Archivio tag: anni 70

Valeria Parrella

Lo spazio bianco

2008, Einaudi, 112 p.
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- Mettici uno spazio bianco e ricomincia a scrivere quello che vuoi. – Ma si può fare? Non me lo chiesi, perchè era necessario. – Sì, lascia un rigo in bianco e ricomincia sotto.

Questo breve romanzo di Valeria Parrella, giovane autrice napoletana, è la storia di un’attesa. Maria un’insegnante di lettere della scuola serale del centro di formazione territoriale della città partorisce, in sei mesi, la piccola Irene, nata prematura. Una gravidanza in età avanzata, e senza il supporto di un padre. Una storia contemporanea e profonda, senza quell’esasperazione o sfrustazione di fondo, ma con un dolore reale e presente. La quotidianità fatta di piccoli e rituali gesti, che ci sembrano normali, quasi scontati, ma che in questo periodo d’attesa -di sospensione- diventano pioli di una scala tutta in salita. Molto affascinante è la prosa dell’autrice che sa raccontare i momenti di condivisione con le altre madri, i momenti in cui torna al lavoro, con i suoi studenti del serale: buona parte stranieri o lavoratori, che dopo più di trent’anni hanno bisogno della licenza media, magari per poter guidare un muletto trasportatore. In questi giorni d’attesa Valeria Parrella ci racconta anche la vita di Maria, che conserva probabilmente molti tratti in comune con l’autrice: l’età prima di tutto, il percorso scolastico, e non da ultimo la provenienza geografica.

Lo spazio bianco non è solo un libro d’attesa, a dire il vero, ma anche un libro di speranza, che senza staccare i piedi per terra ci ricorda che sì, possiamo lasciare uno spazio bianco e ricominciare.

Ti è piaciuto?

Allora leggi
Tempo di imparare di Valeria Parrella

E guarda anche
Lo spazio bianco di Francesca Comencini

 

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Boskovic

A Temporary Lapse of Heaven

Boskovic, 2015
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Articolo di Elena Stombelli

When I know and I say, can you believe me?
When I know and I dream don’t let me down
When I know and I say, can you believe me?
Can you believe me?
Don’t leave my sound
I’m just in town

Luca Boskovic è un artista di origini vicentine con una grande passione per i Beatles, i Deep Purple, i Pink Floyd e gli Who.
Nel suo album di debutto “A Temporary Lapse of Heaven”, si riflette la predilezione per le sonorità dei suoi gruppi di riferimento e l’artista ci catapulta nelle atmosfere musicali degli anni ’60 e ’70.
Bastano pochi minuti di ascolto, per avere la percezione di essere stati sbalzati indietro nel tempo e quasi ci si vede attraversare la strada sulle strisce pedonali di Abbey Road, rincorrendo i mitici Beatles.
L’album è composto da 11 tracce a cui si aggiunge la versione radiofonica del singolo “Just in Town”. I brani sono stati accuratamente selezionati tra i tanti composti nel corso di anni di scrittura.
Boskovic ha deciso che questo album sarebbe stata una sua creatura in tutti gli aspetti. Si è infatti preso carico di tutto il processo creativo, rivestendo il ruolo di autore della musica, dei testi, degli arrangiamenti ed anche della grafica dell’intero disco.
“A Temporary Lapse of Heaven” si apre con l’atmosfera allegra e spensierata di “Just in Town”. Il brano, scelto come primo singolo estratto, è allegro, leggero ed affronta il tema dell’amore e della felicità sprigionata da questo sentimento.
E’ un pezzo dalle sonorità rock-pop, nel quale la chitarra elettrica e la batteria dominano. Se potessimo fare un paragone, potrebbe ricordare i Green Day nella loro versione più leggera e pop che si incontrano con i Beatles nel loro periodo d’oro.
L’ascolto dell’album procede con “Everyday”, una canzone più lenta nella quale i pensieri di Boskovic sono accompagnati dalle note intime di una chitarra classica, sulle quali la voce dell’artista è morbidamente adagiata.
In alcuni brani di “A Temporary Lapse of Heaven” dominano la chitarra classica e ed il pianoforte mentre in altri quella elettrica e la batteria, il che rende l’opera morbida ma mai monotona o piatta.
I testi sono molto semplici ed immediati e spaziano dall’amore, trattato nelle sue varie sfaccettature, alla natura ed il rapporto dell’uomo con la stessa ma anche lo scorrere del tempo.
Temi profondi e che fanno riflettere, ma anche tematiche più leggere che parlano di amicizia, musica e quotidianità.
“ A Temporary Lapse of Heaven” è un disco di debutto ma che riflette maturità, sicuramente frutto degli anni di esperienza cantautorale dell’artista vicentino.
Le sonorità brit-pop con sfumature rock, sono arricchite da pennellate di r’n’b a rendere il complesso ancora più caldo e coinvolgente.
Boskovic debutta con l’album perfetto per i nostalgici dell’atmosfera di libertà, creatività e trasgressione tipica degli anni ’70.

Ascolta l’album
Boskovic – A Temporary Lapse of Heaven

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche:
Tommy – The Who
The Dark Side of The Moon – Pink Floyd
Machine Head – Deep Purple

…e leggi anche:
Il libro bianco dei Beatles : La storia e le storie di tutte le canzoni – Franco Zanetti

…e guarda anche:
Let it be : Un giorno con i Beatles – Michael Lindsay Hogg

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The Who

Who are you

Polydor Records, 1978
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I know there’s a place you walked
Where love falls from the trees.
My heart is like a broken cup
I only feel right on my knees.

Ci sono album che non sentono il trascorrere del tempo e, anche ascoltati dopo decenni, non perdono nulla della freschezza che avevano appena pubblicati.
Tra questi certamente rientrano quelli dei The Who.

Who are you, ottavo album del gruppo inglese, è stato pubblicato nel 1978, per poi essere rimaneggiato e rieditato nel 1996 con l’aggiunta di cinque bonus track. Viene ricordato anche per essere stato l’ultimo lavoro a cui ha partecipato il batterista Keith Moon, morto poco dopo l’uscita del disco.

La canzone da cui prende il nome è conosciuta anche per essere stata usata come sigla iniziale del telefilm C.S.I. (anche le serie ambientate a New York e Miami hanno canzoni dei The Who come sigla iniziale).

Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche…
One by one- Foo Fighters

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Verdena

Wow

Universal, 2011
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Una delle migliori rock band degli ultimi dieci anni, punto.
Wow è un caleidoscopio coloratissimo, un doppio album come non se ne sentivano da tempo; e pure una svolta per i Verdena, che mettono da parte un po’ (ma solo un po’) i chitarroni anni ’90 e tirano in ballo orchestrazioni che li fanno sembrare dei nuovi Flaming Lips.
C’è davvero di tutto in queste ventisette canzoni che paiono mille: il classico grunge acido (Mi Coltivo, Attonito) convive con tastiere limpide e melodiche (Scegli Me, Miglioramento, Nuova Luce); le fiabe degli anni ’70 (Razzi Arpia Inferno e Fiamme, Castelli Per Aria, Canzone Ostinata) con un singolone new wave da urlo (Loniterp, non a caso anagramma di Interpol). Per una volta, diventare grandi non significa invecchiare.
 
Ascolta tre brani tratti dall’album
Scegli me, Razzi arpia inferno e fiamme, Miglioramento
 
Ti è piaciuto questo album? Allora ascolta anche
Flaming Lips – Fight Test
Motorpsycho – Serpentine

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