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Marco Tullio Giordana

I cento passi

Italia, 2000
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Novantatre, novantaquattro, novantacinque, novantasei, novantasette, novantotto, novantanove e cento! Lo sai chi c’abita qua?

Ammuninne. Ah, u’zu Tanu c’abita qua!

Cento passi ci sono da casa nostra, cento passi! Vivi nella stessa strada, prendi il caffè nello stesso bar, alla fine ti sembrano come te! «Salutiamo zu’ Tanu!» «I miei ossequi, Peppino. I miei ossequi, Giovanni».

E invece sono loro i padroni di Cinisi! E mio padre, Luigi Impastato, gli lecca il culo come tutti gli altri! Non è antico, è solo un mafioso, uno dei tanti!
È nostro padre. Mio padre, la mia famiglia, il mio paese! Io voglio fottermene! Io voglio dire che la mafia è una montagna di merda! Io voglio urlare che mio padre è un leccaculo! Noi ci dobbiamo ribellare. Prima che sia troppo tardi! Prima di abituarci alle loro facce! Prima di non accorgerci più di niente!

Anni Sessanta e Settanta, in Italia è un periodo di forte contestazione studentesca. In Sicilia, a Cinisi, la protesta prende la forma di qualcosa di diverso grazie a Peppino Impastato, ragazzo profondamente coraggioso, che del rispetto della legge e della ribellione alla mafia fa una ragione di vita, un impegno imprescindibile, fino all’estrema conclusione. Peppino Impastato è esisitito veramente. Peppino Impastato è stato e resta un esempio per tutti coloro che non si limitano a rimanere a guardare, che non piegano coscienza ed orgoglio alle regole dell’omertà, che alzano la testa di fronte alle logiche  delle cosche mafiose. Peppino Impastato non è un eroe, da venerare quasi avesse connotati “sovrumani”: significherebbe farne non un esempio, ma un modello inarrivabile. Peppino Impastato ha saputo con coraggio ribellarsi a chi, per proprio profitto e con vigliacche strategie di terrore, ha soffocato (e soffoca)  ogni giorno la dignità, la libertà, la spinta vitale di intere comunità. E questa è la sua storia.

 

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Regia: Marco Tullio Giordana
Soggetto: Claudio Fava, Marco Tullio Giordana, Monica Zapelli
Sceneggiatura: Claudio Fava, Marco Tullio Giordana, Monica Zapelli
Fotografia: Roberto Sforza
Durata: 114′

 

Luigi Lo Cascio: Peppino Impastato
Luigi Maria Burrano: Luigi Impastato
Lucia Sardo: Felicia Impastato
Paolo Briguglia: Giovanni Impastato
Tony Sperandeo: Tano Badalamenti

 

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Jonathan Coe

La banda dei brocchi

Feltrinelli, 2002
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‘Non avrebbe mai capito il mondo, ma avrebbe sempre amato quella musica. E allora l’ascoltò, sicuro che Dio era dalla sua parte, e si sentì a casa’.

‘Fantasia e memoria, ecco  sono queste le mie armi nella lotta contro il tempo, la mia scommessa con l’infinito, finchè ho loro non ho niente da temere…’

 
Il romanzo ha come protagonisti un gruppo di amici che frequenta un’elegante scuola di Birmingham.
La storia è articolata, molti personaggi e vicende si intersecano, storie quotidiane cui fanno da sfondo i grossi cambiamenti e conflitti sociali dell’Inghilterra degli anni Settanta, dilaniata dai sanguinosi attentati dell’IRA.
Un romanzo coinvolgente, in cui si susseguono esperienze, emozioni, slanci, sconfitte, avventure, permeate in ogni pagina da un gran senso dell’umorismo.
 
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