Archivio tag: anni sessanta

Theodore Melfi

Il diritto di contare

USA, 2017
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Mi occorrono dei numeri che ancora non esistono. Trovatemi un matematico prima che i russi piantino una bandiera sulla luna.

“Il diritto di contare” racconta la storia vera di tre donne matematiche di colore, particolarmente dotate, impiegate negli anni Sessanta nella NASA per dare attuazione al programma che avrebbe portato John Glenn (primo americano) in orbita nello spazio.
Una storia che prima questo film non aveva mai raggiunto il grande pubblico (e forse nemmeno quello di nicchia).

Siamo nell’America segregazionista, ossessionata dalla Guerra Fredda ed intrisa di pregiudizi contro le donne e gli afro-americani. Manca ancora qualche anno alla campagna pacifica per il riconoscimento dei diritti dei neri portata avanti da M.L. King e J.F. Kennedy.
In questo clima ancora profondamente razzista, le tre giovani donne (Katherine Johnson, Dorothy Vaughan e Mary Jackson) riescono ad imporsi in un ambiente ostile e a svolgere un ruolo chiave nella buona riuscita del primo volo orbitale americano (programma spaziale Mercury).

Bel film, bellissima storia di coraggio e determinazione, ottimo cast. Avrebbe meritato un Oscar.

Ti è piaciuto questo film? Allora vedi anche
The last man on the moon – Marc Craig
Apollo 13 – Ron Howard

e leggi anche Il diritto di contare – Margot Lee Shetterley

diritto-contare-1

Regia: Theodore Melfi
Sceneggiatura: Margot Lee Shetterley, Allison Schroeder
Durata: 127′

Personaggi ed interpreti:
Katherine Johnson: Taraji P. Henson
Dorothy Vaughan: Octavia Spencer
Mary Jackson – Janelle Monae
Al Harrison – Kevin Costner

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Scorpions

Comeblack

Sony, 2011
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I’ll fight, babe, I’ll fight
to win back your love again
I will be there, I will be there

Il disco, il diciottesimo nella carriera di questo storico gruppo rock tedesco, raccoglie famosissimi brani registrati nuovamente della band e alcune cover di altri famosi gruppo degli anni Sessanta, come per esempio Beatles e Rolling Stones.
Il titolo dell’album è ironico. Nel 2010 l’album Sting in the tail avrebbe dovuto essere l’ultimo saluto della band dopo quarant’anni di onorata carriera, ma l’affetto dei fan e la partecipazione al tour che accompagnava il disco ha fatto sì che gli Scorpion rivedessero la loro scelta. Da qui nasce Come Black, che gioca con l’assonanza a “come back”, cioè ”ritorno”.
I sette brani scelti tra la sterminata produzione della band in quattro decenni di attività non hanno subito riarrangiamenti; la scelta è stata quella di stare il più vicini possibile agli originali ma utilizzando la strumentazione moderna.
La scelta invece delle Cover si basa sulle canzoni che nel corso degli anni hanno più influenzato lo stile di Klaus Meine e soci: “Tainted Love” di Gloria Jones, “Children Of The Revolution” dei T. Rex, “Across The Universe” dei Beatles, “Tin Soldier” degli Small Faces, “All Day And All Of The Night” dei Kinks e “Ruby Tuesday” dei Rolling Stones.

Ascolta tre brani dell’album:
Still loving you
Wind of change
Rhythm of love

Ti è piaciuto questo album?
Allora ascolta anche:
Scorpion, Return to forever
Metallica, Nothing else matter
Europe, The Final Countdown
Queen, The Show must go on

E guarda anche:
Ari Folman, Valzer con Bashir

E leggi anche:
Martin Popoff, Scorpion Uragano tedesco

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Simon & Garfunkel

Greatest Hits

Columbia Records, 1972
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I’ll take your part
When darkness comes
And pain is all around,
Like a bridge over troubled water
I will lay me down.
Like a bridge over troubled water
I will lay me down.

Ecco due fra i più noti interpreti folk rock statunitensi, che hanno cantato insieme, pur con varie separazioni, dagli anni Sessanta ai primi Duemila. Nati entrambi a New York nel 1941, dopo inizi altalenanti Simon & Gurfunkel conoscono la notorietà con Hei, Schoolgirl. Ma il successo planetario arriva con The Sound of Silence, secondo alcuni dedicata all’assassinio di J.F. Kennedy, ma più genericamente legata al tema dell’incomunicabilità. La colonna sonora del celebre film Il laureato consacra la fama del duo. Oltre a questo, altri dischi faranno vendite stellari: Bridge Over Troubled Water (1970) e Greatest Hits (1972). Nel corso degli anni, pur non essendosi riuniti, Simon & Garfunkel hanno suonato insieme molte volte per la gioia dei fan. L’album più acclamato è forse quello dedicato al concerto in Central Park del 1981, cui assistettero quattrocentomila persone.
In Greatest Hits si trova una carrellata dei principali successi e delle tematiche care ai due cantanti: il fallimento sociale (The Boxer), il legame con la propria terra (El Condor Pasa (If I Could)), ma anche soggetti più intimi quali l’amore (Cecilia), l’amicizia (Bridge Over Troubled Water), la solitudine (I Am A Rock), se pure alleggeriti da notazioni ironiche. Non mancano anche le rivisitazioni di antiche ballate inglesi, come la suggestiva Scarborough Fair.

Ascolta alcuni brani dal disco
Bridge Over Troubled Water
The Sound of Silence
I am a Rock
Scarborough Fair

Ti è piaciuto?
Allora ascolta anche
Knockin’On Heaven’s Door

…e guarda anche
Il laureato – Mike Nichols

… e leggi anche
22/11/’63 – Stephen King

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Anne Tyler

Una vita allo sbando

Guanda, 2011, 217 pp.
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Evie rimase dov’era per diversi minuti, a guardare la porta aperta. Era abituata a finali netti. Andandosene, Drum Casey aveva seminato pezzetti di conversazione come i pelucchi di un batuffolo d’ovatta, rimasti sospesi nell’aria alle sue spalle. La sua voce aleggiava nel corridoio, scorporata.

Anni Sessanta. Evie, timida diciassettenne, vive in una cittadina della provincia americana. Ha una linea non proprio perfetta, un carattere spaesato ed insicuro, una vita mediocre. Ascoltando alla radio un’intervista a Drum Casey, leader di un gruppo rock della zona, se ne innamora e decide di farsi notare da lui, in qualsiasi modo. Niente a che vedere con l’isterismo esibito da certe teenager per i propri idoli. Lei decide di compiere un gesto in solitudine, con atteggiamento dimesso, ma assolutamente clamoroso. Un comportamento autolesionista, pazzesco ed incomprensibile ai più, che la condurrà all’obiettivo di entrare in confidenza con Drum. La storia inizia qui e racconta, con tono pacato, quasi ordinario, una vita insieme, in cui qualcuno cresce e qualcuno invece resta indietro, allo sbando.

Ti è piaciuto questo libro? Allora leggi anche
Elogio alla bruttezza – Loredana Frescura

… ascolta anche At Folsom Prison – Johnny Cash

e guarda anche Noi siamo infinito – Stephen Chbosky

 

 

 

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a cura di Lucio D'Arcangelo

Racconti fantastici argentini

Mondadori, 1999, 220 p.
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Il futuro non vive, non esiste per Cosimo Schmitz, il fabbro, non gli dà gioia nè timore. In assenza del futuro anche il passato impallidisce, perchè la memoria serve appena; ma come è intenso, totale, eterno il presente, non distratto da visioni o immagini di ciò che deve venire, nè dal pensiero che presto tutto sarà passato!

Questo raccolta comprende diciannove racconti di autori argentini, composti tra gli anni Quaranta e Sessanta ed accomunati dalla vena fantastica. In ogni racconto il fantastico assume una forma del tutto particolare, spaziando dal mistero al sogno, dall’enigma all’orrore, dall’ironia al grottesco. I racconti sono brevi e permeati dalla solitudine dei protagonisti, alle prese con un evento inspiegabile ed irreale, soprannaturale, che sconvolge la vita quotidiana e mette in crisi ogni equilibrio. Un uomo  che decide di sottoporsi ad un trattamento di “chirurgia psichica di estirpazione”, una scimmia che impara a parlare e muore subito dopo, un cataclisma cosmico che altera le normali regole della fisica, un attore defunto imprigionato nei propri film: ecco solo alcune delle affascinanti storie raccolte in questo libro!

Ti è piaciuto questo libro, allora leggi anche:
Molto dopo mezzanotte – Ray Bradury
Racconti del terrore – Edgar Allan Poe

ed ascolta anche Libertango – Astor Piazzola

 

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Marco Tullio Giordana

I cento passi

Italia, 2000
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Novantatre, novantaquattro, novantacinque, novantasei, novantasette, novantotto, novantanove e cento! Lo sai chi c’abita qua?

Ammuninne. Ah, u’zu Tanu c’abita qua!

Cento passi ci sono da casa nostra, cento passi! Vivi nella stessa strada, prendi il caffè nello stesso bar, alla fine ti sembrano come te! «Salutiamo zu’ Tanu!» «I miei ossequi, Peppino. I miei ossequi, Giovanni».

E invece sono loro i padroni di Cinisi! E mio padre, Luigi Impastato, gli lecca il culo come tutti gli altri! Non è antico, è solo un mafioso, uno dei tanti!
È nostro padre. Mio padre, la mia famiglia, il mio paese! Io voglio fottermene! Io voglio dire che la mafia è una montagna di merda! Io voglio urlare che mio padre è un leccaculo! Noi ci dobbiamo ribellare. Prima che sia troppo tardi! Prima di abituarci alle loro facce! Prima di non accorgerci più di niente!

Anni Sessanta e Settanta, in Italia è un periodo di forte contestazione studentesca. In Sicilia, a Cinisi, la protesta prende la forma di qualcosa di diverso grazie a Peppino Impastato, ragazzo profondamente coraggioso, che del rispetto della legge e della ribellione alla mafia fa una ragione di vita, un impegno imprescindibile, fino all’estrema conclusione. Peppino Impastato è esisitito veramente. Peppino Impastato è stato e resta un esempio per tutti coloro che non si limitano a rimanere a guardare, che non piegano coscienza ed orgoglio alle regole dell’omertà, che alzano la testa di fronte alle logiche  delle cosche mafiose. Peppino Impastato non è un eroe, da venerare quasi avesse connotati “sovrumani”: significherebbe farne non un esempio, ma un modello inarrivabile. Peppino Impastato ha saputo con coraggio ribellarsi a chi, per proprio profitto e con vigliacche strategie di terrore, ha soffocato (e soffoca)  ogni giorno la dignità, la libertà, la spinta vitale di intere comunità. E questa è la sua storia.

 

Ti è piaciuto questo film? Allora vedi anche

Gomorra
Cento giorni a Palermo
Mery per sempre
La Meglio gioventù

 

… leggi anche

Quarant’anni di mafia – Saverio Lodato
Cose di cosa nostra – Giovanni Falcone
La mattanza – Carlo Lucarelli
Per questo mi chiamo Giovanni – Luigi Garlando

 

… ed ascolta anche
Pensa – Fabrizio Moro
Cento Passi – Pippo Pollina

 

 

Regia: Marco Tullio Giordana
Soggetto: Claudio Fava, Marco Tullio Giordana, Monica Zapelli
Sceneggiatura: Claudio Fava, Marco Tullio Giordana, Monica Zapelli
Fotografia: Roberto Sforza
Durata: 114′

 

Luigi Lo Cascio: Peppino Impastato
Luigi Maria Burrano: Luigi Impastato
Lucia Sardo: Felicia Impastato
Paolo Briguglia: Giovanni Impastato
Tony Sperandeo: Tano Badalamenti

 

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