darling, I have loved you, oh, so many years

Talvolta, la musica si ricorda di essere nata per unire mente e cuore, essere e avere, tralasciando tutti gli aspetti commerciali di vendita. E Foreverly è uno di questo casi: uno splendido omaggio alla tradizione americana, ed in particolare un omaggio agli Everly Brothers, che con la loro musica alla fine degli anni ’50 influenzarono non solo Folk e Country, ma tutti i generi successivi a partire dal Rock.
Ma un album del genere ha bisogno di una voce che lo caratterizzi … e qua ne abbiamo due.
E che voci.
Billie Joe Armstrong ti spiazza, abituati come siamo a vederlo satanasso esagitato assieme ai suoi Green Day, a darci dentro di punk-pop e chitarra elettrica: eppure sembra avere un lato nascosto terribilmente dolce. E Norah Jones? Beh, lei è un angelo prestato alla musica, una voce che rapisce e purifica: c’è poco da dire, sfuma le note in emozioni.
Billie Joe+Norah rileggono le canzoni intrecciando vocalizzi inaspettati, i due si completano a vicenda, trasmettendo il sapore e la voglia di riscoperta del genere “Americana”, pure semplicità ed essenzialità di sentimenti.

Ascolta tre brani tratti dall’album:
Long Time Gone, Silver Haired Daddy of Mine, Oh So Many Years

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche:
Norah Jones – Sunrise
Green Day – Basket Case
Jamie Cullum – I’m All Over It

… e leggi anche
Mariano De Simone – Old-time, hard times. Canzoniere della country music

… e guarda anche
Quando l’amore brucia l’anima (Walk The Line) – James Mangold

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